recensione teatro di praga

La magia è sul palco con il Teatro Nero di Praga

Recensione a DreamsTeatro Nero di Praga

Dreams

Luogo delle possibilità, il teatro è lo spazio dove si compiono magie, dove prendono vita situazioni immaginifiche e accadimenti unici, che trasportano lo spettatore verso altri confini. Puntuali e studiati accorgimenti  creano un mondo parallelo, simile ma allo stesso tempo lontano da quello reale; situazioni quotidiane e comuni si ribaltano e, avvolte in un manto poetico, regalano piacevoli emozioni.

Il Teatro Nero di Praga, arrivato a Venezia durante il periodo carnevalesco, è pienamente consapevole delle possibilità “altre” del teatro, tanto che da circa quarant’anni porta in scena, con diversi spettacoli, le sue magie e i suoi effetti stupefacenti che divertono il pubblico di ogni età. Dreams – titolo che si sposa benissimo con la condizione sognante in cui lo spettatore viene immerso – diventa un’occasione, per le maschere che si aggirano nella laguna festante, di poter vedere le capacità di questa compagnia in un unico spettacolo. Una collezione di scene tratte dal proprio esteso repertorio accompagnano il pubblico attraverso piccoli sketch mimati di situazioni e personaggi di tutti i giorni: la lavandaia, il violinista, il prigioniero o il fotografo. Seguendo la scia dell’arte circense ma aggiungendo la sua particolare firma, il Teatro Nero – fondato da Jiří Srnec nel 1961 nella capitale ceca – accantona la parola per sposare una gestualità divertente ma non solo; sorprendente è infatti l’apparizione di oggetti fluorescenti e fluttuanti che spuntano come per magia da una zona buia e oscura. Panni stesi, macchine fotografiche, violini e valige prendono vita improvvisamente provocando le risate dei più piccoli presenti in platea ma non solo: anche gli adulti tornano per un paio d’ore bambini uscendo da teatro sorridenti e predisposti maggiormente a far festa mentre il giovedì grasso impazza nelle calli.

Se la prima parte dello spettacolo risulta forse più ripetitiva, in quanto gli oggetti magici usati sono un numero limitato e si creano situazioni abbastanza simili, la seconda parte riesce ad affascinare e a stupire molto di più. Il mondo acquatico ricreato con tanto di meduse, pesci e sirene fluttuanti riempie il teatro di magia, mentre lo sketch che vede un cowboy-attore su un cavallo fatto di stracci e boccali al posto degli zoccoli anima lo spettacolo. La bravura tecnica degli attori sul nero – che manovrano gli strumenti fluorescenti come se questi si muovessero da soli – non si smentisce per un secondo: nonostante siano invisibili, questi sono i veri fautori del successo del Teatro Nero di Praga in tutto il mondo.

Visto al Teatro Goldoni, Venezia

Carlotta Tringali