Redazione

B.Class con Chisato Ohno

Primo giorno per B.Class, la serie di workshop di danza tenuti per B.Motion 2013 dai coreografi e danzatori presenti al festival. Giovedì 22 agosto la lezione, dalle 10 alle 12 alla Palestra Vittorelli, è stata condotta da Chisato Ohno. La coreografa è inoltre a Bassano del Grappa per il workshop pomeridiano (14 > 16) organizzato dalla rete No Limita-C-tions.

Ogni giorno pubblicheremo le immagini della lezione, alcuni commenti dei partecipanti e un’intervista ai coreografi!

Chisato Ohno
Formatasi al Central School of Ballet di Londra, Chisato Ohno ha danzato con Netherlands Dans Theater 2 in lavori di Jiri Kylian, Hans van Manen, Johan Inger e molti altri. Ha lavorato con Batsheva Dance Company prendendo parte alle nuove creazioni della compagnia e agli spettacoli di Ohad Naharin. Ha collaborato con la Karas Company di Saburo Teshigawara per due produzioni e altri spettacoli di repertorio. Vive a Londra e insegna la tecnica Gaga dal 2005.

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COMMENTI DEI PARTECIPANTI

Mi è piaciuto molto perché si è indagato il movimento internamente e non solo esternamente. Ho scoperto nuovi modi di lavorare con il mio corpo. Rachele

È stata un’esperienza nuova che ci ha consentito di guardare dentro di noi per capire cosa siamo in grado di fare. Mi è piaciuta molto la lezione. Arianna

Una struttura di lezione diversa da quelle a cui siamo abituate. Nel lavoro non c’è mai un stop brusco o una pausa. È un processo, un’evoluzione del movimento che indaga anche la resistenza. Jessica Elena Alessia

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INTERVISTA A CHISATO OHNO: 5 domande alla coreografa che ha condotto la B.Class

In your training or educational path, you met a lot of teachers. Who do you consider your master with the capital “m”, if there is one?
He is definitely Ohad Naharin because of what I teach, which is “Gaga” technique. In general I think that if you would be a dancer, every person you meet is a teacher.

Is there a training experience which impressed you or is particular important for you?
It’s the same. I met Ohad Naharin when I was dancing in Holland in the junior company NDT (Netherlands Dans Theater, ndr) and I was 20 or 21.
His work was very different from what I was doing, especially with improvisation. In what I was doing, the choreographer told the movements and I learned; instead, he really worked with me as a collaborator: a collaboration between the dancer and the choreographer.
He knew how to bring out from each person what they could do. It was very new for me, I didn’t have this possibility before, in a way to do what you want, what you feel as a dancer: it was like “Don’t do what I tell you, but do what you feel”. It was like a transformation: from a dancer to an artist; to become somebody who can give more than just being a very good dancer; in this way you can feel you are contributing to the all piece.

How have you structured your class here in B.Motion?
In B.Motion, I’m working with the Gaga technique: a space for improvisation that uses a lot of imagery. I learned from Naharin the language of how to get people somehow direct, to make something happen in a very direct way, through the words and imagery and how it comes into movement. So it’s how I’m working.
The very good thing with Gaga is that I plan things but I don’t know how it may go, it depends. At B.Motion the class is very mixed: there are different ages, older and younger, and abilities. It is very interesting because you have to find how and what works for who. So in the first day I only saw and met them and today for example I’ve tried to be more specific, to be more connected to individual people. The idea is to help them to find their own movement.

Describe your B.Motion’s class in a sentence.
It involves exploration, it leads to discover and to explore, then you will find new information.
In one sentence I could say: to go beyond what you think you can do.

Is there something that you or people in general have not to do during a dance workshop?
There are two things not to do.
One is to have mirrors – and, for this, the studio in Bassano is very good. All the time you have to be involved and have to experience what you’re doing and so you have not to check how you are by looking in the mirrors!
Number two is that you don’t have to stop. For one hour and fifty minutes you don’t have to stop. Usually in a dance class, when you’re learning an exercise you stop to drink some water, to watch around or whatever… but in this way you lose the flow.
Even when I explain or I talk your movement has to go. To stop is an habit – you stop and you learn –, but I think we can learn together also when I explain; for many people it is not so easy – especially the younger dancers don’t understand it –, but they really don’t need to stop.

*La redazione di b-stage 2013 è composta da Elena Conti, Roberta Ferraresi, Rossella Porcheddu, Carlotta Tringali

B.Motion 2013

DAL 22 AL 31 AGOSTO A BASSANO DEL GRAPPA È DI SCENA IL CONTEMPORANEO

bannerBSTAGE2013B.motion è il progetto di Operaestate Festival Veneto (Bassano del Grappa – VI) dedicato ai linguaggi del contemporaneo nella Danza e nel Teatro. Dal 22 al 31 agosto il programma 2013 ospiterà 30 appuntamenti (12 in prima nazionale) con alcuni tra gli artisti più interessanti e originali della nuova scena italiana e internazionale, per valutare tendenze, verificare stili e incontrare poetiche e istanze inedite. 

Molti ospiti di B.motion sono stati sostenuti e coinvolti nelle diverse progettazioni ideate dal CSC/Centro per la scena contemporanea di Bassano, generato dal festival e attivo tutto l’anno in percorsi di scouting, formazione, residenza e sostegno. Un’azione intensa e continuativa, il cui valore e stato riconosciuto dall’Unione Europea con l’assegnazione di ben 5 progetti sul programma Cultura.

L’edizione 2013 prosegue con tenace determinazione quest’azione di scandaglio e indagine attorno ai linguaggi del contemporaneo, perfettamente rappresentata dai nuovi progetti e dai giovani artisti in programma. Invariata la formula con una prima parte dedicata alla danza contemporanea internazionale e la seconda al teatro italiano di ultima generazione, arricchita anche da prestigiose presenze europee. Non manca lo spazio per riflessioni e approfondimenti con la presenza della giovane critica, di studiosi e di operatori nazionali ed internazionali protagonisti di meeting che spaziano dai contenuti artistici a quelli gestionali, tra tutti la progettazione europea dove il festival ha ottenuto risultati di grande rilievo.

Il cartellone di B.MOTION DANZA accoglie un folto gruppo di giovani artisti e compagnie provenienti per metà dall’Italia e per metà da altre parti d’Europa, soprattutto da paesi più di altri provati da questi tempi complessi: Cipro, Irlanda, Spagna, oltre che Austria e Olanda. E hanno l’ambizione di raccontare con il linguaggio dei corpi, non il proprio “particulare” ma la complessità di questo tempo oscuro. Tra un’estrema varietà di temi e di approcci, un’occasione unica di incontro con culture e innovazioni, immersi nella danza più contemporanea.

B.MOTION TEATRO invece ha come sottotitolo forever young e mette in scena l’ossessione contemporanea per il tempo che passa, fotografando un’umanità che si affanna a rimanere giovane mentre i giovani, quelli veri, vengono tagliati fuori, estromessi. B.motion vuole celebrarli questi giovani “marginali”, immaginando un cantiere aperto dove sperimentare inedite forme sceniche tra nuove tecnologie, equilibrismi verbali e visivi, e una pre-adolescenza chiamata a riempire di innocenza i luoghi del contemporaneo.

• Tra gli artisti italiani sostenuti dal CSC si segnala la presenza dei nuovi lavori di Marco D’Agostin, Alessandro Sciarroni, Giorgia Nardin, Babilonia Teatri, Teatro Sotterraneo.

• Tra gli ospiti internazionali presenti in prima assoluta arriveranno dall’Olanda Alma Soderberg, da Cipro Lia Hraki-.pelma., Milena Ugren Koulas e Eleana Alexandrou, dalla Spagna Sharon Fridman con Arthur Bazin, dall’Austria The Loose Collective e dalla Francia Julie Nioche.

• Tra i talenti nazionali emergenti nella danza ci saranno Manfredi Perego, Marta Bevilacqua, Valentina Buldrini e Martina La Ragione mentre il teatro verrà rappresentato da Collettivo InternoEnki – nO (Dance first. Think later), Beatrice Baruffini e Valerio Malorni, tutti reduci dal Premio Scenario.

• Infine a confermare il successo dell’ondata Veneta cinque realtà del territorio tra cui i vincitori del Premio Scenario (Fratelli Dalla Via) e poi Ilaria Dalle Donne, Silvia Costa, Fagarazzi Zuffellato e Ailuros.

Per tutti questi appuntamenti ci sarà il B-stage de Il Tamburo di Kattrin, sbarcato appositamente a Bassano del Grappa per raccontare tutto quello che succede e riportarlo nel proprio stile a tutti gli appassionati, lettori e interessati.

Tutti gli spettacoli e gli appuntamenti del festival sul sito di OperaEstate

Un giallo teatrale di Rigola ad aprire la Biennale Teatro

Recensione a El polìcia de las ratas – adattamento e regia Àlex Rigola

Una serie di delitti di assurda crudeltà, di efferatezza inaudita arriva a sconvolgere il pacifico equilibrio della vita quotidiana di una piccola comunità. Un detective, Pepe el Tira, è incaricato delle indagini, ma non basterà risolvere il caso per far tornare tutto alla normalità, perché in questo giallo teatrale – genere raro da trovare sui nostri palcoscenici – niente è destinato a essere più come prima, dopo questa escalation di violenza e paura. Non tanto per la ferocia o il terrore che avvolgono gli omicidi che presto si scoprono essere opera di un serial killer, quanto perché, anche se nessuno vorrebbe ammetterlo, il modus operandi e le tracce che ritornano su ogni scena del crimine concretizzano sempre più un’unica possibilità e costringono i protagonisti ad approssimarsi sempre più pericolosamente a una tremenda, innominabile verità: cioè che l’autore dei delitti non sia un predatore qualunque, ma un topo, uno di loro, un membro stesso della comunità.
Sì, perché Pepe el Tira, il detective protagonista di El polìcia de las ratas – così come tutti gli altri personaggi del racconto di Roberto Bolaño adattato e diretto per il teatro da Àlex Rigola al debutto italiano in apertura della Biennale Teatro 2013 – è un topo e tutto lo spettacolo si svolge nel mondo sotterraneo dove si snodano piccole e grandi colonie di queste creature ordinate, meticolose, la cui vita e socialità sono organizzate con precisione e cura estreme. Ma l’accettabilità di un ordine socio-politico così consolidato e apparentemente perfetto, imperturbabile, dove ognuno ha un suo ruolo e niente esce dallo schema prestabilito, verrà messa in discussione e a repentaglio proprio dalla catena di omicidi che è al centro dello spettacolo.
Perché nel mondo dei topi (e forse non soltanto nel loro) ci sono due regole cristalline che sostengono l’equilibrio dell’intero apparato collettivo: primo, “ratas no matan a las ratas” (i topi non uccidono i topi) e, secondo ma non meno importante, «l’arte e la contemplazione dell’arte sono un esercizio che non ci possiamo permettere», come dice il protagonista stesso. E invece qua si parla proprio di quelle due cose che nel mondo dei topi non possono esistere: artisti e assassini. Ovvero della differenza, dell’interferenza, della diversità e della messa in crisi della cosiddetta normalità. In sottofondo, tutta l’ampiezza incommensurabile degli squarci possibili fra il soggetto e la comunità, quel gap statutariamente incolmabile che, pur lavorando a normalizzare la differenza, ne esalta invece la specificità irrimediabile.

