Il teatro di Artaud: variazioni italiane
L’occasione, certo, è davvero d’eccezione: lo scorso 20 ottobre, con la pubblicazione dei Cahiers d’Ivry, Èvelyne Grossman ha portato a compimento, per Gallimard, l’edizione completa delle Oeuvres di Antonin Artaud. Dal 22 novembre al 4 dicembre, a Roma, l’Ambasciata di Francia in Italia e l’Università di Roma “La Sapienza” – in collaborazione con numerose istituzioni della capitale – organizza Antonin Artaud. Variazioni italiane, una preziosa rassegna dedicata all’artista francese che non si sofferma a uno dei molteplici aspetti della sua figura, ma possiede l’ambizione di rendere conto proprio dell’ampiezza e della varietà delle sue creazioni. Poesia e letteratura, radio e cinema; ma anche studi, teorie, critica; e poi, ovviamente, teatro – questi sono i piani che si incrociano all’interno della programmazione, fra convegni e trasmissioni radiofoniche, proiezioni cinematografiche e spettacoli, convegni e laboratori.
Attore e uomo di teatro, grande teorico della scena, poeta e disegnatore, drammaturgo e critico, Artaud, ha attraversato e segnato buona parte delle arti, coltivando un’eredità che coinvolge tutto il Novecento e arriva fino ai nostri giorni, certo ampiamente valutata, ma forse ancora non del tutto compresa e assorbita. Come dichiara il programma della manifestazione, la varietà e la specificità di tutti questi contesti espressivi si ritrovano nella figura dell’artista francese, che «ha portato la riflessione artistica ad un punto cruciale, un punto di non ritorno», tanto nella radio quanto nel cinema, così come nel teatro, nella letteratura, nella critica. L’ambizione che anima la manifestazione è proprio trasmettere lo spessore integrale della sua produzione e del suo pensiero, nel contesto di un particolare dialogo franco-italiano che si propone di renderne conto tanto a livello scientifico quanto in senso artistico.
La rassegna si inaugura martedì 22 novembre, con il primo dei 2 laboratori in programma: un workshop sulla vocalità con Roberto Latini, Sandro Lombardi, Gianluca Misiti; l’altro, dedicato alla traduzione italiana dei testi di Artaud, curato da Lorraine Dumenil e Lucia Amara, ha luogo il giorno successivo, mercoledì 23 novembre.
Nei medesimi giorni, 23 e 24 novembre, sono organizzate le Giornate di studio sulla ricezione italiana dell’opera di Artaud, in cui interverranno alcuni dei maggiori studiosi dell’artista, italiani e francesi: il pomeriggio del 23 è impegnato con la presentazione dell’ultima edizione francese di Artaud, con la curatrice Èvelyne Grossman, e a riflettere sull’influenza dell’artista sulla cultura italiana; il 24, invece, ha come tematiche-chiave il lavoro teatrale di Artaud e le problematiche legate alla sua traduzione, per concludersi con una tavola rotonda e una lettura-performance.
Sempre il 23 novembre, Artaud approda in radio: Rai Radio3 organizza una Serata radiofonica ideata da Antonella Ottai e Paola Quarenghi, curata da Antonio Audino e Laura Palmieri; E non potrete dimenticarmi mai più è una lettura scenica di testi fra i suoi ultimi scritti (1946-1948), con la regia di Roberto Latini, l’interpretazione dello stesso Latini, Lombardi ed Elena Bucci e diversi contributi critici di tutto rilievo.
Artaud al cinema è il titolo della retrospettiva cinematografica (25>27 novembre) curato da Lorraine Dumenil e Francesca Bolognesi: un ciclo di proiezioni dei film in cui l’artista ha recitato, ognuno introdotto da critici e studiosi.
La rassegna si conclude il 4 dicembre al Teatro Argentina, con un appuntamento strettamente teatrale: Folies d’amour – Lettere a Génica è uno spettacolo che Carole Bouquet ha creato a partire dalla corrispondenza fra Artaud e Génica Athanasiou, artista rumena di cui si era innamorato nel 1922.
Tutte le informazioni sul sito web del Dipartimento di Arti e Spettacolo dell’Università di Roma “La Sapienza”
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About the Author (Author Profile)
Roberta Ferraresi si occupa di teatro dal 2004. Svolge attività didattica presso il Dams di Bologna, dove sta concludendo un dottorato; ha lavorato nelle redazioni di festival e teatri nazionali e curato laboratori di critica teatrale presso diverse rassegne di arti performative. Collabora dal 2009 con “Il Tamburo di Kattrin” e scrive su “Doppiozero”.





