Kitchen, il teatro conquista spazio
Siamo nel bel mezzo della periferia di Vicenza, zona industriale non lontana dallo svincolo autostradale. Un pezzo di città che di sera si presenta deserto e anonimo; il luogo perfetto dove ambientare il racconto di quest’ultima crisi economica serpeggiante a nord-est. Caso vuole che proprio qui sia nato Spazio Kitchen, un nuovo contenitore di teatro e spettacolo dal vivo, nel cuore del Veneto. Inaugurato il 31 marzo 2012, Kitchen Teatro Indipendente ha poco più di dieci giorni di vita, ma radici che risalgono a vent’anni fa, quando l’Associazione ARCI Ossidiana cominciava a operare, promuovendo e realizzando laboratori teatrali ed eventi culturali nel territorio vicentino.
L’esigenza di uno spazio compiutamente teatrale e il desiderio di animare un luogo di incontro hanno spinto la compagnia Kitchen Project ad allestire un vecchio capannone industriale per farne la propria sede e una residenza aperta a molti altri artisti. 99 posti in platea, gradinate mobili per modellare lo spazio scenico, un’ampia pedana in legno e un angolo bar aperto al pubblico, fanno di Kitchen un piccolo e accogliente teatro adatto a ospitare produzioni musicali, coreografiche e teatrali contemporanee e particolarmente indicato per gli spettacoli che prevedono un intimo contatto del pubblico con l’artista.
La prima stagione si è aperta il 6 aprile con Post e Takeya, due soli della coreografa e danzatrice Chiara Frigo, inframmezzati dal trio jazz Campagnolo/Palmieri/Todescato. Nemmeno 24 ore di pausa ed è stata la volta di Epimorph con l’installazione cubica Empire (O)il. Il 13 aprile, ha completato la proposta coreografica lo spettacolo di Annalisa Bannino e la compagnia Blu Quello che resta, dialogo tra danza e improvvisazione musicale. Il cartellone proseguirà fino a fine giugno, proponendo sei serate di musica jazz ed elettronica con, tra gli altri: East Rodeo (21 aprile), Flowers of Chance (29 aprile) e Triotronic (12 maggio). I nove appuntamenti teatrali vanno da North b-East del padovano Collettivo TBT (4 maggio), al Circo Teatro dei Madame Rebinè con il loro Il Paziente (25 maggio), passando per gli spettacoli della compagnia “di casa”, Kitchen Project che porta in scena Il diario di Eva (19 maggio), La fabbrica magica (16 giugno) e Mia o di nessuno (23 giugno).
Scontato sarebbe chiedersi perché e soprattutto con quale dose di coraggio o incoscienza Ossidiana abbia deciso di gestire uno spazio teatrale totalmente nuovo in un periodo di grandi incertezze e solido pessimismo. La domanda, benché legittima e sensata, si scontra con una risposta speculare e contraria: perché non farlo? Oltre alle esigenze che la compagnia ha maturato in questi ultimi anni di lavoro, c’è l’intento concreto di dar vita a un luogo inedito nel panorama cittadino. Mettere a punto una programmazione variegata, che incroci mondi artistici differenti è, nelle volontà degli organizzatori, la ricerca concreta di pubblici eterogenei, capaci di interagire, scoprendo forme d’arte ancora poco esplorate. Il desiderio sembra essere la costruzione di uno spazio aperto agli artisti e più ancora un luogo di cui lo spettatore possa fidarsi e in cui possa trovare il tempo per nuove curiosità.
Il programma completo è consultabile nella sezione cartelloni
Margherita Gallo
Category: News
About the Author (Author Profile)
Margherita Gallo si laurea in Tecniche Artistiche dello Spettacolo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi su IETM (International Network for Contemporary Perfoming Arts) e il funzionamento delle reti culturali europee. Attualmente frequenta il corso di perfezionamento CRPC di Fondazione Fitzcarraldo Torino e collabora con “Il Tamburo di Kattrin” dal 2011.





