I teatri di Inequilibrio 2011

| 24/06/2011 | 0 Comments

43 lavori, di cui 11 co-prodotti e 32 ospitati, con 17 prime nazionali – certo non male per un anno che si prospetta fra i più bui per l’estate dei Festival, fra tagli e defezioni, sospensioni e rimandi a tempi migliori. Inequilibrio (1>10 luglio), al primo anno di direzione di Andrea Nanni, propone un programma con una dozzina di appuntamenti al giorno, capace di intercettare i gusti e le passioni dei diversi pubblici teatrali: «un Festival è prima di tutto una festa – sottolinea il direttore artistico – è l’eccezionalità della domenica che sognavamo da bambini, tanto ricca di stimoli da non riuscire a esaurirli, tanto piena di occasioni da non lasciare spiragli al tran tran quotidiano». E infatti, con una programmazione così intensa e vivace, difficilmente si troverà spazio per fermarsi un attimo: ci sono i nomi ormai noti della nuova ricerca italiana, con, ad esempio, i debutti di Massimiliano Civica, Teatro Sotterraneo ed Egum (tutti co-prodotti da Armunia) e la giovane drammaturgia (Lucia Calamaro); si trova uno spazio riservato alla musica – fra cui il curioso itinerario quotidiano di canti risorgimentali della Schola Cantorum – e un altro per il teatro ragazzi. E poi, naturalmente, tanta, tanta danza, che nel 2011 fa un suo ingresso decisivo al Festival di Castiglioncello, con tanto di uno speciale percorso dedicato ai film di danza, Video Dance – Moving Virtual Body, in cui diversi artisti internazionali esplorano i rapporti fra immagine e movimento. Anche qui, tanti i debutti assoluti: Virgilio Sieni con due nuovi lavori (Cinque nonne e Fuga), MK, Le Supplici, il gruppo nanou con l’ultimo atteso passaggio della trilogia Motel. E CollettivO CineticO, Kinkaleri… Oltre a tre presenze internazionali di tutto rilievo, fra cui spicca il ritorno in Italia di Maria Donata D’Urso.

Se si dovesse tracciare un filo, ad una prima impressione, capace di rappresentare un programma così ricco e vario, forse sarebbe quello del radicamento: è vero che a Castiglioncello si presentano lavori inediti, e soprattutto di artisti di ricerca; come pure si nota la grande specificità dei vari percorsi, difficilmente avvicinabili gli uni agli altri. Ma il rapporto fra palco e realtà sembra farla da padrone, non solo in quei percorsi che assumono programmaticamente tale prospettiva (caso esemplare il nuovo esito dell’Ac gesto di Sieni) ma anche innestandosi in percorsi inediti, come nel nuovo lavoro degli Omini, per 10 giorni in residenza a Castiglioncello a creare uno spettacolo composto da colloqui realizzati in loco. Che sia prosa o danza, teatro di figura o narrazione, la spettacolarità presente a Inequilibrio sembra, in un rinnovato senso del teatro civile, farsi carico della contemporaneità presso cui ha origine, opera e viene fruita.

Come ogni festa che si rispetti, la rassegna mira a coinvolgere tutto il territorio. È un festival dappertutto, la prima edizione di Inequilibrio diretta da Andrea Nanni: oltre alle celebri location del Castello Pasquini, i teatri e le piazze di Castiglioncello e dei paesi limitrofi, quest’anno gli spettacoli in rassegna provano ad abitare concretamente gli spazi vissuti della città – palestre e negozi, pinete e case private.

Roberta Ferraresi

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About the Author (Author Profile)

Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Svolge attività didattica presso l’Università Iuav di Venezia e il Dams di Bologna; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. Attualmente è dottoranda in Teatro presso l’Università di Bologna e collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin”.

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