A B.Motion i finalisti di The Place Prize di Londra
Il più importante concorso coreografico del Regno Unito approda a B.Motion Danza nella serata del 25 agosto. Il The Place Prize 2011, che accompagna i suoi quattro finalisti in un lungo percorso – ossia da gennaio 2010 ad aprile 2011 – ha cadenza biennale ed è promosso da The Place di Londra, uno dei centri coreografici che insieme a Operaestate promuove il progetto Choreoroam. Dopo aver selezionato 30-40 progetti tramite l’uso del video, una giuria di esperti di danza internazionale capitanata dal direttore di The Place Eddie Nixon decide quali sono i quattro finalisti a competere tra loro per vincere il premio cospicuo di ben 25.000 sterline. Caratteristica da sottolineare di questo Premio è proprio l’importanza affidata all’uso del video e delle nuove tecnologie: nonostante non sia concepito come danza per lo schermo, a quest’ultimo è affidato la scelta dei progetti, segno che rivela come sia gradita la qualità della proposta, l’idea e la visione molto curata anche nella presentazione.
Per questa edizione del The Place Prize sono state selezionate quattro diverse estetiche e approcci alla danza. Il gruppo vincitore Lost Dog ha avuto la meglio su Eva Recacha, il trio Buscarini, Camiloti e de la Fe e il duo Requardt e Opoku Addaie.
A B.Motion la serata inizia alle ore 21.00 al Teatro Remondini con Cameo, il lavoro dall’atmosfera noir e ispirato a un’estetica hitchcockiana del trio composto da Riccardo Buscarini, Mariana Camiloti e Antonio de la Fe. Caratterizzato da un uso ben calcolato, e geometricamente pensato, dello spazio scenico, attraverso suoni, immagini e linguaggio corporeo tutt’altro che didascalico, Cameo diventa una riflessione sulla percezione dello spettatore.
Successivamente, alle ore 21.30, va in scena sullo stesso palco lo spettacolo di Eva Recacha Begin to Begin: a piece about dead ends. Come lo stesso titolo sottolinea, il lavoro riflette su uno dei temi più scomodi della nostra esistenza che tocca tutti proprio perché parte di essa. La morte viene qui affrontata come un gioco, con le sue diverse declinazioni e possibilità dando spesso come risultato un rituale funebre ironico e assurdo.
Per la terza proposta della serata ci si sposta al Garage Nardini dove alle ore 22.30 il vincitore del Premio, il gruppo Lost Dog, presenta il suo It needs horses. La Compagnia, attiva dal 2004, è stata fondata da Ben Duke e Raquel Meseguer, ossia dai coreografi di questo spettacolo interpretato da Anna Finkel e Christopher Evans, due artisti che tentano di inventare diversi numeri per intrattenere il pubblico in un mondo di memorie circensi che ormai non esiste quasi più. Senza cavalli, senza animali e senza altro personale, questo circo si nutre di due anime malinconiche che in maniera ferocemente divertente si rifugiano nel burlesque e in rimedi strampalati per animare il proprio circo.
Ultimo lavoro ad andare in scena è Fidelity Project alle ore 23.00 sempre al Garage Nardini: il duo composto dalla tedesca Frauke Requardt e dal ghanese Freddie Opoku-Addaie si è formato all’interno del progetto Choreoroam 2009 ed è arrivato finalista a The Place Prize. Si basa su un duello cinetico complesso in cui le loro differenze nell’approccio fisico vengono messe a confronto generando congetture, sofferenza, diversità ma anche creando quell’atmosfera unica che rende i due corpi legati l’uno all’altro.
Carlotta Tringali







