Redazione

N° 0 * 2015: editoriale

Disegno di Stefano Collini

immagine di Stefano Collini

Cambia tutto!
Il sito del Tamburo di Kattrin non sarà più come l’avete conosciuto. In questi anni siamo cambiate noi, è cambiato internet, è cambiato il mondo del teatro, dell’arte, della cultura, e beh, è cambiato anche e soprattutto tutto ciò che è intorno a noi.
Tutto cambia, e quindi anche Kattrin sta cambiando.
Ora. Sotto i nostri occhi e i vostri.
Ci siamo occupate di fare informazione teatrale sul web dal 2009: abbiamo cercato di essere il più presenti possibili, di seguire tutto e raccontarlo su queste pagine. Un po’ ci siamo riuscite, un po’ no. Adesso ci siamo guardate intorno, dentro e fuori, abbiamo guardato voi e tutto quello che ci circonda. E abbiamo capito di voler fare qualcosa di completamente diverso.

Trimestrale. Tematico. Aperto. In progress
Ogni 3 mesi scegliamo un argomento diverso su cui lavorare per un po’. Un tema che viene da dentro il teatro, ma che si apra verso il fuori, verso altri orizzonti, visioni, pensieri, insomma che tratti il teatro stesso in tutt’altra maniera: resistono alcune recensioni, sicuramente interviste e approfondimenti, ma saranno accompagnati da una serie di prospettive, rubriche e formati altri.
Non è un trimestrale “vero”, quanto piuttosto il suo processo di costruzione: un trimestrale in progress. Il sito verrà di volta in volta aggiornato e andrà a comporre, giorno dopo giorno, un mosaico di contenuti – tutti di formati diversi, da quelli leggeri, quasi dei giochi, ad altri più corposi di riflessione – che gireranno sempre intorno allo stesso tema.
Per dare al racconto del (teatro del) presente un ritmo diverso, un altro tono, linguaggi che non gli appartengono eppure potrebbero.

Festival-perché: un tema e un modo di lavorare
Non è un caso che per il primo passo di questo nuovo percorso, il primo tema che abbiamo scelto sia: “festival”.
I festival sono stati molto importanti per noi in questi anni. Non solo perché abbiamo visto spettacoli, più o meno belli, che hanno arricchito le nostre vite e il nostro lavoro. Ma, prima di tutto, perché i festival ci hanno accolte, scommettendo insieme a noi su un tipo di lavoro intensivo, di prossimità e di profondità che oggi è raro poter svolgere: OperaEstate di Bassano, Primavera dei Teatri a Castrovillari, Drodesera, e tutti gli altri presso cui siamo state ospiti per tempi più brevi, ci hanno insegnato molto, moltissimo. Qui abbiamo incontrato le persone che il teatro lo fanno tutti i giorni, a ritmi belli e forti; che hanno il coraggio e la responsabilità di dischiudere visioni sull’arte e sul mondo che le circonda; che creano soprattutto il tempo e lo spazio per condividerle, per confrontarcisi.
Uno spazio-tempo altro, quello dei festival. Separato e immerso nel mondo. Vicinissimo alle persone, eppure anche distaccato. Intenso e rarefatto. Condivisione e concentrazione. Uno e molteplice. Un’eccezione e una regola. Che è quello che – scegliendo questo tema per la nuova vita del Tamburo – vogliamo provare a fare insieme nei prossimi mesi.

Torinodanza Festival 2015

Comunicato stampa

TORINODANZA FESTIVAL 2015
9 settembre – 4 novembre 2015

Torinodanza Festival 2015 – diretto da Gigi Cristoforetti e realizzato dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale – propone dal 9 settembre al 4 novembre 2015 un programma innovativo e di particolare interesse, capace di coinvolgere i pubblici più diversi: dai fedelissimi della danza contemporanea ai semplici spettatori affascinati dalle possibilità evocative del corpo in movimento. Corpo, ma non solo: infatti, accanto agli spettacoli più tradizionalmente coreografici, il festival offre performance che ibridano la danza con suggestioni teatrali, cinematografiche, poetiche o circensi, accogliendo perfino influenze hip-hop e sperimentazioni in 3D.

Un programma che, come sempre, garantisce un alto livello qualitativo nella scelta artistica senza trascurare l’ampiezza della propria offerta. I numeri di questa edizione 2015: 19 spettacoli, 26 rappresentazioni, 5 prime nazionali, 7 coproduzioni, 15 compagnie ospitate provenienti da 7 diverse nazioni (Argentina, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Stati Uniti).

«Torinodanza – afferma Gigi Cristoforetti, Direttore Artistico del festival – è rivolto verso chi ama scoprire universi curiosi e originali, anche al di là dei confini disciplinari della danza. Attraversare le barriere è una delle dimensioni caratteristiche del nostro tempo, di volta in volta accompagnata dal senso della scoperta e dell’opportunità, oppure della fuga e del dramma. Siamo impegnati in un continuo superamento dei limiti, uno sbilanciamento che ci porta alternativamente in alto o in basso, ci condanna al disequilibrio o ci regala un nuovo orizzonte. Di questa condizione della contemporaneità troviamo oggi tracce evidenti nel lavoro degli artisti più sensibili, che ci narrano il loro percorso salvifico o il precipitare verso un buio che pare privo di speranze. E se quest’ultima è la faccia della realtà che più ci investe nel quotidiano, all’arte compete fortunatamente il simulare, se non realizzare, anche la ricostruzione di un senso di umanità e speranza, di bellezza».

«La Compagnia – dichiara Luca Remmert, Presidente della Compagnia di San Paolo – condivide le linee progettuali di Torinodanza, come testimonia il nostro sostegno stabile dal 2006, che nel 2014 ha permesso la realizzazione del Défilé. L’intento è quello di svolgere un’azione strategica di sistema che mira a una fruizione aperta dell’arte, contro il diffuso impoverimento economico, sociale e culturale in atto. Il Festival 2015 è, in questo, grande affermazione progettuale, ma è anche parte del processo che è stato avviato proprio con il Défilé e che ci auspichiamo porti nel 2016 a una nuova Biennale di Torinodanza».

Un’edizione attenta, come le precedenti, ai differenti ambiti della creazione contemporanea, che guarda sia alla ricerca coreografica internazionale che alla multiforme scena della danza italiana.
Un festival articolato e suggestivo che si apre con Kiss & Cry di Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael, una favola moderna a metà tra cinema e danza, e che vede protagonista Alain Platel con una nuova e ancor più straordinaria tappa della sua avventura umana e artistica, stavolta sostenuta da una quarantina di musicisti. Sasha Waltz, regina della coreografia contemporanea, presenta Impromptus uno dei sui capolavori. Per chi invece non ama rinchiudersi nei confini di una disciplina ecco Kamp di Hotel Modern, un racconto che illumina il lato oscuro dell’uomo, con invenzioni visive altrettanto stupefacenti.
Troviamo poi una danza “danzata”, come potremmo dire per rimarcare la forza dinamica e pura delle linee interpretative di Andonis Foniadakis e Michele Di Stefano con Aterballetto; o una danza ibridata con l’acrobazia, nella virtuosistica e misteriosa apparizione dei 22 interpreti della Compagnia XY. E non mancano quest’anno sorprese e giochi visivi, come nello straordinario incontro di hip-hop e proiezioni in 3D dei Käfig, uno dei momenti più spettacolari del festival; o nel piccolo e prezioso Chut di Fanny de Chaillé. Maestra nel mescolare impianto visivo, musica e gesto è anche la giovane Louise Vanneste, a Torino per la prima volta. L’edizione 2015 prevede inoltre una qualificata e curiosa presenza nazionale con l’indagine della coreografia italiana in prospettiva storica, grazie al progetto RIC.CI ideato e diretto da Marinella Guatterini, che presenta Valeria Magli e riscopre danze futuriste grazie a Silvana Barbarini, oltre che con una nuova produzione del giovane Daniele Ninarello. Alessandro Sciarroni, con una partita di pallamano giocata nel buio del deficit visivo, analizza una disciplina sportiva rivolta a non vedenti e ipovedenti e Leonardo Cuello, con la sua compagnia, ci fa immergere in un genere popolare e amato come il tango.
E, per finire, Torinodanza propone una serata speciale che accomuna Benjamin Millepied – celebre per la sua innovativa direzione del ballo all’Opéra di Parigi e per le coreografie cinematografiche de Il cigno nero – e il grandissimo William Forsythe, con uno dei suoi capolavori.

TORINODANZA | I PARTNER
Torinodanza 2015 è un progetto realizzato da Torinodanza festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, maggior sostenitore Compagnia di San Paolo, con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione Live Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale dello Spettacolo, in partenariato con Intesa Sanpaolo e SNCF.

