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	<title>Commenti a: L&#8217;astrattismo entra a teatro con Pathosformel</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Di: Cha</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-224</link>
		<dc:creator>Cha</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 20:47:29 +0000</pubDate>
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		<description>La percezione di uno spettacolo teatrale è soggettiva e questo ovviamente vale anche per  i critici, liberi di dire la loro opinione, quanto sono liberi i lettori di dare più o meno peso alle loro parole.
Concordo pienamente con chi ha sostenuto che &quot;il fatto che esista questo sito gestito da persone giovani significhi molto&quot;. Visto che sono appunto giovani critici e quindi alle prime armi, non mi sembra si siano fatti spavantare dagli spettacoli a cui sono andati e vanno incontro, se no non scriverebbero per questo sito.
Dunque, tanto di cappello  e grazie per i vostri articoli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La percezione di uno spettacolo teatrale è soggettiva e questo ovviamente vale anche per  i critici, liberi di dire la loro opinione, quanto sono liberi i lettori di dare più o meno peso alle loro parole.<br />
Concordo pienamente con chi ha sostenuto che &#8220;il fatto che esista questo sito gestito da persone giovani significhi molto&#8221;. Visto che sono appunto giovani critici e quindi alle prime armi, non mi sembra si siano fatti spavantare dagli spettacoli a cui sono andati e vanno incontro, se no non scriverebbero per questo sito.<br />
Dunque, tanto di cappello  e grazie per i vostri articoli.</p>
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		<title>Di: Benedetta</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-223</link>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:24:04 +0000</pubDate>
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		<description>Il compito dei critici credo sia quello di divulgare la cultura teatrale. Oggi come non mai dato che il teatro acquista ogni giorno nuove forme non sempre di facile fruizione per uno spettatore medio e dato il marasma dell&#039;&quot;offerta spettacolare&quot; che c&#039;è oggi nella nostra società. 
E&#039; secondo me ammirevole quello che questa redazione on line fa. 
Non credo che il pubblico si spaventa, anzi il pubblico del teatro è il pubblico più cattivo che conosco, dopo l&#039;opera lirica!, e non si lascia spaventare da articoli di critici giovani o no.
 Il fatto è che il pubblico non c&#039;è, almeno qui dove vivo io, in provincia di Ancona. Quello che a fatica tento di fare è costruire una sensibilità teatrale nel mio territorio. Constatare che effettivamente la gente dica del mio spettacolo &quot;bello davvero anche se non c&#039;ho capito molto&quot; da una parte va bene ma dall&#039;altra mi rendo conto che è anche un limite quello di usare forme sperimentali o cmq non utilizzare un linguaggio tradizionale. Sono in sintonia con il consiglio di sbekk82 di &quot;...coniugare sperimentalismi e drammaturgia in spettacoli DEFINITIVI...&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il compito dei critici credo sia quello di divulgare la cultura teatrale. Oggi come non mai dato che il teatro acquista ogni giorno nuove forme non sempre di facile fruizione per uno spettatore medio e dato il marasma dell&#8217;&#8221;offerta spettacolare&#8221; che c&#8217;è oggi nella nostra società.<br />
E&#8217; secondo me ammirevole quello che questa redazione on line fa.<br />
Non credo che il pubblico si spaventa, anzi il pubblico del teatro è il pubblico più cattivo che conosco, dopo l&#8217;opera lirica!, e non si lascia spaventare da articoli di critici giovani o no.<br />
 Il fatto è che il pubblico non c&#8217;è, almeno qui dove vivo io, in provincia di Ancona. Quello che a fatica tento di fare è costruire una sensibilità teatrale nel mio territorio. Constatare che effettivamente la gente dica del mio spettacolo &#8220;bello davvero anche se non c&#8217;ho capito molto&#8221; da una parte va bene ma dall&#8217;altra mi rendo conto che è anche un limite quello di usare forme sperimentali o cmq non utilizzare un linguaggio tradizionale. Sono in sintonia con il consiglio di sbekk82 di &#8220;&#8230;coniugare sperimentalismi e drammaturgia in spettacoli DEFINITIVI&#8230;&#8221;</p>
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		<title>Di: sbekk82</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-220</link>
		<dc:creator>sbekk82</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 09:02:31 +0000</pubDate>
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		<description>Da giovane spettatore penso che non sia tanto la &quot;difficoltà dello spettacolo&quot; a spaventarmi, quanto il fatto che gli ultimi spettacoli che ho visto di teatro di ricerca erano da un lato ricchissimi dal punto di vista visivo, ma dall&#039;altro difficilmente comprensibili dal punto di vista drammaturgico, tanto che spesso nei commenti tra il pubblico al bar dopo le &quot;visioni&quot; la critica popolare più comune può essere riassunta in &quot;non so cosa significasse ma era bello&quot;. Allora sorge in me spesso il dubbio &quot;genio o ciarlatano&quot;?
Inoltre un&#039;altra &quot;moda&quot; nel teatro sperimentale che ho ultimamente notato è il fatto che spesso lo spettacolo che mi trovo a vedere è una tappa di un percorso di spettacoli che sicuramente non ho potuto vedere perchè portati in scena in città lontane da dove vivo. Quindi in questi casi mi trovo sprovvisto da spettatore degli elementi per poter comprendere quello che mi trovo a vedere.
