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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; Arturo Cirillo</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Inseguendo un&#8217;illusione</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 07:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Tringali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arturo Cirillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione de L'inseguitore – regia di Arturo Cirillo

Un testo che parla al presente, spiazzante e intelligente, una messinscena impeccabile e puntuale con un piccolo cast di attori trasformisti in grado di interpretare molteplici personaggi: il drammaturgo Tiziano Scarpa e il regista Arturo Cirillo riescono a creare una collaborazione perfetta per L'inseguitore, andato in scena solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Recensione de <em>L'inseguitore</em> – regia di Arturo Cirillo</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1410" class="wp-caption alignleft" style="width: 384px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/05/3450134300_0985be800a.jpg"><img class="size-medium wp-image-1410" title="3450134300_0985be800a" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/05/3450134300_0985be800a-300x199.jpg" alt="Salvatore Caruso e Michelangelo Dalisi" width="374" height="248" /></a><p class="wp-caption-text">Arturo Cirillo e Michelangelo Dalisi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un testo che parla al presente, spiazzante e intelligente, una messinscena impeccabile e puntuale con un piccolo cast di attori trasformisti in grado di interpretare molteplici personaggi: il drammaturgo <strong>Tiziano Scarpa</strong> e il regista <strong>Arturo Cirillo</strong> riescono a creare una collaborazione perfetta per <em>L'inseguitore</em>, andato in scena solo per <span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;">pochi</span> </span>eletti al Teatro Goldoni di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Capita <span style="color: #000000;">raramente</span> di riuscire a vedere un teatro fresco e innovativo che non si avvalga di musiche elettroniche feroci o di scene visive ad impatto, relegando il testo a un ruolo marginale. La drammaturgia di questa pièce è infatti al centro dell'attenzione e si sposa perfettamente con ogni singolo movimento o respiro degli attori in scena; riesce a tenere alta la tensione, facendo crescere diversi interrogativi nello spettatore che segue molto da vicino – seduto comodamente sul palco - la vicenda del protagonista Aloisio. Cirillo dà vita a questo vecchio dai capelli bianchi e spettinati, <span style="color: #000000;">vestito con</span> un impermeabile dotato di ogni tipo di gadget, che pedina le persone appena uscite da galera senza motivo: dapprima sembra volerli importunare, poi aiutarli, dandogli il suo appoggio e affetto incondizionato; ma è impossibile prevedere ciò che il personaggio va realmente architettando con il suo strano comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse sono quindi le tappe di avvicinamento del vecchio enigmatico verso Nic, un giovane spaesato, <span style="color: #000000;">finito in carcere per aver commesso un omicidio e ora di nuovo in libertà</span>. Interpretato da un convincente <strong>Michelangelo Dalisi</strong>, quest'uomo pieno di rabbia incontra il suo inseguitore per caso, in una città non specificata, ma caratterizzata dal traffico selvaggio e dal grigiore di una qualsiasi periferia italiana. Lo spettatore<span style="color: #000000;"><strong> </strong></span><span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;">segue</span> </span>Nic nello scoprire quali veramente siano le intenzioni del vecchio Aloisio che, nonostante <span style="color: #000000;">il ragazzo</span> non smetta di insultare ferocemente, continua a inseguirlo senza sosta. Continuando a spiazzare con le sue proposte stravaganti, Cirillo diventa un vero e proprio 'maniaco dell'illusione'. Geniale e di forte impatto emotivo è il fine del suo inseguimento: cercare un uomo-bestia per sua figlia, inchiodata a una sedia e in preda a continui spasmi, affinché la metta incinta: solo così dal suo corpo-gabbia<strong> </strong>la sua vita tornerebbe ad avere un senso.</p>
<p style="text-align: justify;">La dura quotidianità di questo vecchio uomo viene sapientemente inframezzata da momenti onirici che vedono in scena dei personaggi assurdi, sempre interpretati dai bravissimi e divertenti <strong>Salvatore Caruso</strong> e <strong>Sabrina Scuccimarra</strong>. Ed è così che con delle parrucche coloratissime e surreali nel sogno di Aloisio si incontrano Temistocle e Sofonisba: sembrano accettare reciprocamente i loro problemi fisici eccentrici e caricaturali, ma si perdono nella semplicità di un nome, troppo normale per essere sopportato.</p>
<p style="text-align: justify;">I costumi di <strong>Gianluca Falaschi</strong> e le luci di <strong>Simone De Angelis</strong> sono perfetti nel rendere questa atmosfera straniante e grottesca, e allo stesso modo le musiche di <strong>Francesco De Melis</strong> riescono a riprodurre suoni di clacson e automobili che riportano con l'immaginazione su una strada di periferia. Creata da <strong>Dario Gessati</strong>, la scenografia è semplice, composta da alcuni pannelli mobili che servono per allungare il percorso del pedinatore e del pedinato: ma anche per celare o per rivelare a poco a poco oggetti o personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Discutibile</span> la scelta di farlo per soli trenta spettatori: <em>L'inseguitore</em> regalerebbe le stesse emozioni anche <span style="color: #000000;">ad </span>una platea piena; riuscendo a coinvolgere con il suo ritmo accellerato, con le sue microsituazioni stranianti e con la sua cruda e finale amarezza: <span style="color: #000000;">ossia quella </span>di un uomo che vorrebbe regalare un po' d'amore a sua figlia senza purtroppo riuscirvi.</p>
<p align="justify"><em>Visto al Teatro Goldoni, Venezia</em></p>
<p align="right">Carlotta Tringali</p>
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