ZTL-pro: MK al Palladium
Da quattro anni a questa parte diversi operatori teatrali indipendenti si sono incontrati e hanno unito le forze all’insegna di un progetto completamente dedicato alla rinascita del teatro di ricerca per lo più romano. Si chiama ZTL-pro, “zone teatrali libere” nel vero senso della parola: è una rassegna nata nel 2008 con l’intento chiaro di promuovere un circuito decisamente in crisi ma comunque ricco di un certo fermento politico e creativo. A realizzarla, oggi grazie al sostegno della Fondazione Romaeuropa e della Provincia di Roma è ZTL, una rete informale nata nel 2004 che unisce diverse strutture, spazi e compagnie: dall’Angelo Mai, al Rialto Santambrogio, dalla compagnia Santasangre con il Kollatino Underground, al Teatro Furio Camillo e Triangolo Scaleno Teatro. Al suo quarto anno, la rassegna si considera ancora un esperimento – causa il numero assai limitato di realtà che essa può sostenere, quest’anno ridotto a due – ma è pur sempre un punto di partenza dal quale continuare ad affrontare la difficile situazione che negli ultimi anni si è sempre più aggravata sia a livello nazionale che a regionale. Il sostegno alle produzioni autonome e la formazione di una rete tra operatori e spazi è il primo passo da compiere per sviluppare un movimento univoco che affronti le difficoltà economiche e gestionali di una città come Roma.
Ad aprire la rassegna una delle nuove produzioni di quest’anno: MK con Il giro del mondo in 80 giorni, in cui Michele di Stefano (coreografo della compagnia) si ispira al romanzo di Jules Verne per una rivisitazione contemporanea dell’ambiente “mondo” inteso come caotico insieme di realtà e spazi altri. La danza diventa quindi mezzo di circumnavigazione del globo e allo stesso tempo mezzo espressivo che attraversa e si lascia attraversare dai cambiamenti climatici e ambientali delle diverse regioni terrestri.
MK è un gruppo che si occupa di ricerca coreografica e sonora e, inoltrandosi anche nel campo della performance, agisce principalmente in ambito internazionale. Per questo progetto – prodotto da ZTL-pro e da Torinodanza – sono state coinvolte diverse maestranze: al coreografo Di Stefano si sono affiancati il musicista Lorenzo Bianchi e l’ingegner Lorenzo Bazzocchi di Masque Teatro che ha ideato una macchina per il trattamento dei vapori. Quella del Palladium è stata l’anteprima dello spettacolo che debutterà nella sua forma completa nell’ottobre 2011 a Torino. La performance si presenta come site specific, ovvero uno spettacolo pensato appositamente per il palco del Palladium, ma l’uso dello spazio non sembra così specifico quanto preannunciato: i danzatori si esibiscono in scena occupando tutto lo spazio a loro disponibile, platea compresa, e a volte scomparendo alla vista degli spettatori stipati unicamente in galleria. Gli interpreti Philippe Barbut, Biagio Caravano, Haithem Dhifallah e Laura Scaprini, tutti ottimi danzatori, si alternano sul palco delineando coreografie caratterizzate da diversi movimenti che si ispirano alle varie tappe del viaggio, da Occidente a Oriente, passando per mari e isole. Una composizione geografica, che indaga il gesto in rapporto allo stato gassoso dell’aere o al fiorire della natura e della vegetazione, richiamando a volte le danze tipiche delle isole, altre disegnando la grande metropoli con il suo tran tran cosmopolita. Uno spettacolo ancora in divenire, che si presenta come un work in progress aperto a molte variabili e interpretazioni: tratto caratterizzante della struttura compositiva che la compagnia desidera costruire, coinvolgendo artisti e danzatori di volta in volta diversi. Ogni tappa della creazione vedrà nuovi ospiti alternarsi sul palco e ripensare la rappresentazione a partire dal cast e dallo spazio. Si aspetta dunque il debutto torinese al quale collaboreranno Roberta Mosca e David Kern, due ballerini storici del Frankfurt Ballet e della compagnia di William Forsythe.
Visto al Teatro Palladium, Roma
Camilla Toso
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Camilla Toso, friulana di nascita, romana di sangue, veneziana d’adozione. Il suo spirito pragmatico le fa subito intuire di essere portata più per l’organizzazione che per la scena: durante gli anni di università lavora presso il Css di Udine collaborando a progetti di spettacolo e di formazione internazionale. Si dedica con alcune colleghe alla creazione de “Il Tamburo di Kattrin”, progetto che ancora persegue ostinatamente pur dedicandosi al lavoro di organizzatrice.