TORINODANZA 2015 | GLI SPETTACOLI
L’inaugurazione del Festival è affidata a Michèle Anne De Mey e Jaco Van Dormael con Kiss & Cry, una delle più originali creazioni della scena europea degli ultimi anni, che fonde senza compromessi cinema e danza, emozione e “finzione”, sollecitando gli spettatori stessi a una scelta continua tra azione dal vivo e filmata. Kiss & Cry, già ospite di Torinodanza nel 2012, sarà in scena alle Fonderie Limone di Moncalieri dal 9 al 13 settembre.
L’11 e il 12 settembre, la belga Louise Vanneste propone una nuova declinazione della sua indagine sulla relazione tra il corpo e le dimensioni di spazio e tempo con una ipnotica coreografia per quattro interpreti femminili: Gone in a heartbeat, in prima nazionale alle Fonderie Limone. Lo spettacolo, coprodotto dal Festival, è programmato nell’ambito della convenzione biennale siglata da Wallonie-Bruxelles International (WBI) – Wallonie Bruxelles Théâtre Danse (WBTD), Halles de Schaerbeek, Città di Torino e Torinodanza festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.
Torna in Italia uno dei capolavori di Sasha Waltz: da molti considerata l’erede di Pina Bausch, la coreografa tedesca fonde la sua esperienza europea e americana per dare vita a Impromptus, un magistrale intreccio di danza, teatro e musica classica, che debutterà al Teatro Regio sabato 19 settembre. Lo spettacolo è presentato in collaborazione con RAI – Prix Italia, nell’ambito di “Torino incontra Berlino” con il sostegno del Goethe-Institut Turin e del Ministero degli Esteri della Repubblica Federale Tedesca.
Quella di martedì 22 settembre alle Fonderie Limone è una serata all’insegna di ritmo e dinamismo, grazie alle tre performance di Aterballetto, sotto la direzione di due coreografi di fama internazionale come Michele Di Stefano e Andonis Foniadakis. S’inizia con e-ink, una fulminea riflessione di Di Stefano sui temi del linguaggio e della scrittura. Al suo debutto nel 1999 lo spettacolo ottenne un enorme successo sia di pubblico che di critica e viene riproposto quest’anno grazie al progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta-Novanta) ideato e diretto da Marinella Guatterini. Seguono Upper-East-Side, lavoro corale che s’interroga sul tema del luogo e della sua definizione relazionale, sempre dal genio di Michele Di Stefano. La serata si chiude con Antitesi, in cui il greco Andonis Foniadakis usa la rapidità del linguaggio fisico per cesellare sempre nuovi e diversi passaggi musicali. Torinodanza prosegue la sua collaborazione con MITO SettembreMusica nel cui ambito anche quest’anno vengono presentati gli spettacoli di apertura del Festival.
Il 25 e il 26 settembre torna alle Fonderie Limone un affezionato compagno di strada di Torinodanza: Alain Platel che porta a Torino uno dei suoi spettacoli più ambiziosi En avant, marche! che lo vede collaborare – per la seconda volta dopo Gardenia (presente a Torinodanza nel 2012) – con Frank Van Laecke. Dopo la fusion tra musica africana e classica di Coup Fatal, troviamo una vera fanfara in scena che, nel nostro caso, è piemontese: si tratta dell’Unione Musicale Condovese. Ancora una volta la musica è l’occasione per un incontro tra personaggi visionari, apparizioni clownesche e storie sorprendenti; lo spettacolo, coprodotto dal Festival, debutterà in prima italiana. In occasione della replica del 26 settembre, Torinodanza e Torino Spiritualità programmano un incontro con Alain Platel e Gigi Cristoforetti al Circolo dei Lettori.
Il 29 settembre, alle Fonderie Limone debutterà in prima nazionale Chut di Fanny de Chaillé, uno spettacolo visionario in cui la danza si muove dentro la scenografia in una sorta di gioco fiabesco e ambiguo in cui si cade, si annaspa, ci si aggrappa a tutto. La performance si iscrive nell’ambito della collaborazione con Espace Malraux – Scène nationale de Chambéry et de la Savoie e con La Francia in Scena.
Doppio appuntamento per uno degli spettacoli più acclamati alla recente Biennale de la Danse di Lyon, al confine con il circo contemporaneo, Il n’est pas encore minuit…: il 2 e il 3 ottobre sempre alle Fonderie e sempre in collaborazione con La Francia in Scena. I ventidue interpreti della Compagnie XY riescono a parlare di amicizia e solidarietà attraverso l’emozionante registro dei virtuosismi circensi.
In collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale dello Spettacolo e all’interno del progetto RIC.CI, il 7 ottobre, alla Lavanderia a Vapore la performer della “poesia ballerina” degli anni Ottanta, Valeria Magli, fa rivivere Pupilla, spettacolo del 1983 in bilico tra teatro e danza. La Magli lavora con DanceHaus Company in questa evocazione allegra e torbida del mondo dell’infanzia, con le sue bambole e i suoi pupazzi che imitano la vita senza mai raggiungerla.
Sempre il 7 ottobre alle Limone va in scena la prima italiana del lavoro del giovane danzatore e coreografo Daniele Ninarello: L.A.N.D. Where is my love, un’indagine sul corpo e i suoi confini (non solo fisici). Lo spettacolo è coprodotto da Torinodanza, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale con il sostegno di MosaicoDanza – Festival Interplay, Le Pacifique/CDC – Grenoble e programmato in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale dello Spettacolo e Interplay/15.
Sempre in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo – Circuito Regionale dello Spettacolo va in scena, alla Lavanderia a Vapore il 13 ottobre, Uccidiamo il chiaro di luna. Gli allievi del II corso di Teatrodanza della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, fanno rivivere le atmosfere futuriste dello spettacolo che andò in scena nel 1997, per la coreografia, ieri come oggi, di Silvana Barbarini.
Dal 16 al 18 ottobre, alle Fonderie Limone, debutta Kamp, presentato in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, lo spettacolo è ideato e diretto dal collettivo olandese Hotel Modern. Hermen Helle, Pauline Kalker e Arlène Hoornweg si muovono tra migliaia di burattini su un palco che è il modello in scala di Auschwitz per rievocare l’orrore di quell’epica catastrofe.
Martedì 20 ottobre alle Fonderie di Moncalieri, il coreografo e docente universitario Leonardo Cuello e la sua compagnia portano in scena Colección Tango, uno spettacolo dove il tango dialoga con la danza contemporanea per creare quella sintesi che prende il nome di tango fusión. A seguire, subito dopo lo spettacolo, una serata di ballo Milonga con la partecipazione dei ballerini della Compañía de Leonardo Cuello, con selezione musicale a cura di Carlo Margiocchi e Patrizia Pollarolo (Laboratorio Baires).
Altra prima nazionale per le Fonderie Limone: il 24 e il 25 ottobre, nell’ambito del programma di Torino Capitale Europea dello Sport 2015, va in scena Aurora. Ultimo capitolo della trilogia di Alessandro Sciarroni (Will you still love me tomorrow?), la performance è una riflessione sulla pratica sportiva – sul gioco del Goalball in particolare – e sulla relatività del tempo. Sabato 24 ottobre, al termine dello spettacolo, la Compagnia incontrerà il pubblico di Torinodanza e, a seguire, verrà proiettato il film Aurora, un percorso di creazione – che documenta e traduce il lungo percorso di creazione dello spettacolo – regia e montaggio Cosimo Terlizzi (anno 2015; durata prevista 60’).
Ritmi hip-hop ed effetti scenici 3D per Pixel, in scena alle Limone il 28 e il 29 ottobre. Il coreografo Mourad Merzouki collabora con l’artista Adrien Mondot e Claire Bardainne della Compagnia BCMA per creare mondi grafici astratti che interrogano lo spettatore sul rapporto tra reale e virtuale. Lo spettacolo è programmato in collaborazione con La Francia in Scena.
Torinodanza 2015 si chiude il 3 e il 4 novembre alle Fonderie Limone con tre spettacoli di L.A. Dance Project, compagnia del direttore del Balletto dell’Opéra di Parigi, Benjamin Millepied che, sulla musica per pianoforte di David Lang e sulla rigorosa installazione di Barbara Kruger, crea Reflections e sulle musiche di Philip Glass usa i corpi e le luci per creare illusioni di riflessi di pietre preziose in Hearts & Arrows. Chiude la serata Quintett, capolavoro del 1993 di William Forsythe: “il più europeo degli americani” compose questa coreografia come omaggio alla compagna scomparsa; i temi dell’amore e del distacco innervano un quadro intimistico e sinceramente umano, sulle note del famoso pezzo Jesus’ Blood Never Failed Me Yet di Gavin Bryars.

Torinodanza e il Circolo dei Lettori organizzano, anche quest’anno, una serie di incontri di approfondimento sulla danza con critici ed esperti del settore, che si svolgeranno tutti presso la Sala Gioco del Circolo, alle ore 18.00.
Martedì 6 ottobre 2015, Elisa Guzzo Vaccarino, critico e studiosa di danza, presenta il suo libro La danza d’arte. Balanchine, Cunningham, Forsythe. Tre maestri della danza formale (Dino Audino editore, 2015).
Mercoledì 14 ottobre 2015, Sergio Trombetta, giornalista e critico di danza, propone Le parole della danza. Aspettando il nuovo Nureyev: raccontare la danza sui giornali, alla radio o in tv. Come districarsi fra luoghi comuni e la morte della critica.
Mercoledì 21 ottobre 2015, Claudia Allasia, giornalista e critico di danza, introdurrà Le gran Madri della Danza torinese: Bella Hutter e le sue esperienze centro-europee nel milieu Gualino. Sara Acquarone e l’ICAR di Tapié. Anna Sagna tra il Tanztheater e la “Linea teatrale” di Gian Renzo Morteo. Susanna Egri ovvero il Gran Torino e la nascente Rai. Loredana Furno, l’ideatrice della Scuola del Teatro Nuovo e del Festival di Vignale.
Martedì 27 ottobre 2015, Francesca Rosso, giornalista, ricercatrice, danzatrice e blogger, presenta La danza in una società multietnica: gioco, rito, festa, espressione. Giro del mondo in danza fra tradizione e globalizzazione.

www.torinodanzafestival.it

Santarcangelo dei Teatri 2015

Santarcangelo dei Teatri, il più longevo festival della ricerca teatrale in Italia, compie 45 anni e sceglie di affidare la direzione artistica a Silvia Bottiroli.
Si conferma la scelta di un festival articolato in tre annualità, e lo si fa affidandone l’ideazione a una giovane curatrice italiana, gesto raro e coraggioso nel panorama delle arti e dello spettacolo in Italia.
Lo si fa intraprendendo un cammino che ne fa un’esperienza lunga un anno, un evento che coinvolge il territorio prima di ‘esplodere’ dal 10 al 19 Luglio. Un festival che, in linea con quanto accade nelle grandi vetrine europee, si connota sempre più come un centro di ricerca e di creazione, disegnando traiettorie e relazioni tra artisti italiani e stranieri.
Ecco che alcuni artisti lavorano negli spazi pubblici della città, la biblioteca e il mercato settimanale, alla ricerca di una relazione possibile con il luogo, e altri risiedono a Santarcangelo di Romagna per lunghi periodi e coinvolgono i cittadini, reinventando la relazione con la località. L’invito è a radicarsi per guardare altrove, per farsi contaminare dal nuovo e dal presente, dai linguaggi di altri Paesi. Interrogarsi e assecondare il processo di creazione attraverso le residenze d’artista, o indagare lo spazio pubblico attraverso pratiche di intervento artistico, ecco le ragioni di un festival sensibile all’oggi, sismografo del presente, di cui traccia diagrammi ed evidenze. Un festival insomma, dalla forte vocazione “politica”, come dimostrano gli spettacoli che lo aprono e lo chiudono.

