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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; Redazione</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>TIMEOUT – (B)Labs 3/3</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[B.Motion]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[
Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-33/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10793"></span><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-33/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in massimo 30 secondi, ognuno degli allievi si presenta e offre una propria visione del lavoro realizzato in questi mesi.</p>
<p>(B)Labs 2/3: Giacomo Bogani, Giulia Vannozzi</p>
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		<title>TIMEOUT – (B)Labs 2/3</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[B.Motion]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-23/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10761"></span><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-23/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in massimo 30 secondi, ognuno degli allievi si presenta e offre una propria visione del lavoro realizzato in questi mesi.</p>
<p>(B)Labs 2/3: Maria Luisa Usai, Sara Vilardo</p>
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		<title>TIMEOUT – (B)Labs 1/3</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 23:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[B.Motion]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-13/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10754"></span><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/timeout-%e2%80%93-blabs-13/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo incontrato gli allievi de L'Attore Performativo, corso promosso da Operaestate Festival Veneto fondato sulla trasmissione trans-generazionale del sapere teatrale: sei giovani performer, provenienti dai più vari percorsi formativi hanno lavorato insieme a Bassano del Grappa per tutta l'estate, incontrando diversi artisti loro coetanei attraverso laboratori, lectures, presentazioni pubbliche. In queste interviste a tempo, in massimo 30 secondi, ognuno degli allievi si presenta e offre una propria visione del lavoro realizzato in questi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">(B)Labs 1/3: <span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Matteo Balbo, Alessio Calciolari</span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da “Radi&#8230;che?!” al Festival di oggi e di domani</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 09:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Anna Giannelli, ufficio stampa di Estate a Radicondoli e anima del Festival fin dall'inizio, racconta immagini e aneddoti, spirito e obiettivi di una iniziativa che, da rassegna musicale si è trasformata in uno dei festival più attenti alle trasformazioni del teatro.


Intervista ad Anna Giannelli
Anna Giannelli, ufficio stampa di Estate a Radicondoli e anima del Festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10557" title="Estate a Radicondoli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Anna Giannelli,</strong> ufficio stampa di Estate a Radicondoli e anima del Festival fin dall'inizio, racconta immagini e aneddoti, spirito e obiettivi di una iniziativa che, da rassegna musicale si è trasformata in uno dei festival più attenti alle trasformazioni del teatro.</p>
<p><span id="more-10500"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></p>
<div id="attachment_10557" class="wp-caption alignleft" style="width: 191px"></strong><strong><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-10557" title="Estate a Radicondoli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-1-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">foto di Omar Padilla</p></div>
<p>Intervista ad Anna Giannelli</p>
<p><strong>Anna Giannelli, ufficio stampa di Estate a Radicondoli e anima del Festival fin dall'inizio, racconta immagini e aneddoti, spirito e obiettivi di una iniziativa che, da rassegna musicale si è trasformata in uno dei festival più attenti alle trasformazioni del teatro.</strong><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Com'è stata la prima edizione del Festival Estate a Radicondoli e come esso si è evoluto negli anni?</strong><br />
La prima è stata un'edizione musicale, non era un vero e proprio festival, ma una serie di concerti polifonici che venivano presentati nel Convento di San Bernardino, un edificio bellissimo del '400, ora trasformato in un albergo. Sono arrivata qui per caso: avevo dovuto rinunciare ad un lavoro in ufficio stampa a La Versiliana Festival ed ero senza lavoro. Avevo incontrato Giancarlo Calamai, che era stato direttore artistico del Teatro Metastasio di Prato e che organizzava i concerti in questo luogo così bello. Non avevo nulla da fare e allora decisi di dargli una mano. Venni qui in maggio o giugno, il paese era molto bello e mi colpì subito già da lontano.<span style="color: #ff0000;"><br />
