METAMORFOSI DELLA PERCEZIONE – Laboratorio condotto da Francesca Bartellini
15 – 16 giugno, San Biagio di Callalta (TV)
In occasione della presentazione del libro “U Tingiutu. Un Aiace di Calabria”, riproponiamo l’intervista fatta a Dario De Luca sullo spettacolo andato in scena al Festival Teatri delle Mura di Padova. Questa sera la presentazione avverrà alle ore 18.00 nel chiostro del Protoconvento.
In occasione della presentazione del libro U’Tingiutu un aiace di Calabria, riproponiamo l’intervista fatta a Dario De Luca sullo spettacolo andato in scena al Festival Teatri delle Mura di Padova. Questa sera la presentazione avverrà alle 18.00 nel chiostro del Protoconvento.
Si è concluso mercoledì 24 il Festival Teatri delle Mura, fantastica rassegna che ha riscosso moltissimo consenso sia da parte del pubblico – la maggior parte degli spettacoli ha registrato il tutto esaurito – che da parte della critica. Ultimo evento in programma la lettura concerto “In capo al Mondo”, frammenti dall’omonimo libro scritto da Giuliano Scabia accompagnato al violoncello da Mario Brunello.
Babilonia Teatri è stata fondata da Valeria Raimondi e Enrico Castellani. Da un progetto del 2005 sulla guerra in Iraq intitolato “Cabaret Babilonia” è nato il nome della compagnia: Babilonia Teatri. Il primo spettacolo, “Panopticon Frankenstein”, è il risultato del lavoro svolto all’interno del carcere di Montorio.
Andrea Porcheddu giunto al terzo anno di conduzione del Festival Teatri delle Mura, tira le somme e pone alcune riflessioni sull’esito della manifestazione, che ha visto impegnate molte compagnie italiane e straniere per un totale di 22 spettacoli e 4 laboratori, in soli 10 giorni.
Quattro personaggi arrivano in una città devastata dalla guerra provocata dalla loro stessa fazione. Cercato il contatto con gli abitanti, si presentano, narrando la propria storia e il modo in cui l’arte ha dato senso alle loro vite e guarito i loro traumi.
«La vostra città è in rovina.» Esordisce così lo spettacolo “Nascita di una nazione”, scritto da Mark Ravenhill e portato in scena dall’Accademia degli Artefatti.
Recensione a Pop Star – di Babilonia Teatri
La prima regionale di Pop Star, nuovo spettacolo della compagnia Babilonia teatri, strappa ripetuti ed entusiasti applausi alla quasi totalità del pubblico del Bastione Alicorno, dove si è svolta la performance. In scena solo tre bare rigorosamente sigillate. Sulle note di Sei Ottavi (Rino Gaetano), Simone Brussa, che [...]
I giovani ed esplosivi Babilonia Teatri abbandonano alcuni elementi caratterizzanti del proprio lavoro per confrontarsi per la prima volta con un testo e una storia.
Intervista a Valeria Raimondi di Babilonia Teatri, a cura di Camilla Toso
Accademia degli artefatti nata negli anni ’90, propone da subito un approccio al fare teatrale aperto alle contaminazioni con le arti figurative, performance e installazioni.
Giuseppe Battiston, classe ’68, nuovo ma già affermato volto del cinema italiano contemporaneo, nel 1999 vince il Premio David di Donatello e Ciak d’oro come Miglior attore non protagonista per il film Pane e Tulipani.
Scritto sul finire degli anni quaranta e pubblicato nel 1962, “Sogno di una cosa” è il romanzo d’esordio di Pier Paolo Pasolini, che in questo esperimento narrativo descrive, a suo modo, il mondo contadino friulano dell’immediato dopoguerra
La regia di Claudio Longhi inizia attraverso un’azione sullo spettatore, prima che sull’attore o sul testo. Una riflessione sullo spazio e sul contesto, indotta dal copione: “La notte poco prima della Foresta”, di B.Marie Koltès nasce come monologo ma ha la struttura di un dialogo, un lungo dialogo con un interlocutore che non risponde.