In definitiva vi dico: Teatranti tornate a coniugare sperimentalismi e drammaturgia in spettacoli DEFINITIVI così che lo spettatore medio si possa trovare di fronte a OPERE di valore compiuto senza la paura di essersi &quot;perso qualcosa&quot;.

P.S. Ancora complimenti alla redazione per il sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da giovane spettatore penso che non sia tanto la &#8220;difficoltà dello spettacolo&#8221; a spaventarmi, quanto il fatto che gli ultimi spettacoli che ho visto di teatro di ricerca erano da un lato ricchissimi dal punto di vista visivo, ma dall&#8217;altro difficilmente comprensibili dal punto di vista drammaturgico, tanto che spesso nei commenti tra il pubblico al bar dopo le &#8220;visioni&#8221; la critica popolare più comune può essere riassunta in &#8220;non so cosa significasse ma era bello&#8221;. Allora sorge in me spesso il dubbio &#8220;genio o ciarlatano&#8221;?<br />
Inoltre un&#8217;altra &#8220;moda&#8221; nel teatro sperimentale che ho ultimamente notato è il fatto che spesso lo spettacolo che mi trovo a vedere è una tappa di un percorso di spettacoli che sicuramente non ho potuto vedere perchè portati in scena in città lontane da dove vivo. Quindi in questi casi mi trovo sprovvisto da spettatore degli elementi per poter comprendere quello che mi trovo a vedere.<br />
In definitiva vi dico: Teatranti tornate a coniugare sperimentalismi e drammaturgia in spettacoli DEFINITIVI così che lo spettatore medio si possa trovare di fronte a OPERE di valore compiuto senza la paura di essersi &#8220;perso qualcosa&#8221;.</p>
<p>P.S. Ancora complimenti alla redazione per il sito.</p>
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	<item>
		<title>Di: teardrop.smile</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-219</link>
		<dc:creator>teardrop.smile</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 23:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che l&#039;obiettivo di questo blog sia proprio quello di sfatare il mito della &quot;difficoltà&quot; del teatro perchè chiunque capisca che andare a teatro è un&#039;esperienza che può segnare qualsiasi persona e non solo gli addetti al settore. Credo che il fatto che esista anche solo un sito gestito da persone giovani significhi molto. Però mi piacerebbe capire a cosa fai riferimento quando, Gaia, dici: &quot;in questo sito, articolo dopo articolo, che la difficoltà degli spettacoli è considerata un elemento da temere.&quot; Magari mi sfugge qualcosa che mi permetterebbe di capire meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che l&#8217;obiettivo di questo blog sia proprio quello di sfatare il mito della &#8220;difficoltà&#8221; del teatro perchè chiunque capisca che andare a teatro è un&#8217;esperienza che può segnare qualsiasi persona e non solo gli addetti al settore. Credo che il fatto che esista anche solo un sito gestito da persone giovani significhi molto. Però mi piacerebbe capire a cosa fai riferimento quando, Gaia, dici: &#8220;in questo sito, articolo dopo articolo, che la difficoltà degli spettacoli è considerata un elemento da temere.&#8221; Magari mi sfugge qualcosa che mi permetterebbe di capire meglio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Redazione</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-217</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 17:43:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ci fa piacere che il pubblico segua con grande attenzione gli sviluppi della critica e del teatro contemporaneo e che esprima la sua opinione in proposito. Pubblichiamo questo commento sperando di aprire un dibattito sugli spunti proposti da Gaia o su altri che i lettori ritengono interessanti confrontare e discutere. 
Il rapporto tra criciti e teatro?Giovani e meno giovani, la fame del pubblico è diversa da quella dei critici? e quella degli artisti? diteci cosa ne pensate!
Dunque, grazie Gaia e a voi la parola...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci fa piacere che il pubblico segua con grande attenzione gli sviluppi della critica e del teatro contemporaneo e che esprima la sua opinione in proposito. Pubblichiamo questo commento sperando di aprire un dibattito sugli spunti proposti da Gaia o su altri che i lettori ritengono interessanti confrontare e discutere.<br />
Il rapporto tra criciti e teatro?Giovani e meno giovani, la fame del pubblico è diversa da quella dei critici? e quella degli artisti? diteci cosa ne pensate!<br />
Dunque, grazie Gaia e a voi la parola&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Gaia</title>
		<link>http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2009/lastrattismo-entra-a-teatro-con-pathosformel/comment-page-1/#comment-128</link>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 17:24:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iltamburodikattrin.com/?p=5523#comment-128</guid>
		<description>è un po&#039; deludente scoprire, in questo sito, articolo dopo articolo, che la difficoltà degli spettacoli è considerata un elemento da temere. Il pubblico mi sembra più vivo e curioso che mai, possibile che la paura nasca nei giovani critici? critici che forse non hanno strumenti? sarà il pubblico ad allontanarsi (cosa che non credo perchè appare affamato e più scafato dei critici) o non saranno queste critiche a tenere il pubblico a debita distanza spaventandolo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è un po&#8217; deludente scoprire, in questo sito, articolo dopo articolo, che la difficoltà degli spettacoli è considerata un elemento da temere. Il pubblico mi sembra più vivo e curioso che mai, possibile che la paura nasca nei giovani critici? critici che forse non hanno strumenti? sarà il pubblico ad allontanarsi (cosa che non credo perchè appare affamato e più scafato dei critici) o non saranno queste critiche a tenere il pubblico a debita distanza spaventandolo?</p>
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