</span>Quando telefonavo alle redazioni dei giornali per promuovere il nuovo festival a Radicondoli, mi rispondevano «Radi...che??»: il paese era sconosciuto e tutti lo scambiavano con Radicofani, rifugio del brigante trecentesco Ghino di Tacco, famoso all'epoca in quanto pseudonimo usato da Bettino Craxi per scrivere sui giornali. Il festival si è svolto per diversi anni negli spazi del Convento, sotto la direzione di Calamai, con concerti, spettacoli, letture. Negli anni abbiamo ospitato diversi artisti: c'era Luciano Berio, che partecipava con l'Accademia Bizantina, o Franca Valeri, con i suoi giovani studenti di lirica; sono venuti i fratelli Canavacciuolo, tutti e due; sono passati il Teatro delle Briciole e il Teatro Nucleo, il cui <em>QUIJOTE!</em> ebbe un certo successo.<br />
Un piccolo successo legato al festival fu un concorso per giovani poeti: li abbiamo accolti qui per due o tre anni, ospitandoli per una settimana in cui si svolgevano incontri con poeti affermati e l'ultimo giorno veniva scelto il premiato.<br />
Abbiamo fatto anche dei libri: uno intitolato <em>Ahi ahi i figliol di troia non</em> <em>muoion</em> <em>mai </em>sui comici toscani e poi uno su Ugo Chiti e l'Arca Azzurra, con tutti gli spettacoli e gli attori della compagnia. E poi si organizzavano mostre... Addirittura un anno c'è stata una divertentissima rassegna di progetti per dolci, uno dei quali è stato poi anche realizzato e lo abbiamo mangiato!<br />
Dopo qualche anno iniziarono a mancare i finanziamenti e Giancarlo Calamai non poteva far fronte a tutte le spese. Dopo nove anni circa, fu istituita l'Associazione Radicondoli Arte  (Presidente Paolo Radi) con la quale portammo avanti la decima edizione, senza però alcun direttore artistico. Fu grazie al sostegno costante della giunta comunale e dei sindaci Ivo Dei, Ettore Barbucci, Luciano Cillerai  che fu possibile portare avanti il Festival. Nel frattempo Nico Garrone, nel 1995, venne a vedere alcuni spettacoli e scoprì Radicondoli – anche se gli spettacoli che vide non gli piacquero molto. Così quando Giancarlo Calamai lasciò la direzione, parlai con Nico e gli chiesi consiglio. Lui mi incoraggiò, fu così che preparammo il programma insieme, con la presenza di Dacia Maraini. L'anno successivo l'Associazione e il Sindaco di allora, chiesero a Nico se voleva far parte di questa avventura e lui accettò molto volentieri: diceva che in Toscana c'era tutto, bastava guardarsi intorno, scegliere le compagnie, raccogliere il meglio della musica, della prosa, della danza. E così fece. Da allora, ogni suo festival ha avuto un titolo: <em>Attori e non attori</em> (2003), con teatranti professionisti e compagnie amatoriali – la toscana è ricca di gruppi di questo tipo, anche molto bravi;<span style="color: #000000;"> <em>Di e Da,</em></span> che sembrava un po' una filastrocca, in cui si presentavano adattamenti e allestimenti, appunto, “da e di” un autore; poi c'è stato <em>Iconoclastici Comici Concettuali Poeti, </em>nel 2008, o <em>Bussotti Berio Brecht</em>, nome di una sezione del 2004. Sempre centrando e portando a Radicondoli quello che lo aveva incuriosito durante la stagione invernale. Sempre allacciando dei fili, era tutto sempre molto collegato. Da uno spettacolo si passava ad un altro – poteva non sembrare collegato – però poi si ritrovava sempre un filo conduttore. Insieme a Nico arrivavano anche altre persone e personaggi (c'era un ambiente molto particolare) che giravano intorno a questo festival. Nico cercava anche di focalizzare l'attenzione su alcune compagnie toscane, creando delle specie di monografie. Per esempio l'Arca Azzurra  di Ugo Chiti, che ha rimesso in scena per noi i suoi primi spettacoli, come <em>Volta la carta</em>, creazione itinerante particolarmente suggestiva; Micha van Hoecke, coreografo belga, e Barbara Nativi col Teatro della Limonaia.<br />
Poi Nico si è ammalato e in breve tempo è morto. Quindi la 23esima edizione l'abbiamo fatta senza di lui. L'ho curata io perché avevamo già parlato di cosa fare: volevamo concentrarci sulle produzioni di Teatro Ragazzi – lui diceva per “adulti accompagnati” – perché era affascinato dal teatro dedicato ai giovani.<br />
Questa diciamo è la storia della direzione artistica, poi ci sarebbero le altre storie del festival. Ad esempio quella della direzione tecnica: all'inizio, quando si trattava di concerti o di piccoli monologhi, c'era l'elettricista del paese che faceva tutto da solo, ma quando le esigenze sono cresciute con il festival, c'è stata la necessità di un'organizzazione più articolata ed è così che Fabio De Pasquale, che era all'Arca Azzurra, se ne occupa ormai da una decina d'anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che rapporto si è instaurato con il paese di Radicondoli, con i suoi abitanti? E come si è trasformato negli anni?</strong><br />
