Siete curiosi di conoscere meglio i segni particolari dei nove coreografi partecipanti a Choreoroam Europe 2011? Li abbiamo incontrati e “schedati”… Ecco le risposte di Pablo Esbert Lilienfeld
Nome: Pablo Esbert Lilienfeld
Data di nascita: Madrid (ES)
Luogo di nascita: 20.03.1981
Centro con cui partecipa a Choreoroam: a-2/ Certamen Choreography Paso de Madrid (ES)
1) Pablo Esbert Lilienfeld in tre parole curioso, “complicatore” e fluido
2) Definisci in una frase la tua ricerca coreografica Lavoro ai limiti della danza e della pratica audio-visiva per trovare domande interessanti intorno ai codici della comunicazione popolare e della pratica della performance
3) Lo spettacolo che ti ha cambiato la vita Nessuno spettacolo ha cambiato la mia vita. Ma posso dire che le notizie successive alla recente tragedia di Fukushima hanno avuto un forte impatto su di essa.
4) Se la tua vita fosse uno spettacolo, chi sarebbe il coreografo? Mi piacerebbe che la mia vita fosse una coreografia di Merce Cunningham, ma solo se non dovessi danzare, mi piace l’idea di una sua coreografia
5) E se ti chiedessi di scegliere il coreografo tra uno dei Choreoroamers? Mi piacerebbe vivere in un pezzo di Alessandro Sciarroni
6) L’aspetto che preferisci di Choreoroam Essere insieme a questo gruppo di persone
7) L’aspetto più difficile di Choreoroam I tempi ristretti
8) Un ricordo che porterai con te di Choreoroam – Bassano del Grappa Ricorderò Bassano come un processo dolce, faticoso ma agevolato nell’incontrare delle persone e trovare i miei limiti, che è una cosa molto importante
Abbiamo curiosato tra i workshop di danza B.Class, tenuti ogni mattina a Bassano del Grappa dalle 10 alle 12 da differenti coreografi di fama internazionale. Il giorno 27 agosto la lezione è stata tenuta da Rachel Krische: ecco foto e impressioni dei partecipanti!
BIOGRAFIA di Rachel Krische
Londinese d’adozione, insegnante di danza alla Leeds Metropolitan University, ha lavorato con La Ribot, Akram Khan e Wendy Houstoun. Sta attualmente collaborando con Matthias Sperling nel duo Do Not Be Afraid: la sua dimensione scenica è il passo a due.
È al festival col suo Ryan in prima nazionale domenica 28 alle 21.00 al Garage Nardini, insieme al collega della Leeds Metropolitan University, Oliver Bray.
COMMENTI DEI PARTECIPANTI
È la classe in cui più di tutte abbiamo sentito anche l’insegnante, non solo l’artista. Francesco
Molto interessante il lavoro di interazione col suolo, con gli appoggi, la gestione degli spazi. Georgiana
Alla ricerca del proprio respiro: contatto con il suolo per liberare il corpo da tensioni e sovrastrutture. Rachel: un approccio lento e morbido. Un adagio per il centro. Un percorso a partire dal suolo, un continuum senza angoli, senza spigoli. Divenire sferici per aprire lo sguardo e la percezione periferica.
E poi… Partire semplicemente da una camminata, un passo dietro l’altro, seguire l’impulso del corpo per scovare nuove e sorprendenti dinamiche generate da un cambio di ritmo non premeditato. Lavorare condividendo lo spazio dell’altro, come microparticelle della stessa materia dell’aria.
Una classe condotta con cura, con attenzione, puntualità nelle indicazioni per il corpo, al di là del pensiero, nella massima libertà di creazione e relazione. Grazie! Annalì
La classe più divertente di tutte, abbiamo lavorato molto sul gruppo. Interessante il lavoro sul ritmo. Elena
Siete curiosi di conoscere meglio i segni particolari dei nove coreografi partecipanti a Choreoroam Europe 2011? Li abbiamo incontrati e “schedati”… Ecco le risposte di Soosan Barbara Gilson
Nome: Soosan Barbara Gilson
Data di nascita: 1957
Luogo di nascita: Dartford in Kent, UK
Centro con cui partecipa a Choreoroam: Dansateliers Rotterdam (NL)
1) Soosan Barbara Gilson in tre parole Loquace, sensibile e umana
2) Definisci in una frase la tua ricerca coreografica Cerco di lavorare su differenti livelli, portando qualcosa di molto semplice e personale e allo stesso tempo scavando e andando in profondità
3) Lo spettacolo che ti ha cambiato la vita Molto tempo fa, un’improvvisazione di Julyen Hamilton e Kirstie Simpson
4) Se la tua vita fosse uno spettacolo, chi sarebbe il coreografo? Non so, ma qualcuno che abbia un grande senso di umanità
5) E se ti chiedessi di scegliere il coreografo tra uno dei Choreoroamers? Giulio D’Anna
6) L’aspetto che preferisci di Choreoroam Ne nomino due: lavorare insieme e mangiare insieme
7) L’aspetto più difficile di Choreoroam Non dormire abbastanza
8) Un ricordo che porterai con te di Choreoroam – Bassano del Grappa L’Italia e il fatto di conoscere e di lavorare per poco tempo con un gruppo molto più giovane di me
Siete curiosi di conoscere meglio i segni particolari dei nove coreografi partecipanti a Choreoroam Europe 2011? Li abbiamo incontrati e “schedati”… Ecco le risposte di Janet Novás Rodriguez
Nome: Janet Novás Rodriguez
Data di nascita: O Porriño, Galizia (ES)
Luogo di nascita: 1982
Centro con cui partecipa a Choreoroam: a-2/ Certamen Choreography Paso de Madrid (ES)
1) Janet Novás Rodriguez in tre parole Intimista, compartecipe e fantasiosa
2) Definisci in una frase la tua ricerca coreografica La mia ricerca coreografica indaga le piccole cose della vita, come queste possano connettersi al mondo e che cosa accade nel mezzo, tra l’uomo e il mondo
3) Lo spettacolo che ti ha cambiato la vita C’è una performance che non mi ha cambiato la vita, ma ha aperto la mia mente: avevo 21 anni, era il lavoro intimista della tedesca Juschka Weigel
4) Se la tua vita fosse uno spettacolo, chi sarebbe il coreografo? Kate Mclntons
5) E se ti chiedessi di scegliere il coreografo tra uno dei Choreoroamers? Anche se non lo conosco molto, credo Alessandro Sciarroni
6) L’aspetto che preferisci di Choreoroam Essere insieme a questo gruppo di persone con cui condividere un luogo dove poter pensare, dove trovare la forza per credere e insistere su una propria ricerca. Siamo persi insieme e insieme siamo fuori dalla vita normale.
