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Chiusura in levare per Teatri delle Mura

foto di Caludia Fabris

Si è concluso mercoledì 24 il Festival Teatri delle Mura, fantastica rassegna che ha riscosso moltissimo consenso sia da parte del pubblico - la maggior parte  degli spettacoli ha registrato il tutto esaurito - che da parte della critica. Ultimo evento in programma la lettura concerto In capo al Mondo, frammenti dall'omonimo libro scritto da Giuliano Scabia accompagnato al violoncello da Mario Brunello. Il concerto, poetico e magistralmente eseguito, ha chiuso la programmazione di un festival all'insegna della ricerca e della sperimentazione. Il Tamburo di Kattrin ha seguito tutti gli eventi in programma, recensendo, intervistando e documentando.

All'inizio di questo piccolo Tour de force l'obbiettivo era quello di sperimentarci: un nuovo formato, un ritmo serrato e diverse tipologie di materiali, dall'intervista scritta al video. Tutto sommato  l'obbiettivo è stato raggiunto, non senza difficoltà, ma l'impegno e la collaborazione hanno portato ad un  buon risultato, un buon punto di partenza per il futuro.

Passando in rassegna tutti gli spettacoli, sono nati diversi spunti di riflessione, oltre alle linee guida stabilite dal Direttore Artistico Andrea Porcheddu, riguardanti la ricerca e le nuove drammaturgie; si è manifestata un cospicua presenza di testi ispirati e incentrati su tematiche affini a Beckett e Ionesco (Interrogations, Tregedia tutta esteriore, De_Forma09), altri invece esploravano il rapporto tra bene e male (Il silenzio di dio, Una vita importante, Sade:Opus contra naturam) altri ancora giocavano sulle possibilità della voce (Il castello di Holstebro II, Electic Party, Flatlandia, La madre dei Gatti).
Un programma interessante dunque e ricco di sorprese, alcune di queste, giunte totalmente inaspettate, hanno stimolato la nostra piccola redazione. Teniamo a sottolineare alcuni spettacoli, sorvolando i grandi astri ormai stabili nel cielo del teatro internazionale, bagliori interessanti si sono accesi da parte di alcune stelle comete e ci sono rimasti negli occhi:
Una vita importante, per la ricerca di una drammaturgia originale e tutta da costruirsi, per la modalità leggera, ironica, totalmente laica nell'aver affrontato un tema difficile e delicato come quello della vita della Vergine Maria. Orson Well's Roast, per l'incredibile performance d'attore di Giuseppe Battiston, e la capacità di creare e sostenere un personaggio. Tragedia tutta esteriore, per la ricerca di un linguaggio espressivo contemporaneo e per l'immediatezza del testo e dei processi costruttivi dello stesso. La notte poco prima della Foresta, per la scelta di un autore, B. Marie Koltés, in totale controtendenza al panorama europeo, per la messa in scena essenziale e al contempo coinvolgente. Sade: opus contra naturam, per l'audacia dell'operazione e del linguaggio teatrale.

La redazione tiene infine a  ringraziare, per la grande occasione e per la fiducia dimostrata, il Direttore Artistico Andrea Porcheddu, la Direttrice Organizzativa Patrizia Baggio, l'ufficio stampa e tutti i membri dello staff organizzativo e tecnico.




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