Come dire quello che non possiamo dire
L’apertura, il 10 luglio, è affidata al lavoro di Milo Rau (CH) Breivik’s Statement (prima nazionale, venerdì 10 ore 21.30, Piazza Ganganelli). Per la prima volta in Italia, Rau, artista che ama indagare temi tra cronaca e politica, qui lavora sul lucido e controverso discorso che il norvegese Breivik, fondamentalista cristiano e nazionalista, ha pronunciato in Tribunale per difendersi dall’accusa di aver ucciso, nel 2011, donne e uomini riuniti in un seminario politico di ispirazione socialista a Utoya. Un testo dove la banalità apparente del male si mostra nella sua terribile ferocia.
Go DEEP è il progetto che il Festival ha affidato ai Motus (IT) e che si rivolge ai giovani del territorio invitandoli a lavorare insieme per dieci giorni all’ex Cinema Astoria di Rimini, sala della città abbandonata ormai da anni. Un laboratorio dalla forte valenza politica che porterà alla realizzazione, anche grazie al lavoro dell’artista visivo Andreco (IT) che lavorerà su materiali di scarto di Arte Fiera Bologna, di una grande parata notturna che accompagnerà la chiusura del Festival (prima assoluta, sabato 18 ore 01.00, Piazza Ganganelli).
Due prime nazionali disegnano il confronto tra teatro e contemporaneità, tra urgenza artistica e necessità politica del teatro. Ecco dunque il lavoro dell’ungherese Béla Pinter (HU) che in Our Secrets (venerdì 10 ore 20.30, sabato 11 ore 22.30, domenica 12 ore 21.30, Supercinema) mette in scena, in forma di teatro musicale, la storia di un’amicizia ambientandola negli anni Settanta del secolo scorso: un’indagine acuta che prende spunto dal privato per guardare all’Ungheria di oggi guidata da un governo di ispirazione totalitarista come anche Timeloss (venerdì 10 ore 22.30, sabato 11 ore 21.30, Hangar Nero) di Amir Reza Kooesthani (IR) che mette in scena l’Iran di oggi.
Santarcangelo si apre a inedite collaborazioni tra discipline e propone lavori che vedono il festival farsi ente produttore insieme a centri d’arte contemporanea. E’ questo il caso di Christophe Meierhans (CH) artista svizzero/belga che in Some use for your broken clay pots lavoro coprodotto da Santarcangelo e On Bologna (venerdì 10 ore 20.00, sabato ore 11 ore 22.30, Hangar Bianco; domenica 12 ore 21.30, Piazza Ganganelli) invita gli spettatori a immaginare insieme una possibile nuova Costituzione e una nuova forma di voto e di governo. Si muove tra il gesto politico e quello artistico anche il lavoro del collettivo tedesco Ligna (DE) che ne Il grande rifiuto (prima nazionale, venerdì 10 ore 19.00, sabato 11 ore 17.00, domenica 12 ore 18.00, lunedì 13 ore 19.00, venerdì 17 ore 19.00, sabato 18 ore 17.30, domenica 19 ore 17.00, arco Piazza Ganganelli) si interroga su cosa sarebbe successo se l’Internazionale socialista prevista per l’agosto 1914 avesse avuto luogo e si fosse opposta al possibile e imminente scoppio della Prima Guerra Mondiale. Il lavoro di Ligna è il frutto di una serie di residenze di ricerca sviluppatesi a Bolzano, Bologna, Genova come risultato della collaborazione tra Ar/Ge Kunst e On Bologna con Santarcangelo, Festival Transart, Goethe-Institut, Teatro della Tosse.
Esempi di teatro politico, di un teatro dove il presente emerge con forza, e di cui il teatro si fa interprete capace di ri-narrare le storie recenti e farle pubbliche, Teatro delle Albe (IT) proporrà Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (giovedì 16 e venerdì 17 ore 21.30, sabato 18 ore 19.30, Hangar Nero), lavoro sulla straordinaria vita del Premio Nobel birmano mentre Daria Deflorian e Antonio Tagliarini (IT), con Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (venerdì 17 ore 20.00, sabato 18 ore 22.30, Supercinema) ci raccontano la storia di quattro pensionate suicide nel pieno della crisi economica greca, in un lavoro che muove da ‘l’Esattore’, romanzo del grande scrittore ellenico Petros Markaris.

Festival e città
Nel disegno di un festival sempre più orientato alla creazione, le residenze d’artista diventano vere e proprie residenze di produzione. Ecco quindi che un artista come lo svedese Markus Ohrn (SE) ha pensato e creato per il festival un progetto dal sapore antropologico come Azdora (da venerdì 10 a giovedì 16 e domenica 19, ore 19.00-22.00, performance ore 19.30, sabato 18 ore 16.00-22.00, Spazio Saigi), in cui coinvolge donne mature della città romagnola in un approfondito percorso di lavoro comune sulla figura della padrona di casa. L’artista visuale Christian Chironi (IT) presenta Audio Guide (da venerdì 10 a domenica 19, ore 10.30-12.30; 17.00-21.00, Piazza Ganganelli), una serie di tracce audio che realizzerà grazie al contributo dei venditori ambulanti. Anche i Muta Imago (IT) lavorano sul sonoro e in Antologia di S. (prima assoluta, da giovedì 9 a sabato 18, ore 10.00-02.00, domenica 19 ore 10.00-00.00, Piazza Ganganelli n.10), interrogano i passanti sulla ricerca di un amore giovanile. Il risultato di questo lavoro, in forma di radiodramma, si ascolterà nei giorni del festival.
Alcune pratiche di intervento sullo spazio pubblico saranno esperite grazie all’inizio di una collaborazione con il centro artistico belga Vooruit che proseguirà in un percorso pluriennale. Saranno a Santarcangelo i lavori di giovani artisti come Simon Allermeersch (BE) che in Rabot 4-358 (sabato 11 ore 21,30, Piazza Ganganelli; sabato 18 ore 21.30. domenica 19, ore 22.30, Lavatoio) affronta il tema del diritto alla casa, Veridiana Zurita (BR), che in Host me and I’ll cook fo you (prima nazionale, giovedì 16 e venerdì 17 ore 20.00-23.00, sabato 18 e domenica 19 ore 18.00-23.00, Sala Porta Cervese) sarà ospite di alcuni Santarcangiolesi e cucinerà insieme a loro in un gesto che da quotidiano si fa politico e Maria Lucia Cruz Correia (PT) che in 1 place and 144000 seconds (domenica 12, ore 07.00, sabato 18, ore 09.00, domenica 19, ore 15.00) invita gli spettatori a scoprire insieme alcuni luoghi in cui la città si fa organo vitale .

Corpo come archivio
Forte del consenso suscitato dal numero zero dello scorso anno, prosegue la sperimentazione della Piattaforma della danza balinese (IT) (da venerdì 10 a domenica 12 e da venerdì 17 a domenica 19 ore 17.00-19.00, Sala del Consiglio Comunale), progetto speciale del Festival curato da Michele di Stefano, Fabrizio Favale e Cristina Rizzo, che lungo le dieci giornate del festival creeranno un contesto di ricerca e scambio artistico negli spazi del Municipio di Santarcangelo.
Il tema del gender – è recente l’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella contro l’omofobia – trova spazio a Santarcangelo grazie a Motus (IT), che presenta MDLSX (prima assoluta, sabato 11 e domenica 12 ore 20.00, lunedì 13 ore 21.30, martedì 14 ore 21.00, giovedì 16 ore 20.00, venerdì 17 ore 23.00, sabato 18 ore 20.00, Teatrino della Collegiata), un assolo in cui Silvia Calderoni indaga il confine tra maschile, femminile, la mutabilità di genere e la sua valenza soggettiva e politica.
A Santarcangelo alcuni protagonisti assoluti della danza contemporanea come Tino Sehgal (GB.DE), attualmente artista visuale a tempo pieno, il cui lavoro è stato premiato con il Leone D’Oro alla Biennale di Venezia, ma danzatore e coreografo di formazione: untitled (2000) (sabato 18 ore 18.30 e ore 19.30, domenica 19 ore 19.00 e ore 20.00, Lavatoio) è un lavoro che nasce quindici anni fa e che per Santarcangelo trova un interprete di eccezione in Boris Charmatz, direttore del Musée de la Danse di Rennes e Frank Willens.
Mette Edvardsen (NO) proporrà Time has fallen asleep in the afternoon sunshine (da giovedì 9 a domenica 12 e da martedì 14 a domenica 19, ore 10.30-12.30; 15.00-18.00, Biblioteca Comunale A. Baldini) che trae ispirazione da Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, da cui Truffaut girò il film omonimo.
La danese Mette Ingvartsen (DK) in 69 Positions (prima nazionale, sabato 18 ore 22.30, domenica 19 ore 21.30, Hangar Bianco) indaga, avvalendosi di materiali d’archivio, il rapporto tra politica, sessualità e performance.
Il confronto con materiali d’archivio ispira anche Archive dell’israeliano Arkadi Zaides (IL) (sabato 11 ore 20.00, domenica 12 ore 23.00, Lavatoio) che lavora sulle immagini delle videocamere di sicurezza del centro di informazione per i diritti umani nei territori occupati.
Collettivo Cinetico (IT), uno dei migliori giovani gruppi di danza espressi dal panorama coreografico italiano degli ultimi anni sarà al Festival con due lavori: Ball Roaming (sabato 11 ore 20.30, Spazio Saigi) che invaderà le piazze di Santarcangelo con un gruppo di giovani interpreti che danzeranno guidati dall’ascolto delle loro cuffie audio e Cinetico 4.4 (venerdì 10 ore 17.00, sabato 11 ore 16.30, domenica 12 ore 17.00, Piazza Ganganelli), originale lavoro in forma di gioco di ruolo.
How to Build a Manifesto è un progetto speciale di Santarcangelo. Cinque pubblicazioni in versione bilingue, italiano/inglese sviluppate in una raccolta di materiali da leggere come un saggio. Si vuole costruire un manifesto aperto, la narrazione di un lavoro che spesso resta invisibile al pubblico ma che è il vero valore di un’esperienza come quella di un festival, un lavoro che coinvolgerà più di 30 autori. L’ultimo numero, dedicato a How to Build the Future, sarà affidato alla cura di The School of Exceptions, scuola realizzata insieme al progetto di ricerca Aleppo e alla tedesca Università di Giessen che coinvolgerà dodici giovani autori selezionati grazie ad un bando pubblico.
Infine, ma non da ultimo, domenica 19 lungo il corso di tutta la giornata, Piazza Ganganelli ospiterà Burning Books (domenica 19 ore 10.00-13.00; 17.00-21.00, Piazza Ganganelli) un’iniziativa di Associazione Ubu per Franco Quadri e Santarcangelo. La casa editrice Ubulibri distribuirà gratuitamente centinaia di volumi del proprio catalogo.