Inizialmente la popolazione era curiosa perché poteva tornare in un luogo – il Convento – legato all'infanzia: un tempo la presenza dei frati e della chiesa era molto sentita mentre poi, non essendoci più nessuno, era rimasto abbandonato. La musica, così, ha fatto rivivere quegli spazi, li ha risvegliati, e le persone venivano volentieri. Quando il Festival è cresciuto, gli spettacoli sono diventati più complessi e ci siamo trasferiti in paese, forse è stata percepita una specie di piccola invasione di campo: arrivava, venendo da fuori, qualcosa che nessuno aveva richiesto. Piano piano abbiamo pensato che era importante stare nel cuore del paese, perché ci conoscessero e apprezzassero, per stare più vicini, perché credo che il teatro debba essere accolto. Per me il teatro è ossigeno, aria che si respira, un'esigenza, una necessità, un bisogno, è una cosa che ti spiega e ti rivela cose private e sociali, cose intime e diffuse. A me personalmente piace davvero per il calore umano, la presenza viva, la vicinanza delle persone, del loro farsi sentire, esserci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è lo spettacolo che ricorda con più piacere?</strong><br />
È <em>A-Ronne, </em>con i testi di Edoardo Sanguineti, le musiche di Luciano Berio e i pupazzi di<span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Amy Luckenbach.</span> </span>È stato uno spettacolo straordinario, che ricordo con particolare piacere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un'immagine-chiave, rappresentativa della storia del Festival?</strong><br />
Per me è la gioia e la curiosità delle persone che vengono da fuori – venire a Radicondoli non è semplicissimo – si presentano al botteghino a comprare i biglietti e ci rimangono male se sono finiti. Questo mi incoraggia ad andare avanti, perché vuol dire che c'è un'attrazione, che quello che facciamo non solo serve nel paese, ma anche al di fuori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un aneddoto particolare legato alla storia del Festival..<em>.<br />
</em></strong><em><span style="color: #000000;">Prova orale per membri esterni</span></em> aveva destato una certa curiosità. È andato in scena al Ristorante La Pergola: a un certo punto della serata sono state interrotte le cene e <span style="color: #000000;">Lunetta Savino </span>ha recitato sulla terrazza del ristorante. C'erano moltissime persone del paese che erano venuti, incuriositi, non tanto per <span style="color: #000000;">Lunetta, m</span>a per via di questo titolo particolare. Si aspettavano chissà cosa, e invece era uno spettacolo, seppur tutto giocato sul doppio senso del titolo, molto equilibrato.<br />
Altri aneddoti sono legati a tutte le persone che, negli anni, sono arrivate fino a qui: Ruggero Orlando venne, una volta, perché il figlio aveva un concerto; mentre Maurizio Grande, che scriveva su «Rinascita» ed era professore in Calabria e poi a Siena, frequentava il Festival nei suoi primi anni. Era venuto anche Cappelletti per<em> </em><em>I Dialoghi delle Carmelitane</em><em>, </em>una lettura alla Chiesa della Madonna con Marisa Fabbri, Franca Nuti e Paola Mannoni. <em></em><br />
Infine ricordo<em> </em><em>Io Paola la commediante</em><em>,</em> testo che Mario Luzi aveva scritto per Paola Borboni e che fu portato in scena da Marisa Fabbri, diretta da Barbara Nativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché continuare e tornare ogni anno a lavorare qui?</strong><br />
Me lo chiedo anch'io, perché in realtà questo Festival è faticoso, bisogna mettere insieme troppe cose e non ci sono molti aiuti, è una gran responsabilità e una bella fatica.<br />
L'anno<em> </em>scorso ero ben decisa a chiudere, perché poteva rinnovarsi tutta la struttura – come la direzione artistica anche l'ufficio stampa. Ero decisa. Mi ero comunque riservata un “angolo”: l'idea di creare un Premio intitolato a Nico Garrone mi piaceva, lo volevo fare. Poi serviva un nuovo ufficio stampa e ci vuole tempo prima che una persona nuova possa entrare appieno nei meccanismi del Festival, così, come una madre un po' preoccupata di lasciare il proprio figlio nelle mani di qualcun altro, ho ripreso in mano la situazione.<br />
È stato il Premio a farmi rimanere. Forse è una scusa, non so. Mi sono resa conto che l'idea del Premio è appagante e spero che diventi un punto di riferimento, un aiuto, un sostegno per i giovani e per la critica. Per capire, per parlarci di più fra gente di teatro, per cercare di sostenersi a vicenda invece che tentare di emergere singolarmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E oggi, dove sta andando e dove potrebbe andare il Festival?</strong><br />
