Author Archive: Elena Conti
Elena Conti laureata in Storia dell'Arte al Dams di Firenze, sta conseguendo la laurea magistrale in Scienze e tecniche del teatro all’Università Iuav di Venezia. Ha lavorato con la Compagnia Virgilio Sieni e con il centro di ricerca artistica CANGO Cantieri Goldonetta di Firenze. Collabora con la redazione dal 2010.
Essere umani: esperienze laboratoriali a Venezia
Con il nuovo anno riprendono le attività di “Essere umani”, la nona edizione di Esperienze – Giovani a Teatro, il progetto di formazione e sensibilizzazione alle arti performative contemporanee ideato e curato dalla Fondazione di Venezia e da Euterpe.
Il decentramento di TeatrInScatola
Terzo venerdì di TeatrInScatola, terzo incontro tra artisti, critici e operatori teatrali. Dopo la presentazione di “Elettra Show” della Compagnia LodiGay, si affronta con Edoardo Favetti il macro-tema a cui Straligut titola il momento di confronto post-spettacolo: “il nuovo è il prossimo vecchio?”
I sette peccati alla Biennale Teatro
Nell’ottobre 2010 sette registi sono stati chiamati a Venezia per tenere workshop intensivi con attori. Domenica 16 ottobre è stato reso pubblico il lavoro laboratoriale ripreso dai registi durante la Biennale Teatro 2011. Tema: i 7 peccati capitali, sette riflessioni su cosa sia il peccato oggi.
Il Woyzeck onirico di Nadj
Approda al 41. Festival Internazionale del Teatro di Venezia il “Woyzeck” di Josef Nadj: il coreografo riprende l’opera incompiuta di Georg Büchner e la presenta con tutte le sue sfaccettature ideando una stupefacente macchina scenica che, in alcuni istanti, va a comporre una drammaturgia visiva più affascinante della storia in sé.
L’essenza caprina di TeatrInScatola #5
Ospiti della quinta edizione di TeatrInScatola sono «artisti e compagnie che con piglio caprino resistono al logorio della vita moderna e a un mestiere bello quanto difficile». Sono queste le parole con le quali il direttore artistico Fabrizio Trisciani presenta la rassegna titolata “Le presunte virtù della capra” promossa da Straligut Teatro e il Comune di Siena.
La danza di corpi e “carne” di Roberto Castello
“Carne trita” inaugura la terza stagione di Teatro Ca’ Foscari: il nuovo spettacolo della compagnia lucchese A.L.D.E.S è una partitura di suoni e gesti per un quintetto di danzatori. Roberto Castello esplora le possibilità della voce e del movimento per rintracciare quei condizionamenti con i quali l’individuo si confronta ogni giorno.
Un percorso tra le stanze di Suite-Hope
“Suite-Hope” è stato presentato in una versione site-specific per Palazzo Pretorio di Cittadella. Le parole di Chiara Frigo ci hanno accolto all’ingresso del palazzo e rivolto delle domande che solo poi, nella prima camera, si sono manifestate come svelamento, intromissione nell’intimità di una persona.
Un coro sul riso tra forma e coscienza
Nell’ultimo fine settimana del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo, una pluralità di voci apre ad una riflessione attorno al riso: dall’atto inteso come reazione del singolo tanto alla Storia quanto agli accadimenti politici, culturali e sociali dell’oggi, all’azione del ridere in sé, con le sue modificazioni tonali e facciali.
Schiume Festival a Forte Marghera
Dal 23 giugno al 2 luglio due storiche polveriere di Forte Marghera ospiteranno i lavori di giovani artisti selezionati da Schiume Festival. Sei giorni in cui si alterneranno progetti performativi, installazioni, mostre fotografiche e dj set.
La corruzione dall’inizio alla “Fine”
Uno dei temi più trattati a Primavera dei Teatri è stato la corruzione: da quella che logora il mondo dello spettacolo raccontata in “Fine” da Rosario Mastrota, a quella finanziaria trattata con originalità da Musella e Mazzarelli; per approdare infine al marcio che si insinua nell’uomo, nelle anime dei responsabili de “Il paese delle ombre” di Antonio Tintis.
Geremia Cervello: il crack-machine italiano
Il mondo delle Banche e della finanza viene catapultato in teatro dalla Compagnia MusellaMazzarelli con “Crack Machine”. Il denaro non esiste, uno spettacolo che ha debuttato a Primavera dei Teatri e che prende spunto dalla vicenda del trader Jerome Kerviel, accusato di essere l’unico responsabile di un buco di 5 miliardi di euro.
Ricci/Forte e Bonaventura a Primavera dei Teatri
Cosa ricordiamo della favola di Hansel e Gretel? Nella penultima serata di Primavera dei Teatri va in scena “Grimmless” di Ricci/Forte, una rilettura contemporanea della fiaba dei fratelli Grimm. A seguire “Patri ‘i famigghia” del Teatro di Messina con la drammaturgia originale di Dario Tomasello.
Sull’assurdità del potere politico
Primavera dei Teatri è stato presentato “Il Presidente ovvero ambizione odio e nient’altro” per la regia di Carlo Cerciello con Teatro Elicantropo. Una tragicommedia di Bernhard che mette in scena l’autodistruzione dell’uomo politico e fa esplodere ogni forma di potere.
Seconda serata con Palazzi, Cerciello e Pirrotta
La seconda serata del festival Primavera dei Teatri si apre con un piacevole evento: il critico Renato Palazzi interpreta “Goethe schiatta” di Thomas Bernhard. Segue la prima nazionale di Teatro Elicantropo con “Il Presidente ovvero ambizione odio nient’altro” e “Sacre-Stie” di Vincenzo Pirrotta.