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El polìcia de las ratas: due uomini soli in scena, in una scelta di adattamento che porta il racconto in teatro attraverso la divaricazione della prima persona narrante in un tagliente dispositivo dialogico incarnato da due straordinari attori, Joan Carreras nei panni di Pepe El Tira e Andreu Benito per gli altri personaggi. Una intensissima ora di teatro ridotto all’osso, in una irriducibile scarnificazione dei media scenici che riverbera attraverso un minimalismo sempre sul filo del rasoio, i cui imponenti vuoti sono scolpiti appositamente per accogliere la verbosità del testo, che non lascia scampo nella densa interpretazione dei due attori.
La scena è vuota (un pavimento e due sedie, più qualche sorpresa), gli eventi sono suggeriti da segni minimi – ad esempio l’omicidio è evocato da un leggero gocciolare di sangue –, i personaggi chiamati in scena da piccole modulazioni recitative: un cambiamento nel tono della voce, un rivolgere dello sguardo, una spalla che si abbassa di poco, un profilo del viso più accentuato da un taglio luci leggermente diverso. Pochi movimenti netti, un plasticismo essenziale: in questo allestimento tutto è giocato su micro-movimenti, cambi di postura al limite della percettibilità, giochi d’occhi e di sguardi, l’incidenza dell’annodarsi delle mani o della posizione dei piedi, l’inclinazione delle teste.

L’introduzione nella spirale di tensione densissima che modella questo giallo teatrale procede per gradi; si muove piano, pianissimo, un microgesto dopo l’altro, assieme al succedersi ipercalibrato delle parole, dei fatti, dei pensieri. Ma non è uno schema compositivo che si trova solo a livello di racconto, di trama: nella scelta registica di El polícia de las ratas contenuto e forma si intrecciano in un dialogo inestricabile, dando vita a un unicum che scandisce, passo dopo passo, il crescere della tensione, lo sprofondamento nella storia, il precipitare di eventi, stati d’animo, rimandi.
Un esempio è il dispositivo che si vede all’opera nell’approfondimento del catalogo delle diverse modalità recitative che Carreras e Benito esplorano sul palcoscenico, sempre riflesse e rifratte fra dimensione oggettiva e soggettiva, prima e terza persona, racconto e emozione, identificazione e straniamento: per convertire il monologo iniziale al pubblico, che presenta i personaggi e la situazione, in un dialogo fra i due attori è sufficiente girare la sedia di qualche grado, guardarsi qualche secondo negli occhi per concretizzare il cambiamento di stato; poi, l’avvicendarsi dei differenti personaggi si materializza in un ventaglio di differenti prossimità rispetto al microfono, che riescono a evocare voci lievemente, ma incisivamente, diverse; una musica sulla soglia dell’udibilità accompagna un momento di pausa, di inaspettato lirismo, slancio e apertura, mentre per sbozzare una figura estranea, infine, è sufficiente uscire di qualche passo dal centro della scena. Anche la composizione scenografica è essenziale, tanto nelle scelte cromatiche – ricorrenze di bianco e nero, con qualche piccolo intervento rosso sangue – che in quelle strutturali (una geometria di poche linee ortogonali, qualcuna necessariamente obliqua), ma proprio questa insistenza, a più livelli, su un irriducibile minimalismo contribuisce al costruirsi della densità della tensione in scena.
Spazio, immagine, interpretazione, voce: tutti elementi che concorrono al precipitare, seppure felpato, al limite del percettibile, degli eventi, verso una conclusione che, tirando le fila, invece che chiudere, apre (non solo metaforicamente) ad altri livelli e mondi: non si tratta solo di un giallo magistralmente incarnato sul palcoscenico, della metafora che unisce topi e umanità, dello scarto fra individuo e società, ma anche di una riflessione sull’arte e del suo possibile ruolo all’interno della comunità.

Topi e uomini, assassini e artisti, teatro e realtà. Normalità e differenza, ordine e interferenza. Pepe el Tira, stimato detective, è a rischio in partenza, essendo nipote della cantante kafkiana Josephine. Minaccia continuamente rievocata nello scorrere del testo, che arriva a concretizzarsi con il confronto finale con l’omicida, dove scopriremo che, forse, è proprio la differenza – dell’individuo, della singolarità, dell’arte – a garantire la solidità e la durata di un sistema ordinato. E che l’eventuale eliminazione o emarginazione dell’anomalia, più che nasconderla, risolverla o disinnescarla, ne rischia di far detonare invece la potenzialità, laddove l’interferenza si muta in contagio, insabbiando il diverso in una normalità che però non potrà mai essere più come prima.

Illustrazioni di Mariagiulia Colace

MEIN HERZ Drodesera XXXIII

Quest’anno l’appuntamento trentennale di Centrale Fies con la performing art prende una nuova forma, contaminando la sua fisionomia canonica di festival per diventare un organo vivo, un cuore pulsante al centro di una programmazione eterogenea nella quale forze diverse e contrastanti fanno circolare il sangue, riempiendo il centro di quel corpo cavo, ampio e spazioso che è il mondo delle arti dal vivo.

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MEIN HERZ [26 luglio_03 agosto 2013] sceglie di chiamare a raccolta il meglio della scena italiana ed alcuni dei più importanti centri di creazione che lavorano nel campo delle performing art in tutta Europa, modificando il proprio formato per spingersi oltre la propria funzione storica di vetrina delle avanguardie.

Da anni Fies svolge infatti un ruolo costante e prezioso di incubatore, sostenendo la produzione italiana e la circuitazione delle energie creative del nostro paese. Per questo lavoro di diffusione, ha ricevuto nel tempo diversi riconoscimenti a livello internazionale e quest’anno una delle artiste della Factory di talenti creata e promossa negli ambienti della Centrale, Francesca Grilli, è stata scelta per rappresentare il nostro paese alla 55esima edizione della Biennale di Venezia.

Non a caso la quasi totalità dei lavori che saranno presentati alla XXXIII edizione di Drodesera è coprodotta da Centrale Fies: a partire dai nomi più celebri di Motus, Ricci/Forte, Stabilemobile Compagnia Antonio Latella ad alcuni dei più importanti talenti che si sono recentemente imposti all’attenzione internazionale quali Alessandro Sciarroni e alcuni artisti della Factory (Francesca Grilli, Pathosformel, Teatro Sotterraneo, Codice Ivan), fino ad alcune delle novità più fresche ed intriganti del nostro panorama come Quiet Ensemble, Mara Cassiani, Enrico Pantani. Uno sguardo e una cura particolari sono stati riservati ai trentini Mali Weil, che elaborano una nuova idea di concept-store in collaborazione con l’interior e product designer Liviana Osti e l’architetto Luca Bertoldi, anch’essi trentini; al cantautore di nuova generazione P o P_X e all’artista visivo altoatesino Michael Fliri. Artisti che fanno della contaminazione e del superamento della tradizione la loro bandiera, mescolando senza soluzione di continuità i linguaggi e disgregando senza timori i confini di genere.
A impreziosire le serate del festival due presenze d’eccezione, a cominciare da quella della Socìetas Raffaello Sanzio/Romeo Castellucci, che riceverà il Leone d’Oro alla Carriera a Venezia il prossimo 2 agosto. Ritorna a Dro invece, dopo il folgorante L’effet de Serge presentato a WE FOLK! lo scorso anno, l’umorismo magico di Philippe Quesne/Vivarium Studio (FR).
Altro ritorno infine per CollettivO CineticO, compagnia ferrarese che si sta affermando tra le migliori proposte nel campo della performing art in Italia, che porta nove ragazzi in scena in uno spettacolo-documentario sui teenager.

Tuttavia, il fulcro di MEIN HERZ non potrebbe trovarsi altrove che nel suo cuore: la grande novità di questa edizione saranno infatti le tre serate centrali, nelle quali gli ambienti di Fies si apriranno ad altrettante realtà italiane ed europee che ne abiteranno integralmente la programmazione.
Lunedì 29 luglio toccherà a CODALUNGA, innovativo polo del contemporaneo creato e gestito con grande coraggio a Vittorio Veneto da Nico Vascellari, di ritorno dalla straordinaria collaborazione con Robert Wilson e Marina Abramovic al Luminato Festival di Toronto. I protagonisti della serata saranno Cesare Feudi e La Belva Psicadelica, GGP, Sissy Biasin, Ninos Du Brasil.
Martedì 30 sarà la volta delle performance di Francesca Banchelli, Valentina Curandi / Nathaniel Katz, Sabina Grasso, Giovanni Morbin, Serena Osti, Luca Pucci / Franco Airaudo / Emanuele De Donno, Anne Sophie Turion, finalisti di LIVE WORKS_ performance art award, un premio per le arti performative nato quest’anno dalla collaborazione di Centrale Fies e il centro di documentazione milanese Viafarini DOCVA: una giuria di addetti ai lavori sceglierà il vincitore dalla rosa dei cinque progetti, selezionati a partire dai 285 pervenuti e ospiti della Centrale in residenza creativa nel periodo precedente la premiazione.
Mercoledì 31 luglio sbarcheranno a Fies da Vienna gli artisti di BRUT, tra i centri per la produzione di performing art più all’avanguardia del continente: in programma tre prime nazionali con Florentina Holzinger & Vincent Riebeek (A/NL), Barbara Ungepflegt (A), Michikazu Matsune (A/J) e il ritorno in Italia del sorprendente Zachary Oberzan (USA/A), membro del collettivo newyorkese Nature Theater of Oklahoma e autore dell’acclamato Your Brother. Remember?.

Ad un centro temporale del festival corrisponderà del resto anche un preciso centro fisico: la temporary gallery di MEIN HERZ. Da anni vera cassa di risonanza del tema del festival, anch’essa rifletterà infatti la natura innovativa di questa edizione, portando nel cuore della Centrale non un insieme di opere e di artisti, ma la rappresentazione stessa della sua essenza: un unico lavoro performativo/installativo, creato ad hoc da Francesca Grilli abiterà infatti la Galleria Trasformatori, fulcro dell’edificio, alla ricerca della disciplina ‘teatrale’ che viene custodita tra le sue pareti, esaminandone l’anatomia strutturale e considerandola come un corpo vivo nel quale le pareti diventano l’ossatura, le luci la pelle, le tende le palpebre che chiudono e svelano la visione.

Come ogni anno, nell’ottica di totale ascolto e rielaborazione dei codici e dei segni del contemporaneo, la realizzazione dell’immagine di MEIN HERZ è stata ideata in collaborazione con un artista “esterno”: il 2013 è l’anno di Giovanni De Pol, fondatore di DEAD MEAT – brand/progetto collettivo che lavora con la moda attraverso modalità e pensieri mutuati dalla filosofia, dall’arte e dalla letteratura – che ha il grande talento di trasformare in immagine “un pensiero critico e la radiografia di una generazione”.

Oltre 50 artisti presenti, 35 lavori (di cui ben 23 prodotti da Centrale Fies), 12 prime nazionali, per una full-immersion da non perdere nelle nuove frontiere della creazione contemporanea.