Come tutti, ora qui occorre trovare finanziamenti e i modi attraverso cui ottenerli. Finora il Festival ha chiesto aiuto alle compagnie, abbassando i cachet ma garantendo l'ospitalità. Gli artisti vengono comunque volentieri, ma non è giusto. Questo sistema non funziona: le compagnie non guadagnano, arrivano semmai a pareggiare, mentre noi, che dovremmo risparmiare, comunque investiamo molti soldi. Quindi questo non è il sistema giusto, occorre trovare un altro modo. Credo che ci debba essere un sostegno prima di tutto proprio nel paese: penso che anche le persone si debbano chiedere se questo Festival debba continuare, occorre prendere questa decisione e poi provare a costruirlo insieme, anche trovando il modo per ottenere i fondi, guardandosi intorno, vedendo se le aziende del territorio rispondono, se sono interessate alla cultura. Si può fare, ci si prova.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 469px; width: 1px; height: 1px;">ratelli Canavacciuolo, li abbiamo avuti tutti e due, hanno fatto alcune cose interessanti come una commedia o dramma di Sinisterra, <em>Carmela e Paolino,</em> che ha debuttato qui. Si abbinavano anche mostre d'arte, c'è stata una bellissima e divertentissima giornata di progetti per dolci, uno è stato realizzato e assagiato.</div>
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		<title>Come si trasforma un festival</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 10:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Fabio de Pasquale, direttore tecnico del festival Estate a Radicondoli, ha dato una panoramica di come è stato il festival da quando lui ha iniziato, circa undici anni fa. Molti i cambiamenti negli anni, dagli spazi allo staff, dagli spettacoli alla popolazione del paese.  
Intervista a Fabio De Pasquale
Fabio de Pasquale, direttore tecnico del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10559" title="Festival Estate a Radicondoli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Fabio de Pasquale</strong>, direttore tecnico del festival Estate a Radicondoli, ha dato una panoramica di come è stato il festival da quando lui ha iniziato, circa undici anni fa. Molti i cambiamenti negli anni, dagli spazi allo staff, dagli spettacoli alla popolazione del paese. <span id="more-10496"></span><strong> </strong></p>
<div id="attachment_10559" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-3.jpg"><img class="size-medium wp-image-10559" title="Festival Estate a Radicondoli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Radicondoli-3-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Omar Padilla</p></div>
<p><strong>Intervista a Fabio De Pasquale</strong><strong><br />
Fabio de Pasquale</strong>, direttore tecnico del festival Estate a Radicondoli, ha dato una panoramica di come è stato il festival da quando lui ha iniziato, circa undici anni fa. Molti i cambiamenti negli anni, dagli spazi allo staff, dagli spettacoli alla popolazione del paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com'era il festival alla sua prima edizione?</strong><br />
Difficilissimo, perché ero l'unico tecnico di tutto il festival e mi ritrovavo di fronte ad una situazione vergine. Negli anni precedenti era tutto demandato ai tecnici di ogni singola compagnia e a qualcuno volenteroso del paese che – cominciando a fare teatro a livello amatoriale − dava un mano per il montaggio degli spettacoli. Quindi le difficoltà, all'inizio, erano molte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si è trasformato il festival?</strong><br />
Per me è cambiato "dal giorno alla notte": ho cominciato da solo e ora siamo in cinque. Ovvio che tutto è proporzionato all'attività del festival, a com'è cresciuto negli anni: oggi siamo in cinque perché si programmano anche quattro spettacoli al giorno, e occorre una copertura totale di tutti gli spazi. La nostra presenza è già indicativa di come si sia trasformato il festival.<br />
A livello strutturale, poi, abbiamo fatto passi da gigante: l'impianto della Piazza della Collegiata, ad esempio, è una struttura importante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E, a livello umano, come è cambiato?</strong><br />
C'è stata una trasformazione notevole: i primi anni la popolazione di Radicondoli partecipava molto di più. Andavo a chiedere gli oggetti per lo spettacolo porta a porta agli abitanti. Oggi sono un po' più distaccati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche in rapporto agli spazi?</strong><br />
All'epoca il festival era particolare perché gli spettacoli venivano riallestiti per Radicondoli. Quindi si adattavano agli spazi in cui Nico Garrone li pensava. Lui andava a Teatro durante l'inverno, aveva delle visioni per Radicondoli e decideva dove si sarebbe fatto un certo spettacolo. Quindi, insieme alla compagnia, ripensavamo la scena per il posto in cui volevamo farla.</p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale è stato lo spazio più strano dove hai allestito uno spettacolo?</strong><br />
Ce ne sono stati tanti, dal <em>Cappuccetto Rosso</em> di Virgilio Sieni in Piazza San Girolamo per cui si trasformò tutta la piazza e si utilizzarono balconi privati, vi partecipava la banda del paese e un'attrice danzava sopra un'Ape. Gli operai del Comune ci aiutarono con una ruspa – Virgilio mise una danzatrice su una pala meccanica! Ecco come partecipava la gente di Radicondoli.<br />