www.santarcangelofestival.com

Venice Open Stage 2015

Venice Open Stage

3^ Edizione

Festival internazionale di teatro dedicato agli allievi di università e accademie teatrali
Campazzo San Sebastiano, Dorsoduro – Venezia
Dal 27 giugno al 9 luglio 2015

Venice Open Stage è un festival di teatro universitario internazionale che si svolge nel centro di Venezia a cavallo tra la fine di giugno e i primi di luglio. Ospita ogni anno circa 10 spettacoli teatrali provenienti da alcune tra le più prestigiose scuole di recitazione europee. Gli spettacoli sono rappresentati in un teatro all’aperto da 170 posti a sedere, unico attivo a Venezia durante l’estate, allestito per l’occasione in un suggestivo campo veneziano.
Partito nel 2013 come progetto del settore Teatro dell’Università Iuav di Venezia, il Venice Open Stage si è subito caratterizzato come importante centro di scambio culturale tra studenti che hanno deciso di fare del Teatro il loro mestiere. In due anni di attività il Festival ha visto infatti circa 300 giovani attori misurarsi in spettacoli di grande qualità, davanti agli occhi di circa 4500 spettatori che hanno assistito gratuitamente. Sono invece più di 40 gli studenti che hanno partecipato come organizzatori e tecnici.
Fin dalla sua prima edizione il Festival ha ricevuto il plauso di numerosi Atenei italiani, ed è stato citato come modello virtuoso di attività culturale in convegni organizzati dall’Università Bocconi di Milano e dall’Università degli Studi di San Marino.
La particolarità del Venice Open Stage sta nell’essere un festival/laboratorio dove giovani che studiano il dietro le quinte del Teatro nei corsi di laurea dello Iuav possono mettere in pratica quanto appreso durante il percorso di studi.
Supportati da personale esperto e qualificato, come docenti e assistenti universitari, tecnici di laboratorio e professionisti teatrali, gli studenti escono dalle aule universitarie per misurarsi concretamente con le problematiche organizzative della macchina teatrale, e non solo. A loro è affidato anche il compito di progettare, costruire e dirigere il teatro all’aperto.
Per gestire tutti gli aspetti che caratterizzano il Festival, l’organizzazione e l’amministrazione, la logistica e la tecnica, la comunicazione e la grafica, gli studenti vengono divisi in gruppi di lavoro con competenze specifiche, supportati dagli uffici amministrativi e dai laboratori tecnici, grafici e multimediali dello Iuav.
Venice Open Stage è partito come piccolo progetto con l’ambizione e le potenzialità per diventare un grande evento.

Assecondando la vocazione di palcoscenico mondiale della città di Venezia, il Festival aspira ad affermarsi a livello internazionale come laboratorio formativo e specializzante degli aspetti tecnici e organizzativi di un evento teatrale, nonché come evento annuale teso a valorizzare la produzione teatrale del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche del Teatro, e di Università e Accademie internazionali.

PROGRAMMA

Sabato 27 Giugno / Ore 21.30
Università Iuav di Venezia / Laboratorio Finale di Teatro
R.A.M. Random Access Memory
Frammenti da Kafka, Shakespeare, la Bibbia, Wilde, Ovidio,
Euripide, Omero, Molière, Virgilio, Checov, O’Brien, Nietzsche, A.A.V.V comici
Durata: 1h e 15min

Domenica 28 Giugno -­ Lunedì 29 Giugno / Ore 21.30
Escola Superior de Teatro e Cinema de Lisboa -­‐ PORTUGAL
27 Doses
Creazione collettiva
Durata: 55 min

Martedì 30 Giugno / Ore 21.30
Accademia Teatrale Veneta -­‐ Venezia
Giulietta + Romeo
tratto da “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare
Durata: 2h

Mercoledì 1 Luglio / Ore 21.30
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico / L’Elefante -­‐ Roma
Tuoni
di Giulia Bartolini
Durata: 45min

Mercoledì 1 Luglio / Ore 22.30
Università Iuav di Venezia / Scienze e Tecniche del Teatro  / I Giaguari del Cielo
DIE
Creazione collettiva
Durata: 40min

Giovedì 2 Luglio -­ Venerdì 3 Luglio / Ore 21.30
Aristotele University of Thessalonik / Faculty of Fine Arts / School of Drama -­‐ GREECE
WATER
Creazione collettiva
Durata: 30min

Sabato 4 Luglio -­ Domenica 5 Luglio / Ore 21.30
Tarbiat Modares University of Teheran / The Hole in the Wall Theater -­‐ IRAN
Slow Sound of Snow
di Payam Saeedi e Jaber Ramezani
Durata: 1h

Lunedì 6 Luglio / Ore 20.00
Università IUAV di Venezia / Scienze e Tecniche del Teatro / Lab. di Regia e Drammaturgia
In Ginocchio
Drammaturgia a cura di Luca Giombi
Regia a cura degli studenti

Lunedì 6 Luglio / Ore 21.30
Scuola Teatro Dimitri di Verscio / We Were Monkeys -­‐ SVIZZERA
IMMOTA MANET -­ Resta Immobile
di Luigi Guerrieri
Durata: 50min

Martedì 7 Luglio / Ore 21.30
Università Iuav di Venezia / Scienze e Tecniche del Teatro e Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza
Die Zauber Flote -­ Opera tascabile
di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Emanuel Schickaneder
Durata: 55min

Martedì 7 Luglio / Ore 22.45
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi / Compagnia del  Minotauro -­‐ Milano
Naufraghi
di Alice Lutrario
Durata: 30min

Mercoledì 8 Luglio -­ Giovedì 9 Luglio / Ore 21.30
University Pendidikan Sultan Idris of Kuala Lumpur / Faculty of Music and Performing Arts / Orang Orang Drum Theatre -­‐ MALAYSIA
Hidup Ini Senget
di Orang Orang Drum Theatre
Durata: 45min

SPETTACOLI A INGRESSO GRATUITO
www.veniceopenstage.org

Biennale College Danza_La dignità del gesto

la Biennale di Venezia
Biennale College – Danza

La dignità del gesto
Direttore Virgilio Sieni

Venezia, 25 > 28 giugno 2015
con il sostegno della Regione del Veneto

COMUNICATO STAMPA

Si svolgeranno dal 25 al 28 giugno le attività della Biennale Danza, dedicate ai giovani danzatori di Biennale College, il progetto che dal 2013 impegna tutti i settori della Biennale nella formazione, offrendo a giovani artisti l’opportunità di operare a contatto di maestri per la messa a punto di creazioni.
105 sono gli artisti selezionati quest’anno (su 240 richieste pervenute), la maggior parte non ancora trentenni, e provenienti da tutto il mondo, oltre che dall’Italia: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Colombia, Giappone, Francia, Germania, Svezia, Belgio, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Croazia, Russia, Polonia, Svizzera.
“Lo spirito di Biennale College – afferma Paolo Baratta – permea i programmi di danza, musica e teatro. Sul fronte della danza, Sieni mette tutti al lavoro con grande spirito di ricerca nello spazio della città, il suo preferito, ispirato dal desiderio di mobilitare quante più energie possibili tra le giovani generazioni. In tal modo la Biennale tiene viva l’attenzione sul contemporaneo e offre ai giovani occasioni di cimento. Due punti nodali della propria missione”.
Fra i diversi spazi in cui si svolgerà la Biennale Danza, sarà aperta per la prima volta una nuova porzione, restaurata per l’occasione, delle Sale d’Armi, il complesso cinquecentesco dell’Arsenale in fase di recupero.

A partire da mercoledì 10 giugno i giovani artisti selezionati seguiranno gli undici laboratori in programma a Venezia. La mattina sarà dedicata al training nella danza contemporanea con Moustapha Zaine, Laura Aris, Edivaldo Ernesto, Beniamin Boar, Olivia Grandville. Il pomeriggio, sotto la guida di nomi affermati o in forte ascesa della coreografia d’oggi – Laurent Chétouane, Xavier Le Roy, Cesc Gelabert, Alessandro Sciarroni, Radhouane El Meddeb, Claudia Castellucci, Emmanuel Gat, Olivia Grandville, Salva Sanchis, Collettivo Cinetico/Francesca Pennini, Yasmine Hugonnet – sarà dedicato alla elaborazione di una coreografia lavorando fin da subito negli stessi luoghi dove verrà presentato l’esito finale di fronte al pubblico nei giorni 25, 26, 27, 28 giugno.

