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Una “crisi” positiva
Crisi: parola di cui quest’anno molto si è sentito parlare. Nominato in campi e ambiti diversi – dall’economico al sociale – questo termine spaventa per lo più e lo si associa a momenti negativi della nostra società. La parola è giunta anche in teatro, tanto che si è appena conclusa a Venezia la rassegna Il teatro in tempo di crisi – Settimana di Drammaturgia Contemporanea.
La figura del dramaturg secondo Paolo Puppa
Durante le tre intense giornate di convegni, discussioni, letture sceniche e tavole rotonde de “Il teatro in tempo di crisi – Settimana di drammaturgia contemporanea” abbiamo incontrato Paolo Puppa, rivolgendogli alcune domande non solo sulla sua direzione scientifica di questa rassegna, ma anche sul suo essere scrittore, dramaturg e performer.
Teatro fra arte e dibattito
A conclusione dell’intensa settimana di Teatro in tempo di crisi – che, fra incontri e tavole rotonde, spettacoli e reading, si è composta di molteplici attraversamenti della drammaturgia contemporanea italiana e internazionale – abbiamo incontrato Adriano Iurissevich, ideatore e direttore dell’iniziativa. In quest’intervista, alcuni nodi emersi dalle giornate di dibattito e di spettacolo – oltre che una nota sullo pièceche ha chiuso la rassegna, “Il ragazzo dell’ultimo banco” di Juan Mayorga, diretto da Iurissevich, che è anche interprete in scena.
L’intricata tela di Mayorga
“Il ragazzo dell’ultimo banco” di Juan Mayorga ha debuttato ieri, in prima nazionale, nell’allestimento di VeneziaInScena e Questa Nave all’interno della rassegna Settimana di Drammaturgia Contemporanea. Un testo complesso, intriso di citazioni e vita reale, letteratura e problematiche della società contemporanea quello che Adriano Iurissevich ha offerto al pubblico del Teatro Aurora di Marghera.
Tavola rotonda finale: il teatro, il pubblico e la crisi
Nell’ultimo pomeriggio del convegno Il teatro in tempo di crisi – Settimana di drammaturgia contemporanea, dopo una interessante discussione con il drammaturgo José Sanchis Sinisterra, si è ricreata una tavola rotonda finale dove ogni partecipante ha espresso le proprie considerazioni riguardo ad alcune parole chiave come crisi, pubblico e, ovviamente, teatro.
Non solo distribuzione: una tavola rotonda dentro e fuori la nuova scena
Nuove drammaturgie: problematiche produttive e distributive è il titolo dell’ultima mattinata del convegno della Settimana di Drammaturgia Contemporanea: coordinata da Carmelo Alberti, la tavola rotonda va ben oltre le questioni legati alle pratiche distributive e produttive, spaziando anche verso contestualizzazioni socio-culturali e artistiche. Al termine, la bella lettura scenica de I figuranti di José Sanchis Sinisterra, a cura dell’Accademia Teatrale Veneta.
Violenza di genere fra tragedia e ironia
“Aurora De Collata”, testo di Beth Escudé portato in scena dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, si propone come un amarissimo eppure, allo stesso tempo, comico attraversamento di una tematica tragica come la violenza di genere. La protagonista, Aurora, dopo essere stata uccisa dal marito che la maltrattava, dovrà affrontare molte “porte” (e personaggi che le abitano) prima di arrivare in paradiso e avere, ancora una volta, una disarmante sorpresa.
La scena drammaturgica di lingua inglese
Di fronte a un Teatro in tempo di crisi, ci sono delle società in cui la figura del dramaturg viene sostenuta: è questo il caso della scena britannica, presentata, nel secondo pomeriggio di convegno de La settimana di drammaturgia contemporanea, dalla studiosa Margaret Rose. Il docente Armando Pajalich ha invece offerto una panoramica di autori di teatro interessanti, ma purtroppo poco conosciuti, che fanno parte di quella che viene definita letteratura postcoloniale.
La cultura scolastica secondo Mayorga
Con la prima nazionale de “Il ragazzo dell’ultimo banco”, testo scritto dal madrileno Juan Mayorga e messo in scena da Adriano Iurissevich per VeneziaInScena, l’attenzione della Settimana di Drammaturgia Contemporanea si sposta verso una critica sociale che coincide qui con una ricerca formale che rende fondamentale la figura dello spettatore.
Nuovo teatro e drammaturgia
Andrea Porcheddu, critico teatrale e docente universitario, accompagna il pubblico nell’esplorazione delle più recenti forme (e limiti) della scrittura per il teatro. Una giornata di convegno del tutto anticonvenzionale, in cui gli interventi del conduttore si intrecciano a “interviste” con gli artisti ed exempla dei loro lavori, fra videoproiezioni, reading e performance vere e proprie.
I sogni di Adriano Olivetti
Roberto Scarpa porta in scena, fra parola e musica, i “sogni” di Adriano Olivetti, imprenditore illuminato del Novecento italiano, uomo di cultura e politico, architetto ed editore. Lo spettacolo ripercorre la sua esistenza in una lunga narrazione ritmata, che ha origine prima della nascita del protagonista e si conclude dopo lo smembramento della sua azienda, fra aneddoti biografici e dati d’attualità, trasporto emotivo e varie testimonianze.
