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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; FoPA09</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Seconda serata (musicale) al FoPa09:Scatti</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 16:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alvise Nicoletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[FoPA09]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2009/08/FoPa_2_0022.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3841" title="FoPa" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2009/08/FoPa_2_0022-300x200.jpg" alt="FoPa" width="300" height="200" /></a></p>
<p><span id="more-3379"></span></p>
[[Mostra come presentazione]]
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		<title>Suggestioni Manipolate</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 16:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Gatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[FoPA09]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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Serata internazionale di manipolazioni e atmosfere magiche la terza ed ultima in programmazione al FoPA09 di Pola:  in scena il danese  Senor StetS al magazzino ex-Porrer e lo spagnolo Migui Mandala Sol all'ex-Istra. Cuerdo è uno spettacolo che sta tutto in una valigia: pochi elementi - tre corde, alcune trappole per topi



Serata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div class="mceTemp" style="text-align: left;">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 190px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/serprente.jpg"><img class="  " title="Cuerdo" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/serprente-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="180" height="120" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"> </dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: justify;">Serata internazionale di manipolazioni e atmosfere magiche la terza ed ultima in programmazione al FoPA09 di Pola:  in scena il danese  <strong>Senor StetS </strong>al magazzino ex-Porrer e lo spagnolo <strong>Migui Mandala Sol</strong> all'ex-Istra. <em>Cuerdo</em> è uno spettacolo che sta tutto in una valigia: pochi elementi - tre corde, alcune trappole per topi</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3376"></span></p>
<div id="attachment_3099" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/serprente.jpg"><img class="size-medium wp-image-3099 " title="Cuerdo" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/serprente-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Serata internazionale di manipolazioni e atmosfere magiche la terza ed ultima in programmazione al FoPA09 di Pola:  in scena il danese  <strong>Senor StetS </strong>al magazzino ex-Porrer e lo spagnolo <strong>Migui Mandala Sol</strong> all'ex-Istra.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cuerdo</em> è uno spettacolo che sta tutto in una valigia: pochi elementi -  tre corde, alcune trappole per topi, un megafono collegato a un vecchio mangiacassette, un pesciolino finto ed un amo - bastano all'artista per affascinare il pubblico con un lavoro costantemente in bilico tra il clownesco e la poesia. Attraverso la manipolazione di oggetti, le corde divengono occhiali o sinuosi serpenti, il suo volto si trasforma, diverte una platea entusiasta di assaporare un'atmosfera quasi d'altri tempi, retrò, da artista girovago che non ha bisogno di escamotage tecnologici, ma che si affida completamente alla sua bravura ed alla capacità di creare fin da subito una grande complicità con gli spettatori, spesso sorpresi ed emozionati.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_3100" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/mostro.jpg"><img class="size-medium wp-image-3100 " title="Cuerdo" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/mostro-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="300" height="200" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">foto di Alvise Nicoletti</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che <strong>Senor StetS </strong>fruga nella valigia, come se tutti fossero tornati bambini, si attende in trepidante attesa cosa ne estrarrà per regalare nuovi piacevoli momenti: da giocoliere si trasforma in improbabile fachiro, per poi diventare mostro, danzatore, e tornare, di nuovo, pallido clown, senza interrompere mai il suo muto dialogo con il pubblico, che non può fare altro che rispondere con numerosi e meritatissimi applausi. <em>Cuerdo </em>è uno spettacolo da vedere perché regala quaranta minuti di leggerezza e fascinazione, perché ricorda e dimostra che un bel lavoro teatrale può essere semplicissimo ed economico, andando a rivisitare le radici più popolari di quest'arte. Come la vissuta valigia di pelle, tutto lo show sta sulle spalle di un artista che non si risparmia mai, un contemporaneo Charlot che sa rendere magica la semplicità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_3101" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/librazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-3101 " title="Mikado" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/librazione-200x300.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="200" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">foto di Alvise Nicoletti</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Semplicità e magia, ma dal chiaro sapore orientale, tornano anche in <em>Mikado</em> di <strong>Migui MandalaSol</strong>, che, uscendo da una gabbia, fa librare nello spazio bacchette flessibili, trasformandole e trasformandosi con esse, in una sequenza gestuale ispirata alla danza Butoh giapponese. Sul raffinatissimo tappeto sonoro dei <strong>Selva de Mar</strong>, che contribuisce alla forza ammaliante del lavoro, l'artista spagnolo dipinge nello spazio una coreografia curata e minimale. <em>Mikado</em> è un lavoro sulle metamorfosi - spaziali, fisiche e materiali - dei dettagli, che si trasformano con perizia e costanza, di continuo. Di difficile comprensione probabilmente per l'uso di un linguaggio non abituale e poco conosciuto, la performance chiede, forse, non di essere capita ma solo assaporata; nel tentativo che qualche metamorfosi avvenga, emozionalmente, negli spettatori.<br />
