B.Motion 2010 si presenta…
Negli spazi del Garage Nardini è presentata l’edizione 2010 di B.Motion, rassegna ormai culto della ricerca scenica nazionale e non solo. Ad accompagnare il pubblico, fra i numerosissimi appuntamenti di quest’anno, l’Assessore Carlo Ferraro, Rosa Scapin, direttrice di OperaEstate Festival, con i due direttori di B.Motion, Roberto Casarotto per la sezione danza e Carlo Mangolini per il teatro. E, ovviamente, tutti gli artisti impegnati in questi giorni a Bassano ad ultimare le proprie creazioni che saranno presentate al Festival.
Non è semplice spiegare o cercare di trasmettere come si sia trasformato il progetto di B.Motion in questi ultimi anni, evocando quelle linee di sviluppo e tracciando quelle energie (creative ed estetiche, certo, ma anche umane, gestionali, politiche) che hanno fatto in pochissimo tempo di quello che era un piccolo festival di ricerca – fra l’altro frammento della realtà ben più ampia, solida e articolata di OperaEstate – un punto di riferimento cruciale per il panorama della creazione performativa contemporanea. Se B.Motion Danza vanta collaborazioni con alcuni dei maggiori centri internazionali, collocandosi spesso ad innesco di itinerari di produzione e partnership originali, la sezione Teatro si è distinta, negli anni, come nodo irrinunciabile della ricerca spettacolare nazionale, dedicando percorsi di accompagnamento a quelle che si sono poi rivelate essere alcune delle esperienze più originali di sperimentazione della scena emergente italiana.
Non potendo dedicare in questa sede la dovuta attenzione ai tanti progetti da citare in merito alle “conquiste” di B.Motion passate, attuali e a venire – ci sarà occasione e tempo per approfondirne alcune durante i giorni di Festival – è importante segnalare una linea di lavoro, che attrae a sé tutti i differenti percorsi che animano il programma e che riemerge continuamente nelle parole degli organizzatori e anche nella natura dei progetti di creazione presentati. È Rosa Scapin, direttrice di OperaEstate, ad indicarlo: B.Motion non intende porsi come una vetrina del contemporaneo, ma rappresenta piuttosto una sintesi dell’intenso lavoro di ricerca, produzione, sostegno e formazione che impegna il Festival tutto l’anno. Ed è proprio il luogo in cui è presentato B.Motion 2010, il Garage Nardini, un buon punto di partenza per tentare di introdurre quegli elementi che hanno fatto della rassegna di Bassano un centro all’avanguardia nella creazione scenica contemporanea: acquisito come luogo di spettacolo nel 2008, il Garage è oggi CSC – Centro per la Scena Contemporanea che, oltre ad accogliere gli spettacoli nei giorni di Festival, è attivo tutto l’anno, ospitando residenze artistiche e percorsi di formazione di ampio respiro; ponendosi come piattaforma di incontro e di scambio fra artisti, operatori, critici italiani e internazionali, fra sostegno a coloro che operano nel territorio e reti di mobilità trans-nazionali. È in questo luogo che prendono vita e forma, che si incontrano e si trasformano, tanti dei progetti scenici che saranno presenti al Festival e attraverseranno poi teatri, rassegne e centri di produzione d’Italia e non solo – dall’ormai consolidato Choreoroam, quest’anno alla terza edizione, al vivace programma di residenze creative, fino alle novità che introducono B.Motion 2010: TRiptych (Bassano Montreal Vancouver), nuovo percorso di creazione che vede coinvolti tre coreografi (Chiara Frigo, Emmanuel Jouthe, Jennifer Clarke) a lavorare su architetture caratterizzanti di ognuna delle città coinvolte all’Attore Performativo, progetto di formazione fondato sulla trasmissione trans-generazionale dei saperi che vede coinvolti sei attori in alcuni laboratori condotti da artisti coetanei, ma provenienti da diversi ambiti della ricerca spettacolare.
Sempre in relazione al Garage Nardini, emerge un altro tratto distintivo del progetto di B.Motion e di OperaEstate intimamente legato ai principi di progettualità appena accennati, ovvero quello connesso al rapporto con la città e i suoi spazi. In questi anni sono stati creati diversi percorsi di interazione col territorio, sostenendo artisti che lavorano in loco e promuovendo progetti di ricerca capaci di interagire con i luoghi in cui vengono ideati e realizzati; affinando un sempre più vivace programma di residenze artistiche che anima tutto l’anno Bassano e le aree circostanti e sperimentando, come luoghi di spettacolo, edifici particolari della città, dal Garage Nardini fino all’ex-chiesa di San Bonaventura, nuovo spazio del Festival nel 2010. La ricerca e la sperimentazione, il dialogo e la formazione diventano qui esperienze capaci di entrare in contatto con il territorio in cui si muovono, di esplorarne gli spazi, anche quelli dimenticati o inconsueti, di farli rivivere e di portarne a riemergere le identità, restituendoli, sotto una luce nuova, alla città.
Le due settimane di Festival che attraverseranno Bassano dal 24 agosto al 4 settembre (dal 24 al 29 la sezione Danza, dal 30 al 4 la sezione Teatro), pur essendo una minima rappresentazione delle tante linee di lavoro consolidate o avviate da B.Motion, possono dimostrarsi un’occasione imperdibile per incontrare quell’atmosfera in cui nascono e si sviluppano alcuni dei più interessanti progetti di ricerca della scena contemporanea: fra la dimensione familiare propria del contesto residenziale e il melting-pot internazionale creato dai rappresentanti delle diverse reti di produzione di cui B.Motion è parte, artisti, critici, operatori, spettatori, si trovano qui a confronto in un contesto di una vivacità rara.
In questi (e altri) frammenti di esperienze, nel dialogo continuo instaurato fra scena e platea, fondato, allo stesso tempo, sulla permanenza e sull’incontro internazionale, si può andare ad individuare quel «marchio di fabbrica» cui accenna Carlo Mangolini e che ha fatto di B.Motion una delle esperienze produttive più interessanti e frequentate della teatralità italiana degli ultimi anni. Queste sono le premesse che si trovano anche all’origine di B.Conference, convegno nazionale che si terrà dal 2 al 4 settembre all’interno degli spazi di Palazzo Bonaguro e che coinvolgerà operatori, artisti, critici con l’obiettivo di fare il punto sulle condizioni della creazione performativa in Italia e di discutere intorno a proposte possibili per un coordinamento nazionale delle realtà del contemporaneo.
Palazzo Bonaguro, sempre più luogo-chiave di incontro del Festival, ospiterà anche installazioni, talk quotidiani con gli artisti, presentazioni di libri e accoglierà quest’anno anche B.Space, spazio di incontro fisico e on-line del Festival che sarà abitato – fra riviste, video teatrali e materiali delle edizioni precedenti di OperaEstate – dai giovani critici che seguiranno entrambe le settimane di rassegna e sarà abitabile da chiunque intenda farne esperienza: un luogo accogliente dedicato ad artisti, critici, operatori, spettatori, che si confronteranno intorno alle tematiche sollevate di giorno in giorno dagli eventi in programma.
Roberta Ferraresi
About the Author (Author Profile)
Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Svolge attività didattica presso il Dams di Bologna, dove sta concludendo un dottorato; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. Collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin” e scrive su “Doppiozero”.








