Dai laboratori alle residenze: il progetto della Biennale Teatro
Quando si parla di workshop della Biennale Teatro di Venezia, la connessione con il nome di Àlex Rigola è immediata: è infatti sotto la sua direzione – giunta al terzo anno – che il festival si è caratterizzato per vivacità e apertura, ricerca e incontro, e soprattutto ponendo a capofila della manifestazione, la formazione.
Il Laboratorio Internazionale del Teatro si presenta, eccezionalmente quest’anno, in agosto (dal 4 al 13), legandosi profondamente alle scelte artistiche delle passate edizioni. Se il percorso avviato nel 2010 prosegue con nuovi nomi – cinque autori di teatro internazionale quali Luca Ronconi, Declan Donnelan e Nick Ormerod, Claudio Tolcachir, Gabriela Carrizo, Neil LaBute – è con le “Residenze” che il Festival pone in luce le tipicità e la continuità di questo triennio, consentendo a giovani compagnie, formatesi in seno ai laboratori del 2010 e 2011, di sviluppare la ricerca avviata.
Era l’ottobre 2010, infatti, quando giovani attori venivano chiamati nella città lagunare per seguire workshop tenuti da sette maestri internazionali, in un percorso che li avrebbe portati, a distanza di un anno, a presentare al pubblico l’esito del lavoro condotto sul tema dei 7 peccati: una riflessione sul peccato contemporaneo in una performance itinerante divisa in sette capitoli.
Da quella esperienza si sono formati quattro gruppi, che hanno continuato a lavorare insieme e sono tornati, ora, alla Biennale con un proprio progetto artistico. Un ensemble è costituito da John Romão, Georgina Oliva, Piera Formenti e Damiano Ottavio Bigi – dall’esperienza con Romeo Castellucci – e affronta Pocilga, un lavoro liberamente ispirato a Porcile di Pasolini. Poi è a Venezia la formazione proveniente dal workshop di Jan Lauwers (Emmanuelle Moreau, Nicolas Wan Park, Carlota Ferrer, Francesca Tasini), invece alle prese con i monodrammi di Beckett in Swimming B. Ecco, ancora The Moors of Venice – gruppo formatosi dal workshop di Thomas Ostermeier e composto da Fèlix Pons, Cristiane Mudra, Valeria Almerighi, Valentina Fago, Nina Greta Salomé, Fortunato Leccese e Kostin Kallivretakis – presenta Propaganda, la prima parte della trilogia The Revolution Project. Infine la compagnia Divano Occidentale Orientale, già costituita da Giuseppe Bonifati nel 2010 e impegnata lo scorso anno nel laboratorio condotto da Rodrigo García, lavora a Qui-es-tu? Tu-me-tu (es), una performance che vede in scena Cecilia Di Giuli, Annagaia Marchioro e Alessandra Serra Bernhardt.
La Biennale accoglie questi artisti negli spazi del Teatro Junghans in Giudecca e del Conservatorio “Benedetto Marcello”, dove sarà possibile assistere alla presentazione pubblica dei lavori nelle serate del 9 e 10 agosto.
Continua a leggere gli articoli del Laboratorio teorico/pratico di Critica teatrale a cura di Andrea Porcheddu sul sito della Biennale Teatro.
Elena Conti
Category: Diretta dalla Biennale di Venezia, News
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Elena Conti laureata in Storia dell’Arte al Dams di Firenze, ha conseguito la magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro allo Iuav di Venezia con una tesi sulle pratiche di trasmissione teatrale. Ha lavorato con la Compagnia Virgilio Sieni e con il centro di ricerca artistica CANGO Cantieri Goldonetta di Firenze. Collabora con Il Tamburo di Kattrin dal 2010.