Un altro luogo strano è stato usato per l'<em>Amleto </em>di Ugo Chiti, che è stato fatto al cimitero. È stato riallestito completamente lo spettacolo e, ripensandolo per lo spazio, è nato qualcosa di completamente diverso. Si è  montato un teatro all'aperto con tanto di gradinata e il fantasma del padre di Amleto usciva dalla porta del cimitero, sopra la testa del pubblico, alle sue spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché continuare e tornare a lavorare qui?</strong><br />
Perché quando credi in un progetto lo sposi  a pieno, lo porti avanti a denti stretti anche se ti mettono i bastoni tra le ruote. Il progetto era iniziato con Nico e l'anno scorso, quando è scomparso, ci siamo sentiti obbligati a continuare. Negli anni i risultati li abbiamo avuti quindi perché non continuare...</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prospettive per il futuro...</strong><br />
Tristi, sarà difficile il futuro. Se cambiano un po' le cose potrebbe anche essere facile, deve cambiare la volontà che sta a capo di questo progetto. Sopratutto economica, perché un festival del genere costa poco in proporzione a quello che si fa, però c'è bisogno di finanziamenti. Nonostante la crisi italiana, questa è una realtà forte e visibile, efficace, quindi sarebbe un peccato perderla. Si spera di far continuare questo progetto nella direzione che aveva preso con Nico.</p>
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		<title>Intervista a Fabio Biondi, L&#8217;Arboreto &#8211; Teatro Dimora</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 18:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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L'Arboreto - Teatro Dimora ha ricevuto il Premio Nico Garrone ai maestri che sanno donare esperienza e saperi. Per l'occasione abbiamo intervistato il direttore artistico del teatro Fabio Biondi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-a-fabio-biondi-larboreto-teatro-dimora/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10478"></span></p>
<p><strong>L'Arboreto - Teatro Dimora</strong> ha ricevuto il Premio Nico Garrone <em>ai maestri che sanno donare esperienza e saperi</em>. Per l'occasione abbiamo intervistato il direttore artistico del teatro Fabio Biondi.</p>
<p><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-a-fabio-biondi-larboreto-teatro-dimora/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Intervista ad Alessandro Benvenuti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 17:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessandro Benvenuti]]></category>

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Abbiamo intervistato il Maestro Alessandro Benvenuti dopo che ha ricevuto il premio Nico Garrone 2010 nell'ambito del Festival di Radicondoli.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-ad-alessandro-benvenuti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10470"></span></p>
<p>Abbiamo intervistato il Maestro Alessandro Benvenuti dopo che ha ricevuto il premio Nico Garrone 2010 nell'ambito del Festival di Radicondoli.</p>
<p><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-ad-alessandro-benvenuti/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Intervista lampo alle giovani critiche del Premio Nico Garrone</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 10:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Valentina Grazzini, Claudia Gelmi e Marianna Sassano — vincitrici del premio Nico Garrone ai critici sensibili al teatro che muta — rispondono a brevi domande. Il risultato? Un breve ritratto di diverse facce della critica attuale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-lampo-alle-giovani-critiche-del-premio-nico-garrone/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p><span id="more-10443"></span><strong>Valentina Grazzini</strong>, <strong>Claudia Gelmi</strong> e <strong>Marianna Sassano</strong> — vincitrici del premio Nico Garrone <em>ai critici sensibili al teatro che muta</em> — rispondono a brevi domande. Il risultato? Un breve ritratto di diverse facce della critica attuale.</p>
<p><p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/interviste/2010/intervista-lampo-alle-giovani-critiche-del-premio-nico-garrone/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Serata del 1 Agosto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 10:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Ambra Senatore]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Calamaro]]></category>

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		<description><![CDATA[01/08/2010 Radicondoli, Festival Estate a Radicondoli. I commenti a caldo dei due spettacoli di ieri sera. Passo di Ambra Senatore e L'origine del mondo di Lucia Calamaro.

