METAMORFOSI DELLA PERCEZIONE – Laboratorio condotto da Francesca Bartellini
15 – 16 giugno, San Biagio di Callalta (TV)
Il Théâtre du Rond-Point ospita ancora una volta, nella capitale francese, la compagnia di Pippo Delbono. L’artista ligure atterra così a Parigi con il recente UBU in valigia per presentare al suo affezionato pubblico d’oltralpe “Dopo la battaglia” — insignito appunto dell’illustre premio come miglior spettacolo 2011.
Hubert Colas affronta la paura nella triplice veste di autore, regista e scenografo per la sua nuova creazione “STOP ou tout est bruit pour qui a peur” per l’attivissimo Théâtre de Gennevilliers — Centro Drammatico Nazionale di Creazione Contemporanea.
Al Festival D’Automne sarà forse lo spirito natalizio che infervora ancor più i cuori dei credenti francesi di estrema destra: se per lo spettacolo di Societas Raffaello Sanzio un centinaio di manifestanti avevano assediato il Théâtre de la Ville, per “Golgota Picnic” di Rodrigo García si sono mobilitati in più di duemila, e il servizio d’ordine della capitale francese ha dovuto reagire di conseguenza.
Avere l’imbarazzo della scelta è sicuramente un gran vantaggio, ma a volte può mettere in difficoltà, specie se si parla di offerta culturale, e quest’espressione è senza alcun dubbio calzante anche solo a una rapida scorsa della programmazione teatrale di Parigi.
Nonostante i continui tentativi di sabotaggio da parte di integralisti cristiani, le repliche parigine di “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio” di Castellucci continuano ad accogliere spettatori disposti a lasciarsi interrogare e commuovere da uno spettacolo che non ha paura di mettere in scena l’Uomo.
“J’imagine”: inesorabile come un metronomo, scandisce l’andare avanti, nella sua immobilità, di “While We Where Holding It Together”, spettacolo ideato e diretto da Ivana Müller – in scena nella suaversione francese a Marsiglia – organizzato da Marseille Objectif Dance, all’interno del festival actOral.10, festival international des arts & des écritures contemporaines.
Padova: 16, 17 e 18 settembre. In scena l’edizione zero della vetrina Sguardi: festival del teatro contemporaneo veneto. Un’occasione di incontro e di visibilità, ma anche di riflessione su una questione che sembra diventata davvero urgente: il concetto di identità (veneta, ma non solo).
Tre performer avvolte dalla nebbia disegnano una coreografia di gesti essenziali e rapidi che delineano la terza ipotesi di “Bestiale improvviso”, ultima produzione di Santasangre, la cui terza fase di ricerca è presentata al festival B.Motion di Bassano in attesa del debutto a Romaeuropa Festival.
Plumes dans la tête affascina il pubblico di Bassano proponendo la prima delle tre fasi del progetto “Formazione Pagana: Insorta distesa”. Un’unica performer in scena risorge ed insorge da un mondo mortifero e asettico, fatto di gesso e sonorità ricercate e potenti.
“Linea42 — intrecci di teatro e musica”, rassegna organizzata da Pantakin (per il teatro) e da Vortice (per la musica), che unisce in questa calda estate i Teatri Fondamenta Nuove e Junghans, regala al pubblico veneziano, dopo una parentesi-aperitivo circense, una divertente e commovente riflessione sulla sterilità femminile: “Stasera Ovulo”, monologo tragicomico affidato alla bravura di Antonella Questa.
Fabrizio Gifuni, sotto la direzione di Giuseppe Bertolucci, regala al pubblico di Primavera dei Teatri un momento altissimo di teatro. Con l’applauditissimo “L’ingegner Gadda va alla guerra”, lo straordinario interprete aggroviglia Gadda con “Amleto” restituendo tutta la potenza dello scrittore lombardo in uno spettacolo densissimo di significati ed emozioni.
Debutta al Festival Primavera dei Teatri “Il Gregario”, scritto e diretto da Sergio Pierattini. Due ciclisti affrontano conflitti e tensioni in una stanza dell’Hotel Grande Italia. Sono gli anni di Coppi e Bartali; la Seconda Guerra Mondiale è appena finita.
Una tragedia tutta al femminile quella che un uomo – Saverio La Ruina – porta in scena con “la Borto”, dimostrando un’incredibile sensibilità per saper cogliere i tratti più minimali e delicati dell’essere donna e tessere una poesia dai toni dolci ma dai contenuti asprissimi e profondamente veri.
Teatrino Giullare rinchiude la prima opera del premio Nobel Harold Pinter rendendola visibile solo attraverso una piccola finestra: tra ombre, maschere e sagome “La Stanza” viene abitata da sei personaggi tra realtà e surrealismo, tra commedia e tragedia.
Penultima serata di Festival. E, infatti, Edoardo Erba e i partecipanti al workshop di drammaturgia presenteranno l’esito del loro intenso lavoro. A seguire, Valdez Essedi Arte ripercorrerà le tappe del primo Giro d’Italia con “Il Gregario”, per poi cedere il campo a Saverio La Ruina, autore e interprete de “la Borto”.
