A Milano debutta la Generazione Scenario 2011

| 25/11/2011 | 0 Comments

Al Teatro Franco Parenti di Milano, il 7 e l’8 dicembre debuttano gli spettacoli della Generazione Scenario: 4 lavori che abbiamo potuto vedere in forma di studio durante i festival estivi e che trovano, ora, il proprio compimento.
È quasi un quarto di secolo che il Premio (attivo dal 1987) attraversa, incontra e fa crescere quelle “generazioni del nuovo” che in Italia si muovono, senza limitazioni, fra danza e narrazione, teatro di figura e performance, ricerca digitale e poesia. In questi vent’anni è diventato un riferimento imprescindibile per la scena italiana emergente, basti pensare ad alcuni vincitori (da Emma Dante a Babilonia Teatri) o ai segnalati (fra cui Teatro Sotterraneo, Habillé d’Eau, Pathosformel, Anagoor) delle ultime edizioni, nonché a tutti gli artisti e ai progetti che, senza arrivare al riconoscimento finale, sono transitati e si sono formati all’interno del processo del premio. Le dinamiche istituite dall’iter di Scenario – dalle forme del bando a quelle della selezione, dal format dei “venti minuti” delle fasi finali alla presenza del confronto continuo con critici e operatori, che seguono il Premio in tutte le sue fasi – hanno segnato profondamente le modalità e il panorama della nuova creatività performativa italiana. L’edizione 2011, la tredicesima, ha ammesso 238 progetti, selezionando 50 semifinalisti per le tappe di Piacenza e Napoli e 15 progetti per la due giorni di Finale al Festival di Santarcangelo: qui è stata formata la Generazione Scenario 2011, composta dai lavori di Matteo Latino (vincitore), Carullo/Minasi (Premio Ustica), foscarini:nardin:dagostin, reSpirale Teatro (entrambi segnalati), che si vedrà debuttare il 7 e l’8 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano.

Il teatro di Matteo Latino (vincitore del Premio con InFactory) è fortemente performativo: non è possibile, nello studio di venti minuti che ha circuitato quest’estate nei vari festival, comprendere i limiti fra attore e personaggio, fra realtà e finzione. Il centro di questa «favola fatta a pezzi» è la metafora fra la vita di due vitelli da allevamento intensivo e di due trentenni dei nostri giorni, la cui connessione è frantumata in una sapiente giustapposizione di linguaggi e registri, che vanno dal racconto alla poesia, dalla musica techno alla ricerca visiva, dalla danza a diverse trovate teatrali di buona efficacia.

Il duo composto da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi (vincitore del Premio Ustica con Due passi sono) ha dato vita a un progetto scenico di grande delicatezza, capace da un lato di mettere in luce le tante manie del mondo contemporaneo, calcando con attenzione e cura i limiti fra la rappresentazione della vicenda e il suo sgretolamento in una dimensione onirica affascinante. Ironia e sogno, poesia e cinismo sono alcuni degli ingredienti della ricerca drammaturgica e scenica che Carullo/Minasi hanno sperimentato per lo studio di venti minuti.

foscarini:nardin:dagostin è una compagnia composta da Francesca Foscarini, Giorgia Nardin, Marco D’Agostin, tutti e tre giovani danz’autori che si sono fatti conoscere negli ultimi anni in Italia e all’estero attraverso un percorso autoriale individuale. Per il Premio, si sono riuniti a creare Spic & Span, progetto coreografico che mette sapientemente (e ironicamente) in crisi i modelli e i cliché della bellezza contemporanea e che, con la segnalazione ricevuta dopo diversi anni in cui la danza mancava dalla Generazione, è esemplare della sorprendente vivacità che anima da qualche anno gli ambienti della creazione coreutica.

Che i progetti siano di danza o di prosa o performativi, che ammicchino alla tradizione drammaturgica contemporanea o siano alla ricerca di nuovi linguaggi, tutti sembrano volersi far carico, con coraggio e decisione, del mondo d’oggi – elemento di una certa originalità per la ricerca teatrale, che tradizionalmente, nel nostro Paese, si è trovata spesso altrove rispetto alle grandi tematiche d’attualità socio-politica. E in questo contesto si colloca anche il lavoro di reSpirale Teatro (compagnia bolognese composta da Veronica Capozzoli, Antonio Lombardi, Luca Serafini, Emanuele Tumolo); anzi, dritto al cuore delle croci e delle delizie del mondo contemporaneo, visto che l’ensemble ha deciso di occuparsi degli anni Novanta «dalla caduta del muro di Berlino alla caduta delle Torri Gemelle», passando ovviamente per l’immaginario femminile tutto televisivo e la musica di Festivalbar, l’estetica Ikea e la socialità da tifoseria sportiva.

Tutti e 4 i lavori saranno presenti per due repliche, il 7 e l’8 dicembre al Teatro Franco Parenti di Milano.
Maggiori informazioni sul sito dell’Associazione Scenario.

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About the Author (Author Profile)

Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Svolge attività didattica presso il Dams di Bologna, dove sta concludendo un dottorato; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. Collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin” e scrive su “Doppiozero”.

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