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	<title>IL TAMBURO DI KATTRIN &#187; Fibre Parallele Teatro</title>
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	<description>Webzine di Critica Teatrale</description>
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		<title>Il cortocircuito di Fibre Parallele</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 07:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlotta Tringali</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Fondamenta Nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Fibre Parallele Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Cristo improbabile, una sorta di zingaro con accento slavo, scende dalla croce chiamato da una donna sola, meridionale e fortemente religiosa: nasce un amore e si consuma fino alla sua purificazione. La giovane compagnia Fibre Parallele manda in cortocircuito la passione di Gesù con Mangiami l'anima e poi sputala mescolando il vissuto di coppia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8261" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-8261" href="http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2010/il-cortocircuito-di-fibre-parallele/attachment/02/"><img class="size-thumbnail wp-image-8261" title="Mangiami l'anima e poi sputala" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/04/02-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Carlo Quartararo</p></div>
<p>Un Cristo improbabile,<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #000000;">una sorta di zingaro con accento slav<span style="color: #000000;">o</span></span><span style="color: #000000;">,</span></span> scende dalla croce chiamato da una donna sola, meridionale e fortemente religiosa: nasce un amore e si consuma fino alla sua purificazione. La giovane compagnia Fibre Parallele manda in cortocircuito la passione di Gesù con <em>Mangiami l'anima e poi sputala</em> mescolando il vissuto di coppia alla spettacolarizzazione della religione.</p>
<p><span id="more-8248"></span></p>
<p>Recensione a <em>Mangiami l'anima e poi sputala</em> – <strong>Fibre Parallele</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_8261" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-8261" href="http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2010/il-cortocircuito-di-fibre-parallele/attachment/02/"><img class="size-medium wp-image-8261" title="Mangiami l'anima e poi sputala" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/04/02-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Carlo Quartararo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Altarini e immagini religiose da venerare, programmi radiofonici di preghier<span style="color: #000000;">e e ossessioni spirituali, un Cristo in croce e una stereotipata donna meridionale vestita di nero. Non è una messa cristiana.</span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"> Non è una sacra rappresentazion</span><span style="color: #000000;">e</span></span><span style="color: #000000;">.</span> <em>Mangiami l'anima e poi sputala </em>del giovane gruppo pugliese <strong>Fibre Parallele</strong> è il ritratto di un vissuto di coppia, di un innamoramento che nasce e poi esplode, ma che si mescola con dogmi religiosi mandandoli in cortocircuito. Prendendo le mosse dalla passione di Cristo e ribaltandola, i fondatori della compagnia <strong>Licia Lanera</strong> e <strong>Riccardo Spagnulo</strong> sono due personaggi, non del tutto sconosciuti – fra tradizione biblica e luoghi comuni – che si incontrano: lei, sola e devota, invoca chi sulla croce è morto immolandosi<span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">per amore</span><span style="color: #000000;">;</span> lui si pulisce le macchie di sangue che hanno<span style="color: #000000;"> identificato</span> il suo costato per più di duemila anni e scende dalla croce per rispondere alla chiamata della povera donna. È l'inizio di un amore e, proprio come dice timidamente Licia Lanera «i fiori spuntano dalle crepe dell'asfalto»; nessuno se lo aspetta: se Cristo è una sorta di<span style="color: #ff0000;"> <span style="color: #000000;">zingaro dall'accento slavo</span><span style="color: #000000;">, più dedito alle passioni carnali che a una divina spiritualità, </span></span>la protagonista femminile personifica tutti gli stereotipi di un Meridione fortemente attaccato alla religione e dalla devozione assidua.</p>
<div id="attachment_8262" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-8262" href="http://www.iltamburodikattrin.com/recensioni/2010/il-cortocircuito-di-fibre-parallele/attachment/13/"><img class="size-medium wp-image-8262" title="Mangiami l'anima e poi sputala" src="http://www.iltamburodikattrin.com/files/iltamburodikattrin.com/2010/04/13-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Carlo Quartararo</p></div>
<p style="text-align: justify;">I bravi attori divertono con la loro irriverenza  mettendo in scena un Gesù che cerca una sigaretta, si piazza sulla poltrona di casa della giovane, sfrutta la sua cucina; ma allo stesso tempo tenta di liberarla dalla sua ristrettezza mentale, cercando di farle ascoltare le proprie pulsioni: sembra riuscirvi a tratti, in momenti pieni di ironia, convincendola che il loro è un vero amore che va consumato e vissuto a pieno. Ma neanche Cristo riesce a far cambiare idea alla donna che dopo essersi concessa massacra senza pietà con una mannaia il corpo del figlio di Dio che vive per una seconda volta la sua storia, la sua passione,  tornando così sulla croce. Tra canzoni kitsch e romantiche, trasmissioni radiofoniche religiose date da preghiere e ossessioni spirituali, momenti di ilarità ed emozioni – in cui vien fuori tutta la solitudine di una donna cresciuta tra dogmi e bigottismo – <em>Mangiami l'anima e poi sputala </em>riesce a stupire, divertire e insieme far riflettere su quelle imposizioni <span style="color: #000000;">morali</span><span style="color: #ff0000;"> </span>che continuano a dettare legge nella vita di molti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Visto al Teatro Fondamenta Nuove, Venezia</em></p>
