Recensioni

Parabole fra i sanpietrini: il teatro off al Forte Fanfulla

Un report tra recensioni e riflessioni su Parabole fra i sanpietrini, rassegna di teatro off che anima il Forte Fanfulla nel quartiere romano del Pigneto. Il Tamburo di Kattrin, media partner della rassegna, si propone di seguire l’intera programmazione, di raccontare le immagini viste, le parole ascoltate, le atmosfere vissute. Dodici incursioni nel teatro off e dodici “pillole di critica”.

Andrea Cosentino, qui e ora

In fase embrionale a “Perdutamente”, il nuovo lavoro di Andrea Cosentino si mostra in un ulteriore momento pubblico, prima del debutto a giugno all’E45 Napoli Fringe Festival.

“Opere di omissione”… di responsabilità

Entrano Roberto Scappin e Paola Vannoni, si siedono, iniziano a dialogare. Per la maggior parte del tempo le due voci si sovrappongono, le domande e le risposte sono scambievoli, le seconde quasi sempre inconcludenti, paradossali, violentemente rispondenti a quelle che il nostro governo ci fornisce su determinati argomenti scottanti, per non dire vergognosi.

Cattivi odori di coppia, Compagnia Stabile del T da Schmitt

In “Piccoli crimini coniugali” sotto la lente d’ingrandimento la coppia. Che emana cattivi odori. La trasposizione è della pugliese Compagnia Stabile del T con Vito Latorre e Mariapia Autorino in scena diretti da Stefano Murciano.

Nuovo “Inatteso”: Melquiot

Elena Di Gioia e Anna Amadori, con il loro “Focus Melquiot”, si sono prodigate in una bella impresa: presentare, in varie sedi della scena bolognese e non solo, un ciclo di incontri sulla complessa drammaturgia multi-piano, infantile e tragica di Fabrice Melquiot, fra cui lo spettacolo “L’Inatteso”, diretto e interpretato dalla Amadori.

La compostezza della Storia di “Leonilde”

La mancanza dell’eccesso, la misura, la compostezza sconvolgono e immalinconiscono lo spettatore, che assiste alla miniatura di una grande esistenza: quella di Nilde Iotti, portata in scena con l’interpretazione di Michela Cescon e la regia di Roberto Andò.

Con “Roccu u’stortu” il teatro è dell’attore

Ancora More. Ancora venerdì. Ancora al Teatro Morelli di Cosenza.
La rassegna di marca Scena Verticale sul contemporaneo riprende la rotta, a vele spiegate. Apre il giro, Fulvio Cauteruccio con “Roccu u’stortu”

Francamente me ne infischio di Latella, o dell’euforia infelice

Dopo “Un tram che si chiama desiderio” – altro saggio teatrale sugli Stati Uniti e la loro decadenza –, Antonio Latella torna sul soggetto: ancora l’America, ancora Vivien Leigh, ancora uno spettacolo ispirato a un film. In un impianto scenico semplice, Latella muove i suoi personaggi sovrascrivendoli a una drammaturgia ragionatissima.

A cosa servono gli eroi

Recensione a Aspettando Ercole – di Barabao Teatro L’uomo è uguale a se stesso. Dal primo vagito. Interagisce di questi tempi attraverso uno schermo, si svaga in piazze virtuali, si evolve in uno stadio ipertecnologico. Ma resta uguale. Dentro, scienza e tecnica non entrano. Scannerizzano senza modificare, atteggiamenti, attitudini, dinamiche, strutture sociali, moti e pulsazioni.

Tra Molière e Frisch c’è Latella

“Each man kills the thing he loves” cantava una struggente Jean Moreau in “Querelle de Brest” di Fassbinder. Un motivo che torna come un monito nel “Don Giovanni, a cenar teco”, spettacolo diretto da Antonio Latella