Siamo inopportuni… a tutti i costi!
Sono queste parole che più restano impresse del discorso che Giuliana Musso ha tenuto al pubblico di Salzano i primi di ottobre. Intervenuta come artista, ma soprattutto come cittadina, la Musso si è sentita in dovere di parlare chiaramente al pubblico, di fare il punto della situazione: rendere chiaro a tutti a quali condizioni è andata in scena quest’anno l’ottava edizione della rassegna F.I.L.I.
Nata da un’iniziativa del comune di Salzano e dell’Associazione Echidna Cultura, F.I.L.I. filanda – idee – lavoro – identità, è un festival che ogni anno coinvolge le comunità della provincia di Venezia raccogliendo pubblico e artisti e andando a popolare un luogo ricco di storia e fascino come la Filanda Romanin-Jacur. Una due giorni intensa ha coinvolto più di centocinquanta persone, per un totale di circa trenta interventi tra musica, video, teatro, danza e performance. A quale prezzo, però? Giuliana Musso – autrice e attrice di teatro civile – calca per bene il dito nella piaga: l’edizione di quest’anno è infattianomala, che rasenta il filo della follia, perché “fare una rassegna quando non ci sono i fondi non può essere che questo”. Si tratta di resistenza, dice la Musso, e di “sovversione”. Di fronte ai tagli agli enti regionali, la giunta comunale insieme all’Associazione diretta da Cristina Palumbo non se l’è sentita di chiudere la manifestazione e ha deciso di tentare il tutto per tutto lanciando un appello ad artisti, cittadini e imprenditori, che si sono mobilitati – ognuno con i propri mezzi – per portare avanti la causa, facendo dei veri e propri Atti d’Amore proprio come recita il sottotitolo del festival. I cittadini hanno ospitato gli artisti, moltissimi volontari hanno lavorato all’organizzazione e all’accoglienza, gli artisti hanno regalato le loro performance, la maggior parte accontentandosi del semplice rimborso spese.
Tra gli artisti che hanno preso parte alla manifestazione: Tiziano Scarpa con una delle sue incredibili letture tratta da Le cose Fondamentali, Babilonia Teatri che hanno recentemente vinto il Premio Off Teatro Stabile del Veneto e Teatro del Lemming con una canzone dalla recente produzioneAmleto. Ad aggirarsi tra gli spazi della filanda anche alcuni giovani emergenti della scena contemporanea come Marta Cuscunà con È bello vivere liberi! Marta dalla Via con Veneti Fair e due danzatori finalisti di Giovane Danza d’Autore 2009, Juri Roverato e Giuliana Urciuoli. La manifestazione non ha coinvolto solo la Filanda ma anche luoghi insoliti e preziosi per la comunità come il Depuracque servizi s.r.l. e l’Oasi Lycaena, che grazie ad una navetta gratuita sono stati collegati agevolmente al centro del festival.
È fondamentale che realtà come queste resistano e continuino nel loro intento di promuovere la cultura come sviluppo sociale, è assurdo che siano costrette a farlo a queste condizioni. L’eco della scomparsa di un piccolo festival si fa sentire davvero poco, in ambito regionale già si disperde e da un sussurro si perde in un silenzio. Speriamo con questo piccolo intervento di aver fatto sentire la voce di un festival che, per un atto d’amore e di follia, quest’anno non è morto. Speriamo che quel “sentirsi inopportuni e sovversivi” di cui parlava Giuliana Musso sia servito davvero a salvare un luogo, un’iniziativa, una comunità… A tutti i costi!
Camilla Toso
Category: News
About the Author (Author Profile)
Camilla Toso, friulana di nascita, romana di sangue, veneziana d’adozione. Il suo spirito pragmatico le fa subito intuire di essere portata più per l’organizzazione che per la scena: durante gli anni di università lavora presso il Css di Udine collaborando a progetti di spettacolo e di formazione internazionale. Si dedica con alcune colleghe alla creazione de “Il Tamburo di Kattrin”, progetto che ancora persegue ostinatamente pur dedicandosi al lavoro di organizzatrice.