Nel Parco della Centrale – al quale sarà sempre consentito liberamente l’accesso – ogni sera un dj set animerà il dopo-spettacolo del festival, insieme alla presenza ormai fissa di alcune delle migliori realtà del panorama enogastronomico locale che permetterà al pubblico di conoscere ed apprezzare i prodotti del territorio.
Drodesera è come sempre realizzato nel rispetto assoluto del prezioso ambiente naturale che lo circonda: per questo non è consentito l’accesso alla Centrale con mezzi privati, ma l’organizzazione mette a disposizione del pubblico un servizio di bus navetta gratuito, attivo tutte le sere, partenza da Piazza Repubblica a Dro (vedi INFO).
Le prenotazioni agli spettacoli sono aperte: data la grande richiesta, è consigliabile riservare sin d’ora i biglietti chiamando lo 0464 504700, scrivendo a prenotazioni@centralefies.it o direttamente on-line su www.vivaticket.it (il servizio prevede un costo di prevendita di € 1,50).

Ad anticipare il debutto di MEIN HERZ, due preview in programma mercoledì 17 dalle 17 a Bolzano presso la sede di franzmagazine (Via Catinaccio 7) e venerdì 19 dalle 19 presso il Bar Locos (Via Valbusa Grande 7) di Rovereto, seguite da un aperitivo inaugurale: insieme alla crew di Centrale Fies, sarà presente la compagnia trentina Mali Weil che presenterà l’innovativo concept-store realizzato ad hoc per il festival.
L’opening di MEIN HERZ è prevista invece per il giorno precedente l’apertura ufficiale, giovedì 25 luglio, con la performance di live painting a cura di Enrico Pantani. A seguire dj set (entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso libero).

centralefies.com

Rassegna stampa festival#1 – giugno 2013

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Vie Scena Contemporanea Festival 2013
Modena – Emilia, 23 maggio – 1 giugno
Quai Ouest. Il ritorno di Adriatico nelle vite ai margini di Koltès di Elvira Venezia (Krapp’s Last Post, 1 giugno)
Il teatro In fondo agli occhi di Gianfranco Berardi di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 1 giugno)
L’odore acre del Novecento di Renato Palazzi (Domenica – ilSole24Ore.com, 2 giugno)
Pippo Delbono e l’amore sgarbato in decompressione di Giambattista Marchetto (Bon vivre, 4 giugno)
Danzando tra i detriti del terremoto: Virgilio Sieni chiude il festival Vie con un capolavoro di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 7 giugno)
Orchidee, i fiori del male di Sergio Buttiglieri (Giudiziouniversale.it, 7 giugno)
Porto delle ombre: negli abissi della crisi con il Quai ouest di Koltès messo in scena da Teatri di Vita di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 8 giugno)
Pippo Delbono. Orchidee di Massimo Marino (Doppiozero, 8 giugno)
Ricostruendo macerie. Le quattro case di Virgilio Sieni di Ines Baraldi (Krapp’s Last Post, 8 giugno)
Alla ricerca della tristezza che sopravvive in fondo agli occhi di Giambattista Marchetto (Bon vivre, 9 giugno)
Orchidee (Pippo Delbono) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica, 11 giugno)
La retina frustrata di “Memento mori” di Nicoletta Lupia (Il Tamburo di Kattrin, 13 giugno)
Le aperture di “A puerta cerrada” di Nicoletta Lupia (Il Tamburo di Kattrin, 17 giugno)

INCURSIONI > VIE SCENA CONTEMPORANEA > 2013
a cura di Altre Velocità
La grandezza perduta. Intervista a Theodoros Terzopoulos di Matteo Vallorani (1 giugno)
Ricostruire la vertigine. Appunti dopo Vie 2013 di Lorenzo Donati (1 giugno)
Viaggio al centro della terra e del teatro, con la non-scuola di Alessandra Cava (3 giugno)
Tre dita sotto al ginocchio. Conversazione con Tiago Rodrigues a cura di Sonia Logiurato (19 giugno)
Il controtempo della critica. Intervista a Piergiorgio Giacchè di Francesco Brusa (21 giugno)
Trasfigurare il gesto quotidiano. Conversazione con Virgilio Sieni a cura di Lorenzo Donati, con Matteo Vallorani e Alessandra Cava (26 giugno)

RAVENNA FESTIVAL – Alchimie popolari “Una balera ai giardini”
XXIV Edizione – 29 maggio > 14 luglio
Aurora bella e meccanica di Marinella Guatterini (Domenica – ilSole24Ore.com, 2 giugno)
Da Simona Bertozzi un omaggio a Corelli e alla follia di Erasmo di Giuseppe Distefano (Domenica – ilSole24Ore.com, 20 giugno)
Un paesaggio sonoro: Mundus di De Angelis / Policicchio di Alex Giuzio (Altre Velocità, 28 giugno)

I Teatri del Sacro
10 > 16 giugno, Lucca
A Lucca il teatro è Sacro – 1^ parte di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 14 giugno)
I Canti esistenziali di Teatrino Giullare di Davide Raitano (Krapp’s Last Post, 20 giugno)
A Lucca il teatro è Sacro – 2^ parte di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 21 giugno)
Dal sacro al profano. Intervista a Valter Malosti di Giacomo D’Alelio (Krapp’s Last Post, 21 giugno)
Da Lucca uno spaccato dei Teatri del Sacro 2013 di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 22 giugno)
A Lucca va in scena il sacro di Renato Palazzi (Domenica – ilSole24Ore.com, 23 giugno)
La radio e il filo spinato: padre Kolbe e il cammino verso la catarsi di Davide Raitano (Krapp’s Last Post, 23 giugno)
Lungo la via Francigena con l’asina Geraldine di Davide Raitano (Krapp’s Last Post, 25 giugno)

SPECIALE “I Teatri del Sacro 2013”
a cura di laGazzettadiLucca.it
Il Melville errante dell’anima di Valter Malosti di Igor Vazzaz (11 giugno)
La scena filosofica di Carullo-Minasi di Cassandra Gherardi (11 giugno)
Come la pittura, il teatro di Sara Ricci (11 giugno)
Teatrino Giullare, il fascino e la fallibilità dell’esistenza umana di Andrea Balestri (12 giugno)
Abbiati e il suo Kolbe: quando l’amore oltrepassa il filo spinato di Valentina Passigni (12 giugno)
Il vicino di casa Gesù di Mara Giammattei (12 giugno)
Un mondo meraviglioso per grandi e piccoli di Valentina Passigni (13 giugno)
Nelle storie di Rilke, l’essenza è la domanda di Davide Barsotti (13 giugno)
Italia 2013: basterebbe un miracolo? di Sara Casini (13 giugno)
Poesia e vite spezzate di Andrea Balestri (14 giugno)
Madre e amore ai piedi di un Cristo senza volto di Gemma Salvadori (14 giugno)
I tormenti di Teresa di Lisieux si fanno scena di Cassandra Gherardi (14 giugno)
L’armadio e la follia nucleare di Mara Giammattei (14 giugno)
Dio secondo Geraldina: in cammino con un’asina per ritrovare se stessi di Valentina Passigni (15 giugno)
Teatro da vedere: il pellegrino e l’asina di Valentina Pierucci (15 giugno)
Un mosaico di storie per coloro che restano di Andrea Balestri (15 giugno)
Carnalità e spiritualità: la duità inscindibile di Testori di Sara Casini (15 giugno)
Il paradosso del perdono: il figliol prodigo per Marco Maltauro di Sara Baccili (15 giugno)
La santa e il musical di Mara Giammattei (16 giugno)
Dalla parte di Maddalena: la fragilità e l’amore di Valentina Passigni (16 giugno)
La veglia sapiente di Elena Bucci alle radici del teatro di Igor Vazzaz (16 giugno)
La Bibbia e la sabbia di Andrea Balestri (17 giugno)
Croce, fisarmonica e chitarra elettrica: la storia di don Tonino Bello chiude i Teatri del Sacro di Francesca Cecconi (17 giugno)
La preziosa occasione dei Teatri del Sacro di Igor Vazzaz (21 giugno)

NTFI 2013 – Napoli Teatro Festival
4 – 23 giugno
Come e perché facciamo teatro? A Napoli Peter Brook incontra studenti e teatranti di Chiara Alborino (Krapp’s Last Post, 3 giugno)
I linguaggi del Napoli Teatro Festival di Enrico Fiore (Controscena, 4 giugno)
Lo Spopolatore di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 8 giugno)
Se Brook riduce Beckett a prova di lettura di Enrico Fiore (Controscena, 8 giugno)
Una “Bisbetica” anni Venti di Enrico Fiore (Controscena, 10 giugno)
Nell’essenzialità di Beckett. La nuova ricerca di Brook al Napoli Teatro Festival di Chiara Alborino (Krapp’s Last Post, 10 giugno)
Se Peter Brook scivola con Beckett di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 10 giugno)
Spam di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 11 giugno)
Lo spopolatore: performance che non spopola di Francesca Saveria Cimmino (Corriere dello Spettacolo, 11 giugno)
Deludono Peter Brook e Rafael Spregelburd al Napoli Teatro Festival di Giuseppe Distefano (Domenica – ilSole24Ore.com, 11 giugno)
Antonio e Cleopatra scolpiti nel marmo di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 11 giugno)
Antonio e Cleopatra come statue di Enrico Fiore (Controscena, 12 giugno)
Lo spopolatore di Emanuela Ferrauto (Dramma, 13 giugno)
Viaggiando bendati sul treno del sogno di Enrico Fiore (Controscena, 14 giugno)
La bisbetica domata / Me – She – It di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 15 giugno)
Un Sik-Sik fra grottesco e nevrosi di Enrico Fiore (Controscena, 15 giugno)
La sindrome di Wesselmann e la solitudine dell’artista di Renzo Francabandera (PAC – Paneacquaculture.net, 16 giugno)
Le Centoporte di Rosa Pristina: teatro dei sensi di Alessandro Volta (PAC – Paneacquaculture.net, 16 giugno)
La Classe di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 17 giugno)
Il valzer della vita nel ricordo di Kantor di Enrico Fiore (Controscena, 17 giugno)
Una Lolita fatta solo di parole di Enrico Fiore (Controscena, 18 giugno)
Napoli Teatro Festival: parla De Fusco di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 18 giugno)
Précipitations / Mishima – The garden of forbidden dreams di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 19 giugno)
Itinerario – per una possibile salvezza / Horse boy in apnea di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 19 giugno)
Una Desdemona femminista di Enrico Fiore (Controscena, 20 giugno)
Lolita di Babilonia Teatri: perversione contemporanea di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 20 giugno)
Napoli Teatro Festival: pulsioni vitali al Fringe di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 21 giugno)
Lolita di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 23 giugno)
Il “Circo” di Viviani ridotto a varietà di Enrico Fiore (Controscena, 23 giugno)
Un grande spettacolo chiude il Napoli Teatro Festival di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 23 giugno)
Se l’Africa strizza l’occhio a Brecht di Enrico Fiore (Controscena, 24 giugno)
Doppio punto di vista su: La Classe di Garella al Napoli Teatro Festival di Alessandro Volta e Assunta Petrosillo (PAC – Paneacquaculture.net, 25 giugno)
Circo Equestre Sgueglia di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 26 giugno)
Diario napoletano di Emanuela Ferrauto (Dramma, giugno)
Identità spaesate attraversano il Fringe di Napoli di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 27 giugno)

SPOLETO 56 – Festival dei 2Mondi
28 giugno > 14 luglio
“The Piano Upstairs”. Lo straordinario ritorno di Alessandra Ferri al Festival dei Due Mondi di Spoleto di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello Spettacolo, 29 giugno)
Le note alte di The Piano Upstairs inaugurano il Festival dei Due Mondi di Giacomo D’Alelio (Krapp’s Last Post, 29 giugno)
Al via il Festival dei 2Mondi con il ritorno alla danza della Ferri di Rossella Porcheddu (Il Tamburo di Kattrin, 29 giugno)
L’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Tra Schumann, Tchaikovsky e rischio di chiusura! di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello Spettacolo, 30 giugno)
Dai Due Mondi l’ambizione di Consigliare i dubbiosi di Giacomo D’Alelio (Krapp’s Last Post, 30 giugno)