<p style="text-align: right;">Carlotta Tringali</p>
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		<title>Un cocktail d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 08:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Piscitelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fibre Parallele Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione di '2 (DUE)' - Fibre Parallele Teatro

In una piccola stanza bianca c'è una donna dai capelli rossi con delle profonde occhiaie. E' vestita di bianco e cammina su tacchi alti guardando negli occhi il pubblico. Questa donna comincia a raccontare la sua storia d'amore, "Un cocktail  d'amore" come canta la canzone di Stefania Rotolo in apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">Recensione di '<em>2 (DUE)</em>' - Fibre Parallele Teatro</div>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_579" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/fibre-parallele1.jpg"><img class="size-medium wp-image-579" title="fibre-parallele1" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/fibre-parallele1-300x200.jpg" alt="Fibre parallele" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Fibre parallele-Licia Lanera</p></div>
<p style="text-align: justify;">In una piccola stanza bianca c'è una donna dai capelli rossi con delle profonde occhiaie. E' vestita di bianco e cammina su tacchi alti guardando negli occhi il pubblico. Questa donna comincia a raccontare la sua storia d'amore, <em>"Un cocktail  d'amore" </em>come canta la canzone di Stefania Rotolo in apertura dello spettacolo. Un racconto scandito da silenzi, che fermano i ricordi emersi nel rievocare la storia con Luca. Come in un album fotografico, la loro vita insieme è immortalata, congelata. Lei rivede i suoi sorrisi, ricorda le mille telefonate a tutte le ore. Ora, però, qualcosa è cambiato. Lui ha sgretolato questo amore e come pollicino ne ha lasciato cadere le briciole alle sue spalle. Lui non la vuole più. Lui ha scelto di amare un altro uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">In lei cresce la rabbia e il violento impulso omicida. Lo spazio bianco in cui è immersa diventa il palcoscenico della sua follia. Il testo dal ritmo convulso scandisce le tappe del suo assassinio. La voce, resa elettronica dall'uso del microfono, favorisce un effetto di straniamento rappresentando a pieno la lucidità e la leggerezza con cui una mente malata progetta di uccidere. Ecco che il bianco si infetta di rosso, gocce di sangue cadono da sacchi pendenti dal soffitto e creano chiazze sul pavimento. Il sangue sporca anche le mani e il viso di lei in modo indelebile. Uccide Luca colpendolo ripetutamente al collo con un forchettone da cucina . &lt;&lt;Luca era attaccato alla vita, il collo gli pulsava, che fatica!&gt;&gt; : così la donna descrive il massacro che sta compiendo. Una pioggia di bolle di sapone la sovrasta. Lei balla, manda baci e saluta mostrando una felicità isterica, liberatoria, momentanea. &lt;&lt;Ora che l'amore non c'è più perché l'abbiamo distrutto, devastato, ho solo voglia di dormire, riposare, obliare....In questo campo di battaglia chi vince? chi ha vinto?&gt;&gt;:  conclude il suo monologo la protagonista (Licia Lanera). Le luci si spengono, rimane illuminata solo una vasca colma d'acqua sul fondo della scena. Lo spettatore segue l'azione guardando ciò che accade attraverso l'immagine riflessa nel grande specchio che sovrasta la vasca. La donna si immerge nella vasca, l'acqua si colora di rosso, si lascia morire promettendo di rimanere per sempre fedele a Luca.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_581" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/dsc_0144.jpg"><img class="size-medium wp-image-581" title="Fibre parallele" src="http://www.iltamburodikattrin.com/wp-content/uploads/2009/04/dsc_0144-300x200.jpg" alt="Foto di" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Fibre Parallele </p></div>
<p style="text-align: justify;">Una sorta di incubo splatter, questo spettacolo proposto dalla compagnia <strong>Fibre Parallele Teatro</strong> dal titolo "<strong><em>2.(DUE)</em></strong>" (ideazione, progettazione, regia e testo di <strong>Licia Lanera</strong> e <strong>Riccardo Spagnulo</strong>). Costruito sui brutali racconti di noti assassini diventa un viaggio in una mente folle da cui lo spettatore è affascinato e sconcertato allo stesso tempo. Lo spettacolo si inserisce nella rassegna "Mekané, visioni sceniche e macchine teatrali" ospitata nel raccolto spazio scenico del Rialto Santambrogio di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Rialto da anni anima il cuore della capitale proponendo serate di musica, mostre d'arte e rappresentazioni teatrali, diventando spesso trampolino di lancio per gruppi contemporanei emergenti, come il caso di Fibre Parallele. Ora l'associazione culturale si trova menomata del 60% dei suoi spazi posti sotto sequestro dal Comune di Roma che ancora non riesce a riconoscerne e istituzionalizzarne l'attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Visto al Rialto Santambrogio, Roma</em></p>
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