01/08/2010 Radicondoli, Festival Estate a Radicondoli. I commenti a caldo dei due spettacoli di ieri sera.
Passo di Ambra Senatore
L'origine del mondo di Lucia Calamaro
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			<content:encoded><![CDATA[<p>01/08/2010 Radicondoli, Festival Estate a Radicondoli. I commenti a caldo dei due spettacoli di ieri sera. <em>Passo</em> di Ambra Senatore e <em>L'origine del mondo</em> di Lucia Calamaro.</p>




<span id="more-10433"></span></p>
<p>01/08/2010 Radicondoli, Festival Estate a Radicondoli. I commenti a caldo dei due spettacoli di ieri sera.</p>
<p><em>Passo</em> di Ambra Senatore</p>
<p>


<p><em>L'origine del mondo</em> di Lucia Calamaro</p>


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		<title>Motivazioni del Premio Nico Garrone</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 13:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estate a Radicondoli]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Benvenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Gelmi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Biondi]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Grazziani]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri nell'ambito del festival Estate a Radicondoli è stato assegnato il premio Nico Garrone ai critici più sensibili al teatro che muta (Valentina Grazzini, Claudia Gelmi, Marianna Sassano) e ai Maestri che sanno donare esperienza e saperi (Alessandro Benvenuti e l'Arboreto di Mondaino nella persona di Fabio Biondi).

 
Ieri nell'ambito del festival Estate a Radicondoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Copia-de-IMG_8310.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10328" title="Premio Nico Garrone" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Copia-de-IMG_8310-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ieri nell'ambito del festival Estate a Radicondoli è stato assegnato il premio Nico Garrone <em>ai critici più sensibili al teatro che muta</em> (Valentina Grazzini, Claudia Gelmi, Marianna Sassano) e <em>ai Maestri che sanno donare esperienza e saperi </em>(Alessandro Benvenuti e l'Arboreto di Mondaino nella persona di Fabio Biondi).</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-10299"></span></em></p>
<div id="attachment_10328" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Copia-de-IMG_8310.jpg"><img class="size-medium wp-image-10328" title="Premio Nico Garrone" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/08/Copia-de-IMG_8310-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Omar Padilla</p></div>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri nell'ambito del festival Estate a Radicondoli è stato assegnato il premio Nico Garrone <em>ai critici più sensibili al teatro che muta</em> (<strong>Valentina Grazzini, </strong><strong>Claudia Gelmi, </strong><strong>Marianna Sassano</strong>) e <em>ai Maestri che sanno donare esperienza e saperi </em>(<strong>Alessandro Benvenuti</strong> e l'Arboreto di Mondaino nella persona di <strong>Fabio Biondi</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Motivazione Premio Nico Garrone all’Arboreto</em><br />
«Una grande gioia – ma senza vero stupore – le segnalazioni per l<em>’Arboreto - Teatro Dimora</em> di Mondaino: si era avuto modo di apprezzare in diverse situazioni la preziosa, rara qualità del lavoro di questo importante centro della Romagna, direttore artistico Fabio Biondi, e in diverse occasioni ci si era interrogati su come valorizzare tale impegno di grande rilievo per la cultura a livello nazionale. La costruzione di un teatro, il dialogo tra arte e natura, l’ospitalità di compagnie, convegni e pubblicazioni, percorsi guidati e confronti generazionali, e ancora e ancora. Bellissime per esempio anche le pubblicazioni, originali graficamente i calendari delle proposte, speciale la cura dei materiali. In ogni cosa sensibilità estetica, competenza, curiosità, fiducia, leggerezza. E leggendo il loro sito è bello riconoscere la consapevolezza delle scelte, l’importanza data alla foresteria per esempio: ospiti sconosciuti e illustri si avvicendano per un passaggio di saperi sull’arte scenica e su quella visiva. È un’idea semplice e ostinata. Fermamente voluta, necessaria... fedele ma versatile... È un regalarsi la possibilità di un confronto sulle potenzialità di ognuno: maestri e allievi...<br />