Questi i brani coreografici che verranno presentati:
Gravities di Laurent Chétouane, francese di stanza a Berlino, dove è diventato uno dei più rappresentativi registi e coreografi di area tedesca, che presenta una complessa riflessione sui corpi “rapiti da ispirazioni gravitazionali verticali, orizzontali, antigravi che regnano in uno spazio dove sembra esistere solo il piano” (L. Chétouane);
Excerpts of low pieces (2009-2011) e Title in Process, due “coreografie concepite come paesaggi” firmate dal francese Xavier Le Roy, che con il suo approccio originale ha radicalizzato il discorso accademico attorno al corpo e all’arte coreografica. In particolare, Title in progress sarà elaborato come una situazione espositiva, nella quale saranno i visitatori a scegliere quando e per quanto tempo restare;
Dirty hands and beauty di Cesc Gelabert, artista riflessivo e intenso, pioniere della danza contemporanea in Spagna e celebre per i suoi assoli ironico-surreali, che qui prende le mosse da un frammento di Winter Journal di Paul Auster, e immagina “un caleidoscopio, una rapida successione di immagini mentali di tutte le cose che nel corso della nostra vita abbiamo toccato con le nostre mani; probabilmente alcune delle cose più belle e ripugnanti che ci sono successe” (C. Gelabert);
TURNING_Thank you for your love version di Alessandro Sciarroni, performer, coreografo, regista oggi fra i più rivoluzionari della scena europea, che con questo lavoro indaga una nuova pratica, quella del corpo che ruota intorno al proprio asse, lavorando sul termine inglese turning inteso come girare, ma anche come cambiare, evolvere;
Nous serons tous des étrangers, declinazione di tutti i possibili significati di “straniero”, firmato da Radhouane El Meddeb, artista franco tunisino che approda alla danza muovendo dal teatro con forti ragioni sociali e politiche;
Esercitazioni ritmiche di Claudia Castellucci, lavoro che nasce dalla ricerca dell’artista sulla scansione del ritmo, portando in primo piano “il tempo in ombra del passaggio tra un gesto e l’altro, per vivere pienamente la durata del movimento nella danza” (C. Castellucci);
Third Song di Emanuel Gat – israeliano residente in Francia, autore di una danza dalle linee pure e rigorose – che offre allo spettatore “una trasposizione delle relazioni sociali in forma coreografica… come una sorta di mappa del flusso quasi internettiano di informazioni che scorre ininterrotto fra le persone” (E. Gat);
Roman Photo di Boris Charmatz nel riadattamento per Venezia di Olivia Grandville, basato sul volume di David Vaughan Merce Cunningham: Fifty Years, testimonianza per immagini del lavoro del coreografo americano in cui Charmatz vede uno “spartito coreografico”, vicino ai processi usati dallo stesso Cunningham per creare la danza);
– Il quintetto Islands Revisited, parte di una collezione di brevi brani coreografici realizzati durante una serie di residenze da Salva Sanchis, danzatore e coreografo spagnolo formato al Performing Arts Research and Training Studios di Anne Teresa De Keersmaeker, con la quale ha collaborato ad alcuni recenti lavori;
Variazioni posturali degli abitanti di stanze asimmetriche in regimi meteorologici controllati (chi inciampa lo fa apposta) del Collettivo Cinetico di Francesca Pennini, ensemble recentemente affermatosi con forza sulla scena italiana e che opera in quell’area fluida tra danza contemporanea e teatro di ricerca;
Le Récital des Postures – Extensions della danzatrice e coreografa attiva a Losanna Yasmine Hugonnet, che riflette su questa particolare forma di concerto per strumento solo che nella danza è il corpo.

Accanto a questi 11 lavori inediti, si potranno vedere 3 coreografie di Sharon Fridman (Vastagos), Marina Giovannini (Verve – quartetto colore), Michele Di Stefano (Occhio di bue) per 31 giovanissimi interpreti, compresi tra i 10 e i 15 anni. E’ la sezione Vita Nova di Biennale College – Danza, al suo terzo anno, che si è realizzata attraverso laboratori e residenze in collaborazione con la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia (Emilia Romagna), l’Amat (Marche), CSC Centro per Scena Contemporanea/Casa della Danza di Bassano del Grappa (Veneto), in previsione del debutto alla Biennale Danza.

Una performance site specificBūan (dimora) – è stata inoltre pensata per lo spazio dello Squero di San Trovaso (uno dei pochissimi “cantieri navali” per gondole ancora attivi a Venezia) da Annamaria Ajmone, giovane danzatrice e coreografa già al fianco di Cristina Rizzo e Santasangre: “mi immergerò nel luogo come ne fossi un elemento integrante – dichiara – traccerò passaggi, vie, percorsi, scoprendo suggestioni nuove difficilmente prevedibili in un continuo rimando tra l’esterno, che spesso oggi è in rapido e continuo mutamento, e l’interno, che è invece dimora, appunto, di echi e memorie ancestrali”.

Virgilio Sieni rinnoverà l’esperienza del Vangelo secondo Matteo, riallestendo i sette quadri nati con i 50 interpreti del territorio veneto – Ingresso a Gerusalemme, Getsemani, Battesimo, Madri e Figli/Pietà, Coppie/Pietà, Crocifissione, Magi/Merlettaie – mentre la versione filmata dell’intero spettacolo, grazie alla collaborazione con l’ASAC – Archivio Storico della Biennale, sarà proposta come videoinstallazione presso il Laboratorio delle Arti di Ca’ Giustinian (10.00 > 20.00).

Anne Teresa De Keersmaeker, infine, in occasione della premiazione con il Leone d’oro alla carriera, presenterà l’unica replica (27 giugno, Teatro alle Tese) di Fase, coreografia di cui è anche interprete accanto a Tale Dolven. Si tratta di un brano coreografico in quattro movimenti sulla musica di Steve Reich – Piano Phase, Come Out, Violin Phase, Clapping Music – che rivelò la De Keersmaeker al mondo soltanto ventiduenne, e che stabilì quella analogia strutturale fra danza e musica, cifra di tanti suoi successivi lavori.

La visione degli spettacoli – il 25, 26, 27, 28 giugno – sarà caratterizzata, ancora una volta, da un percorso diffuso nella città secondo un preciso disegno del direttore Virgilio Sieni: dislocati nelle aree di San Marco, Dorsoduro, Arsenale, gli spettacoli sono presentati in successione – da mezzogiorno fino a sera – invitando il pubblico a passare dagli spazi all’aperto di campi, campielli, squeri, cortili, ai luoghi al chiuso come i palazzi e i teatri della città, creando quello che Sieni chiama “un mosaico di visioni”. “Dare luogo alla danza come spazio di condivisione col pubblico e insieme innovare il senso della frequentazione” è infatti il tema conduttore della manifestazione; “Venezia diviene in questo senso metafora di un mondo che riflette sui beni lasciati dalla collettività (calli, canali, palazzi, campi, campielli, ponti, la laguna, il corpo della città), e ci invita a inaugurare un ciclo di esercizi per il futuro fondati sulla dignità del gesto, sul corpo e la danza intesi come territorio di ricerca sull’umano e la bellezza” (V. Sieni).
L’area di San Marco comprenderà in un unico percorso la Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale, il Conservatorio, il Teatrino di Palazzo Grassi e i Campi Sant’Angelo e San Maurizio. Quella di Dorsoduro abbraccerà Palazzo Trevisan degli Ulivi, Campo San Trovaso, lo Squero San Trovaso, Campo Sant’Agnese. L’Arsenale si svilupperà dal Teatro Piccolo Arsenale alle rinnovate Sale d’Armi, alle Tese Cinquecentesche fino alle Gaggiandre e alle Tese dei Soppalchi.

La danza nella città” è il titolo del blog multimediale, frutto del laboratorio curato dai critici Massimo Marino e Lorenzo Donati, che racconterà in diretta Biennale College – Danza attraverso cronache, interviste, osservazioni critiche, fotografie e video.

Dalle 19.30 alle 21.30, infine, alle Gaggiandre dell’Arsenale, verrà offerto al pubblico gratuitamente un momento di sosta per un massaggio shiatsu ad opera degli esperti dell’Accademia Italiana Shiatsu Do. Un momento che per Sieni è legato “alla filosofia della manifestazione, che ha nella tattilità l’esercizio principale per una nuova sensibilizzazione del corpo”.

Per questa edizione della Biennale Danza si rinnova la collaborazione con Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Pinault Collection: alcuni spettacoli saranno ospitati negli spazi del Teatrino di Palazzo Grassi.
Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura ha messo a disposizione della Biennale Danza la sede di Palazzo Trevisan degli Ulivi per uno degli spettacoli in programma.
La Biennale Danza è realizzata anche con il sostegno di Vela – Venezia Unica e Volume.

I biglietti per gli spettacoli della Biennale Danza si possono acquistare in prevendita presso la sede della Biennale di Venezia, Ca’ Giustinian (mar.>sab., 15.00>19.00) o in uno dei punti vendita Venezia Unica (al Lido, Piazzale Roma, Mestre, Dolo e Sottomarina). Biglietti e abbonamenti potranno essere acquistati anche on line sul sito della Biennale (www.labiennale.org).

Orizzonti Festival #MediTERRAnea2015

Un territorio vasto quello del bacino del Mediterraneo. Molti paesi vi si affacciano, ognuno con un proprio bagaglio culturale, visioni sociali, lingue e modalità espressive spesso lontane: eppure vi è un’affinità e punti di contatto fortissimi determinati da quel Mare che condividono attraversato da umanità, commercio e cultura.
Mediterranea è l’area dove le arti performative occidentali hanno avuto origine; Mediterranea è la zona che ancora oggi è attraversamento e veicolo di democrazia, bellezza e, sì, anche di conflitti.
Così MediTERRAnea2015 è stato scelto come tema per la XIII edizione di Orizzonti Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative: spazio e tempo per mostrare e interpretare la molteplicità culturale attraverso l’occhio, il corpo, la voce e la parola creativa degli artisti ospiti. Momento di confronto sulla molteplicità di linguaggi e culture che segnano quotidianamente lo sviluppo civile della società contemporanea.

Gli appuntamenti e i protagonisti dell’edizione 2015.

