«I classici servono perché aprono ad un possibile futuro, in quanto sono lì a dichiararci, di fatto, che si può cambiare la vita e modificare il mondo»: con queste parole di Edoardo Sanguineti si apre il foglio di sala della Compagnia Lattoria per il suo spettacolo “Antigone”. →
Il regista Leo Muscato porta in scena un’opera nota al grande pubblico cinefilo: “Tutto su mia madre” dello spagnolo Pedro Almodòvar, riproposto nella sua versione teatrale, affronta diverse tematiche tutte fondate in ogni caso sui sentimenti. →
Con “Alexis. Una tragedia greca” Motus punta il dito verso lo spettatore, ma il segno di accusa si tramuta nel desiderio di dire, di lasciar affiorare un pensiero saturo di indignazione là dove staziona lieve indifferenza o non conoscenza. →
“J’imagine”: inesorabile come un metronomo, scandisce l’andare avanti, nella sua immobilità, di “While We Where Holding It Together”, spettacolo ideato e diretto da Ivana Müller – in scena nella suaversione francese a Marsiglia – organizzato da Marseille Objectif Dance, all’interno del festival actOral.10, festival international des arts & des écritures contemporaines. →
La nuova produzione del Teatro del Lemming andata in scena all’interno di Sguardi – festival vetrina sul teatro veneto contemporaneo. “Amleto”, diretto da Massimo Munaro, prospetta una svolta nel lavoro della compagnia che trova nel testo shakespeariano una chiave di lettura decisamente calzante alla propria poetica del coinvolgimento. →
“La prima periferia” è una performance di una delicatezza rara, fatto di azioni semplici e chiarezza d’intenti.
Pathosformel dona al teatro possibilità di sviluppo inedite per lo spettacolo dal vivo. →
Tre performer avvolte dalla nebbia disegnano una coreografia di gesti essenziali e rapidi che delineano la terza ipotesi di “Bestiale improvviso”, ultima produzione di Santasangre, la cui terza fase di ricerca è presentata al festival B.Motion di Bassano in attesa del debutto a Romaeuropa Festival. →
Plumes dans la tête affascina il pubblico di Bassano proponendo la prima delle tre fasi del progetto “Formazione Pagana: Insorta distesa”. Un’unica performer in scena risorge ed insorge da un mondo mortifero e asettico, fatto di gesso e sonorità ricercate e potenti. →
Dopo aver ottenuto un grande successo al Teatro La Fenice di Venezia firmando regia, coreografia e scenografia dell’opera “Dido & Aeneas” su musica di Händel, il maestro giapponese Saburo Teshigawara torna in Italia per realizzare un cortometraggio, girandolo nella regione Marche e dando vita a una serata-evento con “A boy inside the boy” messo in scena a Civitanova. →
A Bassano del Grappa, nell’ambito di Operaestate Festival Veneto, va in scena il secondo passaggio del nuovo lavoro di Emma Dante, “La trilogia degli occhiali”. Ballarini, questo il titolo dello spettacolo, segna un efficace ritorno dell’autrice e regista alla violenza delle piccole cose, in una storia danzata di grande forza e tenerezza. →