Al limite: il festival di teatro ai Magazzini del Sale
Al limite è la prima edizione del festival delle arti sceniche contemporanee organizzato ai Magazzini del Sale di Venezia (2-7/05). Fulcro del progetto, e tema delle tre sezioni del festival – SPETTACOLO, CONVERSAZIONI e PERFORMANCE – è l’indagine sulla relazione tra l’organizzazione degli spazi urbani e la produzione teatrale.
La caduta del Re
Roberto Corradino con “Conferenza – Riccardo II”, presenta una riscrittura dell’opera shakespeariana ed estrapola un momento in particolare del testo: l’ Atto IV, I scena, ovvero il tentativo di difesa del re inglese davanti al Parlamento prima della sua caduta. Noi, pubblico, diveniamo i Lord, uditori funzionali alla messa in scena.
Linguaggi artistici a confronto… in streaming!
In attesa dell’avvio dei laboratori sulla “composizione estemporanea” condotti da Laura Moro per il progetto Esperienze – Giovani a Teatro, T(h)emigra Ensemble presenta a Venezia “Art(h)emigra Satellite 1″, lavoro fondato sull’improvvisazione e nato in collaborazione con il centro per le discipline culturali OT301 di Amsterdam.
Agli antipodi dell’insegnamento per la rifondazione della comunità
Marco Martinelli è a Venezia in occasione di “Eresia della felicità”, un momento di confronto pubblico sulla pratica della non-scuola. La conversazione ha fatto chiarezza su una delle possibilità di fare teatro nelle scuole: quella priva di -ismi e filologie che sembra rendere possibile una dialettica tra adolescenti e testi classici.
L’esilio del pensiero critico
Date le condizioni che hanno determinato l’esclusione dell’uomo da una socialità ormai frantumata, il teatro può offrire al suo pubblico ipotesi di ribellione. “Pali” è la risposta, e la denuncia, fornita da Spiro Scimone e Francesco Sframeli.
La finitezza sfuggevole di Bestiale improvviso
Una percezione incerta e vibrante quella che si presenta all’ingresso della sala In.Off del Teatro Goldoni che, a chiudere la vivace rassegna EXTREME.TEATRO, ospita l’ultimo lavoro di Santasangre, “Bestiale improvviso”.
Tutti per Arpagone, Arpagone per sé
Di un’ironia stridente e disarmonica come il suono di un carrillon distorto, Arturo Cirillo porta in scena la sua versione de “L’avaro”. La commedia molieriana si inabissa nelle piaghe dell’avarizia e trasforma la casa del padrone in uno spazio arido dal quale nessuno intende uscire.
Voci e immagini di una rivolta
Con “Alexis. Una tragedia greca” Motus punta il dito verso lo spettatore, ma il segno di accusa si tramuta nel desiderio di dire, di lasciar affiorare un pensiero saturo di indignazione là dove staziona lieve indifferenza o non conoscenza.
La danza incontra la parola
La collaborazione tra artisti apre a riflessioni e a originali visioni. La sezione di B.Motion Teatro ha offerto la possibilità di assistere alla presentazione di lavori nati dal confronto tra differenti approcci alla creazione attorno a un tema, nel tentativo di coniugare il linguaggio della danza contemporanea con quello del teatro.
Drammaturgie, Visioni e ora… Spaesamenti
Scorrendo il programma di B.Motion Teatro, nella sezione Spaesamenti, si trovano artisti che creano con i loro lavori continui slittamenti. Spaesamenti che si originano nella vita per approdare alla scena e all’editoria, modelli culturali in cui il teatro si intromette per rivelare l’inaspettato.
La pazzia che controlla i potenti
Dei coloratissimi pappagalli sono rinchiusi in una gabbia. Questa, come nelle scatole cinesi, è inserita all’interno di una cella carceraria. Una sola immagine – metafora di una condizione umana e allo stesso tempo emblematica di “Hamlice”, l’ultimo lavoro di Armando Punzo – per rendere visibile il mondo alla rovescia di Amleto.
Lo spessore della stratificazione
A sottolineare la possibilità di guardare oltre la nostra stessa ombra, in un Paese in cui il peso della Danza va velocemente scomparendo, la Biennale, grazie al progetto internazionale ENPARTS, si è rivolta al panorama svedese e ha presentato a Venezia “cut-outs & trees”, la nuova produzione di Cristina Caprioli, coreografa che ha scelto come sua città Stoccolma.
Eccentricità australiana
“Fresh Vision” è la sezione del programma del 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea che chiama in causa l’Australia. Nell’approfondimento della danza australiana, nota per il fresco approccio alla creazione di gruppo e alle nuove invenzioni coreografiche, la Biennale ha dedicato due serate a una delle compagnie più importanti del Paese, la Sydney Dance Company.
Un Leone di diamante per William Forsythe
Attribuito il Leone d’oro alla carriera a William Forsythe, il coreografo americano che, come spiega la motivazione del premio, «ha rivoluzionato il mondo della danza». La consegna è avvenuta lo scorso 05 giugno nell’ambito del 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.
Recuperare il repertorio di Kylián per esaltare l’opera del Balletto di Montréal
Tre opere alla Biennale per dar voce a Les Grands Ballets Canadiens de Montréal e alla danza contemporanea canadese. L’effervescenza con la quale è stata presentata la storica compagnia del paese si appoggia su due coreografi che trovano ancora ispirazione in temi di inizio Novecento e non solo.





