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Elena Conti laureata in Storia dell’Arte al Dams di Firenze, ha conseguito la magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro allo Iuav di Venezia con una tesi sulle pratiche di trasmissione teatrale. Ha lavorato con la Compagnia Virgilio Sieni e con il centro di ricerca artistica CANGO Cantieri Goldonetta di Firenze. Collabora con Il Tamburo di Kattrin dal 2010.

Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Ha da poco concluso un dottorato all’Università di Bologna; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. È membro della Commissione Consultiva Teatro del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per il triennio 2014/2017.
Collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin”, all’interno di cui si occupa di attività redazionali e della cura di progetti site-specific. Scrive anche su Doppiozero.

Nicoletta Lupia svolge il suo intero percorso accademico presso l’Università di Bologna dove si laurea, nel 2007, presso il DAMS-Teatro, nel 2010 in Discipline Teatrali con uno studio su progettto italo-francese Face à Face e si addottora nel 2014 con una tesi sul teatro in Francia nel 1968. È traduttrice dal francese, autrice di focus su autori contemporanei e assistente di redazione della rivista accademica “Prove di Drammaturgia”.
Collabora con Il Tamburo di Kattrin dal 2013.

Camilla Toso, friulana di nascita, romana di sangue, veneziana d’adozione. Durante gli anni di università lavora presso il Css di Udine collaborando a progetti di spettacolo e di formazione internazionale. Si dedica con alcune colleghe alla creazione de “Il Tamburo di Kattrin” di cui  tutt’oggi cura gli aspetti amministrativi e burocratici, pur lavorando da qualche anno nell’ambito delle energie rinnovabili.

Carlotta Tringali, laureata in Lingue moderne, arti e cultura presso l’Università di Urbino con una tesi sulla danzatrice Sasha Waltz, prosegue gli studi a Venezia con la Specialistica in Scienze e tecniche del teatro presso lo Iuav. È nella città lagunare che fonda la redazione de “Il Tamburo di Kattrin”. Ha collaborato con alcune realtà teatrali, scrive per la rivista “Il grande fiume” e cura il sito www.abracadamat.org per Amat.

Collaboratori:

Margherita Gallo si laurea in Tecniche Artistiche dello Spettacolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi su IETM (International Network for Contemporary Perfoming Arts) e il funzionamento delle reti culturali europee. Attualmente frequenta il corso di perfezionamento CRPC di Fondazione Fitzcarraldo Torino e collabora con “Il Tamburo di Kattrin” dal 2011.

Silvia Gatto dopo la laurea triennale in Scienze della Comunicazione a Milano con una Tesi dedicata al Teatro di Pippo Delbono, si trasferisce nella città lagunare per conseguire la laurea specialistica in Scienze e tecniche del teatro presso lo Iuav. Cofondatrice della redazione de “Il Tamburo di Kattrin” e collaboratrice per “Venezia Musica e Dintorni”, nel 2010 si trasferisce in Francia e, da oltralpe, continua a seguire l’attività delle sue colleghe, collaborando saltuariamente.

Giulia Morelli, nata a Parma nel 1986, si laurea in Filologia Moderna all’Università Cattolica di Milano con tesi sul teatro britannico contemporaneo. È critica teatrale, studiosa di teatro, drammaturga. Lavora nella redazione teatrale di Rai 5 a Roma e collabora come critico e curatore editoriale oltre che con Il Tamburo di Kattrin (dal 2014) con Hystrio e Sipario. Ha collaborato con diversi teatri e festival nazionali ed esteri, nella produzione, organizzazione e comunicazione (Piccolo Teatro di Milano, YMT UK di Londra, Orchestra del Teatro Regio di Parma, Lenz Rifrazioni – Festival Natura Dèi Teatri). Nel 2014 ha fatto parte della redazione del social-blog della Biennale Teatro di Venezia.

Maddalena Peluso è nata il 24 novembre del 1980. Giornalista pubblicista dal 2000, si laurea in lettere moderne – con tesi in Storia del teatro moderno e contemporaneo – alla Federico II di Napoli nel 2004 e si trasferisce immediatamente a Milano esaltata dall’attività teatrale della città.  Scrive di teatro e lavora come ufficio stampa.

Rossella Porcheddu ha studiato Lettere Moderne a Sassari e mosso in Emilia i primi passi nel mondo del giornalismo, occupandosi di teatro e arte contemporanea. Oggi vive nella capitale, dove ha frequentato il Master in Critica Giornalistica della Silvio d’Amico, e dove continua a scrivere di teatro, con particolare attenzione alle nuove drammaturgie e ai linguaggi performativi. Offre al Tamburo di Kattrin uno “sguardo romano” e qualche incursione nel panorama teatrale sardo.

Fotografie di:
Alvise Nicoletti
(sito web)

Hanno collaborato:
Agnese Bellato, Maja Cecuk, Agnese Cesari, Maria Conte, Ilaria Faletto, Sara Furlan, Emilio Nigro, Marta Panciera, Valentina Piscitelli, Rossella Placuzzi, Italia Santocchio, Anna Serlenga, Stefania Taddeo, Giulia Tirelli.