Il simbolismo, criptico, della coreografia lascia così spazio ad una visione meno concettuale, trasportando gli spettatori in un'atmosfera lontana e suggestiva che Migui MandalaSol dimostra di saper creare grazie alla sua concentrata presenza che in ogni piccolo gesto è sempre carica di un'energia che non può non essere percepita.<br />
La metamorfosi, quanto è meno plateale, tanto più costringe ad una visione più attenta ed a una riflessione sullo spazio, sul corpo e quindi sull'uomo, che si manifesta nella sua bellezza proprio nei dettagli più nascosti, spesso non presi in considerazione, alla riscoperta di una diversa consapevolezza di sé e del movimento.</p>
<div id="attachment_3102" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/bacchette.jpg"><img class="size-full wp-image-3102  " title="Mikado" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/bacchette.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="600" height="450" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Visti all'ex-Porrer e all'ex-Istra, Pola (Croazia)</em></p>
<p style="text-align: right;">Silvia Gatto</p>
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		<title>Scatoloni animati e Sinestesie in bianco</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/scatoloni-animati-e-sinestesie-in-bianco-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 16:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Gatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[FoPA09]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maretta\Cavallari]]></category>
		<category><![CDATA[VisionAria]]></category>

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		<description><![CDATA[ 


Il FoPa - Festival of performing arts di Pola - si apre con due lavori altamente diversi tra loro, ma che coabitano il medesimo luogo: l'area dell'ex forno crematorio dell'ospedale vecchio di Pola. Da una parte scatole di cartone si animano celando sempre i performer, poco più in là il lavoro è tutto incentrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/inaugurazione.jpg"><img class=" alignleft" title="FoPA09" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/inaugurazione-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="180" height="120" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> FoPa</strong> - Festival of performing arts di Pola - si apre con due lavori altamente diversi tra loro, ma che coabitano il medesimo luogo: l'area dell'ex forno crematorio dell'ospedale vecchio di Pola. Da una parte scatole di cartone si animano celando sempre i performer, poco più in là il lavoro è tutto incentrato sul corpo di una ballerina vestita di bianco.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3383"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Recensione a <em>I will survive</em> - <strong>Maretta\Cavallari</strong> e a <em>Sinestesie Ambientali</em> - <strong>VisionAria </strong>e <strong>Shadow Sync</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3020" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/inaugurazione.jpg"><img class="size-medium wp-image-3020 " title="FoPA09" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/inaugurazione-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="180" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il<strong> FoPa</strong> - Festival of performing arts di Pola - si apre con due lavori altamente diversi tra loro, ma che coabitano il medesimo luogo: l'area dell'ex forno crematorio dell'ospedale vecchio di Pola. Da una parte scatole di cartone si animano celando sempre i performer, poco più in là il lavoro è tutto incentrato sul corpo di una ballerina vestita di bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>I will survive </em>è una lenta costruzione di un mostro di cartone ideata e diretta da <strong>Giorgia Maretta</strong> ed <strong>Andrea Cavallari</strong>. La presenza umana (<strong>Andrea Rimoldi, Beatrice Sarosiek, Massimo Trombetta</strong>) resta sempre celata ma percepibile come energia che sorregge e muove la struttura, imponente e fragile nello stesso tempo. L'equilibrio sempre in bilico ed il tappeto sonoro, curato dallo stesso Cavallari, rendono questi scatoloni pulsanti, vitali, inquietanti quando sulla sommità della montagna-città costruita dai tre performer dominano, come un totem, un'antenna ed una ciminiera: simboli di una società che non sembra poter esistere in zone 'senza campo' e ormai sommersa dalle proprie scorie. Un originale marchingegno dalla fattura quasi infantile e molto divertente, raccoglie bottiglie di plastica che il mostro, ormai saturo, rivomiterà in forma di luci, andando a costruire uno skyline futuristico tutt'altro che promettente.</p>
