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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; Elena Bucci e Marco Sgrosso</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Santa Giovanna dei Macelli, oggi.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 09:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Agnese Bellato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Aurora]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Bucci e Marco Sgrosso]]></category>

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Recensione di  Santa Giovanna dei Macelli, ovvero, quando il desiderio è più forte della paura, ovvero, dell’arte del dubbio, progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso 
 


Vedo chiaro il sistema (…) Qui c’è gente seduta. Pochi in alto e molti in basso. E quelli in alto gridano a quelli in basso: « Venite su, così [...]]]></description>
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<div id="attachment_410" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/03/foto-di-marcello-norberth017.jpg"><img class="size-medium wp-image-410" title="Santa Giovanna dei Macelli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/03/foto-di-marcello-norberth017-300x199.jpg" alt="foto di Marcello Norberth (www.lebellebandiere.it)" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Marcello Norberth (www.lebellebandiere.it)</p></div>
<p>Recensione di <span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> <em>Santa Giovanna dei Macelli, ovvero, quando il desiderio è più forte della paura, ovvero, dell’arte del dubbio</em>, progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso </span></p>
<p><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"><em> </em></span></p>
</div>
</div>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><em>Vedo chiaro il sistema (…) Qui c’è gente seduta. Pochi in alto e molti in basso. E quelli in alto gridano a quelli in basso: « Venite su, così saremo tutti in alto». (…) tutto il sistema è un’altalena a due capi, l’uno dipendendo dall’altro, e quelli in alto sono lassù perché gli altri son bassi e soltanto finché restano in basso: ché se quelli venissero su in alto, gli toccherebbe scendere. Così debbon volere che gli altri rimangano eternamente in basso e che mai salgano.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">La giovane e idealista Giovanna Dark - protagonista di <em>Santa Giovanna dei Macelli</em>, di Bertolt Brecht - scopre con la disarmante tangibilità dell’esperienza diretta lo squilibrio ingiusto che governa la società, condensato nell'immagine dell'altalena.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">A Chicago, alle porte della crisi del ’29, Giovanna fa parte dell’organizzazione dei Cappelli Neri che aiutano poveri e operai con canti e minestre calde, ispirati dalla parola del Signore. Vana missione però, se il nemico da combattere è l’invincibile potere del denaro che guida il sistema produttivo industriale. A personificare il male-che-sempre-vince, è il crudele Pierpont Mauler: il re della carne, colui che è a capo della maggiore industria di macellazione della città. Personaggio spietato e ambiguo, fintamente in balìa di regole economiche che - anche grazie agli <em>amici</em> di Wall Street - riesce sempre a far sfruttare a suo vantaggio. È un imprenditore inflessibile con alleati e avversari, ma che sembra intenerito da Giovanna, l’unica a cui presti ascolto. Nonostante, però, a tratti riveli un animo sensibile, nel dramma di Brecht, Mauler mantiene immutata una costante vigliaccheria che gli impedisce di incontrare i suoi dipendenti e i poveri della città, per il timore di esser sopraffatto dalla pietà.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Antagonista odioso quanto però necessario al sistema di cui è il vertice: nonostante sia per l'intero dramma l'artefice delle sofferenze di tutti, a seguito del fallimento dell’intero sistema produttivo, è lo stesso  meccanismo dei macelli a richiedere il suo intervento e ad invocarlo come unico possibile salvatore. Alla fine del dramma trionfa con asprezza e irrisione la sconfitta delle buone intenzioni di Giovanna – incapace di agire nel momento dell’azione - e viene riconfermata la condanna all’eterna sofferenza e sfruttamento della miserabile classe operaia. Tutto torna come prima: pochi al potere e tutti gli altri a patire fame e freddo, sfruttati per uno stipendio ulteriormente diminuito. Ma almeno - per ora -  la crisi è passata. Cinismo, realismo, parole crudeli e provocatorie, ma innegabilmente emerge la vita ingiusta e spietata che l'umanità troppo spesso si costringe a vivere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;">Anche questa è</span> </span>la forza del testo - concepito da Brecht durante e dopo la crisi del ’29 -  che mostra un’umanità cruda e un destino spietato quanto le regole del mercato e propone una tematica oggi assolutamente attuale.