Premio Hystrio

| 21/06/2010 | 0 Comments

Quanto un premio può essere rappresentativo dello stato attuale del teatro contemporaneo?

Emma Dante premiata

Quest’anno il Premio Hystrio, indetto dalla rivista trimestrale diretta da Claudia Cannella, propone dei nomi certamente conosciuti nel panorama teatrale italiano affiancandoli a nomi un po’ meno noti ma decisamente meritevoli.
Premio alla regia per Emma Dante, al contempo contestata e amata: la regista siciliana si sta facendo strada tra i colossi del teatro d’altri tempi, imponendo uno stile personalissimo e sanguigno. Ultima conquista quella della Carmen, per il Teatro La Scala, che ha portato una ventata di vita anche alla lirica italiana. Sempre a sud e ad una lingua davvero inconfondibile si guarda per gli incredibili testi di Saverio La Ruina che per il suo percorso con la Borto e Dissonorata si aggiudica il premio alla drammaturgia. Testi che confermano le sue doti d’interprete ma che svelano anche una profonda sensibilità linguistica e psicologica.
Filippo Timi eternamente diviso tra cinema e teatro riceve invece il Premio Hystrio-Teatro Festival di Mantova per Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche. L’attore-regista, attraverso il suo percorso, dimostra di saper far collimare perfettamente due arti in un’unica carriera. Altra attrice interdisciplinare che ha conquistato in questi anni le platee italiane è Maria Paiato, già premiata più volte dall’ETI e dal premio Ubu, la giuria la conferma come migliore interprete 2010.

Vicino a questi “nomi noti” compaiono quelli di giovani attori under 30 tra cui Stefano Moretti che conquista la giuria del Premio Vocazione 2010, «per la capacità di declinare il bagaglio tecnico acquisito negli anni della formazione in una gamma variegata di toni ed espressioni». Giulia Scudeletti, Premio Hystrio Teatri Possibili-Comune di Pieve Ligure, è stata premiata «per la peculiare capacità comunicativa [...]; convince per precisione, accuratezza e totale assenza di retorica». Insieme ai giovani vincitori sono stati menzionati anche Andrea Germani, Luca Damiani, Barbara Ronchi e Claudia Salvatore.
Altri giovani emergenti sono quelli del Premio Occhi di Scena: oltre alla vincitrice Laura Arlotti – che si sta facendo strada fotografando le nuove generazioni del teatro contemporaneo – abbiamo il piacere di segnalare Alvise Nicoletti, il web master e fotografo de Il Tamburo di Kattrin, classificatosi tra i primi cinque finalisti.
Sempre per la generazione “sotto i trenta” viene premiato Teatro Sotterraneo, il gruppo toscano che in soli sei anni è cresciuto tantissimo facendosi portavoce delle nuove generazioni. Ormai pluripremiato, sta calcando le scene italiane «avvicinando a problematiche complesse pubblici diversi per età e formazione grazie a una pratica scenica che riesce a coniugare profondità e accessibilità».

Per finire vengono premiati i progetti, quelle istanze che per il loro radicamento nel territorio o nella tradizione diffondono e promuovono la cultura, lavorando direttamente su e per la società. Progetti grazie ai quali nascono connessioni e nuove reti, o si riscoprono e valorizzano saperi artigianali. È questo il caso di Punta Corsara/Scampia e IF Festival.

Al primo – promosso dalla Fondazione Campania dei Festival – va il Premio Hystrio-Altre Muse 2010 perché ha saputo «mettere insieme attività teatrale, formazione professionale e rapporto con un territorio di aspra difficoltà», creando dei percorsi formativi dando vita a un’intensa attività intorno alla ristrutturazione e al recupero dell’Auditorium di Scampia, quartiere difficile della città partenopea.  Il Teatro del Buratto invece vince il Premio Provincia di Milano per IF Festival, una giovane rassegna che in soli tre anni si è già aggiudicata un posto d’onore tra le rassegne di teatro di immagine e di figura, portando in scena spettacoli per ragazzi e per adulti e conquistando il territorio e il pubblico della città lombarda.

Camilla Toso

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Camilla Toso, friulana di nascita, romana di sangue, veneziana d’adozione. Il suo spirito pragmatico le fa subito intuire di essere portata più per l’organizzazione che per la scena: durante gli anni di università lavora presso il Css di Udine collaborando a progetti di spettacolo e di formazione internazionale. Si dedica con alcune colleghe alla creazione de “Il Tamburo di Kattrin”, progetto che ancora persegue ostinatamente pur dedicandosi al lavoro di organizzatrice.

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