Parlare di “fondamentalismo”, al giorno d’oggi, è a dir poco rischioso. Intitolarvi una stagione teatrale sembra quasi un azzardo. Ma è forse nel significato più profondo di questo concetto che si può trovare una nuova strada per la ricerca teatrale, come si vede nel Teatro Anatomico del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. →
Una schizofrenia divagante pervade la scena di “Le signorine di Wilko” nella rilettura e interpretazione di Alvis Hermanis, al suo primo confronto con attori italiani. Un viaggio nei territori di una memoria privata. Un percorso che inevitabilmente ritornerà al punto di partenza. →
Una trilogia di pura poesia, che attraversa tre stati della condizione umana tutti legati tra loro dalla marginalità come l’abbandono, la malattia e la vecchiaia, viene portata in scena dalla regista e drammaturga siciliana Emma Dante. →
Date le condizioni che hanno determinato l’esclusione dell’uomo da una socialità ormai frantumata, il teatro può offrire al suo pubblico ipotesi di ribellione. “Pali” è la risposta, e la denuncia, fornita da Spiro Scimone e Francesco Sframeli. →
Il maschile e il femminile trovano una carnale espressione in una stessa interprete che dà loro vita: nel corpo di “Erodiade” – testo scritto a cavallo tra il ’67 e ’68 da Giovanni Testori – una splendida Maria Paiato, diretta da Pierpaolo Sepe, esprime tutta la sua rabbia, la sua disperazione, in uno sproloquio dettato da un amore rifiutato. →
Dalla necessità di riflettere su se stesso e di mettere ordine nel caos delle proprie suggestioni ha origine “IAI”, lo spettacolo di Alessandro Martinello nato in sinergia con il musicista Luca Scapellato. Partendo da Lezioni spirituali per giovani samurai di Yukio Mishima, controverso e amato artista giapponese del XX secolo, Martinello ripercorre le tappe di una sua personale ricerca tesa a scavare e sviscerare le possibilità espressive legate al video. →
“Provando in nome della madre” è una pièce semplice che si regge sulla presenza in scena di Erri De Luca, autore di splendide parole che raccontano la gravidanza di Miriam/Maria in maniera intima e del tutto umana. →
Un universo in miniatura, fatto di piccole sorprese e meraviglie in vitreo, occupa il palcoscenico del Teatro delle Maddalene in occasione della messa in scena di “Cirk” della Compagnia Pantakin che con la sua magica leggerezza porta in primo piano la necessità di ripensare il proprio modo di approcciarsi alla quotidianità. →
Una teca di vetro per raccontare il consumarsi della vicenda di “Donna Rosita Nubile”, il testo di Federico García Lorca portato sulle scene italiane da Lluís Pasqual. →
Massimiliano Civica torna a Shakespeare con una nuova versione – ed una propria traduzione ad hoc – di “Sogno di una notte di mezz’estate”. Già dal titolo cambiato, lo spettacolo promette una fedelissima riscrittura che intende condurre il testo fuori dalla dimensione letteraria per restituirlo alla propria materialissima (meta)teatralità, fra colpi di scena, trucchi e svelamenti. →