La Non-scuola va in scena a Lamezia: Capusutta
Capusutta: così si chiama il progetto partito a gennaio a Lamezia Terme che vede una importante collaborazione tra Teatro delle Albe, Punta Corsara e i ragazzi calabresi. Un’occasione speciale fortemente voluta e sostenuta dal Comune di Lamezia e da un assessore alla cultura lungimirante, Tano Grasso, e che lega tre città, Ravenna-Napoli-Lamezia, nel segno del teatro e dell’energia positiva e incontenibile dei giovanissimi.
Ma che cos’è Capusutta? Per capirlo bisogna tornare indietro, a 20 anni fa, quando a Ravenna, da un’idea di Maurizio Lupinelli e Marco Martinelli (Teatro delle Albe) nasceva la non-scuola, laboratorio teatrale pensato come attività extra-scolastica per i ragazzi. Nessun insegnamento, perché «il teatro non si può insegnare», ma un’esperienza di vita e di aggregazione così potente e altamente formativa al punto da far esistere il progetto ancora oggi, ma non solo. La non-scuola si è diffusa adattandosi ad altri luoghi di Italia e a non-luoghi, posti che troppo poco spesso vengono associati alla parola cultura o teatro, e che invece hanno trovato ora il modo per farlo. Come dal 2005 è successo per Scampia, periferia di Napoli, in cui è partito il progetto Arrevuoto grazie al Teatro Stabile di Napoli Mercadante e al fu direttore artistico Ninni Cutaia. Con Arrevuoto, il Teatro delle Albe ha portato centinaia di ragazzi sul palco a far rivivere dei classici come Molière, Jarry e Shakespeare e per la prima volta, come afferma lo stesso Martinelli «avevamo dato la parola a centinaia di adolescenti in un non-luogo come Scampia; avevamo rimesso in vita l’Auditorium, un centro polivalente costruito a Scampia nel 1980 con i fondi del terremoto, e mai aperto!». Dalla non-scuola (Ravenna) ad Arrevuoto (Napoli) ecco che si aggiunge un altro tassello fondamentale per comporre il mosaico da cui è formato Capusutta: Punta Corsara. Nata nel 2007 come progetto di impresa culturale dalla Fondazione Campania dei Festival e diventata un’associazione nel 2011, Punta Corsara è oggi una compagnia di giovani professionisti riconosciuti e premiati dal panorama teatrale italiano (per saperne di più leggi l’articolo), sostenuti dalle trainanti figure di Emanuele Valenti (regista) e Marina Dammacco (organizzazione).
E sono proprio alcuni Corsari (Christian Giroso, Tonino Stornaiuolo, Giovanni Vastarella) ad aver coadiuvato, nel loro ruolo di “guide”, Marco Martinelli alla direzione artistica nel progetto di Capusutta: una non-scuola che ha visto coinvolti 70 giovani lametini e che il 20 e 21 novembre si mostra al pubblico di Lamezia al Teatro comunale Politeama con lo spettacolo Donne al parlamento da una riscrittura di Aristofane e per la regia di Emanuele Valenti. Un lavoro nato in collaborazione con Scenari Visibili e l’Associazione La Strada onlus che segue l’educazione di bambini rom chiamati a partecipare insieme ai ragazzi degli istituti superiori di Lamezia. Un progetto che va sostenuto e apprezzato per il suo grande impatto sociale; come scrive nelle note di regia Emanuele Valenti: «L’obiettivo non è quello di insegnare teatro, ma quello di far vivere il teatro tramite l’energia di adolescenti provenienti da realtà diverse e spesso divise. Sono dei cortocircuiti a catena, che a diversi livelli possono creare le condizioni perché qualcosa avvenga, sia su un piano artistico che su un piano culturale e sociale più ampio. Il teatro diventa il luogo dell’incontro e della messa in discussione dei propri orticelli, delle proprie abitudini, diventa la terra di nessuno da cui forse è possibile ripartire. Questo vorrebbe essere Capusutta, una terra da seminare, di tutti, della città. Una terra che rivede continuamente i propri confini, dove non si insegna ma si partecipa. Un luogo che diventi uno sberleffo all’immobilità, a quelle cose che sembra non possano mai cambiare. Un rito recitato assieme, per darsi coraggio, per farsi passare la paura, la sera prima di una rivoluzione».
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About the Author (Author Profile)
Carlotta Tringali, laureata in Lingue moderne, arti e cultura presso l’Università di Urbino con una tesi sulla danzatrice Sasha Waltz, prosegue gli studi a Venezia con la Specialistica in Scienze e tecniche del teatro presso lo Iuav. È nella città lagunare che fonda la redazione de “Il Tamburo di Kattrin”. Ha collaborato con alcune realtà teatrali, scrive per la rivista “Il grande fiume” e cura il sito www.abracadamat.org per Amat.