7) L’aspetto più difficile di Choreoroam La lingua inglese (sorride, ndr)
8) Un ricordo che porterai con te di Choreoroam – Bassano del Grappa La canzone Ten Women che Alessandro Sciarroni ci ha fatto ascoltare e che ci ha accompagnato tutta la settimana; inoltre una frase che uso spesso e che ha fatto ridere tutti: “me I like!”.
Abbiamo curiosato tra i workshop di danza B.Class, tenuti ogni mattina a Bassano del Grappa dalle 10 alle 12 da differenti coreografi di fama internazionale. Il giorno 26 agosto la lezione è stata tenuta dalla giovane Eva Recacha: ecco foto e impressioni dei partecipanti!
BIOGRAFIA di Eva Recacha
Coreografa e performer che vive e lavora a Londra, è tra i quattro finalisti del biennale The Place Prize 2011 di Londra. Ha presentato il 25 agosto qui a B.Motion Begin to begin. Il suo lavoro esplora la relazione tra testo e movimento alla ricerca di un preciso significato. Attualmente ha intrapreso un percorso di riscoperta della cultura popolare e i suoi ultimi lavori prendono spunto da antiche rime come pure dal teatro delle marionette. A partire da moduli tradizionali offre una reinterpretazione attraverso i codici del linguaggio contemporaneo.
COMMENTI DEI PARTECIPANTI
Eva stamattina ha spalancato alla classe le porte del suo mondo, del suo modo di lavorare e di creare. La lezione è stata, oltre che interessante a livello artistico, utile per capire come, un pezzo come quello di ieri sera, viene creato e soprattutto dopo quanto lavoro si arriva ad avere una performance del genere. La cosa che mi ha colpito di più è il fatto che lei cerca e pretende la totale libertà del corpo, del corpo in comunicazione. Secondo me la sua danza si potrebbe chiamare “la danza del respiro” visto che la sua musica è fatta di respiri. Il respiro diventa ritmo, ritmo del corpo; per cui, avendo ogni essere umano, ogni individuo, il suo respiro, tutto diventa unico.
Carolyn Carlson sostiene che il respiro è composto, come la danza stessa, dai due principi regolatori dell’Universo, il dare e il prendere.
Quando si inspira e si espira, quando si danza e si crea danza, si dà e si prende.
Ognuno di noi è unico e ha maniere diverse sia per per respirare che per danzare; questa unicità viene espressa chiaramente dal lavoro di Eva Recacha, in particolare modo dalla lezione di stamattina. Lei non crea, lei scava in se stessa e fornisce ai suoi danzatori gli strumenti per poter indagare se stessi, come ha fatto questa mattina con noi. Carolyn Carlson sostiene che gli artisti non sono dei geni perché tutto ciò che fanno è una ripetizione, un qualcosa già fatto. L’artista sviluppa da idee già note un lavoro sul proprio corpo, sul proprio respiro, sul proprio ritmo.
Questo è quello che fa Eva, lo mette in atto e lo trasmette in maniera straordinaria. Chiara
Un lavoro intenso sul legame tra l’uso del suono vocale e il movimento, secondo una logica di abbinamento lineare e in un’atmosfera giocosa. Marco
25/08/2011 Bassano del Grappa, B.Motion Danza. I commenti a caldo del pubblico su Cameo di Buscarini/ Camiloti/ De La Fe, Begin to Begin di Eva Recacha, It needs horses di Lost Dog e Fidelity Project di Requardt/ Opoku Addaie
Siete curiosi di conoscere meglio i segni particolari dei nove coreografi partecipanti a Choreoroam Europe 2011? Li abbiamo incontrati e “schedati”… Ecco le risposte di Giulio D’Anna
Nome: Giulio D’Anna
Data di nascita: 02.05.1980
Luogo di nascita: San Benedetto del Tronto (AP), Italia
Centro con cui partecipa a Choreoroam: Dansateliers Rotterdam (NL)
1) Giulio D’Anna in tre parole Fragile, storto e innamorato
2) Definisci in una frase la tua ricerca coreografica La traduzione del linguaggio drammatico nella società contemporanea
3) Lo spettacolo che ti ha cambiato la vita Rocky Horror Picture Show
4) Se la tua vita fosse uno spettacolo, chi sarebbe il coreografo?
L’amore
5) E se ti chiedessi di scegliere il coreografo tra uno dei Choreoroamers? Janet Novas Rodriguez
6) L’aspetto che preferisci di Choreoroam Il non sapere
7) L’aspetto più difficile di Choreoroam Il non sapere (sorride, ndr)
8) Un ricordo che porterai con te di Choreoroam – Bassano del Grappa Le attività nel Garage Nardini