15 thoughts on “Redazione

  1. Ciommy scrive:

    Carissime critiche,
    sono Andrea Ciommy, laureando in Tecniche artistiche e dello spettacolo all’Università Ca’ Foscari e allievo regist-attore tramite formazione laboratoriale con registi e compagnie, almeno per il momento.
    Quando posso vi leggo e vi stimo. Si percepisce l’entusiasmo di un gruppo frizzante che sta seguendo, si spera, la strada giusta.

    Con affetto vi saluto.

    Andrea Ciommy

  2. A scrive:

    Innanzitutto complimenti per il lavoro che svolgete.
    La terminologia e lo stile dei vostri testi, di facile comprensione seppur raffinati, permettono la lettura e promettono interesse anche ai non addetti ai lavori, seppur appassionati al teatro, come me.
    Inoltre complimenti per la nuova rubrica di video-interviste.
    Rinnovo i complimenti e Vi auguro un buon lavoro.

  3. redazione scrive:

    Grazie,
    Fa sempre piacere sapere cosa ne pensa il pubblico.

  4. Marco scrive:

    Schlage die Trommel und fürchte dich nicht!
    Gran bel sito, davvero: a cominciare dal titolo (geniale!) – avrei solo una richiesta: perché non scrivere qualche anticipazione, qualche cosa in più sugli spettacoli che verranno da queste parti? Ma intanto per me è un piacere leggere anche di quelli già stati, e il lavoro fatto con il festival delle mura mi pare davvero straordinario, per quantità e qualità: se era un modo per “sperimentarsi”, mi pare che l’esperimento sia più che riuscito. Continuate così, complimenti!

  5. Valentina scrive:

    Ho letto la recensione di Hamlet in London e l’ho trovata azzeccatissima. Mi trovo perfettamente d’accordo su come è stato descritto l’evento e leggendo l’articolo mi sono ritrovata proprio lì, al Wyndham’s Theatre, con tutta l’emozione di quella sera di giugno nella quale, seduta su quelle poltroncine, mi sono ritrovata per più di tre ore immersa in un altro tempo. Complimenti per il sito.

  6. giov scrive:

    ragazze, siete meravigliose!

  7. suria scrive:

    ma non vi sembra di aver scopiazzato ben bene (troppo) da altre riviste che già esistono? non avete identità. chissà se mi pubblicherete…

  8. Redazione scrive:

    Caro/a suria, quante altre riviste avrebbero pubblicato questo commento? Ti lasciamo esprimere liberamente il tuo pensiero come noi esprimiamo liberamente la nostra identità.

  9. Emilio Nigro scrive:

    Suria, è a dir poco aberrante leggere la tua invettiva contro una presunta mancanza di identità quando oggettivamente ciò che scrivi palesa una gratuita aggressione figlia, a quanto pare, di una crisi identitaria latente. Nel tuo commento, mancano le argomentazioni. Capisco che ciascuno ha diritto e libertà di esprimere la propria opinione, ma se il risultato deve essere una sterile e indignante dichiarazione fine a se stessa,non argomentata, è inevitabile assumersi le responsabilità di ciò che si blatera. Cita queste riviste dalle quali si scopiazzerebbe. Sviluppa questa tuo presumere la mancanza d’identità.
    Il tamburo di kattrin è composto da studiose prima di tutto, che sanno quello di cui stanno parlando. Non sono semplici spettatrici degli spettacoli, ma giovani ragazze che alla passione accompagnano una formazione di tutto rispetto.
    Rispetto che non hai avuto nell’esprimerti, caro/a Suria e sinceramente mi infastidisce risponderti a tono, il tuo commento si qualifica da sè.
    Se le mie parole dovessero risultarti apologie partigiane alle “kattrine” – lo presumo deducendolo dal tuo pensiero – pazienza. Il mio è uno scrivere inanzitutto disinteressato, effetto dell’indignazione causata da ciò che manifesti. E, da attento lettore della materia di cui si discute, non ho trovato queste altre riviste già esistenti “plagiate”, secondo te, dalle critiche del sito.
    …Le ragazze che mandano avanti questo delizioso sito hanno nomi e cognomi pubblicati in modo trasparente. Tu chi sei?
    L’aggressione è scatenata da ciò che in psicologia si definisce “frustrazione da invisibilità”…

    Nell’era dei social networks e degli “autoctoni virtuali” non sai che prima di parlare bisogna connettersi?

  10. suria scrive:

    complimenti per i toni indignati… non è il caso di scaldarsi tanto! mi riferisco ad altre testate che voi penso ben conoscerete. a partire da krapp’s las t post o teatro e critica, delteatro…
    nessuno mette in dubbio le vostre capacità, ma solo il fatto che ormai preso un format siano poi tutti uguali quelli che seguono… sarebbe bello, visto che siete così giovani, aveste scopiazzato un po’ meno nei format ma ideato qualcosa di originale… tutto qui. se poi non vi si può criticare, come sembra, pace. Mi si permetta di farlo lo stesso. Siamo pur sempre in democrazia. O no?

