Scritta da Dario Tomasello in dialetto messinese, “Patri ‘i famigghia” è una commedia diretta da Roberto Bonaventura. In un’atmosfera surreale si svolge la vicenda di tre cugini che davanti alla morte fanno i conti con la propria immaturità. →
Il mondo delle Banche e della finanza viene catapultato in teatro dalla Compagnia MusellaMazzarelli con “Crack Machine”. Il denaro non esiste, uno spettacolo che ha debuttato a Primavera dei Teatri e che prende spunto dalla vicenda del trader Jerome Kerviel, accusato di essere l’unico responsabile di un buco di 5 miliardi di euro. →
Una riscrittura dell’Orestea che arriva nel nostro presente da una voce lontana: uno strepitoso Peppino Mazzotta dà vita a tutti i personaggi della tragedia, riportata all’attualità dalla poesia di Igor Esposito. →
Il napoletano Benedetto Sicca porta in scena “Frateme”, un illuminante spaccato di vita in una Napoli invasa dai rifiuti. Un gruppo di attori affiatato, una regia incisiva e affascinante per le vicende di una famiglia tutta particolare. →
L’ultimo lavoro di Vincenzo Pirrotta, “Sacre-Stie”, è una cruda e urlata denuncia della pedofilia all’interno della Chiesa. Un testo poetico che si carica di una morbosità agghiacciante trasformandosi in un doloroso urlo. Un vero e proprio atto rivoluzionario, di un regista che non teme niente e nessuno. →
Primavera dei Teatri è stato presentato “Il Presidente ovvero ambizione odio e nient’altro” per la regia di Carlo Cerciello con Teatro Elicantropo. Una tragicommedia di Bernhard che mette in scena l’autodistruzione dell’uomo politico e fa esplodere ogni forma di potere. →
L’individuo e il suo rapporto con la società e le generazioni a confronto sono i temi portanti dei due spettacoli che hanno aperto Primavera dei Teatri: “Il signor di Pourceaugnac” di Emanuele Valenti e “Che disgrazia l’intelligenza!” di Alessio Pizzech. →
“Come un cane senza padrone” è uno dei viaggi che Motus compie all’interno del lavoro di un autore che è stato per il nostro Paese profetico: Pier Paolo Pasolini. →
I giovani allievi dell’Arsenale della danza della Biennale di Venezia portano in scena l’ultima coreografia del direttore dell’istituzione coreutica lagunare Ismael Ivo: “Babilonia” è l’ultimo anello di una trilogia iniziata nel 2009 con “The Waste Land” e proseguita con “Oxygen” nel 2010. →
Al Limite, nuovo festival di arti performative di S.a.L.E. Docks, ospita l’ultimo lavoro del collettivo milanese Garten, “Time for talk is over”, una tessitura allo stesso tempo leggera e spietata sulla realtà urbana contemporanea che rilancia le possibilità attuali del teatro politico. →