Primavera dei Teatri XIV edizione – Nuovi linguaggi della scena contemporanea
Castrovillari, 28 maggio – 2 giugno
I sapori millenari zingari e raminghi tra cucina e viaggi di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 1 giugno)
Ancora Primavera: tra Iodice e il debutto di Fibre Parallele di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin, 7 giugno)
Perrotta è Antonio Ligabue, un disperato bisogno d’amore di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 10 giugno)

Festival delle Colline Torinesi – XVIII Edizione
1 > 21 giugno
Il castigo pubblico nell’antologia allegorica di Fibre Parallele di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 12 giugno)
Spregelburd e Gleijeses persi in troppo Spam di Giulia Menegatti (Krapp’s Last Post, 14 giugno)
Educati dal tubo catodico. Il Discorso Giallo di Fanny & Alexander di Bruno Bianchini (Krapp’s Last Post, 17 giugno)
The dead: la nostalgia secondo Città di Ebla di Giulia Muroni (PAC – Paneacquaculture.net, 18 giugno)
Cuocolo/Bosetti nelle stanze di Cechov di Davide Sannia (Krapp’s Last Post, 19 giugno)
Le stanze degli intimi supplizi di Daniele Martino (Doppiozero, 20 giugno)
Discorso giallo Discorso grigio di Maria Dolores Pesce (Dramma, giugno)
Zero Probability: Rabin Mroué trasforma l’impossibile in probabile di Giulia Menegatti (Krapp’s Last Post, 26 giugno)

Angelo Mai Italia Tropici
Angelo Mai Altrove Occupato, Roma – 5 > 7 giugno
Festa d’inizio estate, incontri ai Tropici di Marianna Masselli (Teatro e Critica, 7 giugno)
Kinkaleri ai Tropici. Nella grammatica del gesto di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 8 giugno)
Attraversare un altrove: incontro con Michele Di Stefano all’Angelo Mai di Rossella Porcheddu (Il Tamburo di Kattrin, 10 giugno)
Temperatura tropicale. Conversazione con Michele Di Stefano di Viviana Raciti (Teatro e Critica, 10 giugno)
L’Italia è nei tropici – la nuova antenna dell’Angelo Mai Altrove di Giorgia Cadinu (Rumor(s)cena, 14 giugno)
Andata e ritorno ai Tropici con Michele Di Stefano, novello Lévi-Strauss di Giacomo D’Alelio (Krapp’s Last Post, 18 giugno)

… altri eventi e festival

Il nuovo teatro fra i sampietrini del Pigneto di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 1 giugno)
“Fén” di Marco Paolini alla Biennale Arte 2013 di Leonardo Ebner (NonSoloCinema, 3 giugno)
Uno sguardo al circo contemporaneo di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 3 giugno)
Radio Zolfo #festa13 a cura di Lorenzo Donati e Rodolfo Sacchettini (Altre Velocità, 7 giugno)
Drammaturgia di un festival: Danae di Damiano Pignedoli (Dramma, 11 giugno)
Anticorpi combattivi per costruire una scena integrata di Carlo Lei (Krapp’s Last Post, 13 giugno)
Pass/ages di Alice Calabresi (Che teatro fa – Repubblica.it, 13 giugno)
Lo spettacolo della città: Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival. Una intervista a Fabrizio Gavosto di Redazione Ateatro (Ateatro, 14 giugno)
OperaEstate 33: il programma del festival 2013 di Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin, 19 giugno)
La realtà è parola: Omero, Quintiliano e le Ariette di Renzo Francabandera (PAC – Paneacquaculture.net, 20 giugno)
Edipo Re di Alfredo Agostini (Persinsala, 22 giugno)
Intrighi artistico-erotici da un Messico remoto, immersi nel verde del Fringe festival di Giorgia Cadinu (Rumor(s)cena, 23 giugno)
Diario Roma Fringe 2013 di Caterina Matera (Dramma, giugno)

Elogio dell’educazione creativa. Un dialogo con Chiara Guidi (I) di Antonello Tolve (Artribune, 25 giugno)
Le Presidentesse di Lupinelli: sprofondare nella lingua che si fa carne di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post, 25 giugno)
Il centenario dell’Arena di Verona di Giuseppe Pennisi (Artribune, 26 giugno)
Ci vuole Aristofane per portare Le donne al parlamento? di Filippa Ilardo (Teatro e Critica, 26 giugno)
Prosa et Labora Festival di Angela Villa (Dramma, giugno)
Alla ricerca di nuovi pubblici (tra una polemica e l’altra) di Marco Menini (Krapp’s Last Post, 27 giugno)
Drammaturgie fra mille difficoltà. Un festival a Bologna di Simona Caraceni (Artribune27 giugno)
Elogio dell’educazione creativa. Un dialogo con Chiara Guidi (II) di Antonello Tolve (Artribune28 giugno)
Un bès. Perrotta nel genio e nella pazzia di Ligabue di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 28 giugno)

Inequilibrio 2013: intervista con Andrea Nanni di Rodolfo Sacchettini (Altre Velocità, 29 giugno)

 

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Rassegna stampa di fine stagione #giugno

 

La rassegna de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

 

Rassegna stampa di fine stagione #giugno

rassegnafestival

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPETTACOLI 

Su Still Life (2013) di ricci/forte
ricci/forte – Still Life (2013): intervista a Francesco Scolletta di Andrea Cova (SaltinAria, 8 giugno)
ricci/forte – Still Life (2013): intervista ad Anna Gualdo di Andrea Cova (SaltinAria, 22 giugno)
Still Life: resistere per la differenza secondo ricci/forte di Marianna Masselli (Teatro e Critica, 27 giugno)
Still Life (2013) di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 28 giugno)
Still Life (2013) di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 29 giugno)
Il ponte va visto da sotto: STILL LIFE la nuova produzione di Ricci/Forte per il ventennale deIl Garofano Verde di Mario Di Calo (Corriere dello Spettacolo, 29 giugno)
Still Life (2013) di Andrea Cova (SaltinAria, 29 giugno)

Su Le voci di dentro di Eduardo De Filippo regia di Toni Servillo
Le voci di dentro di Simona Ventura (Persinsala, 2 giugno)
“Le voci di dentro”, il contemporaneo nella tradizione di Silvia Tomaselli (Critical Minds, 5 giugno)
Le voci di Servillo per Eduardo di Michele Ortone (Krapp’s Last Post, 6 giugno)

Su Mozart di Corrado Accordino
Corrado Accordino e gli insoliti accordi di Mozart di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 4 giugno)
Mozart di Emanuele Marconi (Persinsala, 4 giugno)
Corrado Accordino e un Mozart del tutto personale di Laura Timpanaro (Krapp’s Last Post, 7 giugno)
Mozart di Serena Lietti (SaltinAria, 9 giugno)

Su Volare via dal mondo di InQuanto Teatro
Volare via dal mondo? InQuanto teatro ci prova e ci riesce di Erika Seghetti (Krapp’s Last Post, 12 giugno)
Il volo leggero di InQuanto teatro di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 12 giugno)

Su (a+b)3 di Muta Imago
“(a+b)³”, lo stupore silenzioso dei Muta Imago di Marco Moraschinelli (Critical Minds, 4 giugno)
(a+b)3 di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 5 giugno)
(a+b)3 di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 8 giugno)

Su Memorie dal sottosuolo di Roberto Trifirò
Memorie del Sottosuolo di Nicoletta Fabio (Persinsala, 17 giugno)
Le grottesche «Memorie del sottosuolo» di Trifirò di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 19 giugno)
Memorie del sottosuolo di Fȇdor Dostoevskij, con Roberto Trifirò e Caterina Bajetta di Daria D. (Corriere dello Spettacolo, 22 giugno)

Su Quanto vuoi (Clienti) di Greta Zamparini
Quanto vuoi (Clienti) di Emanuele Marconi (Persinsala, 8 giugno)
Si fa ma non si dice. Quanto vuoi? di Laura Timpanaro (Krapp’s Last Post, 22 giugno)

I Giorni del Buio regia e drammaturgia di Gabriele Lavia, coreografia di Enzo Cosimi
I Giorni del Buio di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 23 giugno)
“Ce l’hai na sigaretta? Devo fumà sennò respiro male…” I GIORNI DEL BUIO regia e drammaturgia di Gabriele Lavia di Mario Di Calo (Corriere dello Spettacolo, 23 giugno)
I giorni del buio di Isabella Polimanti (SaltinAria, 25 giugno)
I giorni (bui) di Lavia di Michele Ortore (Krapp’s Last Post, 26 giugno)
“I giorni del buio”: quando la coralità rischia l’appiattimento di Vera Santillo (Recensito, 27 giugno)
Una conversazione su “I giorni del buio”. Gli allievi della Silvio D’Amico diretti da Lavia di Marianna Masselli e Viviana Raciti (Teatro e Critica, 29 giugno)
Vivere al buio: gli homeless di Roma si raccontano ai giovani attori dell’Accademia di Laura Novelli (PAC – Paneacquaculture.net, 30 giugno)

Su Incantevole (Lovely Head)
 di Neil LaBute, traduzione di Luca Calvani, regia di Marco Calvani
Incantevole – Lovely Head di Alice Calabresi (Che teatro fa – Repubblica.it, 1 giugno)
Incantevole di Andrea Cova (SaltinAria, 2 giugno)

Su La Sagra della Primavera, Paura e delirio a Las Vegas di Cristina Rizzo
La Sagra della Primavera, Paura e delirio a Las Vegas di Valentina De Simone (Che teatro fa – Repubblica.it, 3 giugno)
Romaeuropa ricorda il Sacre du Printemps di Viviana Raciti (Teatro e Critica, 5 giugno)

Su Aldo Morto. Tragedia di Daniele Timpano
Atlante XXX – Aldo Morto 54. Un mese dopo di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 11 giugno)
Aldo Morto dissacrato di Igor Vazzaz (Giudiziouniversale.it, 14 giugno)

Su INSANAmente Riccardo III di Roberta Torre
Palermo: Roberta Torre e l’insana mente di Re Riccardo di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 7 giugno)
In scena, per prendersi una straccio di responsabilità o una pillola di normalità. Una intervista a Roberta Torre su Insanamente Riccardo III di Vincenza Di Vita (Ateatro, 13 giugno)
INSANAmente Riccardo III: Roberta Torre negli abissi umani di Filippa Ilardo (Teatro e Critica, 13 giugno)

