Recensioni

La pazzia che controlla i potenti

Dei coloratissimi pappagalli sono rinchiusi in una gabbia. Questa, come nelle scatole cinesi, è inserita all’interno di una cella carceraria. Una sola immagine – metafora di una condizione umana e allo stesso tempo emblematica di “Hamlice”, l’ultimo lavoro di Armando Punzo – per rendere visibile il mondo alla rovescia di Amleto.

Crescite fra calcio e vita

Lontano dagli scandali per cui il calcio italiano è ormai tristemente famoso, Andrea Mitri riconduce il gioco alla sua antica dimensione umana, in uno spettacolo in parte autobiografico che esplora i diversi momenti della vita calcistica.

Mi faccio dilaniare dalle piccole cose

Lucia Calamaro presenta uno studio de L’origine del Mondo. Parte prima La menzogna. Uno spezzato di vita quotidiana che affonda nel rapporto madre-figlia andando a sviscerare i meccanismi di difesa-offesa legati alle psicopatologie depressive dell’animo umano. Un ritratto della fragilità femminile che si consuma negli anni.

Corto circuito fra parole, musica e un re

Michele Di Mauro, interprete, e G.U.P. Alcaro, compositore, insieme in scena, propongono un monologo musicale che, a partire dall’Enrico IV di Pirandello sfonda i margini convenzionali del montaggio testuale e attraversa con grande intensità l’immaginario collettivo.

Note a piè di presente

Simone Nebbia, critico teatrale, accompagnato dalle corde di Marco Lima, indossa le vesti dell’interprete, portando sulla scena la sua voce — divisa tra la narrazione e la canzone — in un atto politico che guarda lucidamente al presente.

Frankenstein tra scienza e realtà

Cantieri Teatrali Koreja porta in scena “Doctor Frankenstein”, una rilettura del testo di Mary Shelley, dopo il debutto e il riconoscimento al festival di Fadjr a Teheran, lo spettacolo sbarca a Radicondoli. Una scena meticolosamente curata nei minimi particolari attira lo sguardo dello spettatore che si perde tra gli ingranaggi di meccanismi sconosciuti e le teche in vetro ricolme di strumenti chirurgici e parti anatomiche.

Trappole di parole

Tommaso Taddei porta in scena “Quanto mi piace uccidere…” di Virginio Liberti, che è anche regista di questo spettacolo in cui poesia e ferocia si incontrano, in una straordinaria fusione di senso ed emozioni, di orrore e tenerezza.

La comicità di Benvenuti

In Piazza della Collegiata, Alessandro Benvenuti legge “Me medesimo”, un monologo tragicomico sulla vita di Cencio: personaggio autobiografico attraverso cui l’autore esprime tutta la sua autocommiserazione per una vita sospesa fra crisi e poesia, slanci e declino.

La morte ti fa donna

Sul palcoscenico di Piazza della Collegiata a Radicondoli, Alessio Pizzech e Dario Marconcini dialogano sul senso della morte e della solitudine usando il palcoscenico e “Coco” di Bernard-Marie Koltès come mediatori delle loro visioni.

Uomini fra la scena e la vita

“Gioco di mano” è la storia di un uomo, che è molte storie e molti uomini allo stesso tempo. Lo spettacolo di Carrozzeria Orfeo attraversa tempi, spazi, vicende per raccontare con semplicità alcuni momenti-chiave dell’esistenza umana.