Mimmo Borrelli con la Compagnia Marina Commedia Società Teatrale celebra un rito collettivo in memoria di due tragedie che il destino ha unito lungo i binari della linea ferroviaria Torregaveta-Montesanto.
Serata di prime nazionali e nuove drammaturgie quella che Primavera dei Teatri offre anche stasera al suo pubblico. Dopo le “Variazioni sul modello di Kraepelin” di Davide Carnevali, che gli è valso il Premio Riccione Marisa Fabbri 2009, tempo e fumetti si incontrano in “Essedice”, tratto da “S” di Gipi; ultimo appuntamento alla Autostazione di Castrovillari per “S.E.P.S.A. Spettatori alle Esequie di Passeggeri Senz’Anima”.
C’era una volta la performance, abitava i luoghi più disparati, poteva durare pochi minuti come interi giorni, ed era tenuta separata dal palcoscenico. Correva il secolo ’900, poi qualcosa è cambiato. Se si assume per buona la proporzione “cinema sta a video-art come teatro sta a performance”, è possibile, a partire da questo parallelismo, notare tendenze e divergenze per proseguire, da un altro punto di vista, la riflessione legata al cambio di secolo da dieci anni avvenuto. La nascita della video-art e della performance avviene quasi contemporaneamente, in quel medesimo e mitico periodo di rivoluzione culturale, ideologica, generazionale ed inevitabilmente artistica che furono gli Anni ’60.
«Che cosa è totalmente e inesorabilmente calato nel Novecento, e che cosa invece potrebbe spingerci o accompagnarci nel domani?» si domanda Renato Palazzi per Linus, per poi ripercorrere con leggerezza e misurati affondi gli ultimi centodieci anni alla ricerca di risposte. Uno spunto interessante che può dar seguito ad altre riflessioni.
“Il ragazzo dell’ultimo banco” di Juan Mayorga ha debuttato ieri, in prima nazionale, nell’allestimento di VeneziaInScena e Questa Nave all’interno della rassegna Settimana di Drammaturgia Contemporanea. Un testo complesso, intriso di citazioni e vita reale, letteratura e problematiche della società contemporanea quello che Adriano Iurissevich ha offerto al pubblico del Teatro Aurora di Marghera.
Marco Gambino recita le “Parole d’Onore”: un collage impietoso di estratti, dichiarazioni, interviste che dipingono senza troppe mediazioni quel cancro che si chiama mafia. Un lavoro impeccabile e potente firmato dal giornalista Attilio Bolzoni ha aperto ieri la Settimana di Drammaturgia Contemporanea.
Il potere del linguaggio, il rapporto con lo spettatore, l’aspetto politico del teatro: tutti temi legati a doppio filo al lavoro del drammaturgo. In questo ambito, importanti contributi sono stati elaborati in seno alla produzione spagnola, che a buon diritto occupa un ruolo di rilievo anche nella programmazione della Settimana di Drammaturgia Contemporanea – Il teatro in tempo di crisi.
Iniziato il conto alla rovescia per la Settimana di Drammaturgia Contemporanea – Teatro in tempo di crisi, rassegna organizzata e promossa da Regione Veneto, VeneziaInScena e Università Ca’Foscari di Venezia: da lunedì 19 aprile spettacoli, incontri, performance e reading animeranno il Teatro G.Poli di Santa Marta, il Teatro Junghans della Giudecca e il Teatro Aurora di Marghera.
Una settimana intensissima si preannuncia quella di Drammaturgia Contemporanea, ideata da Adriano Iurissevich e che avrà inizio il 19 aprile. Convegni, spettacoli e molteplici momenti di confronto studieranno, analizzeranno e mostreranno il teatro in tempo di crisi.
Tra clownerie, canzoni in falsetto, incursioni in platea e scheletri sospesi, Antonio Latella rilegge “Le nuvole” di Aristofane scagliando l’antica commedia nella nostra povera Patria: il lieto fine lascia così il posto ad un’amarezza che prende la forma di un sindaco-scimpanzé.
Presentata a Ca’Farsetti nella mattinata di giovedì 25 febbraio la seconda parte della stagione 2009-2010 del Teatro Fondamenta Nuove.Anche per la primavera il teatro si conferma luogo di produzione, scambi e vetrina per i nomi più innovativi della ricerca teatrale, musicale e coreografica.
Il Teatro Universitario Giovanni Poli di Venezia registra il tutto esaurito per Babilonia Teatri, che riportano nella città lagunare il loro successo “made in italy” per la rassegna “Declinazioni di Drammaturgia” organizzata dalla Fondazione di Venezia.
Primo ospite della Rassegna “Declinazioni di Drammaturgia” organizzata dalla Fondazione di Venezia, Rafael Spregelburd porta a Venezia – grazie alla traduzione e messa in scena di Psicopompo Teatro – “La Modestia”. Una paradossale situazione che obbliga il pubblico a districarsi tra due storie parallele e le messa in crisi delle sue certezze.