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A chi entra a teatro non…

Presentazione della stagione primaverile del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia

Grafica: Tankboys

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...va svelato il finale. Ma i nomi che andranno a comporre la seconda parte della stagione 2009-2010 del Teatro Fondamenta Nuove, quelli sì, vengono finalmente svelati dal direttore Enrico Bettinello e da Carlo Mangolini, consulente artistico per la sezione Movimenti, in una delle sale di Ca' Farsetti, sede del Comune di Venezia. A fare gli "onori di casa" la dott.ssa Angela Fiorella, dirigente dell'area delle produzioni culturali e dello spettacolo e primo sostenitore, insieme alla Provincia, del teatro lagunare.

Anche per i mesi primaverili il teatro si conferma essere non solo luogo di rappresentazione, ma uno spazio ben più prolifico e polivalente, andando ad ospitare residenze, momenti di confronto tra artisti e pubblico, fino a divenire sala di registrazione. Mantenendo, infatti, la divisione in sezioni risultata vincente, nelle scorse edizioni, − Risonanze per la musica, Movimenti per il teatro e Resi/Dance per la danza − Bettinello, insieme ai suoi collaboratori, riafferma la volontà di fare del Teatro Fondamenta Nuove un luogo di produzione e sostegno delle realtà più innovative delle varie espressioni artistiche.

Già domenica 28 febbraio, infatti, il teatro ospiterà per il secondo anno consecutivo le semifinali di Giovane Danza d'Autore della Regione Veneto, premio che fa parte della rete AnticorpiXL. Con i coreografi in lizza, il teatro si propone di instaurare un legame che va ben aldilà di un evento di un solo giorno, invitandoli a partecipare a workshop, lezioni e momenti di confronto. Silvia Gribaudi e Chiara Frigo, infatti, vincitrici delle ultime due edizioni del Premio GD'A, saranno in residenza per una settimana e ne presenteranno l'esito in una prova aperta il 25 marzo. In maggio sarà, invece, il danzatore e coreografo norvegese Stian Danielsen ad abitare gli spazi del teatro tenendo anche una open class aperta a coreografi e danzatori.

Grafica: Tankboys

Inizio in grande stile anche per Risonanze, con un duo tra il batterista olandese Han Bennink ed il sassofonista e clarinettista Daniele D'Agaro il 13 marzo. Si resta nel magico sound del jazz anche in aprile con gli Orange Room, gruppo italiano che fa capo al collettivo/etichetta Al Gallo Rojo, che durante la residenza nel teatro incideranno il loro nuovo disco. Tutta un'altra musica − elettronica e rock − quella dei To Rococo Rot, che a Venezia presenteranno dal vivo la loro ultima fatica discografica: Speculation. La stagione si chiude con un grande ospite internazionale, la band made in USA Parenthetical Girls, guidata da Zac Pennington: il loro concerto, previsto per il 6 maggio, sarà occasione di ascoltare, in anteprima, alcuni brani del loro nuovo progetto Privilege.

A Carlo Mangolini il compito di presentare, invece, la sezione Movimenti, che sarà segnata, in questa sua seconda tranche, da un ritorno alla parola − ma non per questo alla tradizione, tutt'altro − grazie agli emiliani Menoventi con Invisibilmente, ai pugliesi Fibre Parallele con Mangiami l'anima e poi sputala e i veneti − per la prima volta in Veneto! − Fagarazzi&Zuffellato con Desert/Dessert (serata lounge condotta da Jacopo Lanteri e Wen Ting Yang il 4 marzo) e Eminirc (11 marzo). Coerente con lo slogan scelto per questa stagione, Mangolini non svela molto degli spettacoli in cartellone, lasciando al pubblico la curiosità e la sorpresa di scoprire queste innovative realtà della scena nazionale.

Ciò che invece tiene, giustamente, a sottolineare, è l'impegno assunto, anche con la sezione di teatro contemporaneo B.Motion di Bassano che dirige, con il sostegno e la promozione per i gruppi emergenti che, negli ultimi anni, sono potuti crescere ed affermarsi. Quattro delle compagnie che l'anno passato hanno fatto parte della stagione del Teatro e sono state coprodotte da B.Motion − Santasangre, Teatro Sotterraneo, Muta Imago e Babilonia Teatri − hanno recentemente vinto il Premio Speciale Ubu 2009, uno dei massimi riconoscimenti del teatro italiano. Non solo un mero seppur assolutamente comprensibile motivo di orgoglio, ma un chiaro segnale di star procedendo nella direzione giusta per dare un sostegno concreto e una forte impronta al teatro di domani.

Silvia Gatto

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