Recensioni

Amarti m’affatica

“Tragedia tutta esteriore”, invece, nasce dalla necessità di trovare un senso, di creare una forma che colpisca ancor prima del significato delle parole.

Nata speciale

“Signore, non farmi essere speciale. Volevo solo essere me stessa, ma me stessa era speciale”. Una battuta dello spettacolo “Una vita importante”, che sintetizza il personaggio protagonista del lavoro: Maria, la madre di Gesù.

Libero arbitrio

Silvio Castiglioni porta in scena “Il silenzio di Dio”, un progetto in due atti. Il primo, “Casa d’altri”, è tratto dall’omonimo racconto di Silvio D’Arzo, il secondo “Domani ti farò bruciare” è ispirato invece al capitolo “Il grande inquisitore” de I fratelli Karamazov di Dostoevskij.

Il surreale vuoto dell’esistenza

Staticità, lentezza, specularità e vuoto: questi alcuni dei principali elementi di un lavoro fresco, surreale e raggelante. La giovane compagnia dei quotidiana.com crea un lavoro innovativo, che ritrova le sue radici nel teatro dell’assurdo beckettiano, ma che allo stesso tempo si spinge oltre, portando la sua assurdità alla deriva.

L’invidia verso lo straniero

Scegliere di mettere in scena “l’Otello” di Shakespeare oggi, sopratutto nel nord est d’Italia, dove più è concentrato un pensiero politico di diffidenza e ostilità verso l’altro – l’immigrato extracomunitario – non può essere una scelta non consapevole. Infatti la compagnia Pantakin da Venezia sceglie, ad esempio, di citare le “ronde”, inneggiate assieme alla Lega dal vecchio veneziano Pantalone.

Mala Magna Grecia

Aiace, Achille, Agamennone, Ulisse: questi i nomi dei protagonisti di “U Tingiutu”, di Scena Verticale, spettacolo andato in scena ieri sera al Bastione Alicorno in prima nazionale.

Unicamente Abili

Una dozzina di attori e i musicisti della Piccola Bottega Baltazar – contrabbasso, chitarra, 2 fisarmoniche e, per un attimo, un hang – creano un percorso nel centro storico di Padova, partendo da piazza Cavour per arrivare alle scalinate del Municipio.

Nell’antro del Marchese

Per incontrare il Marchese de Sade, sinistro ed, ormai, leggendario autore libertino, il pubblico dei Teatri delle Mura deve compiere una sorta di discesa agli inferi nell’antro buio e freddo del bastione Alicorno. Ad attenderli Enrico Frattaroli, regista e protagonista muto di questo lavoro, che, perfettamente calatosi nei panni del personaggio a cui ha dedicato una pentalogia, con agghiacciante disinvoltura ci guida nei meandri più oscuri della filosofia di Sade.

I naturali desideri dell’uomo

‘uomo, per natura, desidera soddisfare delle necessità, tendendo ad essere egoista, ben lungi dall’istinto di occuparsi altruisticamente del prossimo. Nel mondo animale ne è una dimostrazione il cerchio della vita: lo stesso agnello ammetterebbe che il lupo deve mangiarlo, è naturale così come lo è la crudeltà e il piacere che se ne prova compiendola.
Questi alcuni tra i concetti che Enrico Frattaroli ripropone con “SADE: OPUS CONTRA NATURAM, Voyage en Italie, Padova”.

Drammatizzazione sonora di uno spazio bidimensionale

Poco considerata come apertura verso possibilità altre, la voce umana può stupire con le sue numerose potenzialità di espressione e può ricreare uno spazio sonoro, dove ci si può immergere, scoprendo così nuove sensazioni, nuove strade che si possono percorrere con questo strumento che ci appartiene, perché insito nel nostro corpo. È una drammatizzazione sonora quella che Chiara Guidi ha proposto al pubblico del festival padovano; non una semplice lettura del testo di Edwin Abbott, “Flatlandia”, ma un’interpretazione vocale che riproduce timbri e varie sfumature di tonalità.