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Un testo portato in scena nei giorni scorsi da <strong>Elena Bucci</strong> al Teatro Aurora di Marghera. <em>Santa Giovanna dei Macelli, ovvero, quando il desiderio è più forte della paura, ovvero, dell’arte del dubbio</em>, è un progetto nato in collaborazione con <strong>Marco Sgrosso</strong> – il quale affianca la Bucci sul palco e alla regia – e coprodotto da <strong>Le Belle Bandiere</strong> e dal <strong>Teatro Metastasio Stabile della Toscana</strong>.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">La regista, assieme a Sgrosso, spiega che il testo "offre l’occasione per articolare le parole che non si riescono più a nominare: le illusioni cadute e quelle rimaste, alto e basso, potere, denaro, mercato, Dio, poveri, ricchi, crudeltà, ideale”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Le parole di Brecht ci introducono ferocemente nel mondo dello sfruttamento operaio, dell’umile e pericoloso ambiente dei macelli di Chicago, città che storicamente, grazie alla macellazione meccanizzata, diviene il più grande marcato di bestiame del mondo, capace di macellare fino a duecentomila maiali al giorno. Nell’allestimento della Bucci, la sanguinosa città è evocata con una scenografia essenziale quanto efficace ed elegante, che funziona forse proprio perchè è una dimensione pulita e chiara ad ospitare luoghi fangosi e insanguinati, contrasto apparente che lascia spazio all’immaginazione dello spettatore.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">La regia propone un coro mutevole e sfaccettato che racchiude in un’unica entità le voci della collettività: i cronisti, il popolo, i fabbricanti, gli azionisti e grossisti, i Cappelli Neri e gli operai. Corpo corale che, attraverso una coreografia di gesti ripetitivi, suoni, grugniti e muggiti, è capace di rievocare la complessa e precisa fabbrica di distruzione e morte organizzata che è il macello.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Ritmi incalzanti e travolgenti, ben orchestrati dalla regia, ricreano alla perfezione la frenesia dei cronisti quanto l’apprensione di chi vive nell’imprevedibile dinamica della borsa, riuscendo con fluidità a variare l’atmosfera da scene di strada animate da canzonette, a crudeli scenari di povertà e disperazione.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">I personaggi sono ben caratterizzati e acquistano completezza anche grazie ai costumi di  <strong>Ursula Patzak</strong> nati– come spiega la regista - dall’assemblaggio di “riciclati abiti da grandi occasioni, tutti lustrini e paillettes, perché sia netta e dichiarata l’odierna impossibilità di coincidere con le parole di Brecht”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Un cast compatto e di ottimo livello: assieme ad Elena Bucci e Marco Sgrosso– rispettivamente nei panni di Giovanna Dark e Pierpont Mauler - sono <strong>Maurizio Cardillo, Gaetano Colella, Renato Avallone, Andrea De Luca, Nicoletta Fabbri e Roberto Marinelli</strong> a dar vita all’opera.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Spettacolo efficace ed evocativo in ogni aspetto: dalle luci di <strong>Maurizio Viani</strong>, alle musiche composte da <strong>Andrea Agostini</strong> ed eseguite dal vivo da <strong>Dimitri Sillato.</strong></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Teatro che riesce ad essere chiaro e bello, esplicito e politico.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;">Un teatro che cattura il pubblico, il quale, una volta ogni tanto, esce davvero toccato da ciò a cui ha assistito.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><em><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<div id="attachment_412" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/03/foto-di-marcello-norberth002.jpg"><img class="size-medium wp-image-412" title="Santa Giovanna dei Macelli" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/03/foto-di-marcello-norberth002-300x199.jpg" alt="foto di Marcello Norberth (www.lebellebandiere.it)" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Marcello Norberth (www.lebellebandiere.it)</p></div>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;"><span style="mso-bidi-font-size: 8.0pt;"><em>Visto al Teatro Aurora, Marghera</em></span></div>
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