caroline baglioni premio ustica

Sulle tracce di un uomo fragile: Gianni di Caroline Baglioni al Premio Scenario

“Aveva lo sguardo di chi conosce le cose, ma le ripeteva dentro di sé mica ce le diceva. Fumava e le ripeteva dentro di sé”.

foto Fabrizio Corvi

foto Fabrizio Corvi

Nel 2004 Caroline Baglioni – giovane attrice umbra, già diretta da Antonio Latella e da tre anni nella Società dello Spettacolo di C.L. Grugher, Michelangelo Bellani e Marianna Masciolini – ritrova in una vecchia scatola di dischi tre cassette con le registrazioni dello zio Gianni, il gigante triste che tanto la spaventava da piccola. “Per dieci anni – scrive nella scheda artistica – le ho ascoltate riflettendo su quale strano destino ci aveva uniti. Un anno prima della mia nascita Gianni incideva parole che io, e solo io, avrei ascoltato solo venti anni dopo. E improvvisamente, ogni volta mi torna vicino, grande e grosso, alto tre metri e in bianco e nero”.

Decide così di mettere in scena quello che Simone Nebbia su Teatro e critica definisce “il suo personale nastro di Krapp” quel disordinato, confuso ed estremamente potente flusso di pensieri, riflessioni sparse di un uomo che “non sta bene”, affetto da depressione e manie, malato di noia e di infelicità fino al suicidio ma capace di avvicinarsi all’autenticità delle cose come nessuno mai. Lo fa “indossandone” la voce – in un assolo emotivamente forte, in cui – come spiega Sarah Curati su Paper Street – non “interpreta” Gianni ma lo anima dall’interno, filtrandolo attraverso la propria sensibilità squisitamente femminile, creando un’efficace partitura fisica e gestuale – una qualità di movimento che si fa simbolo e mai descrizione”.

foto di cristiano Proia

foto di Cristiano Proia

Il progetto, vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015, ha debuttato nella sua forma finita al Teatro Litta di Milano e nonostante sia ancora da assestare ha colpito per quella che Valentina De Simone su Cheteatrochefa ben definisce una “coreografia di gesti e di posture della nostalgia”.

foto Claudia Pajewski

foto Claudia Pajewski

In scena una montagna di scarpe che la Baglioni, capelli lunghi e biondi e vestito lavanda, indossa sempre spaiate, poichè “nessuna le va bene e per questo ognuna è quella giusta” procedendo “con un incedere disequilibrato e a tratti meccanico” tra il “dentro e fuori” riuscendo – scrive Maddalena Giovannelli su Doppiozero – a far dimenticare la propria femminilità allo spettatore. “Dentro e fuori è stata tutta la sua vita – spiega l’attrice nelle note allo spettacolo – Dentro casa. Dentro il Cim. Dentro la malattia. Dentro al dolore. Dentro ai pensieri. Dentro al fumo. Dentro la sua macchina. E fuori. Fuori da tutto quello che voleva. Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene?”.

Questo testamento poetico è rafforzato da un’appropriata scelta musicale che diventa parte della struttura drammaturgica e che qui vi proponiamo integralmente. Ben quattordici tracce che sono più di un accompagnamento sonoro. E che dicono di più di quanto sembri.

di Maddalena Peluso

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CirclesPlastikmanLed ZeppelinStairway to heaven
There’s a feeling I get
When I look to the west
And my spirit is crying for leaving
In my thoughts I have seen
Rings of smoke through the trees
And the voices of those who stand looking
Enzo AvitabileCharlieNick Cave & The Bad SeedsAs I Sat Sadly By Her Side
Sarà magico lo so
E tra un poco volerò
Tu sei genio sei pazzia
And said, “When will you ever learn
That what happens there beyond the glass
Is simply none of your concern?
MorganAmore assurdoColdplayGreen Eyes
E nonostante il cuore infranto
Da lontano…
Ho voglia d’esser grato
Because I came here with a load
And it feels so much lighter since I met you
And honey you should know
That I could never go on without you
AfterhoursVoglio una pelle splendidaSergio CaputoL’astronave che arriva
E voglio un pensiero superficiale
Che renda la pelle splendida
Senza un finale che faccia male
Coi cuori sporchi
E le mani lavate
Sognavo anch’io ma erano sogni dispersivi
ossi di seppia, tundre, articoli sportivi
L’utente medio aveva un sogno più sociale
Tapparsi in casa ad aspettare l’astronave
Louis ArmstrongWhat a wonderful worldAntonello VendittiDimmelo tu cos’è
I see friends shaking hands
saying “how do you do?”
They’re really saying I love you
Scopare bene, scopare bene, questa è la prima cosa,
cercare un’altra donna, un’altra casa che non sia troppo vuota,
per ritornare di sera e non sentirsi ancora soli, ancora più soli
Lucio BattistiE penso a teDavid BowieSpace oddity
Non so con chi adesso sei
non so che cosa fai
ma so di certo a cosa stai pensando
Can you “Here Am I floating round a tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do
Renato ZeroNo, mamma! NoRenato ZeroSalvami
Ho paura sai,
Delle crisi isteriche, mamma
Temo il buio e poi
Le correnti gelide…
Quando sceglievo fra il bene e il male…
Quando il mondo è dovunque uguale…
Quando niente non bastava, mai!