Il Carcere si apre per i 25 anni di VolterraTeatro

| 10/07/2011 | 0 Comments

Festa della Luce

VolterraTeatro compie 25 anni e per festeggiarli, invece che invadere come ogni anno tutti gli angoli della cittadina toscana, invita il proprio pubblico a concentrarsi sui due luoghi-chiave che hanno caratterizzato il Festival in questo quarto di secolo: il carcere, tradizionale palcoscenico della Compagnia della Fortezza, e la piazza, che anno dopo anno ha accolto i grandi eventi della rassegna, dal concerto di Goran Bregovic allo spettacolo di Daniele Luttazzi, dai film di Carmelo Bene alle tante feste della città. Nel 2011 VolterraTeatro, più che celebrare il suo passato, offre uno squarcio sul futuro: tutti gli spettacoli in programma sono allestiti in diversi spazi della Casa di Reclusione, a mostrare le potenzialità di quel progetto di Teatro Stabile in Carcere che Armando Punzo e Carte Blanche accarezzano da diverso tempo e che ora sembra poter diventare realtà, almeno per i giorni di rassegna. Evento-chiave, che porta a Volterra ogni anno spettatori da tutta Italia, è il lavoro della Fortezza, che si concentra questa volta su un altro testo shakespeariano: dopo Macbeth e Amleto, la nuova produzione che vede protagonisti i detenuti-attori diretti da Armando Punzo ha origine da Romeo e Giulietta. Mercuzio non vuole morire. Naturalmente attraverso una prospettiva inedita – certo non quella consueta dei giovani sfortunati amanti veronesi, ma con gli occhi di Mercuzio, il poeta sognatore che immagina un mondo diverso e si ribella a tutti, perfino al suo stesso autore: « Mercuzio non vuole morire. La Compagnia della Fortezza non vuole morire»: l’ensemble che si batte da anni per sognare un mondo (teatrale) diverso (proprio come il personaggio shakespeariano), in questa edizione del Festival vuole mostrare a tutti come potrebbe essere. Oltre alla prima fase del nuovo lavoro, infatti, per la prima volta anche tutti gli altri spettacoli trovano posto all’interno del Carcere; il programma di VolterraTeatro 2011 è costituito da particolari rielaborazioni site-specific concepite dagli artisti per questi spazi, luoghi che sono intitolati ad artisti e autori che più radicalmente di altri hanno saputo ribellarsi alla realtà, intuendo l’esistenza di mondi altri: Kafka, Genet, Leopardi, Dalì, Rabelais…

«Entriamo in carcere con il rimpianto di non esserci finiti prima», dicono Antonio Rezza e Flavia Mastrella che aprono il festival il 28 luglio con IO, assieme a Isole Comprese Teatro, presenza continuativa a Volterra, così come il tradizionale appuntamento con i 4 della nuova Generazione Scenario. Si intrecceranno poi, il 29 luglio, la teatralità “asinina” del Teatro delle Albe – la possenza attoriale di Ermanna Montanari e una lettura registica de L’asino cillenico del Nolano di Giordano Bruno interpretata da Marco Martinelli – con il nuovo lavoro di Pippo Delbono, nato dall’incontro col violinista Alexander Balanescu. Nella stessa giornata il Festival festeggia i suoi 25 anni con un’altra presenza storica, il Teatro delle Ariette, che gli dedica Compleanno di terra. Il 30 luglio, un ulteriore doppio appuntamento che vede protagonista il progetto OZ di Fanny e Alexander (con Him e West), Le troiane da Spara-Trova il tesoro-Ripeti di Mark Ravenhill diretto da Fabrizio Arcuri dell’Accademia degli Artefatti; il teatro-danza della Compagnia Tardito/Rendina e il nuovo lavoro di Roberto Latini, Noosfera Titanic, secondo passaggio di un ampio progetto sulla condizione umana inaugurato con Lucignolo.

La fortezza medicea, che da più di vent’anni apre le proprie porte per l’annuale appuntamento con la Compagnia di Punzo, non solo per la prima volta si fa palcoscenico per gli altri artisti del Festival, ma diventa vero cuore culturale della rassegna: qui trovano posto anche eventi intorno e fuori dal teatro, come incontri e presentazioni, gli interventi poetici di Giacomo Trinci e Lidia Riviello, le video-animazioni del pittore Enrico Pantani e la musica, con i concerti di Quartiere Tamburi e di Controquintetto.

Un Festival che ammicca al futuro e rivendica un forte radicamento nel proprio passato, porta in scena come ogni anno tanto teatro, ma anche ricerca poetica e sonora, gli slanci dell’arte visiva e approfondimenti con presentazioni di libri, incontri, dibattiti. VolterraTeatro quest’anno si apre e si sviluppa in quello che si è affermato come innesco estetico, politico e culturale in questi venticinque anni di lavoro, la Casa di Reclusione, ma decide di chiudere le sue serate in un altro luogo-chiave della cittadina, la Piazza dei Priori, che quest’anno ogni sera sarà animata dalla prima edizione della Festa della Luce, un intervento multimediale site-specific a cura di Danny Rose, ogni sera differente, che trasformerà la città in un grande teatro a cielo aperto.

Roberta Ferraresi

 

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About the Author (Author Profile)

Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Svolge attività didattica presso l’Università Iuav di Venezia e il Dams di Bologna; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. Attualmente è dottoranda in Teatro presso l’Università di Bologna e collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin”.

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