b.class manfredi perego

B.Class con Manfredi Perego

Secondo giorno per b.Class, la serie di workshop di danza tenuti per B.Motion 2013 dai coreografi e danzatori presenti al festival. Venerdì 23 agosto la lezione, dalle 10 alle 12 alla Palestra Vittorelli, è stata condotta da Manfredi Perego.

Ogni giorno pubblicheremo le immagini della lezione, alcuni commenti dei partecipanti e un’intervista ai coreografi!

INTERVISTA A MANFREDI PEREGO: 5 domande al coreografo che ha condotto la B.Class

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Incontro con l’artista al Dissegna 1922 – Bassano

Chi sono i tuoi maestri?
Fray Faust. E Ivan Wolfe.

Un’esperienza formativa che ti ha segnato
Quella con Wolfe, che ho incontrato a Venezia alla Biennale Danza nel 2001, e che oggi spesso chiamo a Parma per tenere dei workshop. Non ha nessuna pretesa sui corpi, riesce a far conquistare agli allievi – non senza fatica – un livello di serenità, di concentrazione, di accettazione dell’errore e di costruzione sull’errore stesso. Il suo consiglio è stato di «fare ciò che senti essere necessario». E per me oggi sarebbe necessario riprendere – con maggiore coscienza – gli sport che ho fatto un tempo, judo, calcio, e vorrei riallenarmi in porta, recuperare una memoria che viene dallo sport, una dimensione non legata a una estetica, piuttosto a una risposta istintiva e energetica.

La tua lezione a B.Motion in una frase
Recuperare l’istinto del corpo. Lavorare sulla reattività. Cogliere il momento.

Qual è la struttura della tua lezione?
Abbiamo lavorato su azione e reazione. Ho dato ai partecipanti una frase, che è un tracciato all’interno del quale ognuno deve trovare la libertà, anche quella di sbagliare. Ho chiesto loro di essere presenti. Escludere la tensione. Concentrarsi. Non chiudersi. Gustare ogni momento.

Cosa non si dovrebbe mai fare durante un workshop?
Non divertirsi. Si può uscire da una classe frustrati o infastiditi, o scoraggiati. Ma il gioco, il divertimento non dovrebbe mai mancare.

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COMMENTI DEI PARTECIPANTI
Nella danza si dà molta importanza al linguaggio degli arti e spesso si dimentica la parte centrale, il bacino. Nella classe di Perego è stato bello lavorare sull’uso di questa parte del nostro corpo, che è ciò che guida il movimento. Georgiana

È stato molto interessante lavorare sull’istinto perché, come ha detto anche Manfredi Perego, i danzatori spesso lo perdono. Selenia

Manfredi Perego
Nato nel 1981 a Parma pratica diversi sport ed arti marziali, sino all’incontro con la danza contemporanea avvenuto nella scuola della madre. Nel 2002 è borsista presso l’Accademia Isola Danza diretta da Carolyn Carlson. Consegue la laurea in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna A.A.2005/06 con una tesi sull’improvvisazione nella danza. Dal 2004 lavora come danzatore freelance in Europa per compagnie di teatro-danza e danza contemporanea. Nel 2011 crea il suoi primi soli: Grafiche del silenzio e Appunti sul libro della terra.

*La redazione di b-stage 2013 è composta da Elena Conti, Roberta Ferraresi, Rossella Porcheddu, Carlotta Tringali