  11. teardrop.smile scrive:

    Caro/a Suria, credo che nel caso di riviste di teatro o altre materie culturali conti molti il format, ma ancora più il contenuto! Sicuramente esistono altre riviste che hanno un format simile o che Kattrin ne abbia uno simile a loro, ma sicuramente le cose che ci sono scritte sono diverse, perchè diversi sono i punti di vista e diverse le menti che elaborano i “giudizi”. E’ quindi inutile accannirsi sul format, che è sempre importante e che è giusto cercare di sviluppare e coltivare, ma solo se finalizzato a raggiungere un numero di lettori sempre più alto, non per prestigio, ma per amore di un’arte che vive ancora nel pregiudizio della sua presunta natura vecchia e/o incomprensibile. E’ un’ottica commerciale quella che ci costringe a dare più importanza alla forma che al contenuto. Non mi sembra che nel sito ci siano recensioni copiate, ed è questo l’importante. Se poi vuoi dare suggerimenti sul format, su come arricchirlo o migliorarlo penso che la redazione ne sia solo contenta, considerando l’entusiasmo e la correttezza con cui ha sempre risposto ai commenti. Oppure apri un portale tutto tuo. E’ giusto criticare, ma come diceva Emilio che almeno siano finalizzate a qualcosa di concreto o costruttivo, altrimenti corri il rischio che il tuo commento cada nel vuoto e non sia utile a nulla, tanto da aver paura che non venga pubblicato.
    Preciso che questo è un invito ad inviare i tuoi consigli, in modo da migliorare un portale che a quanto pare è seguito ed apprezzato, e non una sterile critica sull’inutilità di un post come quello da te elaborato!

  12. Carlotta Tringali scrive:

    Caro/a Suria,
    come tu dici siamo ancora in una democrazia e come puoi vedere siamo ben aperte a dei commenti/critiche, altrimenti avremmo censurato tutto. Ma non lo abbiamo fatto. Ci tengo a puntualizzare una cosa: Emilio non fa parte della redazione, anzi lo ringraziamo moltissimo per le parole spese nei nostri confronti e per la stima che ha verso chi scrive e chi cura il Tamburo di Kattrin ogni giorno con passione ed entusiasmo. Siamo sempre aperte alle critiche, anzi le difendiamo a spada tratta, quindi come anche scrive teardrop.smile, che invece collabora con noi, ben vengano. Non capisco questo accanirsi sul format: magari avrà delle somiglianze con altre riviste; riviste nate da una necessità di scrivere e sfido a far scomparire la scrittura in una rivista. E comunque non credo che l’attenzione debba fermarsi alla semplice scatola contenitrice, ma più che altro sul contenuto. Inoltre, se fossi stato un attento lettore del Tamburo di Kattrin, avresti anche notato la parte dedicata al pubblico: non troverai in altre riviste i commenti a caldo degli spettatori appena usciti da teatro; proprio per questa sezione originale abbiamo anche ricevuto i complimenti di Krapp, che tu citi tra le riviste che avremmo, come dici tu, scopiazzato. Ti invito a visitare il Tamburo con più attenzione e di nuovo, ricordati caro/a Suria, che le critiche costruttive sono, dal Tamburo, sempre bene accette perché motivo di crescita.

  13. sbekk82 scrive:

    Io vedo nel tamburo un’esigenza di comunicare frutto di un amore per il teatro (specialmente di ricerca) che non trovo altrove. Quindi anche se vi fosse una certa somiglianza nel format, cara Suria, penso tu faccia il grande errore di sottovalutare il contenuto. E comunque alcune idee, come ad esempio i commenti a caldo del pubblico, non l’ho mai viste in nessun’altra testata. Vuoi vedere che prima o poi verrà copiata loro l’idea?
    Spero che questo commento non venga visto come un attacco da parte mia, è solo che in questo paese bigotto bisogna sostenere non attaccare chi difende con impegno e sincera passione, valori artistici e culturali che rischiano seriamente di finire nel dimenticatoio.

  14. Complimenti! Mancava un webzine come questa! E che la critica teatrale risorga! A prestissimo
    Teatro de Linutile

  15. Simone Nebbia scrive:

    Passati un po’ di giorni da questa polemica ma mi sento di partecipare. Da redattore e animatore di una delle riviste citate (teatro e critica) non posso che esprimere alle care colleghe “Tamburine” appena lasciate nello studio di Radicondoli, dove si stanno davvero dando da fare, la mia più totale vicinanza. E’ soltanto con la sinergia e non con l’invidia o l’estraneità che si riesce a costruire e poi distruggere e poi ricostruire e così via, ossia la funzione critica e conflittuale umana e non soltanto intellettuale. Non ci si copia, si respira la stessa aria. Si vive assieme. Questo l’obiettivo, questa la misteriosa voglia che ci fa sacerdoti della stessa assetata religione.

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