… altri spettacoli

La lotta nella stalla di Maria Dolores Pesce (Dramma, 3 giugno)
Taking care of baby di Caterina Matera (Dramma, 3 giugno)
ECO di Nicoletta Fabio (Persinsala, 4 giugno)
(Rather than) blues di Mara Verena Leonardini (Persinsala, 4 giugno)
Gesti in vendita / rapporti invendibili di Rossella Porcheddu (Che teatro fa – Repubblica.it, 5 giugno)
Trash Express di Italia Santocchio (SaltinAria, 5 giugno)
L’Ultima Madre di Camilla Lietti (Stratagemmi, 6 giugno)
Lotta di negro e cani di Emanuela Mugliarisi (Persinsala, 8 giugno)
“Marilyn – Gli ultimi tre giorni”, delitto di Stato di una vittima del maschilismo di Marco Moraschinelli (Critical Minds, 9 giugno)
Il Don Giovanni crudo ed efferato di Michieletto alla Fenice di Diego Mantoan (NonSoloCinema, 9 giugno)
Melodia per una nota sola di Silvana Costa (Persinsala, 9 giugno)
L’urlo dell’umanità alla deriva in Hotel Belvedere secondo Paolo Magelli di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 9 giugno)
A scuola con Amleto di Gilda Tentorio (Stratagemmi, 9 giugno)
Gli italiani di seconda generazione: “Mi chiamo Aram e sono italiano. Storie da Synagosyty” di Maria Pettinato (Corriere dello Spettacolo, 10 giugno)
«Talita kum»: Valeria Sacco e il respiro della vita di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 10 giugno)
La fine – Götterdämmerung (Il crepuscolo degli dei) di Vincenzo Borghetti (Drammaturgia, 11 giugno)
La diversità senza parole passa per Teatro dell’Argine di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post, 11 giugno)
4:48 Psychosis di Carlo Studer (SaltinAria, 12 giugno)
La Tempesta di Francesca Gambarini (Stratagemmi, 12 giugno)
Il tempo scava l’anima – Rigoletto di Giovanni Fornaro (Drammaturgia, 14 giugno)
Forse tornerai dall’estero racconta la vita dentro un bar. Andrea Montali esordisce come autore teatrale per il TSB di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 14 giugno)
Au revoir con lo stile di Sylvie di Marinella Guatterini (Domenica – ilSole24Ore.com, 16 giugno)
Con “Rossini cards” l’Aterballetto di Bigonzetti fa rivivere attraverso la danza la creatività del celebre musicista di Patrizia Binco (Rumor(s)cena, 16 giugno)
“Residuale – forma 1 – spaziamento e giustapposizione”, uno spettacolo che del pubblico non ha bisogno di Marco Moraschinelli (Critical Minds, 17 giugno)
IO2 di Claudio Facchinelli (Persinsala, 17 giugno)
Ballando, ballando delle VBB fa cantare e ballare la storia del Sudtirolo -Alto Adige in un musical originale e divertente di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 17 giugno)
Nudi e crudi di Alessandra Cioccarelli (Stratagemmi, 17 giugno)
L’illusione e l’abisso dell’uomo – Abissi / Abgründe / Abysses di Enrico Piergiacomi (Teatro e Critica, 18 giugno)
Che danze quel Casanova! di Marinella Guatterini (Domenica – ilSole24Ore.com, 23 giugno)
Verdi «chiude» il Maggio di Carla Moreni (Domenica – ilSole24Ore.com, 23 giugno)
Karenina. Prove aperte d’infelicità di Angela Villa (Dramma, giugno)
Nel cimitero del teatro, per stanare Carmelo. Una riflessione su A Carmelo, per il Bene di tutti di Erika Di Crescenzo di Fernando Mastropasqua (Ateatro, 24 giugno)
Se io fossi come te, tu non mi vorresti di Francesco Mattana (SaltinAria, 24 giugno)
In Exitu di Daniela Cohen (SaltinAria, 26 giugno)
Carmen Funebre di Alice Calabresi (Che teatro fa – Repubblica.it, 28 giugno)
I parenti terribili di Alessandra Cioccarelli (Stratagemmi, 28 giugno)
Ferite a Morte una tragedia che riguarda anche le donne transessuali di Vincenza Di Vita (Rumor(s)cena, 29 giugno)
Ulisse, il ritorno di Serena Lietti (SaltinAria, 29 giugno)
GliSconosciuti” di Igor Grčko: un buon testo sminuito da scelte sbagliate di Marco Moraschinelli (Critical Minds, 30 giugno)

INTERVISTE

Bufferfly secondo Mariko Mori di Giuseppe Pennisi (Artribune, 19 giugno)
Massimo Carlotto parla delle sue “Vendicatrici”: “Alle donne il compito di riaprire il conflitto” di Katia Ippaso (Le storie di Katia, 19 giugno)
Verso un tempo dilatato. Una birra con Alessandro Sciarroni di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 28 giugno)

APPROFONDIMENTI

Io non volo mai, sono una che cammina. Ricordo di Franca Rame a cinquantasei anni di Laura Mariani (Ateatro, 10 giugno)
Il Valle e gli altri: una rivolta culturale di Ilenia Carrone (Doppiozero, 13 giugno)
Shakespeare in carcere. L’esperienza di Fabio Cavalli (Stratagemmi, 20 giugno)
Istanbul, ovvero la rivolta come spettacolo. Una mail a Mimma Gallina di Marco Ansaldo (Ateatro, 24 giugno)
Premio Hystrio 2013 di Daniele Stefanoni (Dramma, giugno)
Teatro Eliseo: tra crisi e vendita. La risposta del direttore di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 25 giugno)
Un Festival della Filosofia dove “l’avventura d’esser sé” parlava anche di Peer (Gynt) e “le storie di un ladro di storie”. Filosofia e Teatro a confronto al Teatro Massimo di Cagliari di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 25 giugno)
Atlante XXXI – Professione: Teatro di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 25 giugno)
Premio Le Maschere del Teatro. Conversazione con un giurato di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 26 giugno)
Teatri in città: Milano, Venezia, Bologna, Roma di Maddalena Giovannelli, Roberta Ferraresi, Massimo Marino e Ilenia Carrone (Doppiozero, 27 giugno)

 

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Rassegna stampa festival#1 – giugno 2013

 

La rassegna de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Finestate Festival: un nuovo network fra passato e futuro

Ormai è sulla bocca di tutti che l’arte, la storia e la cultura italiane siano continuamente in pericolo: Pompei rischia di uscire dal prestigioso circolo dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco, gli eco-mostri straziano gli orizzonti, i monumenti sono bardati da impalcature perenni. L’Italia arranca nel sostenere il peso di un patrimonio diffuso enorme, per non parlare poi di presente, di contemporaneo, di futuro; e, se possibile, la situazione peggiora ancor di più, se si sconfina in quel campo di produzione immateriale che è quello delle arti performative: i teatri chiudono, i festival sono sempre più in affanno, le compagnie si trovano schiacciate fra necessità di produzione, giornate di lavoro, repliche, contributi (criteri inattuali su cui si fonda, ad esempio, la distribuzione dei finanziamenti ministeriali) e vita reale, artistica e non. Che dire, poi, se alla disattenzione e all’incuria di un Paese che pare essere incapace di riconoscere (oltre che di valorizzare) le proprie potenzialità, si aggiungono le ripercussioni della crisi (non solo finanziaria) globale: già lontani gli imbarazzi di “con la cultura non si mangia”, oggi lo stato di emergenza si è consolidato come realtà quotidiana e l’eccezionalità che lo dovrebbe contraddistinguere tante volte ha lasciato il posto alla logica di una routine amaramente rassegnata.
Ma, laddove c’è, oltre alle evidenti difficoltà economiche, innanzitutto un vuoto (progettuale, amministrativo, concettuale), naturalmente e paradossalmente fiorisce l’eccellenza delle iniziative indipendenti, la creatività partecipata, la buona volontà dei singoli: basti pensare ai gruppi d’acquisto, alle iniziative di sharing (casa, macchina e chi più ne ha più ne metta), al guerrilla gardening e – per tornare a noi – ai tanti teatri occupati e/o autogestiti, dal Valle in poi. La resistenza si converte in dinamiche progettuali originali, la sopravvivenza in opportunità, la crisi in solidarietà, nella tradizione di quell’arte di arrangiarsi che ormai ha fatto il giro del mondo. Non che queste iniziative, da sole, possano andare a fronteggiare per sempre la polverizzazione istituzionale, gli anacronismi iper-burocratici e l’inadeguatezza dirigenziale; ma spesso hanno il merito di portare con forza all’attenzione necessità e urgenze che sono il segno dei tempi che cambiano, lasciando intravedere nuovi orizzonti operativi, rifocalizzando l’essenziale e disegnando nuovi percorsi per coltivarlo, quando non addirittura conquistarlo.

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È il caso di Finestatefestival, network attivo dal 2012 che raccoglie le spinte di sei rassegne che si sviluppano, come dice il titolo, fra agosto e ottobre, andando a concludere la lunga stagione dell’Italia dei festival. Si parte con B.Motion di Bassano del Grappa (VI), dal 22 al 31 agosto; Castel dei Mondi, ad Andria, il 25 agosto, poi  il romano Short Theatre – che quest’anno si presenta con un titolo a dir poco emblematico: La democrazia della felicità –, per proseguire con Terni (18-29 settembre) e chiudere con Contemporanea di Prato e Approdi a Cagliari, nuova realtà nel quartiere di Sant’Elia.
L’esito, per il 2013, è quello di proporre, all’interno della propria programmazione, due spettacoli internazionali: Nos solitudes di Julie Noche (nell’ambito di FranceDanse / Festival di danza contemporanea promosso dall’Institut Français, dal Ministère de la Culture et de la Communication, dall’Institut français Italia e dalla Fondazione Nuovi Mecenati) e Agoraphobia di Lotte van den Berg (in collaborazione con l’Ambasciata dei Paesi Bassi).

Lotte van den Berg "Agoraphobia" (foto di Willem Weemhoffhires)

Lotte van den Berg “Agoraphobia” (foto di Willem Weemhoffhires)

Perché sei festival si mettono insieme formalizzandosi in una rete? Dando uno sguardo agli obiettivi sintetizzati nella presentazione del network, si parla di «stimolare la cooperazione tra festival in Italia», con una specifica vocazione internazionale – anche immaginando percorsi a doppio senso che, oltre a portare nel nostro Paese lavori dall’estero, promuovano anche tournée straniere di artisti italiani, sperimentando collaborazioni anche con gli istituti di cultura e sviluppando un mercato unico delle arti performative in Europa – e un’attenzione particolare per la ricerca, per quanto riguarda «forme ibride dell’arte performativa» e «facilitare la collaborazione tra artisti di provenienze e di ambiti diversi». Quella che viene in mente, con una prospettiva trasversale rispetto alle diverse realtà e agli obiettivi che si pongono, è una ragione innanzitutto di sostenibilità economica: incontrandosi su alcune scelte di programmazione, queste rassegne hanno la possibilità di proporre al proprio pubblico lavori che forse, altrimenti, non avrebbero potuto ospitare, «al fine di moltiplicare le potenzialità che consentono di raggiungere traguardi al di fuori della portata del singolo festival». In momenti come oggi, già questo può essere un segno prezioso dei tempi che cambiano, per esempio sostituendo condivisione e confronto alla logica forsennata del debutto a tutti i costi, della concorrenza sul filo della novità, della competizione su nomi, date, location e tutto il resto. Ma, dando un’occhiata da vicino ai due spettacoli scelti, nel 2013, per la circuitazione all’interno del network è possibile sia riconoscere il segno delle linee di operatività individuali che abbiamo imparato, negli anni, a frequentare, sia provare a immaginare le risonanze interne e i flussi delle sinergie possibili, a livello artistico, certo, ma anche etico e politico; e per intuire come, forse, nel futuro più o meno imminente di questi primi passi di collaborazione, ci sia molto, molto di più.