Claudio Longhi, laureato in Letteratura Italiana presso l’Università di Bologna, insegna presso l’Università IUAV di Venezia e la Scuola del Piccolo Teatro di Milano. Al lavoro di ricerca affianca l’impegno teatrale attivo lavorando non solo in qualità di assistente per Pier Luigi Pizzi, Graham Vick, Luca Ronconi e Eimuntas Nekrošius, ma anche come regista.
Fatti accedere negli umidi ambienti sotterranei del Bastione Alicorno, gli spettatori giunti a vedere “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès, prendono autonomamente una sedia e si dispongono a piacere all’interno dell’ambiente proposto. L’impronta registica di Claudio Longhi – che con questo spettacolo dà inizio al ‘Progetto Koltés’- è fin da subito d’impatto.
Con “Orson Welles’ Roast” Giuseppe Battiston e Michele De Vita Conti, firmatario anche della regia, compongono un omaggio in forma di roast – arrosto: una sorta di ironico elogio per iperboli inflitto, nella tradizione anglosassone, alle persone importanti in occasione di celebrazioni che li vedono protagonisti.
Un testo appartenente a una realtà lontana, ambientato nella campagna friulana del secondo dopoguerra, viene attraversato nei suoi punti salienti da un solo attore in scena: “Il sogno di una cosa” di Pier Paolo Pasolini torna con sfumature neorealiste nel libero adattamento teatrale di Roberto Citran.
“Non puoi tornare indietro, perché la vita ti incalza, come un grido senza fine” dice Julia Varley ne “Il castello di Holstebro II”, con la regia di Eugenio Barba – spettacolo originariamente del 1990, scritto e interpretato dall’attrice inglese. Ma forse il passato può restare accanto, come nel caso di Mister Peanut: la creatura con la testa di teschio con la quale l’attrice condivide da sempre la scena in questo spettacolo, e che ha caratterizzato il suo percorso con L’Odin.
Julia Varley è nata a Londra nel 1954 e si è unita all’Odin Teatret di Eugenio Barba sin dal 1976. Oltre ad essere attrice, Varley è particolarmente attiva come regista, pedagoga, organizzatrice e autrice.
La malattia, il rancore, la rabbia verso la società, il rifiuto. La fine di un uomo, la caduta, la perdita del potere. Vitaliano Trevisan racconta gli ultimi giorni di vita di un uomo politico, rifugiatosi in Tunisia, per sfuggire alla legge italiana.
“Ho scelto il silenzio come tema di una dimostrazione sulla voce perché vorrei che fosse il silenzio a cantare” spiega alla fine del suo “Eco del Silenzio” Julia Varley. In un compendio di tutta la sua esperienza e sapienza vocale, la celebre attrice dell’Odin Teatret ripercorre la sua carriera:
Si conclude ieri il ciclo di performance proposto dal Work Center Grotowski and Thomas Richards. “Electric Party”, è lo studio condotto su materiali sonori di canti e poetiche sviluppatosi tra Nord e Sud America, una ricerca in corso da due anni, che porterà allo sviluppo di una drammaturgia e di un opera completa per l’autunno prossimo.
Intervista a Enrico Casagrande e Daniela Nicolò – Motus – a cura di Carlotta Tringali
Recensione di La madre dei gatti – Teatro Tascabile di Bergamo
Un teatro semplice, fatto di pochi elementi: un siparietto mobile, strumenti musicali e una scena che si compone e scompone, seguendo il movimento dei tre attori. Uno spettacolo di canzoni e ballate popolari riportate in un dialetto, quello milanese, che parla di gente della strada, [...]
Non risparmiano niente alla loro città i padovani Marco Tizianel e Silvio Barbiero – dei Carichi Sospesi – ideatori, autori ed interpreti di “North B-East”.
Intervista a Michele Sambin – Tam Teatromusica – a cura di Agnese Bellato e Camilla Toso