Giornale Online di Critica Teatrale

Commenti

  • Cha: …Brava Carlotz!! E’ esattamente l’impressione che ho avuto io. Ciao Tamburo!
  • luigi: Non capisco cosa c’entra chi ha visto Idemoni e dove. Lo spettacolo è – secondo i critici...
  • francesco: siete la luce in fondo al tunnel vi amo, anzi di piu
  • Romeo: Volevo solo far notare che il premio speciale l’hanno vinto anche Teatro Sotterraneo e Muta Imago R.
  • G: http://www.youtube.com/watch?v =KOS6uHPGPfg video della premiazione di Silvia Calderoni. Per Ari Star: I demoni...

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Editoriale

Il Tamburo di Kattrin nasce da una necessità, un'urgenza, una passione, un urlo.
La necessità di trovare uno spazio di espressione, libero e visibile.
L'urgenza di fare, che spinge verso un'azione che é pensiero, riflessione, scrittura.
La passione, quella per il teatro, che ci accomuna e raduna tutti intorno a un unico fuoco.
L'urlo: quell'urlo muto di chi ha qualcosa da dire ma, forse, non ha i mezzi per farlo.


Kattrin é la figlia muta di Madre Coraggio di Bertolt Brecht, unica tra i suoi fratelli a sopravvivere alla guerra ed alla stupidità cieca della madre che la trascina con sé, inseguendo l'esercito e la sventura nella speranza di arricchirsi, ma attirando sulla sua famiglia solo disgrazia. Alla fine dell'opera Kattrin, rifugiatosi in campagna, scopre l'agguato che l'esercito imperiale sta preparando contro la città di Halle. I contadini, costretti dall'esercito a non fare rumore iniziano a pregare: non possono fare nulla per sventare l'attacco. Ma la ragazza si rifiuta, sale su un tetto, imbraccia un tamburo e inizia a rullare. Forse la città si sveglierà, forse qualcuno la sentirà e sarà pronto a difendere le mura. Non importa quale sarà il prezzo da pagare, Kattrin, non può più lasciar passare, non può più restare in silenzio di fronte a quel massacro.
Questo personaggio si racconta nelle didascalie: Kattrin vive tra le righe del dramma, si insinua nelle pause del dialogo. Parole ed azione, in lei, coincidono sempre, perché impariamo a conoscerla solo nel momento in cui agisce.

Ecco l'immagine: il tamburo, ultimo grido disperato di chi non ha più nulla da perdere, insieme voce e parola, richiamo, appello, e soprattutto azione. Spostare l'attenzione, ridestare, questa è l'ultimo gesto di Kattrin; sventare il pericolo svelandolo, semplicemente guardando altrove, portando gli occhi lontano dalla luce della città. Da qui il nome: Il tamburo di Kattrin, per la necessità di non restare in silenzio di fronte alla situazione teatrale italiana, per il bisogno di fare appello, risvegliare, riattivare la circolazione in un sistema ormai stanco. Questo vuole essere un giornale online di critica teatrale, ma non solo. Vuole porsi come sguardo originale e tagliente sulla scena teatrale, in un momento in cui la critica sembra essere giunta all'apice della caduta e lo spazio che le spetta è ormai ridotto al punto tale da livellare le sfumature del gusto a tre semplici Smile da indici di gradimento. È dalla ricerca di uno spazio che è nato questo giornale, per ridare un senso alla parola Critica e trovare un luogo, una terra di nessuno, entro la quale far scorrere libere le idee. Quale spazio più libero della rete, quale punto di vista più fresco di quello di un gruppo di giovani critiche alle prime armi? Usiamo internet e il networking per documentare, diffondere e informare; illuminare zone periferiche del teatro, che spesso non vengono prese in considerazione, che non trovano spazio sulle testate nazionali ma che rappresentano una nuova realtà teatrale, quella che non è sotto i riflettori, ma che si sta formando in un sottosuolo soffolto e brulicante. Vogliamo scuotere il vecchio teatro, alzando la polvere che lo ricopre e soffoca. Il teatro che si è rinchiuso, incurvato su se stesso, in un'amena illusione autoreferenziale e anacronistica.

Tutto questo sorvolando i canali convenzionali e le riviste specializzate, rivolgendoci direttamente agli artisti e al pubblico nella speranza di svegliarli dall'apatia dell'abitudine e dall'ipocrisia dell'applauso automatico.
Vogliamo esporci e metterci in gioco, pronti a ricevere critiche e ad aprire un dibattito. Non offriamo soluzioni o chiavi di lettura eterne, piuttosto siamo piccoli cercatori di tracce, le tracce di un teatro perso che non si sa più trovare.

5 Commenti »

  1. Carissime critiche,
    sono Andrea Ciommy, laureando in Tecniche artistiche e dello spettacolo all'Università Ca' Foscari e allievo regist-attore tramite formazione laboratoriale con registi e compagnie, almeno per il momento.
    Quando posso vi leggo e vi stimo. Si percepisce l'entusiasmo di un gruppo frizzante che sta seguendo, si spera, la strada giusta.

    Con affetto vi saluto.

    Andrea Ciommy

  2. Innanzitutto complimenti per il lavoro che svolgete.
    La terminologia e lo stile dei vostri testi, di facile comprensione seppur raffinati, permettono la lettura e promettono interesse anche ai non addetti ai lavori, seppur appassionati al teatro, come me.
    Inoltre complimenti per la nuova rubrica di video-interviste.
    Rinnovo i complimenti e Vi auguro un buon lavoro.

  3. Grazie,
    Fa sempre piacere sapere cosa ne pensa il pubblico.

  4. Schlage die Trommel und fürchte dich nicht!
    Gran bel sito, davvero: a cominciare dal titolo (geniale!) – avrei solo una richiesta: perché non scrivere qualche anticipazione, qualche cosa in più sugli spettacoli che verranno da queste parti? Ma intanto per me è un piacere leggere anche di quelli già stati, e il lavoro fatto con il festival delle mura mi pare davvero straordinario, per quantità e qualità: se era un modo per "sperimentarsi", mi pare che l'esperimento sia più che riuscito. Continuate così, complimenti!

  5. Ho letto la recensione di Hamlet in London e l'ho trovata azzeccatissima. Mi trovo perfettamente d'accordo su come è stato descritto l'evento e leggendo l'articolo mi sono ritrovata proprio lì, al Wyndham’s Theatre, con tutta l'emozione di quella sera di giugno nella quale, seduta su quelle poltroncine, mi sono ritrovata per più di tre ore immersa in un altro tempo. Complimenti per il sito.

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© 2010 IL TAMBURO DI KATTRIN