<div id="attachment_3023" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/scatole1.jpg"><img class="size-large wp-image-3023 " title="I will survive" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/scatole1-1024x682.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="491" height="327" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Anche se lo spettacolo è ancora da rodare, con alcuni momenti forse un po' prolungati e alcune scelte registiche da rivedere - come il crollo della struttura nel finale, un po' troppo prevedibile - la giovane compagnia ha il suo lato vincente in un'idea originale, coerente e di senso ed un apparato visivo che ha nei materiali poveri il suo punto di forza. In un panorama performativo e teatrale che ricerca, troppo spesso, un linguaggio innovativo fine a se stesso, altamente tecnologico ma svincolato da contenuti e realtà, gli scatoloni di Maretta e Cavallari sono tutt'altro che vuoti.</p>
<div id="attachment_3027" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/scatol2.jpg"><img class="size-medium wp-image-3027 " title="I will survive" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/scatol2-300x200.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Pieni di immagini, risvegliate nella fantasia dello spettatore, di discariche, disastri ambientali, abusivismo edilizio e di un mondo sempre più in equilibrio precario, si percepisce, con piacere e partecipazione, che è stata la volontà di parlare di queste tematiche a determinare la ricerca del modo più efficace per comunicarle. E alla fine, infatti, per lo spettatore il titolo della performance prende, con timore e consapevolezza, un sinistro tono interrogativo:<em> sopravviverò?</em></p>
<div id="attachment_3029" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/sinestesie.jpg"><img class="size-medium wp-image-3029 " title="Sinestesie Ambientali" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/sinestesie-200x300.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Drastico cambio di atmosfera per la successiva performance, <em>Sinestesie Ambientali, </em>ideata da <strong>Massimo David </strong>(<strong>Shadow Sync</strong>) e <strong>Valeria Mastropasqua</strong> (<strong>VisionAria</strong>). Mettendo in pratica, in quattro momenti e spazi dell'area di San Michele,  il concetto di sinestesia - fenomeno percettivo in cui differenti sensi si contaminano tra loro - il pubblico è invitato in un primo momento a 'sorseggiare' uno spettacolo di danza verticale: chiusa nel suo bozzolo di licra bianca sospeso in un arco, la danzatrice dà prova non solo di capacità tecniche ma anche performative, non riducendo mai la coreografia ad una mera dimostrazione di virtuosismo, ma ricercando con uno sguardo infantile e sorpreso il pubblico, a cui sempre si rivolge. Accompagnata dalle sonorità interessanti e ricercate di Massimo David, la Mastropasqua si fa seguire dal pubblico, salendo su una cisterna per raccontare lo spazio che si apre di fronte a lei, per poi arrampicarsi su un terrazzino diroccato dove gusta una cena mostrata attraverso dei colori al pubblico. Il quarto momento, che chiude <em>Sinestesie Ambientali</em>, è un video che ripercorre gli spazi toccati dalla performance, teso a sottolineare l'aspetto 'space specific' del progetto: non uno spettacolo precostituito, infatti, ma un lavoro che si struttura e si ripensa per ogni luogo in cui viene allestito, analizzato nei suoi aspetti sensoriali più significativi che vengono poi riproposti in forma di suoni, danza, luci e immagini proiettate.<br />
Nonostante un'idea di partenza altamente concettuale, la performance si lascia facilmente seguire da tutti gli spettatori: la Mastropasqua incanta con le sue evoluzioni e la sua forte presenza scenica. Ma l'aspetto multisensoriale resta un po' in secondo piano nella percezione di un lavoro che ancora deve crescere, e la struttura itinerante ma senza un percorso chiaro disorienta un po' il pubblico, che finisce per vivere i quattro momenti della performance come scollegati tra loro, a scapito di un più sentito coinvolgimento.<br />
La prima croata preannuncia, comunque, interessanti possibilità di sviluppo in una direzione ancora più sinestetica e strutturata, ma senza rinunciare all'aspetto di improvvisazione e trasformazione di cui Massimo David e Valeria Mastropasqua hanno dato prova di grande capacità.</p>
<div id="attachment_3031" class="wp-caption aligncenter" style="width: 563px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/sinestesie2.jpg"><img class="size-large wp-image-3031 " title="Sinestesie Ambientali" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/sinestesie2-1024x682.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="553" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p><em>Visto a San Michele - ospedale vecchio, Pola (Croazia</em>)</p>
<p style="text-align: right;">Silvia Gatto</p>
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		<title>Dal degrado alla Performance</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/eventi/2009/dal-degrado-alla-performance-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 20:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Gatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FoPA09]]></category>

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Si dorme in camerate, la tavola per il pranzo è lunga diversi metri, nessuno è stipendiato: tutti sono lì per dare vita al FoPA09, seconda edizione del Festival of Performing Arts - dell'Associazione KULTURBAN in collaborazione con MARGINeMIGRANTE e Pulska Grupa. Paola Valente, giovanissima ideatrice e direttrice di questo festival.

