Plumes dans la tête affascina il pubblico di Bassano proponendo la prima delle tre fasi del progetto “Formazione Pagana: Insorta distesa”. Un’unica performer in scena risorge ed insorge da un mondo mortifero e asettico, fatto di gesso e sonorità ricercate e potenti. →
Dopo aver ottenuto un grande successo al Teatro La Fenice di Venezia firmando regia, coreografia e scenografia dell’opera “Dido & Aeneas” su musica di Händel, il maestro giapponese Saburo Teshigawara torna in Italia per realizzare un cortometraggio, girandolo nella regione Marche e dando vita a una serata-evento con “A boy inside the boy” messo in scena a Civitanova. →
A Bassano del Grappa, nell’ambito di Operaestate Festival Veneto, va in scena il secondo passaggio del nuovo lavoro di Emma Dante, “La trilogia degli occhiali”. Ballarini, questo il titolo dello spettacolo, segna un efficace ritorno dell’autrice e regista alla violenza delle piccole cose, in una storia danzata di grande forza e tenerezza. →
Dei coloratissimi pappagalli sono rinchiusi in una gabbia. Questa, come nelle scatole cinesi, è inserita all’interno di una cella carceraria. Una sola immagine – metafora di una condizione umana e allo stesso tempo emblematica di “Hamlice”, l’ultimo lavoro di Armando Punzo – per rendere visibile il mondo alla rovescia di Amleto. →
Lontano dagli scandali per cui il calcio italiano è ormai tristemente famoso, Andrea Mitri riconduce il gioco alla sua antica dimensione umana, in uno spettacolo in parte autobiografico che esplora i diversi momenti della vita calcistica. →
Lucia Calamaro presenta uno studio de L’origine del Mondo. Parte prima La menzogna. Uno spezzato di vita quotidiana che affonda nel rapporto madre-figlia andando a sviscerare i meccanismi di difesa-offesa legati alle psicopatologie depressive dell’animo umano. Un ritratto della fragilità femminile che si consuma negli anni. →
Michele Di Mauro, interprete, e G.U.P. Alcaro, compositore, insieme in scena, propongono un monologo musicale che, a partire dall’Enrico IV di Pirandello sfonda i margini convenzionali del montaggio testuale e attraversa con grande intensità l’immaginario collettivo. →
Simone Nebbia, critico teatrale, accompagnato dalle corde di Marco Lima, indossa le vesti dell’interprete, portando sulla scena la sua voce — divisa tra la narrazione e la canzone — in un atto politico che guarda lucidamente al presente. →
Cantieri Teatrali Koreja porta in scena “Doctor Frankenstein”, una rilettura del testo di Mary Shelley, dopo il debutto e il riconoscimento al festival di Fadjr a Teheran, lo spettacolo sbarca a Radicondoli. Una scena meticolosamente curata nei minimi particolari attira lo sguardo dello spettatore che si perde tra gli ingranaggi di meccanismi sconosciuti e le teche in vetro ricolme di strumenti chirurgici e parti anatomiche. →
Tommaso Taddei porta in scena “Quanto mi piace uccidere…” di Virginio Liberti, che è anche regista di questo spettacolo in cui poesia e ferocia si incontrano, in una straordinaria fusione di senso ed emozioni, di orrore e tenerezza. →