65° Ciclo di spettacoli classici all’Olimpico

Il vertice dello spazio scenico e quello della regia teatrale si incontrano per dar vita a una proposta unica e attesissima: il Teatro Olimpico di Vicenza accoglie Eimuntas Nekrosius, direttore artistico del 65° Ciclo di Spettacoli Classici, dal 21 settembre al 27 ottobre 2012.

La città del Palladio apre il luogo per eccellenza della rappresentazione, il più antico teatro coperto del mondo, al grande regista lituano, celebre per le personalissime riprese sei classici, costantemente alla ricerca di nuove forme di espressione artistica, basate sull’emozione e sull’espressione visiva.

 

21, 22, 23, 24 e 25 settembre – ore 21.00

PARADISO

prima mondiale

di Dante Alighieri

con gli attori della Compagnia Teatrale Meno Fortas

regia di Eimuntas Nekrosius

Il regista lituano mette in scena la prima mondiale del Paradiso, tratto dalla Divina Commedia di Danete Alighieri, considerata dal regista stesso la parte più difficile dell’opera dantesca. Dopo Inferno e Purgatorio presentati a Brindisi in maggio, Nekrosius conclude il viaggio teatrale dell’immensa opera dantesca con il Paradiso: la parte più facilmente accessibile, ma anche la più sconosciuta e misteriosa dove il teatro diventa luogo di rappresentazione della parte più complessa dell’esistenza e della non-esistenza. Spiega il regista: “E’ un riflesso trascendentale della perfezione, ma la via che conduce ad essa non è dritta, bensì molto ardua. All’uomo viene quindi affidato  il compito di superare la gravità e raggiungere più elevati modi di esistere, al fine di giungere all’Intuizione, e quando questo accade la mente rimane come percossa da una folgorazione”.

 

29 settembre – ore 21.00

LA STORIA DI ANTIGONE

dalla tragedia di Sofocle, nella riscrittura di Alì Smith

con Anita Caprioli

cantata da Didie Caria

regia di Roberto Tarasco

La Storia di Antigone è il resoconto di una cornacchia appollaiata su una delle Sette Porte di Tebe. Dalla sua posizione il pennuto assiste al tentativo di Antigone di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re Creonte. Scoperta da una guardia, Antigone viene condannata ad essere tumulata in una grotta. Quando il re desisterà dalla sua decisione sarà troppo tardi: Antigone è morta. Questo porta ad un susseguirsi di gesti folli e disperati da parte degli altri personaggi della tragedia, che si concluderà apostrofata dalla cornacchia “e morirono tutti felici e contenti”.

 

6 e 7 ottobre – ore 21.00

MEDEA

dalla tragedia di Euripide

la compagnia Sud Costa Occidentale

con i fratelli Mancuso

a cura di Emma Dante

L’eroina euripidea compie un viaggio che è un’opera d’amore: la sua natura si plasma e si nutre della sua sofferenza. Sceglie la colpa come la sua storia lo esige. La sua tragedia consiste nella difficoltà di mantenere coscienti le sue pulsioni primitive, lottando disperatamente perchè non si trasformino in regole da rispettare. Giasone l’abbandona incinta e si fa re di una città sterile. Il vero delitto con cui Medea punirà Corinto, sarà negarle i suoi figli, partorendo aborti come eredi, decidendo a monte il destino di una città nella quale senza di lei risulta inutile qualsiasi tentativo di sopravvivenza.

 

12 e 13 ottobre – ore 21.00

FEDRA

di Jean Racine

con Diletta Bevilacqua

progetto di Tauras Cizas

con il supporto di Eimuntas Nekrosius

La tragedia di Euripide viene rivista da Jean Racine sotto la luce di una morale e di una religione Cristiana, non più politeista. Il drammaturgo francese indicherà la nutrice Edone come accusatrice di Ippolito, e non sarà Fedra, come il mito vuole, a macchiare il giovane di una colpa non commessa. Secondo Racine la protagonista non sarebbe né del tutto colpevole, né del tutto innocente, come la stessa nutrice, che denuncia un fatto non avvenuto in nome di una profonda devozione nei confronti della padrona. La Fedra riproposta da Cizas ripercorre la tragedia di una donna vincolata dal proprio destino e dalla collera degli dei, ad una passione illegittima di cui lei per prima ha orrore. All’Olimpico va in scena una riflessione sulla creatività individuale dell’attore, che è ancora l’essenza vitale del teatro.

 

20 e 21 ottobre – ore 21.00

LETTERE A LUCILIO

di Eimuntas Nekrosius

serate di restituzione del laboratorio teatrale

Il laboratorio teatrale tenuto dal Maestro Eimuntas Nekrosius è dedicato ad attori italiani che abbiano già lavorato nel cinema o per la televisione. Le intenzioni del direttore sono quelle di riportarli alla quinta essenza dell’arte della recitazione, ovvero il teatro. E lo farà attraverso uno studio sulle Lettere a Lucilio di Seneca, le quali, secondo il regista, esortano a creare, a interpretare la vera fatica, quella che permette di far tendere verso la perfezione. La lettere è infatti una forma di comunicazione che permette uno scambio di valori: dal regista all’artista, dall’artista al pubblico.

 

26 e 27 ottobre – ore 21.00

CALIGULA

di Albert Camus

produzione Teatro delle Nazioni di Mosca

regia di Eimuntas Nekrosius

Camus fa di Caligola un eroe romantico che tenta di conseguire l’impossibile; per ottenere questo si immerge in un abisso di disperazione e di vizio sfrenato. Caligola spera di trovare un “regno di libertà senza limiti” e per riuscirci non risparmierà nessuno, rifiutando ogni sentimento umano, tranne il servilismo e la crudeltà. Questo porterà quanti lo circondano a temerlo ed odiarlo, cosicché sarà proprio l’imperatore che lentamente, ma inesorabilmente,  li spingerà a diventare i suoi assassini, orchestrando in tal modo la sua stessa morte. Tutti questi risvolti psicologici si materializzano sul palcoscenico grazie a Evgeny Mironov, un attore di straordinario talento che sa dar vita a personaggi di grande complessità. La pièce è anche l’occasione per conoscere altri attori russi di eccezionale levatura, come Maria Mironova, Igor Gordin e Alexey Devotchenko.

 

per informazioni: infolimpico@tcvi.it 

sul sito: http://www.tcvi.it/it/nekrosius

 

 

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Category: Cartelloni

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