La drammaturgia fuori dall’Italia
La prima giornata di convegno de Il teatro in tempo di crisi si è conclusa nel pomeriggio con la presenza di studiosi ed esperti intervenuti per illustrare le diverse scene teatrali europee, con anche un accenno alla tradizione orientale da parte di Bonaventura Ruperti. Le drammaturgie tedesca, greca e francese sono state affrontate con sguardi diversi da Anna Maria Carpi, Caterina Carpinato ed Enzo Cormann.
Trasformazioni d’Occidente: scena e società
Il convegno de Il Teatro in tempo di crisi si è inaugurato la mattina del 21 aprile, al Teatro “Giovanni Poli” di Santa Marta, con preziosi attraversamenti fra teatro e società coordinati, introdotti e commentati da Paolo Puppa. Dopo i saluti istituzionali, Roberto Tessari ha affrontato la funzione del teatro fra passato e contemporaneità, mentre Gerardo Guccini ha proposto analisi comparate delle drammaturgia italiana ed europea contemporanee; in chiusura un intervento di Maria Teresa De Gregorio sulle ricche potenzialità della lingua teatrale veneta.
La grottesca storia di Aurora
Questa sera al Teatro Universitario “G.Poli” “Aurora De Collata (o il tramonto d’Aurora)”: una grottesca e amara riflessione sulle violenze subite dalle donne, nata dal graffiante estro di Beth Escudé e messa in scena in prima regionale dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Così lontano così vicini /1
Al cuore di Teatro in tempo di crisi, le tre giornate di convegno sulla drammaturgia nazionale e internazionale. Ma non si tratta di uno spazio di incontro e dibattito tradizionale: alle relazioni di studiosi e artisti, si intrecciano, ogni giorno, performances e readings che portano, all’interno della discussione, frammenti delle diverse culture teatrali presenti alla manifestazione. Cominciamo con le esperienze di alcuni giovani artisti italiani, che saranno presenti nella mattinata del 22 aprile: Daniele Timpano, Giuliana Musso, Oscar De Summa, Anagoor.
Mafia: istruzioni per l’uso
Marco Gambino recita le “Parole d’Onore”: un collage impietoso di estratti, dichiarazioni, interviste che dipingono senza troppe mediazioni quel cancro che si chiama mafia. Un lavoro impeccabile e potente firmato dal giornalista Attilio Bolzoni ha aperto ieri la Settimana di Drammaturgia Contemporanea.
Sogni fra parole e musica per Adriano Olivetti
Roberto Scarpa porta in scena la vita di Adriano Olivetti, figura di riferimento del dopoguerra italiano. In un percorso fra parole e musica, si avvicendano sul palcoscenico le idee e le esperienze di un imprenditore illuminato, raro uomo di cultura, militante politico e pensatore originale.
Crisi (e risposte) della scena fra Oriente e Occidente
In tre giorni di convegno si confrontano, ognuno secondo la forma che gli è propria, artisti, studiosi, operatori teatrali intorno alle nuove forme concepite o immaginate dalla creatività contemporanea per rispondere alla crisi globale da cui è investita: fra relazioni e dibattiti, tavole rotonde, performance, lezioni e letture sceniche, si attivano percorsi possibili attraverso la nuova teatralità fra Oriente e Occidente.
Riflessioni sul linguaggio
Il potere del linguaggio, il rapporto con lo spettatore, l’aspetto politico del teatro: tutti temi legati a doppio filo al lavoro del drammaturgo. In questo ambito, importanti contributi sono stati elaborati in seno alla produzione spagnola, che a buon diritto occupa un ruolo di rilievo anche nella programmazione della Settimana di Drammaturgia Contemporanea – Il teatro in tempo di crisi.
L’attualità della mafia attraverso Bolzoni
Il 20 aprile ad aprire la rassegna Il teatro in tempo di crisi – Settimana della Drammaturgia Contemporanea, a Venezia, sarà lo spettacolo “Parole d’onore” scritto dal giornalista de La Repubblica Attilio Bolzoni, con la presenza di Marco Gambino: uno spaccato sugli uomini mafiosi e sul loro codice d’onore senza nessun pudore.
Riflessioni etiche attraverso testi contemporanei
In continua evoluzione, la scena teatrale europea presenta nuovi testi di drammaturgia che trattano questioni attuali, sollevando riflessioni sullo stato della nostra società e del nostro ‘essere’ oggi. Tematiche affrontate in maniera personale da ogni scrittore, utilizzando uno sguardo e un linguaggio innovativo che raggiunge nello stesso tempo un’universalità che supera ogni differenza spaziale e temporale .
Domande necessarie a ritmo di Tamburo
Iniziato il conto alla rovescia per la Settimana di Drammaturgia Contemporanea – Teatro in tempo di crisi, rassegna organizzata e promossa da Regione Veneto, VeneziaInScena e Università Ca’Foscari di Venezia: da lunedì 19 aprile spettacoli, incontri, performance e reading animeranno il Teatro G.Poli di Santa Marta, il Teatro Junghans della Giudecca e il Teatro Aurora di Marghera.
Il teatro risponde alla crisi
Una settimana intensissima si preannuncia quella di Drammaturgia Contemporanea, ideata da Adriano Iurissevich e che avrà inizio il 19 aprile. Convegni, spettacoli e molteplici momenti di confronto studieranno, analizzeranno e mostreranno il teatro in tempo di crisi.





