METAMORFOSI DELLA PERCEZIONE – Laboratorio condotto da Francesca Bartellini
15 – 16 giugno, San Biagio di Callalta (TV)
Il S.a.L.E. è uno spazio indipendente per l’arte contemporanea nato a Venezia nel 2007 da un gruppo di attivisti provenienti dall’esperienza dei centri sociali. Il progetto S.a.L.E. nasce dalla convinzione che la produzione artistica e, più in generale, la produzione culturale, rappresentino due degli aspetti costituenti delle metropoli contemporanee.
Cinque anni fa abbiamo deciso di riappropriarci di uno spazio (i Magazzini del Sale) da tempo in disuso nel cuore di Venezia. Città in cui l’economia e gli investimenti legati al “contemporaneo” rappresentano un vettore strategico di sviluppo. Calati all’interno di questo contesto cittadino viviamo un doppio paradosso. Da una parte, ai grandi capitali investiti fa da contraltare una precarietà dilagante. Dall’altra, ad una radicalità sempre più spesso rappresentata dalle pratiche artistiche contempora- nee, non consegue alcuna trasformazione reale del sistema istituzionale.
Nel mezzo della crisi della finanza, i nuovi magnati dell’arte sono sempre più strettamente legati al capitale finanziario, mentre le rendite immobiliari cittadine si gonfiano grazie ai grandi eventi culturali. Venezia, dunque, concentra molte delle contraddizioni “tipiche” delle economie della crea- tività, contraddizioni oggi rese ancora più stridenti dalla crisi. Per questa ragione è necessario, pensare e praticare nuovi modelli di produzione artistico/culturale. Significa riportare il plus-valore dell’arte e del lavoro culturale nelle mani dei molti che lo producono e strapparlo alla privatiz- zazione, alla cattura.
Il progetto S.a.L.E. punta, all’interno di una città come Venezia, a fornire alla città lagunare un luogo di produzione culturale senza cui essa rischierebbe di ritrovarsi sempre più fedele al proprio stereotipo di città museificata, punto d’attrazione di un turismo d’élite: bacheca prestigiosa di una contemporaneità fabbricata altrove. L’arte contemporanea può diventare veicolo di desideri individuali e collettivi, motore di produzione di realtà, di critica e di trasformazione della metropoli.
Laboratori con Sonia Brunelli, Codice Ivan, Emanuela Villagrossi, Silvia Calderoni di Motus e Marta Bevilacqua di Arearea