Dal 31 luglio al 9 agosto Orizzonti Festival delle Nuove Creazioni nelle Arti Performative torna ad animare la Città di Chiusi: nell’arco di dieci giorni di rappresentazioni, e circa un mese di tempo tra prove, residenze, laboratori, incontri, la manifestazione si pone al centro di un ideale ‘bacino mediterraneo’ con appuntamenti che ogni giorno raccontano, descrivono, analizzano e approfondiscono il tema, attraversando luoghi diversi del tessuto urbano e utilizzando le diverse strutture naturali e architettoniche che la città offre.

La sezione di prosa si apre con la Compagnia Pippo Delbono che, dopo una residenza artistica, inaugura il Festival con la versione definitiva de La Notte. Segue Fortebraccio Teatro, nuovamente a Chiusi, che con Roberto Latini, vincitore del premio Ubu 2014 come migliore attore, porta in scena Metamorfosi (di forme mutate in corpi nuovi).  A tornare per il secondo anno è anche la compagnia bolognese de Teatri di Vita con la versione definitiva di L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi.

Altri appuntamenti di prosa di primissimo rilievo quelli con Valter Malosti – Teatro di Dioniso e con Gli Incauti, giovani e affermati artisti della scena nazionale guidati da Simone Toni in una nuova coproduzione Orizzonti–Incauti.
Continuano gli appuntamenti con le VisitAzioni di Paolo Panaro realizzate in collaborazione con il Centro Diaghilev di Mola di Bari; l’attore-narratore Paolo Panaro toccherà i luoghi nonteatrali della Città di Chiusi (dal Lago, ai Musei fino alle Torri) e accompagna lo spettatore con letture e performance nel meccanismo stesso di produzione dello spettacolo attraverso la compartecipazione.

Prosegue, inoltre, il progetto artistico della Compagnia Orizzonti, composta dalle eccellenze territoriali del senese: Laura Fatini e Gabriele Valentini realizzeranno due nuove produzioni, coinvolgendo attori professionisti e semiprofessionisti, provenienti dal tessuto artistico di Chiusi e dei Comuni limitrofi.
E il teatro-ragazzi torna con la proficua collaborazione di Ca’ Luogo d’Arte: un laboratorio e uno spettacolo dedicati al mondo degli animali.

Vi è poi la sezione danza che vede il Festival Orizzonti coproduttore dello spettacolo in prima assoluta ARIADNEamore: Emanuele Soavi InCompany, attiva in tutta Europa, porta sul palcoscenico insieme a danzatori, musicisti e performer uno dei miti mediterranei per eccellenza. A impreziosire la programmazione coreutica è la Compagnia Adriana Borriello con la prima assoluta de Col Corpo Capisco #1Primo Studio.

La sezione d’opera viene inaugurata da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni la cui messinscena è affidata a Lucas Simon, vincitore della seconda edizione del Concorso Orizzonti di Regia e Allestimento dedicato ai giovani talenti emergenti tra registi, scenografi, costumisti, light designers; il Maestro Sergio Alapont, Direttore Musicale del Festival, dirige l’Orchestra dell’Opera Italiana. La seconda opera in programma è La Voix Humaine di Francis Poulenc con la storica interprete Tiziana Fabbricini. L’opera verrà eseguita nella trascrizione per pianoforte del compositore stesso.

La musica leggera e contemporanea è dedicata al duo inedito Paolo Fresu e Roberto Cipelli nell’esclusivo concerto Dal mediterraneo. Mentre, con Amiata Piano Festival, vicina realtà dedicata alla musica classica e sinfonica, viene invece coprodotto il concerto per pianoforte e violoncello di Maurizio Baglini e Silvia Chiesa.
Al termine di ogni giornata di Festival, la sezione Suoni dal Festival, finestra sulla musica contemporanea dedicata a performer, dj set e musica dal vivo.

Particolare attenzione è dedicata al Premio Orizzonti Festival – Città di Chiusi che chiude il festival e che quest’anno vede l’assegnazione a una delle attrici più note del nostro panorama teatrale, Franca Valeri, che festeggia a Chiusi i suoi 95 anni di età e oltre 70 di attività teatrale. La serata è presentata dall’attore e drammaturgo Pino Strabioli.
Completano le attività artistiche del Festival, la mostra di Guido Buganza e la cornice formativa del Festival, i laboratori di ChiusiperferieLab tenuti da Valter Malosti, Roberto Latini, Pippo Delbono ed Emanuele Soavi; oltre alla masterclass di canto lirico e interpretazione scenica condotta da Tiziana Fabbricini e Andrea Cigni.
Nei fine settimana del Festival, Openspace Art, manifestazione dedicata ad artisti provenienti da tutta Italia, arricchisce il Centro Storico con esposizioni e mostre all’aperto.

Il Festival Orizzonti, nell’ottica del ‘fare rete’, desidera promuovere e intraprendere la strada delle coproduzioni con altre importanti realtà italiane culturali, musicali e teatrali. Gli enti coinvolti sono molteplici: Santarcangelo Festival, Armunia, VieFestival di Modena, Emilia Romagna Teatro, Asti Teatro Festival, Amiata Piano Festival.
Molte sono le collaborazioni anche con realtà economiche, turistiche e aggregative locali grazie anche alle quali è possibile contare su una rete strutturata di servizi per lo spettatore, per la produzione e la realizzazione di spettacoli.

Infine Orizzonti ha intrapreso un’importante collaborazione con l’Università degli Studi di Siena e con l’Univesità degli Studi di Perugia che prevede l’inserimento di alcuni stagisti nell’organico del Festival e particolari agevolazioni e iniziative riservate agli studenti.

Le media partnership ad oggi avviate prevedono la realizzazione di un Campus di Critica condotto da Teatro e Critica, un laboratorio per studenti neo-laureati dei corsi di laurea in Discipline dello Spettacolo dal Vivo e Giornalismo, e una serie di attività artistiche, di comunicazione e approfondimento dedicate al Festival affidate invece a Radio Trasimeno.

Qui il programma completo

Teatro a Corte 2015

Teatro a Corte 2015
15 luglio – 2 agosto

Spettacoli da 8 diverse nazioni: Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Israele, Finlandia, Gran Bretagna
13 giornate di festival con 26 compagnie internazionali
6 dimore sabaude del Piemonte e nella città di Torino

La quindicesima edizione del festival Internazionale di Torino Teatro a Corte, in programma dal 15 luglio al 2 agosto 2015, prosegue l’esplorazione della scena europea contemporanea attraverso la molteplicità dei suoi linguaggi, dalla danza al circo, dal teatro di figura alle video performance e aggiunge alle note dimore sabaude di Venaria Reale, Rivoli, Aglié e Racconigi, che da anni ospitano i suoi spettacoli, due nuove sedi, la Palazzina di caccia di Stupinigi e la tenuta di Fontanafredda dove il 2 agosto si concluderà il festival con un appuntamento che unisce teatro e alta cucina.

In sintonia con l’Expo questa edizione di Teatro a Corte dedica alcune riflessioni al tema del cibo sia proseguendo la felice tradizione delle cene proposte al pubblico al termine degli spettacoli (17 luglio a Palazzo Reale, 26 luglio nella splendida serra del castello di Agliè) sia riscoprendo la commistione di spettacolo e cena (il 2 agosto a Fontanafredda nel prestigioso ristorante dello chef stellato Ugo Alciati), sia proponendo degli eventi speciali intorno al cibo: lo spettacolo Mas-Sacré della compagnia belga XL Production della coreografa Maria Clara Villa Lobos che, da sempre attenta ad analizzare la società dei consumi, sulle note della Sagra della Primavera di Stravinsky conduce una riflessione ironica e graffiante sull’industria alimentare applauditissima allo scorso festival di Avignone; l’installazione di Alice Delorenzi Il falso convitto, un percorso scenografico tra cibi e pietanze ambientato nei giardini della Reggia di Venaria; l’installazione Con-vivium, (presso l’Accademia Albertina di Torino dal 15 luglio per due settimane) in cui i piatti di una tavola apparecchiata riveleranno immagini affascinati.

Il focus di questa edizione è dedicato alla Germania e spicca la presenza di Gob Squad (23 luglio), una delle compagnie più irriverenti della scena tedesca, che presenta in prima nazionale Western Society, fotografia sulla società contemporanea fra azioni reali e video postati su youtube.

Il primo week end di festival (15-19 luglio) è particolarmente attento al circo contemporaneo con l’atteso ritorno di Gandini Juggling, applauditissimi due anni fa con Smashed, e ora in scena a Stupinigi con la nuova produzione 8 Songs (18 luglio) dedicata alla musica rock con quadri realizzati sulle musiche di Bowie, Dylan, Rolling Stone’s o Velvet Underground, e con l’atteso debutto (17 e 18 luglio) delle incredibili artiste finlandesi Sanja Kosonen ed Elice Abonce letteralmente appese per i capelli nel loro delizioso Capilotractées, un omaggio al circo delle origini e ai “numeri” stupefacenti delle prime donne protagoniste della scena. In scena anche Leandre Ribeira che con Iceberg e Lonley Circus in site specific a Racconigi.

Il secondo week end (23 -26 luglio) si concentra sul teatro di figura e ospita i francesi Turak Théâtre con la prima nazionale di Sur les traces du ITFO (24 luglio) dove protagonista è l’Orchestra Nazionale di Turakie, il mondo immaginario creato da Michel Laubu che tra pezzi di scrivanie, biciclette abbandonate, scatole e scatoloni, invita il pubblico a seguirlo in un viaggio sulle tracce di questa orchestra fantasma, a metà strada tra musica da camera ed electro-pop. I tedeschi Meinhardt & Krauss, ispirati dal cinema di Meliès  creano appositamente per il festival una nuova versione del loro cavallo di battaglia Intimitaeten (23 e 24 luglio) viaggio nel corpo fantasmagorico di una fanciulla arriva dal passato. Manuelle Blanc (24 e 25 luglio) presenta il suo film dedicato al maestro della puppetry tedesca Frank Soehnle mentre Alfonso Cipolla (25 luglio) incontrerà gli artisti per un originale focus teorico sul teatro di figura tedesco.

