Quando i palcoscenici sono STANZE

| 12/04/2012 | 0 Comments

Fare “teatro in casa” sembra essere la frontiera teatrale del terzo millennio: in un periodo in cui il teatro, e in generale le arti dal vivo, faticano non poco a conquistarsi un pubblico, uno spazio e una visibilità si moltiplicano le iniziative “dal basso”, le rassegne autoprodotte, la presentazione di interessanti progetti in luoghi non teatrali e perché no, nelle case private. Del resto il palcoscenico all’italiana non serve più e molti teatri sono in realtà “stanze”.

Ironie a parte, è indiscutibile il successo riscosso a Milano dai primi appuntamenti del progetto STANZE ideato e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini. A Roma ci avevano già provato, e in più occasioni, con il teatro in appartamento: si ricordi FESTaCASA00, principio d’ascolto a cura di Chiara Pirri, che a spettacoli teatrali univa dj set e concerti.

A Firenze Elena Guerrini propone da anni il Festival A Veglia, facendo esibire artisti, anche del calibro di Marco Paolini e Alessandro Benvenuti, in case e poderi, come si faceva un tempo nell’antica tradizione della veglia, quando ci si ritrovava nelle aie e in cerchio si ascoltavano storie e leggende. E ancora a Milano la Compagnia Teatroincontro, con la regia di Mimmo Sorrentino, su richiesta mette in scena nelle private abitazioni due racconti di Gabriel Garcia Marquez. Un progetto che ha avuto successo permettendo alla compagnia di realizzare dozzine di rappresentazioni teatrali a domicilio.

Fino all’edizione 2011 a Como di Luoghi Comuni, in cui si i cittadini comaschi mettevano a disposizione la cucina, il soggiorno, o tutta l’abitazione per spettacoli dall’allestimento semplice, di volta in volta riadattati alla casa ospite, a stretto contatto con pubblici diversi, creando inaspettate occasioni d’intimità. La particolarità del progetto STANZE, reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Cariplo – e con Teatro Alkaest, Teatro Gioco Vita, Titivillus Mostre Editoria e myword.it – è proprio quella di mettere in scena studi, performance o allestimenti compiuti che potrebbero un giorno arrivare al palcoscenico, ma che al momento sono, appunto, “esperienze di teatro d’appartamento”.

Quindici le serate previste,  in diversi quartieri di Milano con cinque realtà teatrali invitate a mettere in scena spettacoli, del tutto nuovi, creati per l’occasione o mai rappresentati in città. Spettacoli in cerca di palcoscenico che per ora si accontentano di stanze.

Chi, come Riccardo Caporossi o i Marcido Marcidorjs è solito utilizzare grandi macchine sceniche, è ora costretto a farne a meno. Chi, invece, come Federica Fracassi o François Kahn – che ha aperto la rassegna con Musica lontana, tratto  dai racconti di Joyce – ha sempre posto al centro del proprio lavoro il corpo e la voce, si è misurato con l’azzeramento della  distanza attore/spettatore. E chi infine, come Lorenzo Loris, ha per lo più affrontato allestimenti complessi, potrà sperimentare nuove strade.

Tocca ai padroni di casa, svolgere allo stesso tempo due funzioni: quella del “direttore di teatro” che accompagna gli artisti e quella più consueta di ospite, cui spetta il compito di accogliere gli spettatori e di preparare la cena per tutti al termine della rappresentazione.

Il programma completo di STANZE

Informazioni e prenotazioni:  331 4129098stanze@teatroalkaest.it

 

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