Recensione a FoPA09 - Festival of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 111px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="../wp-content/uploads/2009/08/MG_4118.jpg"><img class="  alignleft" title="FoPA09" src="../wp-content/uploads/2009/08/MG_4118-200x300.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="101" height="151" /></a></dt>
</dl>
<p>Si dorme in camerate, la tavola per il pranzo è lunga diversi metri, nessuno è stipendiato: tutti sono lì per dare vita al <strong>FoPA09,</strong> seconda edizione del Festival of Performing Arts - dell'Associazione <strong>KULTURBAN </strong>in collaborazione con <strong>MARGINeMIGRANTE</strong> e <strong>Pulska Grupa</strong>. <strong>Paola Valente</strong>, giovanissima ideatrice e direttrice di questo festival.</p>
<p><span id="more-3401"></span></p>
<p>Recensione a <em>FoPA09 - Festival of Performing Arts </em>di Pola (Croazia): 21,22 e 23 agosto</p>
<div id="attachment_3015" class="wp-caption alignleft" style="width: 178px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/MG_4118.jpg"><img class="size-medium wp-image-3015   " title="FoPA09" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/MG_4118-200x300.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="168" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli organizzatori, i tecnici, i musicisti, gli artisti e i cuochi arrivano in macchina, autobus, nave e persino in bicicletta in una caserma di Pola ormai abbandonata dai militari, trasformata da anni di numerose associazioni culturali ed eventi, in un labirinto surreale di corridoi dipinti, installazioni improbabili, graffiti, finestre rotte e spazi appena restaurati. Si dorme in camerate, la tavola per il pranzo è lunga diversi metri, nessuno è stipendiato: tutti sono lì per dare vita al <strong>FoPA09,</strong> seconda edizione del Festival of Performing Arts - dell'Associazione <strong>KULTURBAN </strong>in collaborazione con <strong>MARGINeMIGRANTE</strong> e <strong>Pulska Grupa</strong>. <strong>Paola Valente</strong>, giovanissima ideatrice e direttrice di questo festival, con il suo entusiasmo e le sue competenze, è riuscita a coinvolgere anche quest'anno numerosi ragazzi che hanno dato la loro disponibilità per rendere possibile che in spazi completamente abbandonati e fatiscenti del centro cittadino potessero avere luogo performances e concerti. <!--more-->Come la vecchia caserma Carl Rojc è stata riempita di colori e trasformata nell'uso, anche le aree del San Michele e dell'ex-Orl dell'ospedale vecchio e gli ex-magazzini Istra e Porrer sono stati 'ricolorati' di presenze, luci e azioni diventando interessanti locations per eventi. L'intento del FoPA è quello di restituire alla cittadinanza luoghi dimenticati sotto coltri di sterpaglie e sporcizia, pieni di siringhe ma anche di una storia ed un fascino che possono tornare alla luce;  a una nuova luce, anzi, grazie alla pulizia e reinvenzione di questi spazi operata dagli organizzatori e, soprattutto, dagli artisti chiamati a performarvi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">In un week-end carico di emozioni, lavori ma anche divertimento estivo, quattro sono stati gli spazi recuperati e ri-abitati da un pubblico italo-croato e variegato: operatori del settore ma anche famiglie, anziani, bambini, giovani di passaggio sono stati attirati numerosi da questo evento decretandone il meritato successo. Tutti gli eventi erano gratuiti; come un piacevole ed inaspettato regalo, spettacoli interessanti, sonorità ricercate e serate piacevoli sono state donate a chiunque volesse prenderne parte da un gruppo di persone che hanno messo a disposizione le proprie competenze ed il proprio tempo per realizzare un progetto che dimostrasse la capacità del teatro, della musica e dell'arte di impadronirsi, con forza e vitalità, di spazi non tradizionali e farne luoghi di aggregazione e condivisione.</p>
<div id="attachment_3016" class="wp-caption aligncenter" style="width: 501px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/MG_4669_1.jpg"><img class="size-large wp-image-3016   " title="FoPA09" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/08/MG_4669_1-1024x681.jpg" alt="foto di Alvise Nicoletti" width="491" height="327" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Alvise Nicoletti</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Puntando su forme artistiche che superano ogni barriera linguistica quali la danza, la videoarte e la musica, FoPA è stato un momento di incontro multiculturale di diverse esperienze, un'occasione per riflettere sulla potenzialità delle contaminazioni  linguistiche, un esperimento decisamente ben riuscito di realizzare con pochi mezzi ma tanta caparbietà e passione un piccolo ma importante evento condotto, seppur in forma di volontariato, con grande professionalità. Un evento che, si spera, diventi un appuntamento fisso nelle estati di Pola, continuando a crescere, a mettersi in discussione e a cercare nuovi spazi nascosti nelle vie della città.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;">Silvia Gatto</p>
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		<title>backstage di FoPA09</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 13:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alvise Nicoletti</dc:creator>
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<p><span id="more-2985"></span></p>
[[Mostra come presentazione]]
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