Il terzo week end (31 luglio -2 agosto) è invece all’insegna della danza che ha sempre un ruolo di rilievo nella programmazione di Teatro a Corte, attento ad artisti interessanti ma poco noti al pubblico italiano. Dopo XL Production con Mas-Sacré il 30 luglio è la volta della coppia franco-tedesca Jean Baptiste André e Julia Christ insieme per ricreare le atmosfere struggenti del famoso Café Lehmitz di Amburgo immortalate durante gli anni ’70 dal fotografo Anders Pertersen. Nasce Pleurage et Scintillement (31 luglio), così un passo a due tra il bancone del bar e i tavolini, seducente e trasgressivo. Altrettanto energico è il nuovo lavoro della catalana Sol Picò, One Hit Wonders (1 agosto) che celebra con leggerezza e tanta ironia i suoi 20 anni di carriera fra cactus, prosciutto serraño, sedili di aereo e cubi da discoteca. Al castello di Rivoli invece saranno di scena Satchie Noro con ORIGAMI (1 agosto), un solo per danzatrice e container in cui la fragilità dell’interprete è in contrasto con l’imponente struttura in ferro che si trasforma come un reale origami di carta, e Billy Cowie, artista amato dal pubblico del festival che torna per la terza volta e ora propone in prima nazionale Art of Movement, una creazione che unisce la danza in 3D con la danza reale, ma non sarà facile scoprire quali sono i ballerini in carne ed ossa.

Diretto da Beppe Navello, ideato e realizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa con il sostegno di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Regione Piemonte, Comune di Torino, Fondazione CRT, il festival rappresenta una interessante opportunità anche sul versante del turismo culturale offrendo al pubblico visite guidate in tutte le dimore sede di spettacolo.

Informazioni: tel. +39 0115634352-  www.teatroacorte.it

perAspera: festival di arti performative contemporanee

Un mese di performance, installazioni, danza e musica negli spazi urbani e nella città metropolitana

L’ottava edizione del festival di arti performative contemporanee perAspera amplia gli spazi di fruizione e di espressione. Un percorso nelle arti performative, che in un mese – dal 18 giugno al 18 luglio – si dipana negli spazi urbani e storici di Bologna e della città metropolitana.

Da giovedì 18 giugno fino a lunedì 22 giugno dalle ore 21, nello spazio urbano del TPO il pubblico potrà assistere a quattro lavori nel corso di ogni sera, di disclipline differenti (performing art, danza, teatro, musica, installazioni); nello spazio esterno un’area ristoro (dalle 19,30) in cui rilassarsi in momenti di socialità e di scambio tra artisti e pubblico accompagnato dalla diretta radiofonica a cura di Radio Kairos.
Da Bologna il festival si sposta nella Città Metropolitana con tre appuntamenti: sabato 4 luglio, all’ex Hotel Pedretti nel centro di Casalecchio di Reno, sabato 11 luglio con lavori site specific nell’ottocentesca Villa Smeraldi a Bentivoglio, per concludersi sabato 18 luglio nella Rocca dei Bentivoglio in Valsamoggia (Bazzano).

Per informazioni:
www.perasperafestival.org
info@perasperafestival.org

Giovedì 18 giugno, ore 21 (TPO)

Rotozaza – Etiquette (performance)
Esperienza di mezz’ora per due persone alla volta, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili: info@perasperafestival.org
Il pubblico è invitato a provare l’esperienza di essere al contempo attori e spettatori, utilizzando la dinamica della conversazione che coinvolge un implicito accordo a scambiarsi continuamente i ruoli.
Bologna Cello Project – Hypercellos. Violoncelli Interattivi (musica)
Progetto che si basa sull’analisi e il calcolo in tempo reale (physical computing) del movimento e del suono degli esecutori. I contenuti musicali non sono fissi ma si evolvono in tempo reale come conseguenza di un ampio ecosistema che si sviluppa secondo le linee specifiche di ogni brano musicale.
Macellerie Pasolini – Parade: sulla croce (teatro)
Costruito a quadri e sempre in ogni quadro muore. Indaga la croce e ne comunica la forte attrazione suicida con lo spettacolo teatrale con la regia di Ennio Ruffolo.
Alessandra Bincoletto – Out of the box (installazione)
La bocca di un carillon produrrà immagini sonore per lo spettatore, invitato a scegliere la propria melodia e a lasciare a sua volta un contributo in forma di pensiero, immagine o poesia, che diverrà una nuova parte del progetto.

Venerdì 19 giugno, ore 21 (TPO)

Rotozaza – Etiquette (performance)
Esperienza di mezz’ora per due persone alla volta, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili: info@perasperafestival.org
Il pubblico è invitato a provare l’esperienza di essere al contempo attori e spettatori, utilizzando la dinamica della conversazione che coinvolge un implicito accordo a scambiarsi continuamente i ruoli.
Hyperband – LFO #6 (musica)
Improvvisazione elettroacustica per ensemble. LFO come Light Freedom Orchestra. Una libertà “leggera” che sollecita l’espressività dei singoli musicisti, la lega a quella del “conductor” e la veicola in maniera estemporanea verso un percorso drammaturgico.
Macellerie Pasolini – Parade: sulla croce (teatro)
Costruito a quadri e sempre in ogni quadro muore. Indaga la croce e ne comunica la forte attrazione suicida con lo spettacolo teatrale con la regia di Ennio Ruffolo.
Collettivo Jennifer rosa – MOB | mobile vulgus (videoinstallazione)
Un gruppo di persone ammassate e compatte, l’una addosso all’altra, in una vicinanza non comune e inusuale, al limite dell’intimità.

Sabato 20 giugno, ore 21 (TPO)

Rotozaza – Etiquette (performance)
Esperienza di mezz’ora per due persone alla volta, prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento dei posti disponibili: info@perasperafestival.org
Il pubblico è invitato a provare l’esperienza di essere al contempo attori e spettatori, utilizzando la dinamica della conversazione che coinvolge un implicito accordo a scambiarsi continuamente i ruoli.
Masque teatro – Nikola Tesla. Lectures (teatro)
Per la prima volta a Bologna la conferenza/esperimento nella quale Lorenzo Bazzocchi, costruttore di una delle più stupefacenti invenzioni di Nikola Tesla, affronta la storia del grande scienziato serbo, al termine della quale verrà replicato, in scala minore, l’esperimento di trasmissione di energia elettrica senza fili, quel “Wireless transmission of power” concepito e messo in opera da Tesla a Colorado Springs sul finire del XIX secolo.
CAB008 / Francesca Duranti – Straniero. Studio 1 (danza)
Straniero ricerca una forma dell’azione in grado di dilatare il tempo e produrre durate. Interroga le modalità della visione in uno spazio intimo nel momento della metamorfosi per tracciare un esperanto corporeo.
Collettivo Jennifer rosa – MOB | mobile vulgus (videoinstallazione)
Un gruppo di persone ammassate e compatte, l’una addosso all’altra, in una vicinanza non comune e inusuale, al limite dell’intimità.

Domenica 21 giugno, ore 21 (TPO)

Rita Correddu / Laura Ulisse – AK (performance)
Attraverso lo sguardo e l’esperienza il personaggio topico di Anna Karenina, intende creare uno spazio in cui lo spettatore, diventi protagonista di una nuova consapevole (ri)scoperta dell’ “incontro” nella propria quotidianità.
Francesca Gironi – Autoinganno (danza)
Indagine sull’autoritratto che prende le mosse dall’osservazione di una serie di fotografie di F. Woodman. Francesca-soggetto abita lo spazio, instaura relazioni affini con lo spazio, indossare i gesti altrui per vedere cosa accade.
Isabella Mongelli – Frankie #2 (teatro)
Un mondo dove tecnica e natura si sintetizzano in una persona. Niente celebrazioni e niente archetipi. Frankie è più un concetto. La persona reale sta lì per i fatti suoi, non abbiamo bisogno di imitarlo e lui non ha bisogno di noi.
Alessandra Bincoletto – Out of the box (installazione)
La bocca di un carillon produrrà immagini sonore per lo spettatore, invitato a scegliere la propria melodia e a lasciare a sua volta un contributo in forma di pensiero, immagine o poesia, che diverrà una nuova parte del progetto.

Lunedì 22 giugno, ore 21 (TPO)

Cadavre Exquis – Never look for me (danza)
I tre performers cercano un “insieme” dove ciascuno si sdoppia (è attore e regista insieme) nell’ascolto degli altri e di quello che si sta creando in condivisione nello spazio. Sarà il pubblico a determinare il corso della performance.
G.B. Studio – La Profana Azione (performance)
“Una delle forme più efficaci di profanazione si realizza per contatto, contagione” (Agamben). Un viaggio acusmatico in cui il pubblico è invitato a lasciarsi coinvolgere dal gesto di una donna contro l’impietrimento.
Jacopo Jenna – #justdance (danza)
Progetto composto di brevi frammenti, residui di ricerca coreografica dai 6 ai 15 minuti dove la danza si mostra come un corpo che si muove con nessun altro intento che il movimento, sapendo solo che si tratta di danza (justdance), prima che abbia un altro nome.
Michele Pascarella – The Grapefruit Show. Istruzioni per l’arte e per la vita (installazione)
Creare le condizioni perché qualcosa di imprevedibile possa accadere. Un luogo da attraversare, o in cui sostare, abitato dagli artisti di perAspera di passaggio. Con alcuni buoni consigli.