Già in sede di conferenza stampa si è sottolineata la volontà di una condivisione progettuale che metta i festival in comunicazione diretta fra loro preservandone, però, differenze e specificità. Più che di una necessità strategica – come ha tenuto a sottolineare Edoardo Donatini –, si parla di affinità. Sensibilità comuni che si rivelano, solo per fare un esempio, nella scelta di uno degli spettacoli internazionali – quello di Julie Nioche –, affidata al direttore artistico di Contemporanea e a Linda Di Pietro, codirettrice di Terni Festival, che a Parigi hanno visionato Nos Solitudes e incontrato la coreografa; ma anche nel progetto di Lotte van der Berg, che fra nuove tecnologie e arte pubblica invaderà le piazze europee per tutta l’estate. O, per fare un altro esempio, nella presenza di Indisciplinarte (l’associazione che gestisce la rassegna umbra) sul territorio cagliaritano, per un progetto a lungo termine, che parta da Approdi e lavori in prospettiva, per rinsaldare il quartiere di Sant’Elia alla città.

Julie Noche "Nos Solitudes" (foto di Agathe Poupeney)

Julie Noche “Nos Solitudes” (foto di Agathe Poupeney)

Un impegno di cooperazione, quello del network, percepibile nella piacevole serata di presentazione, che si è svolta su una terrazza romana con suggestivo affaccio su Piazza Venezia. Non un’elencazione dei programmi, di cui si sono date piccole anticipazioni, brevi assaggi, ma una presentazione di linee comuni, di una rete di linguaggi e artisti contemporanei.
Salta subito agli occhi come la nascita di Finestate, più che una nuova iniziativa, vada a formalizzare una prossimità, una curiosità e un sistema di attenzioni preesistente: si riconosce il segno dell’arte pubblica che distingue Prato e Terni, la loro dimensione – con Bassano – di lavoro internazionale e l’attenzione alle pressioni di cocente attualità, come anche a Short Theatre. Si impone l’attenzione che lega tutti alla creatività emergente, alla ricombinazione di linguaggi e percorsi nella sperimentazione di collaborazioni inedite.

Ma Finestate non sta solo a indicare l’intreccio, pure importante, di pressioni, orientamenti, volontà preesistenti che intendono legarsi in una nuova dimensione di progettazione partecipata. Parlando assieme di politiche (scouting, transnazionalità, cooperazione) e di estetiche (nuovi linguaggi, ibridazione…), è possibile cogliere forse un altro obiettivo rispetto al programma, che un po’ li ricapitola tutti ma, soprattutto, può lasciar intravedere qualche passaggio in più, che supera tanto le ragioni di ordine di sostenibilità economica quanto la spinta degli orientamenti già attivi in precedenza: i festival di Finestate sembrano trovarsi insieme a rimarginare lo scollamento, che è sempre andato più amplificandosi, fra estetica e politica. Quello che ne emerge sembra manifestarsi come un esperimento che si propone di chiamare a raccolta, al proprio interno, sensibilità e poetiche, ma anche scelte etiche e politiche culturali, progettualità di ampio respiro e lunga durata, in un unicum che ha tutte le potenzialità per segnare il passo, andando a intercettare creativamente, ancora una volta – ma, in questo caso, attraverso un sistema di sinergie dichiarato – le urgenze della scena contemporanea e a disegnare per essa nuovi sviluppi possibili.

Rassegna stampa 27 maggio – 2 giugno

rassegna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Su Incantevole (Lovely Head)
 di Neil LaBute, regia di Marco Calvani (Teatro dei Conciatori, Roma
 21 maggio – 2 giugno)
Authors directing Authors. LaBute/Calvani al debutto romano di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 27 maggio)
Incantevole – Lovely Head di Valentina De Simone (Che teatro che fa – Repubblica.it, 29 maggio)
Incantevole – Lovely Head di Alice Calabresi (Che teatro che fa – Repubblica.it, 1 giugno)
Incantevole di Andrea Cova (SaltinAria, 2 giugno)

Su I parenti terribili di Jean Cocteau, adattamento e regia Ilaria Testoni (Teatro Arcobaleno, Roma 22 maggio – 2 giugno)
I parenti terribili di Silvia Ianniello (Persinsala, 29 maggio)
I parenti terribili di Ilario Pisanu (SaltinAria, 2 giugno)

… altri spettacoli

Idoli di Angela Villa (Dramma)
Romeo e Giulietta, nel mondo liquido del Lemming di Rita Borga (Krapp’s Last Post, 27 maggio)
L’allucinato teatro-danza di Patrizia Aroldi e Afra Crudo di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 27 maggio)
After the end di Mara Verena Leonardini (Persinsala, 27 maggio)
Stanze Comunicanti di Serena Cirini (Persinsala, 27 maggio)
La Kustermann, una struggente Saffo, chiude la stagione teatrale del Vascello di Maria Allegra Zapponi (Recensito, 28 maggio)
Tanto Sacrificio per nulla? di Enrico Piergiacomi (Teatro e Critica, 28 maggio)
Nothing Personal Oh Yeah di Alessandro Alfieri (Persinsala, 29 maggio)
Un Amleto dove il suo “essere” è una proiezione delle nostre paure di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 29 maggio)
Uomini e donne in cerca di una “Rivincita”. Un teatro capace di raccontare la nostra realtà di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 29 maggio)
Pira balcanica di Paolo Patrizi (Drammaturgia, 30 maggio)
«All’ombra dell’ultimo sole» per non dimenticare Fabrizio De Andrè di Francesco Motta (Domenica – ilSole24Ore.com, 30 maggio)
“Confessioni di un burattino senza fili” al Piccolo Teatro Campo D’Arte di Maria Teresa Limosa (Recensito, 30 maggio)
“Lucifer’s show” ispirato a “Lettere dalla Terra” di Mark Twain di Daria D. (Corriere dello Spettacolo, 31 maggio)
La lotta nella stalla di Maria Dolores Pesce (Dramma)
Sul confine di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi, 31 maggio)
Taking care of baby di Caterina Matera (Dramma)
Il ritorno di Rienzi di Giuseppe Pennisi (Artribune, 2 giugno)
“(Rather than) Blues, da Tennessee Williams e altri pretesti” di Daria D. (Corriere dello Spettacolo, 2 giugno)
Il circo di Maurizio Giordano (Dramma)
Le voci di dentro di Simona Ventura (Persinsala, 2 giugno)
La Donna del Mare di Ilaria Guidantoni (SaltinAria, 2 giugno)

INTERVISTE

Intervista a Richard Schechner: la performance salverà il mondo? di Vincenza Di Vita (Rumor(s)cena, 30 maggio)
Aldo Cassano: intervista al direttore artistico della Compagnia Anima nera di Francesco Mattana (SaltinAria, 30 maggio)

APPROFONDIMENTI e POLITICHE

Venezia, tra arte e teatro di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 29 maggio)
Addio Franca Rame: così Eugenio Barba ti ha raccontato di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 29 maggio)
Franca Rame, il teatro come impegno di Enrico Fiore (Controscena, 30 maggio)
Ciao Franca Rame, donna davvero speciale di Maria Cristina Serra (PAC – Paneacquaculture.net, 30 maggio)
Dello Scompiglio: uno spazio performativo immerso nella natura toscana di Ines Baraldi (Krapp’s Last Post, 31 maggio)
Addio Franco Scaldati, moderno Omero del teatro di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 2 giugno)
Il teatro funestato di morti: addio a Franco Scaldati di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 2 giugno)

EVENTI e RASSEGNE

La delicata poesia di Alvis Hermanis di Ines Baraldi (Krapp’s Last Post, 28 maggio)
Sharon Fridman, Ferenc Fehér e l’essenza della danza di Stefania Zepponi (Krapp’s Last Post, 28 maggio)
Peter Brook incontra Napoli: si lavora con il cuore e con l’intuito di Francesca Saveria Cimmino (Corriere dello Spettacolo, 28 maggio)
Il nuovo teatro fra i sampietrini del Pigneto di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 1 giugno)
Aurora bella e meccanica di Marinella Guatterini (Domenica – ilSole24Ore.com, 2 giugno)

Primavera dei Teatri XIV edizione – Nuovi linguaggi della scena contemporanea 
Castrovillari, 28 maggio – 2 giugno

Lo sfogo del Cabaret Italia: non siamo più il Bel Paese di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 30 maggio)
Le marionette crudeli e polverose di “Shitz” di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 30 maggio)
Al via Primavera dei Teatri: tra Malosti e Maniaci d’Amore di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin, 30 maggio)
A Primavera dei Teatri: tra dialettica collettiva, Perrotta e Latini di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin, 31 maggio)
Primavera dei Teatri 2013 di Claudio Facchinelli (Persinsala, 1 giugno)

Vie Scena Contemporanea Festival 2013
Modena – Emilia, 23 maggio – 1 giugno

L’infanzia di Virgilio Sieni: entusiasmo a Vie di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 27 maggio)
Puskin malridotto di Sergio Buttiglieri (Giudiziouniversale.it, 27 maggio)
Sparlando di Teatro da Vie Festival 2013 di Mario Bianchi & Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post, 27 maggio)
Onegin. Commentaries. A Vie il nuovo lavoro di Hermanis di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 29 maggio)
Da Sartre a Mayorga le diverse Vie della drammaturgia di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 29 maggio)
Viaggio al centro del terremoto: la non-scuola delle Albe a Vie di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 31 maggio)
Vie del terremoto di Massimo Marino (Doppiozero, 31 maggio)
Hermanis, Plini, Nicolaï. Cronache da Vie Festival 2013 di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 31 maggio)
Quai Ouest. Il ritorno di Adriatico nelle vite ai margini di Koltès di Elvira Venezia (Krapp’s Last Post, 1 giugno)
Il teatro In fondo agli occhi di Gianfranco Berardi di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 1 giugno)
L’odore acre del Novecento di Renato Palazzi (Domenica – ilSole24Ore.com, 2 giugno)

INCURSIONI > VIE SCENA CONTEMPORANEA > 2013
a cura di Altre Velocità

Di fronte al senso di colpa. Conversazione con Marco Plini di Francesco Brusa (Altre Velocità, 27 maggio)
Storia è autobiografia. Se rompen la olas di Mariana Villegas di Alessia Rosa Avallone (Altre Velocità, 27 maggio)
< Age > di Collettivo Cinetico, l’adolescenza algebrica di Agnese Doria (Altre Velocità, 28 maggio)
Onegin. Commentaries di Hermanis: basta una scimmia per fare Puskin? di Francesco Brusa (Altre Velocità, 28 maggio)
Accumulare residui. Conversazione con Lagartijas Tiradas al Sol di Alessia Rosa Avallone (Altre Velocità, 29 maggio)
Di fronte al dolore degli altri, e al nostro. In fondo agli occhi di Berardi/Casolari e Brie di Lorenzo Donati (Altre Velocità, 29 maggio)
Dentro a Memento Mori di Pascal Rambert di Sonia Logiurato (Altre Velocità, 29 maggio)
Una Medea del Nordeuropa. Su Karina Medvedeva di Matteo Vallorani (Altre Velocità, 30 maggio)
Il cous cous di Camus. Sul Teatro naturale? delle Ariette di Sonia Logiurato (Altre Velocità, 30 maggio)
Le metamorfosi del dolore. Su Karina Medvedeva di Ilaria de Lillo (Altre Velocità, 30 maggio)
Fotografie da Vie Festival 2013 di Chiara Ferrin (Altre Velocità, 31 maggio)
Immagini per indagare la condizione umana: conversazione con Pascal Rambert a cura di Sonia Logiurato con la collaborazione di Matteo Vallorani (Altre Velocità, 31 maggio)
Dialogo sui minimi sistemi. Conversazione con Berardi/Casolari a partire da In fondo agli occhi a cura di Lorenzo Donati con la collaborazione di Sonia Logiurato e Francesco Brusa (Altre Velocità, 1 giugno)
La grandezza perduta. Intervista a Theodoros Terzopoulos a cura di Matteo Vallorani (Altre Velocità, 1 giugno)
Ricostruire la vertigine. Appunti dopo Vie 2013 di Lorenzo Donati (Altre Velocità, 1 giugno)

