Si è chiuso il festival YOU ARE HERE organizzato dalla compagnia veneta Anagoor, rassegna che dal 2003 raccoglie appassionati e curiosi della provincia trevigiana e non solo. Cinque appuntamenti con il teatro contemporaneo intorno alla tematica dell’archiviazione del presente e del passato attraverso linguaggi e poetiche d’oggi. →
Alle maratone di solito si va preparati. Ma se, come in questo caso, ha un titolo così invitante, ossia “Marathon of the Unexpected”, ci si lascia coinvolgere dal gioco e si va senza una preparazione, o meglio un pre-programma, per farsi sorprendere. L’ultima giornata del 7. Festival di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia lascio spazio – e soprattutto tempo – alla giovane danza che anima la sezione “off”, tra stupore e novità. →
In una stessa serata due spettacoli completamente diversi tra loro hanno animato il penultimo appuntamento con la Biennale Danza di Venezia. L’afro-americano Bill T. Jones con la sua compagnia ha creato un evento site specific per la città lagunare, mentre l’italiano Virgilio Sieni con atmosfere mistiche ha trasportato il pubblico in territori inesplorati con “Tristi Tropici”. →
“Roadkill” del collettivo Splintergroup. Un piccolo Triangolo delle Bermude nel mezzo dell’entroterra australiano, una notte di isolamento on the road: da qui prende le mosse un avvincente nightmare thriller danzato, ben riuscito, che sfascia la linea di demarcazione tra delirio allucinatorio e realtà. →
Il concetto di sezione aurea è stato indagato e saccheggiato abbondantemente nel corso dei secoli, ma continua ad essere tutt’oggi un’influente calamita per chi si vuole confrontare con gli scogli di granito dell’armonia e della proporzione. Quest’anno, alla Biennale Danza di Venezia, è la volta di Marie Chouinard, che presenta una creazione fresca di debutto, “Le nombre d’or (Live)”. →
A sottolineare la possibilità di guardare oltre la nostra stessa ombra, in un Paese in cui il peso della Danza va velocemente scomparendo, la Biennale, grazie al progetto internazionale ENPARTS, si è rivolta al panorama svedese e ha presentato a Venezia “cut-outs & trees”, la nuova produzione di Cristina Caprioli, coreografa che ha scelto come sua città Stoccolma. →
Si è conclusa il 6 giugno la mostra dedicata alla trentennale attività della compagnia Tam Teatromusica, per un mese ospite delle sale espositive del Centro Culturale S. Gaetano/Altinate di Padova; ma prima di rinchiudere tutto in un archivio, Michele Sambin e la sua compagnia ci regalano la memoria di otto opere passate, in forma di epifanie e allucinazioni sensoriali. →
“Fresh Vision” è la sezione del programma del 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea che chiama in causa l’Australia. Nell’approfondimento della danza australiana, nota per il fresco approccio alla creazione di gruppo e alle nuove invenzioni coreografiche, la Biennale ha dedicato due serate a una delle compagnie più importanti del Paese, la Sydney Dance Company. →
Tre opere alla Biennale per dar voce a Les Grands Ballets Canadiens de Montréal e alla danza contemporanea canadese. L’effervescenza con la quale è stata presentata la storica compagnia del paese si appoggia su due coreografi che trovano ancora ispirazione in temi di inizio Novecento e non solo. →
Il respiro: forse l’elemento più caro alla danza. Su questa valutazione si apre il 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea: “Oxygen”, elaborato dal Direttore Ismael Ivo assieme ai venti giovani allievi dell’Arsenale della Danza, è un gioco di respiro fisico, di relazioni nello spazio (biologico prima ancora che geometrico). →