II Festival di Teatro degli Incontri
Dal 4 al 17 giugno, per il secondo anno il Festival del Teatro degli Incontri invade le strade, i parchi, i luoghi di cultura della zona due di Milano.
Spettacoli nati nel rapporto con le comunità presenti nel territorio, seminari tenuti dai più grandi esperti italiani sui temi del rapporto tra migrazioni e cultura della vita, momenti di festa e d’incontro, un evento che trasformerà per due notti il parco della Martesana in una città a misura d’Uomo.
Una grande occasione di cultura condivisa, dove tutte le proposte, teatrali, spettacolari, culturali e di dibattito, cercano le parole degli spettatori e dei partecipanti agli eventi per cercare insieme nuove visioni di città.
4,5,6 giugno
IL VIAGGIO COME RIBELLIONE
UNA NUOVA ESTETICA DELLA FRONTIERA
Casa della Carità, via Francesco Brambilla 10, ore 20.30.
Seminario partecipato a cura di Gabriele del Grande
Una grande occasione per parlare e studiare la migrazione, nelle sue forme nuove, a volte impreviste, a volte sconcertanti.
Attraverso la propria esperienza di reporter della frontiera e con l’ausilio di video, testimonianze, navigazione in rete, testi poetici e letterari, Gabriele ci propone di ripercorrere il viaggio che porta dalle spiagge di paesi lontani fino
alle nostre metropoli.
Gabriele Del Grande é giornalista e autore di libri che riguardano il tema delle migrazioni. Il suo sito-blog fortresseurope.blogspot.com è da anni uno dei siti di più larga consultazione e studio per tutte le tematiche legate alla migrazione.
8 e 9 giugno
Milano Città D’Uomo
Evento teatrale
Anfiteatro della Martesana, via Stamira D’Ancona, ore 21.
Immaginate un parco, di notte, popolato di storie. All’interno di un cerchio di panchine domina la parola bellezza. In fondo alla spianata la parola incontri. Vicino a un canale la parola solitudini. Tante parole, emozioni del vivere e del sentire la città, cittadini-attori che disseminati nel parco agiscono quelle parole con brevi azioni teatrali e performance, attori italiani, della zona e non, migranti,senza fissa dimora, volontari delle associazioni, ragazzi di seconda generazione.
Il gioco a collegare le parole e le storie diverse sarà il gioco dello spettatore, per costruire insieme una nuova mappa di Milano città d’Uomo.
10 giugno
Festa del TEATRO DEGLI INCONTRI.
Villa Pallavicini, via Padova, ore 19.
Teatro degli Incontri festeggia la sua seconda edizione con i suoi spettatori, una sera da condividere, tra aperitivi multietnici, filmati di Città in Movimento
e dee-jay meticcio.
Città in Movimento è un progetto che invita i cittadini di origine straniera a partecipare a una raccolta di filmati di famiglia che raccontino la Milano da loro vissuta.
L’archivio di Città in Movimento vuole riflettere sulle nuove forme di ritualità urbana, raccontate in prima persona dai nuovi milanesi. La serata sarà un’occasione per raccontare questo progetto, condividere la visione di alcuni video e riflettere insieme su Milano e la sua relazione con l’intercultura.
13 giugno
SE MOHAMED APRE I LIBRI AL CONTRARIO
Le migrazioni come spinta al cambiamento per la scuola italiana incontro con Raffaele Mantegazza.
Cosa cambia nelle vita delle scuole la presenza di bambini e ragazzi migranti?
Cosa, questa presenza, mette in gioco della nostra idea di scuola e di educazione? Quali le possibilità di sperimentare un linguaggio pedagogico meticcio, che faccia della diversità delle culture la base per la nascita di un nuovo progetto educativo?
Raffaele Mantegazza insegna pedagogia all’Università Milano-Bicocca.
14,15,16 e 17 giugno
Disposizioni per una vita pacifica
Evento teatrale
Liberamente tratto da La tana di Franz Kafka.
Il pubblico entra nella tana di Kafka per condividere con gli attori bellezze e ossessioni della solitudine, nelle orecchie il respiro della metropoli, nel
cuore il sogno di un’autonomia che però, passo dopo passo, muro dopo muro, serratura dopo serratura, si trasforma in condanna. Uno spettacolo per riconoscere e sapere uscire dalle tane.
per info: teatrodeglincontri@gmail.com
Category: Cartelloni
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Il progetto “Teatro degli incontri” si propone di investire energie, pratiche e riflessioni artistiche sul tema della condizione dei migranti e delle culture e comportamenti del paese che li accoglie.
Il primo incontro che svilupperemo sarà quello tra artisti e cittadini italiani e artisti e cittadini stranieri, un incontro basta su un lavoro e una ricerca condivisa.
Il lavoro sarà quello di operare in situazioni di base, montando spettacoli con le comunità di riferimento.
La ricerca comune sarà quella di ascoltare la condizione migrante per capire quali tipo di narrazioni, di performance, di forme teatrali questo incontro ci porterà a cercare.
“Teatro degli incontri” si propone di essere contemporaneamente intervento sociale e ricerca artistica.
Intervento sociale perché vogliamo segnare il nostro territorio con la presenza di situazioni teatrali dove possa realizzarsi l’incontro tra operatori sociali, cittadini italiani e stranieri coinvolti nel laboratorio, e artisti. Dove si possa investire la forza dell’intervento artistico anche in situazioni ritenute difficili.
Ricerca artistica perché il rapporto con la condizione migrante costringe il teatro a mettersi in gioco, ad interrogare le sue forme convenzionali, a trovare un nuovo rapporto con lo spettatore, con il senso di “atto teatrale”, con gli spazi di rappresentazione.
Ci muove una tensione al meticciato, all’incontro radicale tra le culture, a uno sfuggire agli stereotipi con cui la condizione dello straniero viene normalmente rappresentata.
Meticciato che in campo teatrale significa la capacità di inventare atti teatrali dove la complessità dell’Altro, complessità fisica, biologica, culturale, possa venire accolta e trasformarsi in segno teatrale.
“Teatro degli incontri” si pone come un punto di contatto tra le culture, tra cittadini italiani e stranieri, tra operatori sociali e artisti, tra professionisti e non professionisti, tra teatro all’interno degli spazi e teatro che s’inventa nella città, negli spazi non teatrali: piazze, parchi, condomini.
Coscienti che, per la creazione di un’arte capace di interpretare la complessità della condizione migrante, è straordinaria la possibilità di unire tutte queste differenze.





