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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; Andrea Pennacchi</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Il furore di Pennacchi colpisce ancora</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 08:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Agnese Bellato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pennacchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione di Il Tao di Bruce Lee di Andrea Pennacchi

Andrea Pennacchi porta nuovamente Il Tao di Bruce Lee nell’intimo ambiente dei Carichi Sospesi di Padova. Lo spettacolo - presentato lo scorso 20 giugno in prima nazionale al Festival Teatri delle Mura di Padova – rinnova ad ogni replica una rara atmosfera confidenziale con gli spettatori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Recensione di <em>Il Tao di Bruce Lee</em> di Andrea Pennacchi</p>
<div id="attachment_421" class="wp-caption alignleft" style="width: 236px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/a-pennacchi.jpg"><img class="size-full wp-image-421" title="Andrea Pennacchi" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/a-pennacchi.jpg" alt="Andrea Pennacchi" width="226" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Pennacchi</p></div>
<p><strong><br />
Andrea Pennacchi</strong> porta nuovamente <em>Il Tao di Bruce Lee </em>nell’intimo ambiente dei Carichi Sospesi di Padova<em>. </em>Lo<em> </em>spettacolo - presentato lo scorso 20 giugno in prima nazionale al <em>Festival Teatri delle Mura</em> di Padova – rinnova ad ogni replica una rara atmosfera confidenziale con gli spettatori. Questa volta, forse, anche di più, per l'intimità  forzata a cui costringono le dimensioni particolarmente ridotte del teatrino padovano, che permettono però all'attore di arrivare al suo pubblico senza barriere.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Il <em>Tao </em>è <em>il sentiero</em>, <em>la via</em>, e infatti lo spettacolo tratta della vita, delle scelte che indirizzano e segnano il cammino della formazione di ognuno. Pennacchi rievoca in particolare quelle delicate  fasi di crescita in cui si sceglie - o lo si prova a fare - chi voler diventare. Un racconto, quindi, della scoperta dei modelli da seguire durante i periodi della scuola, degli scontri tra bulli, del mettersi alla prova e perciò le prime occasioni in cui si viene chiamati a dimostrare il proprio coraggio: esporsi per difendere un amico, oppure scegliere di essere battuti al suo fianco. Nuove sfide, rivincite, in una ricerca della propria identità che forse non ha mai fine.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">La narrazione si rivolge particolarmente a coloro che sono cresciuti negli anni '70 e '80 e va perciò a toccare i tasti più o meno sensibili che accomunano quella generazione: rievocando modi di dire, abbigliamento, gruppi musicali, film, telefilm. Tra i molteplici miti all'ombra dei quali si cresceva in quegli anni, Pennacchi mette in luce quel personaggio immortalato dal cinema e consacrato dalle arti marziali - anche in virtù della sua misteriosa morte - che è Bruce Lee. L'attore statunitense, di origini cinesi, non è semplicemente il protagonista di film d'azione hollywoodiani: con un'eccezionale padronanza delle arti marziali rivoluziona il <em>kung fu</em> e viene riconosciuto come filosofo e imitato come modello di vita. Combattente buono, sempre in difesa dei deboli, oltre che essere bello, atletico e agilissimo, Lee è un ideale cui ispirarsi con dedizione.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Lo spettacolo rievoca tutto questo con brevi episodi, frammenti di memoria, attraverso i quali viene ripercorso il delicato passaggio al mondo degli adulti, nell' illusione che trovare modelli a cui ispirarsi sia la risposta ad ogni insicurezza.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Quest'ultimo lavoro appartiene in tutti i sensi a Pennacchi, che rinnova in esso il desiderio di ideare, scrivere e interpretare personalmente i propri spettacoli. Stavolta l'autore-attore volge l'attenzione a varie narrazioni, come dichiara: “Questa è una storia di storie. Ed è una storia sulla lotta tra le storie, su come abbiano bisogno di noi umani, per vivere, riprodursi, crescere.”</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Spettacolo semplice e diretto. Tenero e sincero.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em>Visto al Circolo Culturale Carichi Sospesi, Padova.</em></p>
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