Ecco: questa proprio l’idea del Premio Garrone per i “maestri”: qui, all’Arboreto di Mondaino, si possono incontrare persone e luoghi meravigliosamente disponibili all’accoglienza, al dialogo, oltre le generazioni, per produrre, scrivere, progettare con allegria, tenacia e fiducia nella creazione artistica».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Motivazione Premio Nico Garrone ad Alessandro Benvenuti</em><br />
«Autore, attore, regista, produttore, uomo di spettacolo <em>tout court</em>, Alessandro Benvenuti, con grande sensibilità e squisita raffinatezza, nella sua caleidoscopica attività che comprende anche la direzione artistica di diversi spazi teatrali toscani, ha sempre mantenuto vigile il suo occhio sulla contemporaneità e sulle istanze di nuove realtà della scena non fermandosi all’ovvio riconoscimento personale di una qualità d’artista. Al contrario ha cercato, attraverso il motore della sua vivace curiosità intellettuale, di favorire l’incontro del suo modo di fare teatro che si richiama ad un modello tradizionale di pratica scenica con spunti innovativi provenienti da altre poetiche teatrali, fossero esse registiche o attorali, legando spesso la sua attività produttiva a progetti non sempre di facile realizzazione in cui però far emergere nuove e non omologate personalità artistiche, dar continuità nel tempo a gruppi di lavoro e far sedimentare saperi e riflessioni di cui è stato sempre generoso dispensatore. Un’attività questa riconosciutagli da molti artisti e che oggi gli vale il Premio intitolato a un grande amico, Nico Garrone, anch’egli mosso nel suo esercizio critico e nella appassionata attività di direttore di Estate a Radicondoli, dal gusto e dalla costante passione per un teatro che nelle esperienze e nell’incontro di linguaggi e contenuti andasse oltre l’ovvio».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Motivazione Premio Nico Garrone a Valentina Grazzini</em><br />
«Venuta su in uno storico “nido” di giornalismo, Valentina ne ha assorbito le difficili doti di sintesi e di cronaca. Coordinate indispensabili nella quali si muove con eleganza per mettere pensieri e riflessioni di scene in forma di quotidiano. Per la maturità raggiunta, l’agilità nel districarsi tra le molte informazioni cogliendo l’essenza, l’acutezza nello scegliere la nevralgia dell’accadere teatrale e la capacità musicale di chiudere nelle giuste battute l’evento, va il nostro premio. Come sprone per nuovi arditi voli, per i quali è già pronta».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Motivazione Premio Nico Garrone a Claudia Gelmi</em><br />
«Da un angolo di mondo appunta visioni di scena, portando altrove e più in là vibrazioni d’arte e di pensiero. Per la costanza che accende la sua scrittura, così simile a una vocazione interna, pronta a inseguire quel che vede e a frugarne con bella mente i significati, ma anche per aver contribuito con la sua finestra “personale” a dare prospettiva storica come fa con il festival di Dro. Contribuendo alla formazione di una memoria teatrale così strategica in tempi distratti. Con l’augurio che alla sua vivacità possa corrispondere presto uno spazio di azione più ampio».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Motivazione Premio Garrone a Marianna Sassano</em><br />
«Spicca surfando sulle pagine impermanenti di Internet e la penna virtuale incide recensioni mosse, componendo immagini nella mente del lettore. L’una dopo l’altra in vivace competizione con un medium foderato di visioni. Anche per questo, per la sfida di rilanciare la parola scritta su un nuovo mondo che si nutre di superfici, per la strada di riflessione che apre in territori ancora molto da esplorare, va il nostro premio a Marianna. Con l’augurio che Internet possa diventare uno strumento di elezione e non un mezzo “obbligato” in tempi angusti per il pensiero».</p>
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