Sabato 4 luglio ore 21 (ex Hotel Pedretti – Casalecchio di Reno)

Fabrizio Favale / Le Supplici – Hood (danza)
Due giovani danzatori lavorano, in maniera fulminea e pulviscolare, sull’individuazione di una stranezza interna, un enigma interno. Ciò che costruiscono è qualcosa di astratto, eppur denso di materia intima, intoccabile, quasi non coreografabile, che resta lì così come è apparso.
Carlotta Pircher – One Hundred Women (performance)
One Hundred Women è un’interrogazione meccanica sul concetto stesso di “donna”, che invade il percorso soggettivo delineato da un uomo e dalla sua personale rielaborazione iconografica.
F.lli Santoro – Sogno di una sfera viaggiatrice (installazione)
Il lavoro ripropone visivamente il sogno della Sfera, uno dei personaggi del racconto fantastico Flatlandia, scritto nel1882 da Edwin A. Abbott. Da qui, l’analisi della materia in questione viene accompagnata, dagli artisti, da un sentimento di necessaria costruzione in loco di opere in parte progettate in laboratorio ed in parte completate nell’ambiente in cui vedranno la luce.

Sabato 11 luglio ore 21 (Villa Smeraldi – Bentivoglio)

Boscaro/Arosio – Appunti Pari per un Novissimo Bestiario #Villa Smeraldi (performance)
Per un Novissimo Bestiario indaga “esseri immaginari” emblematici della cultura e degli immaginari propri della contemporaneità. Alcuni degli immaginari raccolti dagli Appunti Pari verranno evocati negli spazi di Villa Smeraldi, in una costruzione collettiva site specific.
Annaki (Anna Marocco) – H.O.M.E. (danza)
Un progetto artistico di natura site-specific in cui l’alternarsi e sovrapporsi di video istallazioni, oggetti e corpi contribuiscono a costruire un habitat performativo in continua trasformazione. Casa come dimora, contenitore e contenuto, come luogo performativo per eccellenza, denso di traiettorie e del dispiegarsi della ritualità gestuale domestica.
Vincenzo Scorza – Don’t Leave Me Alone (installazione)
Esistono luoghi speciali sulla Terra che sono porte dimensionali, voragini nel ventre dell’esistenza, che possono unire punti e tempi distanti anche anni luce in una singolarità gravitazionale.
Vuoi conoscere un segreto? Vieni via con me.

Sabato 18 luglio ore 21 ( Rocca dei Bentivoglio – Valsamoggia)

F.lli Santoro – Sogno di una sfera viaggiatrice (installazione)
Il lavoro ripropone visivamente il sogno della Sfera, uno dei personaggi del racconto fantastico Flatlandia, scritto nel1882 da Edwin A. Abbott. Da qui, l’analisi della materia in questione viene accompagnata, dagli artisti, da un sentimento di necessaria costruzione in loco di opere in parte progettate in laboratorio ed in parte completate nell’ambiente in cui vedranno la luce.
Francesca Antonino – I’ll be there – in testa a un marinaio (danza)
Una caduta, una lunga caduta, uno spazio vuoto. Dopo il volo, uno schianto. Una rottura, una frammentazione, una perdita. E poi, di nuovo, inaspettata, la vita. I’ll be there parte dalla necessità di ricostruire, iniziando dal corpo, per dare fiducia all’intorno.
Teatro Magro – Omelette (teatro)
Il lavoro di Teatro Magro stabilisce ad intermittenza una connessione tra Artaud e l’artista in scena, Alessandro Pezzali. L’attore perlustra, a cadenza, come se fosse un generatore alternato di energia, parti della teoria del drammaturgo francese, riflessi della propria esperienza personale, frammenti di narrazione, appigli artistici, alla ricerca di una personale catarsi.

www.perasperafestival.org

Tagad’Off 2015

Tagad’Off 2015

Festival di Nuova Drammaturgia Lombarda
Inzago // Cassano d’Adda

TAGAD’OFF è un concorso rivolto a giovani compagnie/artisti (under 35) e compagnie/artisti costituiti da meno di 3 anni, operanti in Lombardia, che possono fare domanda di partecipazione presentando una loro produzione. Con il 2015 siamo giunti alla sua quarta edizione.
Per questa edizione, che si terrà il 12-13-14 giugno 2015 a Inzago e Cassano d’Adda, la Residenza Teatrale ILINXARIUM e ILINX teatro collaboreranno con l’Associazione ESCO di Cassano d’Adda (realtà che ha sede presso il Dopolavoro di Cassano d’Adda, creata e gestita da giovani, è un’associazione di promozione sociale. È un mezzo attraverso il quale tutti i giovani possono organizzare e promuovere iniziative) nell’organizzazione, nella scelta e nella realizzazione del Festival.

Nel 2015 tra tutte le compagnie e artisti che hanno partecipato al bando ne sono state selezionate 5 che porteranno in scena i loro lavori d.urante i 3 giorni del Festival Tra queste compagnie ne verrà selezionata 1 (la giuria è composta da 9 elementi aventi diritto di voto: 1 critico teatrale / il direttore artistico della Residenza Teatrale ILINXARIUM / 1 rappresentante dell’Associazione ESCO / 1 attore-attrice / 1 direttore artistico di una rassegna lombarda / 1 drammaturgo / la media dei voti di 1 GRUPPO DI CORSISTI che hanno visto più spettacoli della rassegna / media dei voti del PUBBLICO). Il vincitore avrà diritto a:
Una residenza creativa presso la Residenza Teatrale ILINXARIUM nel periodo estivo, usufruendo gratuitamente dei nostri servizi tecniciper produrre un nuovo spettacolo.
La presentazione nella Rassegna Tagadà 2015/16 della produzione realizzata durante la residenza secondo le modalità concordate con la direzione artistica.
La partecipazione come compagnia presentata dalla Residenza Teatrale ILINXARIUM all’edizione 2016 del Festival Ritorno al Futuro, secondo le modalità concordate con la direzione artistica, realizzato dall’Associazione ETRE, Animanera, Teatro Magro, Associazione K, Residenza Idra, Teatro In-folio e C.T.B. Centro Teatrale Bresciano.
Considerata la difficile situazione odierna per il teatro italiano, in cui è sempre più raro trovare luoghi in cui portare i propri spettacoli, tale proposta vuole dare spazio alle compagnie emergenti per le quali la possibilità di farsi conoscere all’interno di circuiti teatrali ufficiali è spesso impossibile.
Tagad’Off infatti permette a giovani teatranti e a teatranti da poco entrati sulla scena, di poter mostrare il proprio lavoro all’interno di una vera rassegna, in cartellone con alcune delle più significative realtà teatrali operanti in Lombardia.
Ma il teatro spesso non è di difficile accesso solo per i giovani che lo vorrebbero praticare, purtroppo lo è anche per quelli che lo vorrebbero seguire.

Il programma

VENERDI 12 GIUGNO Auditorium De Andrè / Residenza Artistica ILINXARIUM – INZAGO

20.45
21° ovvero cosa accade alla temperatura in tempo di crisi // Ex Drogheria
Regia e drammaturgia: Sara Pessina
Con: Simone Baldassari, Chiara Leoncini e Ilaria Pezzera
Musiche originali dal vivo: Andrea Begnini
Premio “Federico Ceratti”, Acea Onlus Milano // Spettacolo finalista del concorso Anna Pancirolli 2014 // Testo vincitore del concorso DARTS per una nuova Drammaturgia.

22.30
CINGOMMA // Jessica Leonello
di e con Jessica Leonello
Assistente alla regia Veronica Capozzoli
Produzione Residenza Idra – Premio Petroni
Spettacolo vincitore Premio Petroni 2012
Spettacolo vincitore di OFFerta Creativa di Teatrinrete 2014

SABATO 13 GIUGNO Auditorium Scuole Medie JF Kennedy / Residenza Artistica ILINXARIUM – INZAGO

20.45 / Auditorium Scuole Medie JF Kennedy
Spettacolo fuori concorso del vincitore Tagad’Off 2014
IN-ATTESA // Raffaella Agate
di e con Raffaella Agate e Moreno Agnella
produzione Raffaella Agate e Residenza Teatrale ILINXARIUM

22.15 / Residenza Artistica ILINXARIUM
Senza Francobollo // Schedia Teatro
Liberamente ispirato a Oscar e la dama in rosa di Eric Emmanuel Schmitt
con Valerio Bongiorno, Sara Cicenia
testo e regia Riccardo Colombini
produzione Schedía Teatro
con il sostegno di Next – Laboratorio delle idee 2013 di Regione Lombardia

DOMENICA 14 GIUGNO Associazione ESCO – CASSANO D’ADDA

18.00
DI A DA – Me e gli Uomini // CampoverdeOttolini
con Marco Ottolini
ambiente sonoro Stefano De Ponti
aiuto alla drammaturgia e primo spettatore Carolina De La Calle Casanova
testo e regia Elisa Campoverde
oggetti di scena Francesca Lombardi e Paola Tintinelli
una produzione Associazione K. in collaborazione con CineTeatro Agora’ di Robecco sul Naviglio
finalista Premio per le Arti LIDIA ANITA PETRONI 2015

19.00 concerto in terrazza di Animodiriso

20.00
SocialMente // Frigo Produzioni
ideazione e regia: Francesco Alberici e Claudia Marsicano
assistente alla regia: Daniele Turconi
drammaturgia: Francesco Alberici
Selezione Magnifico Teatro 2014 e Premio ConfrontiCreativi 2014
Vincitore Premio Pancirolli, Festival Young Station 2014 e Vincitore OFFerta Creativa 2014.

21.30 FESTA CHIUSURA
LUOGHI
Auditorium “De Andrè” via Piola 10 – Inzago
Residenza Artistica ILINXARIUM via Piola 16 – Inzago
Associazione ESCO c/o Dopolavoro via Pila 11 – Cassano d’Adda
Auditorium Scuole Medie JF Kennedy via Leopardi 5 – Inzago
BIGLIETTI
3 euro uno spettacolo || 5 euro due spettacoli

INFO
@mail: organizzazione@ilinx.org
telefono: +39 02 91 091181
mobile: +39 334 2432376
www.ilinx.org

Direzione Artistica: Nicolas Ceruti
Direzione Organizzativa: Luca Marchiori, Lucia Mantegazza

CON IL CONTRIBUTO
Comune di Inzago

CON IL SOSTEGNO
Comune di Cassano d’Adda

PARTNER
Cresco
Associazione Etre
IETM

MEDIA PARTNER
PaneAcqua Culture