 

 La rassegna de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Rassegna stampa 20 – 26 maggio

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Su Adamo&Eva liberamente tratto 
da Il
 Diario 
di Adamo 
ed 
Eva 
di
 Mark Twain
, scritto 
e 
diretto da 
Laura Rovetti (Teatro Studio Uno, Roma 7 – 19 maggio)
Adamo&Eva di Alessio Neroni (Persinsala, 24 maggio)
Adamo&Eva di Andrea Cova (SaltinAria, 26 maggio)

Su E se il Piccolo… di Daniele Cauduro, ispirato a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery (Teatro Cometa Off, Roma 21 – 26 maggio)
E se il Piccolo… di Alessio Neroni (Persinsala, 24 maggio)
E se il Piccolo… di Michela Staderini (SaltinAria, 26 maggio)

Su Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, regia di Toni Servillo (Teatro Argentina, Roma 7 maggio – 2 giugno)
Le voci di dentro di Valentina De Simone (Che teatro che fa – Repubblica.it, 20 maggio)
Le voci di dentro: Toni Servillo nei sogni di Eduardo di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 20 maggio)
Le voci di dentro di Andrea Cova (SaltinAria, 25 maggio)

Su LightBlack di Andrea De Magistris / Dynamis Teatro (Teatro Vascello, Roma 17 – 19 maggio)
“LightBlack”: decostruire la città (per liberarla)
di Domenico Donaddio (Recensito, 20 maggio)
LightBlack di Sara Benvenuto (SaltinAria, 21 maggio)

Su Il regista in scena di Giuliano Vasilicò (Teatroinscatola, Roma 14 – 26 maggio)
Il regista in scena di Gianluigi Cacciotti (SaltinAria, 21 maggio)
Il regista in scena
di Daria Bellucco (Persinsala, 25 maggio)

Su Otello Spritz da William Shakespeare, testo e regia di Renato Sarti in collaborazione con Bebo Storti (Piccolo Teatro Studio Expo, Milano 9 – 19 maggio)
Otello Spritz di Francesco Mattana (SaltinAria, 20 maggio)
Otello Spritz di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi, 26 maggio)

Su Digerseltz di Elvira Frosini (Teatro dell’Orologio, Roma 10 – 19 maggio)
Digerseltz di Caterina Matera (Dramma)
Digerseltz. Rito teatrale e perenne abbuffata di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 22 maggio)

… altri spettacoli

Il Pinocchio di Babilonia Teatri di Leonardo Mello (Drammaturgia, 20 maggio)
L’ultimo dei tribuni o un dittatore tra i tanti? di Paolo Patrizi (Drammaturgia, 20 maggio)
Miranda di Daniele Rizzo (Persinsala, 20 maggio)
La solitudine del Re. I 55 giorni di Aldo Moro nella prigione del popolo di Michela Di Michele (Persinsala, 20 maggio)
Don Chisciotte di Federico Migliorati (Persinsala, 20 maggio)
La Rosaspina di Emma Dante, una fiaba per adulti di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 20 maggio)
Forsythe e Bigonzetti per Aterballetto. La grande danza sul palco del Teatro Verdi di Padova di Silvia Aufiero (NonSoloCinema, 21 maggio)
Lettere dall’Etiopia di Simona Maria Frigerio e Luciano Ugge (Persinsala, 21 maggio)
Le voci della metamorfosi, prove pubbliche di trasformazione artistica di Daniele Rizzo (Persinsala, 21 maggio)
Cocktail Party di Carla Veccia (SaltinAria, 21 maggio)
Richard III (overu la nascita du novu putiri) di Corrado Rovida (Stratagemmi, 21 maggio)
Robe di questo mondo: lo spettacolo a strisce di Carrozzeria Orfeo di Rossella Porcheddu (Il Tamburo di Kattrin, 21 maggio)
Francamente me ne infischio. Black (Antonio Latella) – Sguardi di Quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica, 21 maggio)
Carlo Croccolo porta l’Italia alla sbarra di Enrico Fiore (Controscena, 22 maggio)
Concerto blu di Emanuela Ferrauto (Dramma)
Homo ridens, riso amaro di Nicola Arrigoni (Giudiziouniversale.it, 22 maggio)
«Oh Dio Mio!» la Gov spedisce in analisi il Padre eterno di Francesca Motta (Domenica – ilSole24Ore.com, 22 maggio)
La trilogia di Orlando secondo Caterina Poggesi di Guido Mencari (Krapp’s Last Post, 22 maggio)
Merimia di Alessio Neroni (Persinsala, 22 maggio)
L’impero dei sensi di colpa di Enrico Bernard (SaltinAria, 22 maggio)
Il Ratto d’Europa di Isabella Polimanti (SaltinAria, 23 maggio)
Cronaca di una crisi annunciata di Ilaria Guidantoni (SaltinAria, 23 maggio)
La versione di Barney di Angela Villa (Dramma)
Saffo o il volo dell’acrobata di Valentina De Simone (Che teatro che fa – Repubblica.it, 24 maggio)
Fratellini di Paolo Randazzo (Dramma)
Mai abbastanza parole per Mariangela Gualtieri di Salvatore Insana (Krapp’s Last Post, 24 maggio)
R… esistere di Simona Maria Frigerio (Persinsala, 24 maggio)
I Mole People – Un concerto. Un disastro di Nicoletta Fabio (Persinsala, 24 maggio)
Antigone di Martina Treu (Stratagemmi, 24 maggio)
Laura Riccioli in viaggio nella realtà degli OPG di Viviana Raciti (Teatro e Critica, 24 maggio)
Sul confine di Silvana Costa (Persinsala, 25 maggio)
Black Reality di Maria Rita Di Bari (Che teatro che fa – Repubblica.it, 26 maggio)
Celestini populista incompiuto di Renato Palazzi (Domenica – ilSole24Ore.com, 26 maggio)
Rincorrendo la Ciaccona di Bach di Marinella Guatterini (Domenica – ilSole24Ore.com, 26 maggio)
After the end di Francesco Mattana (SaltinAria, 26 maggio)
Essere norvegesi di Sara Sullam (Stratagemmi, 26 maggio)

INTERVISTE

“Imprenditori di Sogni”. L’Arte a 360 gradi a cura di Francesco Pace (Corriere dello Spettacolo, 20 maggio)
Elisabetta Pellini. Una semplice donna amante del set! a cura di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello Spettacolo, 21 maggio)
Patire l’eccesso, “sprecare” la vita. Conversazione con Daniele Timpano sul corpo (mai) morto del teatro di Patrizia Fantozzi (Recensito, 21 maggio)
Pochi grandi cuori, ma resistenti. Intervista a Daniele Ninarello di Marcella Scopelliti (Krapp’s Last Post, 23 maggio)
Piero Maccarinelli: al Sindaco chiedo di tutelare Roma di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 23 maggio)
Romeo Castellucci, Leone d’oro non per l’Italia di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 23 maggio)
“Cogit-Azioni” sul Sapere del Corpo tra teatro ed etica. Intervista ad Andres Neumann di Vincenza Di Vita (Rumor(s)cena, 23 maggio)
Dall’Italia alla Francia, da una cultura di città a una cultura di corte. Intervista a Bernhard Rudiger – Casa 3 di Chiara Pirri (Teatro e Critica, 23 maggio)
Debuttanti in Biennale: Francesca Grilli di Ginevra Bria (Artribune, 24 maggio)
Prima del voto: intervista al Teatro Valle Occupato di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 25 maggio)
Intervista a Marco Carniti, appassionato regista teatrale e cinematografico di Tamara Malleo (Recensito, 26 maggio)

APPROFONDIMENTI e POLITICHE

Le riviste di teatro tra passato e futuro. La giornata di studio “Le riviste e il teatro, culture in trasformazione” a cura della Consulta Universitaria del Teatro di Redazione (Ateatro, 20 maggio)
Le donne da domare, da Shakespeare ad oggi: pantere, serpenti o… canoiste? di Renzo Francabandera (PAC – Paneacquaculture.net, 20 maggio)
Genova, il Teatro Archivolto rischia la chiusura e chiede solidarietà di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 21 maggio)
La finale di Coppa dei Campioni. Solo un pretesto per parlare di “Sport come Spettacolo artistico” di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello Spettacolo, 25 maggio)
La questione Ne(x)twork e Misterman di Damiano Pignedoli (Dramma)
Città d’Italia sul filo di Wagner di Carla Moreni (Domenica – ilSole24Ore.com, 26 maggio)

RASSEGNE e EVENTI

A Ravenna Fèsta per il teatro romagnolo di Matteo Cavezzali (Krapp’s Last Post, 21 maggio)
Danzatalenti 2013 di Francesca Camponero (Sipario, 21 maggio)
Nuove strade al teatro antico? di Maddalena Giovannelli (Doppiozero, 23 maggio)

Vie Scena Contemporanea Festival 2013 (Modena – Emilia, 23 maggio – 1 giugno)
Europa, teatro e ricostruzione: conversazione con Pietro Valenti a cura di Alessia Avallone e Sonia Logiurato, con la collaborazione di Matteo Vallorani (Altre Velocità, 24 maggio)
Refoli di racconto: Memento Mori di Pascal Rambert di Lorenzo Donati (Altre Velocità, 25 maggio)
Incursioni > Vie Scena Contemporanea 2013. I pdf de La Gazzetta di Modena a cura della redazione di Altre Velocità (Altre Velocità, 25 maggio)
L’ironia delle note a margine rivela l’estetica di Puškin di Giambattista Marchetto (Bon vivre, 26 maggio)

PlayFestival (Teatro Ringhiera, Milano 13 – 19 maggio)
PlayFestival premia ma fatica a trovare drammaturgie originali di Martina Melandri (Krapp’s Last Post, 21 maggio)
Miracolo a Milano… di Angela Villa (Dramma)
PlayFestival 2013 di Serena Lietti (Sipario, 23 maggio)
Teatro junior: LaFabbrica trionfa al Play Festival con “Aspettando Nil” di Vincenzo Sardelli (PAC – Paneacquaculture.net, 24 maggio)
Boston Marriage di Alice Patrioli (Stratagemmi, 25 maggio)

Fabbrica Europa 2013 – XX edizione (Firenze / Toscana, 16 aprile – 19 giugno)
Mum & Gypsy: la generazione zero nipponica conquista Fabbrica Europa di Ines Baraldi (Krapp’s Last Post, 20 maggio)
Benoît Lachambre in mutazione con Daniele Albanese di Ines Baraldi (Krapp’s Last Post, 24 maggio)

