Short Latitudes fra laboratorio e prime aperture

Mentre il processo laboratoriale di Short Latitudes Lombardia – che ha visto protagonisti alcuni giovani autori italiani alle prese con la creazione drammaturgica sotto la guida dei britannici Caroline Jester e Steve Waters – sta volgendo al termine, cominciano i primi step di apertura all’esterno del processo: il 4 e 5 marzo, alla Fabbrica del Vapore, si sono svolti gli ultimi due giorni di workshop, in vista della lettura pubblica del 19 marzo presso il Teatro i; ma, in questa sessione, prende avvio anche una fase di progressiva apertura: il primo passaggio è quello di una lezione di Caroline Jester agli studenti dell’Università Statale di Milano, nella mattina del 6 marzo; poi, la prossima settimana, ci saranno, oltre la lettura (accompagnata dal feedback di alcuni sguardi “complici”, scelti fra drammaturghi, docenti e critici), incontri con gli artisti e mise en espace.

Steve Waters e Caroline Jester, i tutor del workshop

Steve Waters e Caroline Jester, i tutor del workshop

Un esercizio per entrare nel laboratorio di Short Latitudes Lombardia
La mattinata dell’ultimo giorno di workshop comincia con un esercizio. In questo racconto assume la collocazione dell’incipit, non solo per ragioni di cronologia, ma perché rende perfettamente l’idea di come funzioni (e abbia funzionato) questo percorso d’incontro con la scrittura britannica, a partire dalla predilezione per l’apprendimento attraverso la sperimentazione e la pratica…

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