Workshop di danza con German Allue Jauregui

| 12/12/2011 | 0 Comments
All’interno del Progetto Nomadic Formation* di Zaches Teatro

WORKSHOP CON GERMAN JAUREGUI ALLUE
Ex-danzatore
della Compagnia Ultima Vez /Wim Vandekeybus

Dal 16 al 20 gennaio 2012 al Music Tribe di Barberino Val d’Elsa (FI)

Il lavoro, destinato a danzatori e performer, sarà focalizzato sull’energia fisica, tecnica contemporanea e partnering work.
Verranno affrontati temi quali il rischio, la fiducia, il movimento come necessità, l’istinto, l’autoprotezione, la protezione dell’altro, la velocità, la fragilità, la dolcezza, la debolezza, la tensione, in un lavoro individuale e con il partner.

Si richiede l’invio del CV.
Possibilità di alloggiare in agriturismo convenzionato con uso cucina a due passi dalla scuola.

DATE E ORARI: 16-20 gennaio 2012 ore 11.00-17.00
COSTO: intero 250 euro, ridotto 200 euro
SCADENZA ISCRIZIONI: 28 dicembre 2011
LUOGO: Music Tribe , Strada di Linari 35, Barberino Di Val D’Elsa, Toscana, Italy

Per INFO: 328.0195771 – workshop@zaches.it

* Nomadic Formation è un progetto di Zaches Teatro per l’alta formazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo rivolto a professionisti (o semi-professionisti) che si occupano dei linguaggi della scena, maggiori informazioni presto on-line su www.zaches.it

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Category: Opportunità

About the Author (Author Profile)

Zaches Teatro nasce a Firenze nel 2006 per indagare il connubio tra differenti linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera, il rapporto tra movimento e musica/elaborazione elettronica dal vivo.
Zaches Teatro va alla ricerca di una raffinatezza formale ed espressiva, attraverso l’uguale cura dell’immagine, del suono e del movimento, tesa a co(m)muovere lo spettatore all’interno del mondo che di volta in volta viene creato. La commozione, la partecipazione emotivo-viscerale (e non intellettuale e neppure sentimentalista) allo spettacolo è ciò che ci interessa provocare. Attraverso la partecipazione emotiva attiva dello spettatore, abbiamo la pretesa di spingerlo a riflettere, a criticare, ovvero a distinguere, distillare un Senso personale. Zaches affronta l’attualità sottraendone l’evidenza, e lasciando sulla scena la sua semplice metafora, costruendo una bellezza artigianale e accurata dell’immagine, del suono, del movimento, dove il mezzo tecnologico è a servizio di un insieme e chiede di nascondersi; una forma di resistenza alla deriva del gusto e dei costumi, dove ogni cosa è pornograficamente mostrata e gridata.

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