Versi e teatro “Ai margini del bosco”

Marcello Carrà - "Bruco lepre. Vittima di un incendio" (courtesy MLB Maria Livia Brunelli Home Gallery)
Dal 2 al 5 giugno torna l’appuntamento annuale che Armunia (direzione artistica di Andrea Nanni) dedica da diversi anni alla parola poetica. Ai margini del bosco – titolo ormai tradizionale della rassegna – per 4 serate porterà ancora una volta a incontrarsi teatro e poesia, ma anche musica e nuove tecnologie, in luoghi di straordinaria suggestione e nelle voci di autrici e attori – la declinazione qui è necessariamente al femminile, vista la composizione di questa edizione, che vede una cospicua presenza di poetesse, interpreti e musiciste. Ogni giorno due appuntamenti, un primo al tramonto e il secondo in serata, vanno a «celebrare» una dimensione che quella giornata può mostrare dell’incontro fra teatro e poesia, accarezzando spiagge e prati e, appunto, boschi nei dintorni di Castiglioncello.
Teatro e poesia, nel corso delle specifiche storie – anche e forse soprattutto recenti – hanno creato, con grande vitalità e spesso qualche sorpresa decisiva per l’uno e l’altro linguaggio, territori di incontro assolutamente originali. C’è sicuramente chi utilizza versi all’interno della creazione drammaturgica e ci sono poeti che scrivono per il teatro; ma si trovano anche esempi di un “teatro poetico” in senso più stretto, che ambisce a fare di questa modalità estetica un riferimento compositivo, capace di coinvolgere tutti i linguaggi della scena; e anche poeti che importano nelle loro creazioni una prospettiva di teatralità costitutiva. Queste mille e una linee d’incontro che hanno segnato tutto il Novecento e, ancora di più la Neoavanguardia (non solo della scena), si ripresentano oggi in alcuni luminosi casi che, naturalmente, hanno trovato e trovano posto nella programmazione di Armunia dedicata alla poesia.
Apre la rassegna, il 2 giugno alle 19 (Agriturismo Casale del Mare), una figura di riferimento dei rapporti fra teatro e poesia nella scena contemporanea: Mariangela Gualtieri, con un “rito sonoro” a partire dalla sua ultima raccolta poetica, Bestia di gioia. In questa prima serata, che «celebra la natura come ponte tra cielo e terra» su un prato a strapiombo sul golfo di Castiglioncello, è Iaia Forte che con Canto per scacciare le tenebre di torno (ore 21) a cucire, successivamente, un percorso fra i versi di Emily Dickinson, Saffo ed Elsa Morante.
Il giorno dopo (3 giugno) «si celebra la voce come strumento musicale, veicolo privilegiato della poesia». Al Castello Pasquini, NicoNote, artista eclettica che da sempre sviluppa incontri fra le arti musicali e performative, propone un viaggio sonoro ed emozionale ispirato alla Glossolalia del poeta russo Andrej Belyj (Rhapsody, ore 19); mentre l’Erodiade di Mallarmé diventa occasione, nell’incontro fra Sonia Bergamasco e “Tempo reale” di Francesco Giomi, per esplorare le possibilità che la ricerca sulla voce può percorrere oggi grazie alle nuove tecnologie (Esse di Salomé, ore 21).
Il 4 giugno, sulle Spiagge bianche di Rosignano Solvay, prima Patrizia Cavalli presenta La patria e altre poesie (e Aria pubblica del Teatro delle Albe), poi Roberto Latini interpreta La ballata del vecchio marinaio di Coleridge. Due artisti emblematici sia nella dimensione estetica – una poetessa che incontra spesso il teatro (come con la traduzione dell’Otello per Arturo Cirillo) e un autore-attore la cui parola scenica si fa sempre più spesso poesia – che per le forti prese di posizioni civili per celebrare «la nobiltà della sconfitta, quindi la forza di chi, conscio che le sue poesie non cambieranno il mondo continua a contrastare con le parole un mondo in cui perfino l’aria rischia di essere privatizzata».
Ai margini del bosco si avvia alla conclusione il 5 giugno, proprio sul limitare di un bosco. Qui, infine, «si celebra il coraggio di perdersi per potersi ritrovare»: alle 19 con Elisa Biagini e i suoi versi proprio creati intorno a simili smarrimenti, vissuti in chiave fiabesca con Cappuccetto Rosso e altre figure fiabesche (dalla raccolta Il bosco); alle 21, invece, con la “selva oscura” di Claudio Morganti che chiude la rassegna con una lectura dantis molto particolare.
Category: News