Festival Internazionale della Danza 2013 (Teatro Olimpico, Roma 24 aprile – 23 maggio)
L’arte della Misticanza: il collettivo 320 chili al Teatro Olimpico di Roma di Enrica Orlando (Recensito, 25 maggio)
Misticanza – Ai Migranti di Rossella Porcheddu (Che teatro che fa – Repubblica.it, 26 maggio)
Ai Migranti di Serena Lena (SaltinAria, 26 maggio)

Parabole fra i Sanpietrini (Forte Fanfulla, Roma 8 febbraio – 25 maggio)
Parabole fra i sanpietrini: il teatro off al Forte Fanfulla di Rossella Porcheddu (Il Tamburo di Kattrin, 20 maggio)
Il Forte Fanfulla chiude in bellezza le sue Parabole fra i Sanpietrini di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 21 maggio)
Orapronobis di Chiara Di Pietro (SaltinAria, 26 maggio)

Ipercorpo 2013 – TU SEI QUI (Forlì, 16 – 19 maggio)
Ipercorpo 2013 il diario di Maria Dolores Pesce (Dramma)
Italian Performance Platform: Ipercorpo si fa internazionale di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 25 maggio)

 

 La rassegna de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti


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Rassegna stampa teatrale quotidiani 20 – 26 maggio 2013. A cura di Fogliodisala

Rassegna stampa 13 – 19 maggio

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Su Abbascio ‘a grotta di Antonio Diana (Thèâtre De Poche, Napoli 10 – 12 maggio)
Abbascio ‘a grotta. La crudezza della violenza nei luoghi oscuri dell’inconscio di Mario di Calo (Corriere dello Spettacolo, 17 maggio)
Abbascio ‘a grotta di Emanuela Ferrauto (Dramma)

Su Discorsi alla Nazione di Ascanio Celestini (Teatro Palladium, Roma 7 – 19 maggio)
Ascanio Celestini: un Discorso senza pietà di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 13 maggio)
Celestini, discorsi alla nazione in crisi d’identità di Graziano Graziani (Myword, 13 maggio)
“Discorsi alla Nazione” dove gli schiavi si rispecchiano nei padroni di Vera Santillo (Recensito, 13 maggio)
Discorsi alla nazione: Celestini e i dolori di un tiranno di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 18 maggio)
Discorsi alla Nazione di Sara Benvenuto (SaltinAria, 19 maggio)

Su Il ratto d’Europa. Per un’archeologia dei saperi comunitari di Claudio Longhi (Teatro Storchi, Modena 9 – 19 maggio)
“Il ratto d’Europa” al Teatro Storchi di Modena. Il teatro politico di Claudio Longhi di Enrico Silvano (NonSoloCinema, 13 maggio)
Il ratto d’Europa: uno spettacolo nel tessuto del presente di Massimo Marino (Controscene – CorrierediBologna.it, 14 maggio)
Les Jeux Sans Frontières del Ratto d’Europa. Le tante Europe d’Europa, il senso di comunità e il teatro che diverte di Rossella Menna (Rumor(s)cena, 14 maggio)

Su Le retour di Harold Pinter, regia di Luc Bondy (Teatro Strehler, Milano 8 – 12 maggio)
L’immorale si fa morale. Luc Bondy e il Ritorno pinteriano di Erika Seghetti (Krapp’s Last Post, 14 maggio)
L’insostenibile peso del grande nome di Renzo Francabandera (PAC – Paneacquaculture.net, 14 maggio)

Su Le voci di dentro di Eduardo De Filippo, regia di Toni Servillo (Teatro Argentina, Roma 7 maggio – 2 giugno)
Le voci di dentro di Rossella Porcheddu (Che teatro che fa – Repubblica.it, 14 maggio)
Toni Servillo: il mio Eduardo. Il podcast di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 14 maggio)
“Le voci di dentro”: Toni e Peppe Servillo a confronto col grande Eduardo di Vera Santillo (Recensito, 19 maggio)

Su Pas d’Hospitalité di Laura Graziosi (CRT Salone, Milano 14 – 19 maggio)
Pas d’Hospitalité di Francesco Mattana (SaltinAria, 15 maggio)
Pas d’Hospitalité di Nicoletta Fabio (Persinsala, 19 maggio)

Su Taking Care of Baby di Dennis Kelly, regia di Fabrizio Arcuri (Piccolo Eliseo Patroni Griffi, Roma 7 – 19 maggio)
Taking Care of Baby di Sara Benvenuto (SaltinAria, 15 maggio)
Fabrizio Arcuri in bilico tra vero e falso di Viviana Raciti (Teatro e Critica, 15 maggio)
Taking care of baby di Valentina De Simone (Che teatro che fa – Repubblica.it, 18 maggio)

Su Meraviglia di Sonics (Teatro Brancaccio, Roma 10 – 11 maggio)
Meraviglia di Alessio Neroni (Persinsala, 13 maggio)
Un genere di teatro che cerca la meraviglia di Mario Mattia Giorgetti (Sipario, 18 maggio)

Su La terra desolataCocktail Party di Thomas Stearn Eliot, regia di Annig Raimondi / Progetto Cocktail Eliot (Teatro Oscar, Milano 3 maggio – 2 giugno)
La terra desolata di Claudi Falabella (Persinsala, 14 maggio)
Cocktail Party di Alessandra Cioccarelli (Stratagemmi, 16 maggio)

… altri spettacoli

Capitan Fracassa di Maurizio Giordano (Dramma)
Dynamis Teatro: ritratto di adolescenti attivi nell’era del 2.0 di Simone Pacini (Krapp’s Last Post, 13 maggio)
Bilico di Maurizio Giordano (Dramma)
Buonanotte Oreste di Italia Santocchio (SaltinAria, 13 maggio)
Blusclint alla prova con Amleto di Maria Rossa (Krapp’s Last Post, 14 maggio)
Diciannove ragazzi e il “miracolo” di fare teatro insieme di Laura Novelli (PAC – Paneacquaculture.net, 14 maggio)
Luminescienz di Mara Verena Leonardini (Persinsala, 14 maggio)
Richard III (overu la nascita du novu putiri) di Mara Verena Leonardini (Persinsala, 14 maggio)
Un Sogno estivo dark secondo la visione contemporanea del Teatro della Tosse di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena, 14 maggio)
Patrizio di Dino De Bernardis (SaltinAria, 14 maggio)
Microstorie da Shakespeare: un nuovo Tim Crouch per l’Accademia degli Artefatti di Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin, 14 maggio)
Scivola, vai via, non te ne andare. La ricerca del proprio posto nel mondo di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 15 maggio)
“Don Giovanni”, il fascinoso che “nulla sa gradir” di Angela Di Giacomantonio (Critical Minds, 15 maggio)
Così fan tutte in crociera sul Mediterraneo di Giovanni Fornaro (Drammaturgia, 16 maggio)
Shakespeare infervora il Piccolo al ritmo dei Propeller di Francesca Motta (Domenica – ilSole24Ore.com, 16 maggio)
Omsa: da lavoratrici a Brigate Teatrali col Teatro Due Mondi di Elvira Venezia (Krapp’s Last Post, 16 maggio)
Risvegliarsi in Alaska di Renato Palazzi (Myword, 16 maggio)
Family Tree. Nelle immagini, il vissuto del corpo di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica, 16 maggio)
Storia di un coccodrillo in salsa jazz di Marco Villari (Artribune, 17 maggio)
Massini-Arca Azzurra, ovvero come ti cucino il Principe di Maria Grazia Gregori (Myword, 17 maggio)
Un marito ideale di Alessandro Alfieri (Persinsala, 17 maggio)
Civile di Camilla Lietti (Stratagemmi, 17 maggio)
Giovanni Episcopo di Maria Dolores Pesce (Dramma)
Benji. Bel Teatro e il male dentro di sé di Erika Seghetti (Krapp’s Last Post, 18 maggio)
La Miranda eterna di Oskaras Koršunovas di Davide Raitano (Krapp’s Last Post, 19 maggio)
Rachel Corrie di Silvana Costa (Persinsala, 19 maggio)
Robe dell’altro mondo di Caterina Perali (Persinsala, 19 maggio)
Eyes – Open Space di Olimpia Sales (SaltinAria, 19 maggio)

INTERVISTE

Grifasi,  Romaeuropa: al Sindaco chiedo di scegliere di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 14 maggio)
Arcuri: caro Sindaco, per il teatro serve competenza di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it, 16 maggio)
Hamlet Travestie. Punta Corsara tra la sceneggiata e il burlesque di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post, 17 maggio)
ricci/forte – Still Life (2013): intervista a Giuseppe Sartori di Andrea Cova (SaltinAria, 18 maggio)

APPROFONDIMENTI e POLITICHE

Il teatro di Napoli nell’Europa del 2013 di Enrico Fiore (Controscena, 13 maggio)
È nato “Assoteatro”: anche i privati vogliono dire la loro di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 13 maggio)
Teatri in Città e Teatrinfiniti a rischio di Maurizio Giordano (Dramma)
Inherit e PanSpeech: cittadinanza europea attraverso il patrimonio culturale di Giovanni Perypezye (Studio28.tv, 13 maggio)
Atlante XXIX – Quel che resta o la parola in teatro di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 14 maggio)
Federdanza: no alla chiusura del corpo di ballo del Maggio di Anna Bandettini (Post teatro – Repubblica.it, 15 maggio)
Amleto declinato in mille di Renato Palazzi (Domenica – ilSole24Ore.com, 19 maggio)

RASSEGNE e EVENTI

Ne(x)twork. La contestazione al premio. Le repliche della direzione e del vincitore di Redazione (Teatro e Critica, 13 maggio)
Il delicato inganno d’amore epistolare di “Sonja” di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale, 13 maggio)
Ne(x)twork e la tentazione di cadere nella rete dell’intrattenimento di Salvatore Insana (Krapp’s Last Post, 15 maggio)
A Ravenna non solo Fèsta di Ilenia Carrone (Doppiozero, 16 maggio)
Il teatro ligure è in Tilt di Andrea Scarel (Krapp’s Last Post, 16 maggio)
Uno stimolo alla ricerca aperta e trasversale: così InFest al Centrale Preneste Teatro di Anna Pozzali (Recensito, 18 maggio)

Torino Fringe Festival (3 – 13 maggio)
Torino Fringe Festival: un’occasione per la città? di Maria Rossa (Krapp’s Last Post, 17 maggio)
Cartolina da Torino Fringe Festival: Ma voi siete quelli del gas? di Simone Nebbia (Teatro e Critica, 17 maggio)
Il multiforme panorama teatrale del Fringe Festival torinese di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica, 17 maggio)
Torino Fringe Festival: quando un’idea nasce “storta” di Andrea Ciommiento (PAC – Paneacquaculture.net, 18 maggio)

XLIX Ciclo di Rappresentazioni Classiche – INDA (Teatro Greco di Siracusa, 11 maggio – 23 giugno)
Tra Edipo, Antigone e Prassagora di Paolo Randazzo (Dramma)
Una vita in comune per le Donne Al Parlamento di Pirrotta di Vincenza Di Vita (Rumor(s)cena, 13 maggio)
La tragedia dell’impossibile nell’Antigone di Cristina Pezzoli di Vincenza Di Vita (Rumor(s)cena, 13 maggio)
A Siracusa un “Edipo Re” ben riuscito di Paola Pini (Corriere dello Spettacolo, 18 maggio)
Le Donne al Parlamento di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi, 19 maggio)

 La rassegna de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti


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Rassegna stampa teatrale quotidiani 13 – 19 maggio 2013. A cura di Fogliodisala