Arriva la danza nel terzo giorno di Pre-visioni
Al Festival Pre-visioni altre arti, mescolate a quella teatrale, fanno la loro apparizione: la radio e la danza diventano degli strumenti per dialogare e per esprimersi sul palcoscenico nella serata del 29 aprile, terzo appuntamento della rassegna.
Oltre alla performance A4, del gruppo Suite case, che verrà proposto in un doppio turno, sempre nel foyer del Teatro della Tosse, alle ore 20.00 e alle ore 21.15, saliranno sul palco la Compagnia Filò e il Gruppo S.A.N. rispettivamente nella Sala Campana il primo e nella Sala Trionfo il secondo.
Con Radio Aut la Compagnia Filò omaggia un eroe moderno che con il suo coraggio e i suoi ideali ha dato la vita per non rimanere in silenzio e denunciare i crimini della mafia: Peppino Impastato. Ucciso a soli trent’anni nei giorni in cui è stato ritrovato il cadavere Moro, il giovane siciliano utilizzava la radio per mettere in ridicolo i criminali che aveva non solo come vicini di casa, ma all’interno dello stesso nucleo familiare; far sentire ridicoli i mafiosi significava colpirli nel loro punto debole. La sede di Radio Aut serviva per scuotere le coscienze, incoraggiare l’uomo a non tacere e a ribellarsi all’illegalità: dava speranza per l’esistenza di un’altra vita, liberata da delitti e corruzione. La Compagnia Filò parte da questa figura oggi, provando a riprendere i temi di Onda Pazza, il programma radiofonico in cui Impastato più di ogni altro raccontava con ironia la mafia. In scena due donne – le attrici Nicoletta Vaccamorta e Gloria Manaratti – si incontrano proprio nella sede di Radio Aut: una giornalista che cerca di seguire l’esempio dell’eroe siciliano, dando l’avvio a un nuovo programma di denuncia sociale, mentre l’altro personaggio vede nella Radio un ambiente da abitare e in cui rifugiarsi. Confrontandosi e conoscendosi meglio, le due donne scoprono delle verità non appartenenti alla Storia ma alla piccola vita quotidiana che vi si inscrive. La drammaturga Valeria Banchero afferma, nelle note di regia, come sia convinta che le parole perdano potere nel momento in cui non c’è nessuno ad ascoltare; la radio più di ogni altro strumento è data da parole e musica e racconta delle storie in cui l’ascolto diventa l’elemento fondamentale. Si parte dall’ascolto delle piccole cose per arrivare a comprendere quelle più grandi.
La serata del 29 aprile si conclude nella Sala Trionfo con lo spettacolo AVIDVOID del Gruppo S.A.N. alle ore 21.30. Qui la danza e il teatro si intrecciano per dare forma non tanto a una storia ma piuttosto a un vuoto (“a void)” avido (“avid”) che si vorrebbe evitare (“avoid”): questo è ciò che viene suggerito dal gioco di parole nel titolo e che la coreografa Olivia Giovannini esprime nel concept dello spettacolo. Partendo dalla favola di Cappuccetto Rosso, il Gruppo S.A.N. vede nel lupo la metafora dell’uomo che sottrae sentimenti divorandoli e lasciando appunto un’assenza, un vuoto. I corpi diventano quindi svuotati e privi di senso, si sfiorano ma non si vedono, si toccano ma non si sentono. La coreografa parte dalla suggestione di una fiaba per la seconda volta dopo lo spettacolo del 2009 AH23 liberamente ispirato alla figura del Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie. In AVIDVOID il lupo indossa la maschera dell’Uomo per delimitare il proprio terreno di conquista e attaccare le prede, corpi ricchi di sentimenti e vittime di una crudele avidità. Non uno spettacolo arrivato alla sua ultima declinazione, ma giunto al suo secondo studio dal titolo ¡gang bang! che vede in scena Liliana Cortese, Davide Francesca e Olivia Giovannini. Il Gruppo S.A.N. trova nella sperimentazioni di diverse arti la sua caratteristica più interessante: un contenitore dove distinte personalità collaborano per la creazione di prodotti artistici da molteplici sguardi e territori di azione.
Carlotta Tringali
Questo contenuto è parte del progetto Situazione Critica
in collaborazione con Teatro e Critica
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About the Author (Author Profile)
Carlotta Tringali, laureata in Lingue moderne, arti e cultura presso l’Università di Urbino con una tesi sulla danzatrice Sasha Waltz, prosegue gli studi a Venezia con la Specialistica in Scienze e tecniche del teatro presso lo Iuav. È nella città lagunare che fonda la redazione de “Il Tamburo di Kattrin”. Ha collaborato con alcune realtà teatrali e scrive per la rivista “Il grande fiume”.








