Redazione

Rassegna stampa 21- 27 maggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 21 maggio

Teatri d’opera italiani: segnali positivi nonostante la crisi di Redazione (Chiediteatro)

Immagini dell’Interno di Eugenia Praloran (Eolo Ragazzi)

Moby Dick: la balena bianca conduce nella Valle dei Ragazzi di Federica Spinella (Krapp’s Last Post)

Marzia Ercolani e la sua fiaba sulla speranza di Claudia Quaglieri (Recensito)

La tempesta dentro. Davide Iodice e Dario Natale a Lamezia Terme di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

Porco mondo, la bestemmia repressa di Biancofango di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

Diario nel diario di Teatri di Vetro – La diocesi di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

martedì 22 maggio

La guerra di Klamm di Angela Villa (Dramma)

Laura Marinoni: io, Blanche, nelle mani di Latella – 2 parte di Mattia Visani (Krapp’s Last Post)

Saccarina, l’amaro in bocca di PianoinBilico di Martina Melandri (Krapp’s Last Post)

Abram e Isac, un piccolo capolavoro di Renato Palazzi (Myword)

Quaderni ritrovati, Cristiani e baleniere di Bruna Monaco (Paneacqua)

Le mattine dieci alle quattro di Mara Verena Leonardini (Persinsala)

Operette morali di Carolina Ciccarelli (Persinsala)

Don Chisciotte di Emanuele Marconi (Persinsala)

Avec des ailes immenses di Claudio Facchinelli (Persinsala)

Intervista a Marco Calvani, regista e autore di “Penelope in Groznyj” di Amelia Di Pietro (Recensito)

I Rusteghi. I nemici della civiltà di Emanuela Sabbatini (Recensito)

“Physique du rôle”: cosa vuol dire vivere in un corpo sbagliato di Amelia Di Pietro (Recensito)

Milano Libri festeggia i suoi primi 50 anni di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Saccarina di Francesca Serrazanetti (Stratagemmi)

Start up a Taranto: un nuovo festival a cura di Crest di Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin)

Moby Dick di Rockwell Kent: alla fine dell’origine le Apparizioni di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

mercoledì 23 maggio

Intervista a Marco Calvani di Valeria Merola (Dramma)

Giornalisti alla ribalta di Selene Venticinque (Dramma)

Se non il senso, l’emozione di Elisa Uffreduzzi (Drammaturgia)

Kunstenfestivaldesarts. Teatro oltre il teatro – 1^ parte di Simone Pacini (Krapp’s Last Post)

Eros e Thanatos in Bluemotion di Manuela Rossetti (Krapp’s Last Post)

Cátia Leitäo conclude le danze al Pim Off di Enzo Fragassi (Myword)

Stomp 20th anniversary di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Macao e il bene comune di Giovanni Perypezye (Studio28.tv)

Focus Sicilia: l’Arsenale invoca libertà al Valle Occupato di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

giovedì 24 maggio

Sandro Lombardi ancora al Bargello: stavolta è Swann di Proust di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Nekrosius. Inferno e Purgatorio di Massimo Marino (Doppiozero)

Intervista a Bruna Gambarelli di Laminarie di Damiano Pignedoli (Dramma)

Maggio all’infanzia di Mario Bianchi, Elena Maestri e Nicola Viesti (Eolo Ragazzi)

Drammaturgia attiva. Parole (o bugie) d’autore di Martina Melandri (Krapp’s Last Post)

Start Up. A Taranto il teatro delle nuove generazioni di Paola Teresa Grassi (Krapp’s Last Post)

“Ecce robot” di Daniele Timpano di Enrico Silvano (NonSoloCinema)

I Complexions Contemporary Ballet arrivano a Padova di Silvia Aufiero (NonSoloCinema)

Inchiodati all’orrore del quotidiano di Laura Novelli (Paneacqua)

Il Maestro e Margherita di Alessandro Alfieri (Persinsala)

“La ragazza Carla” e l’omaggio a Pagliarani di Anna Bandettini (Post teatro)

Saccarina di Andrea Dispenza (SaltinAria)

Di notte che non c’è nessuno di Andrea Cova (SaltinAria)

L’Agis Lazio denuncia: “La Cultura è un settore trainante per l’economia del Paese” di Laura Branchini (SaltinAria)

L’inferno della coppia: “Porco mondo” della Compagnia Biancofango di Katia Ippaso (Le storie di Katia)

Dalla drammaturgia al musical: gli appuntamenti con la formazione all’Accademia dei Filodrammatici di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi)

Domenica a Teatri di Vetro: danzando sotto la pioggia di Matteo Antonaci (Teatro e Critica)

Startup. Due giorni di teatro e incontri, tanto per cominciare… di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

venerdì 25 maggio

La huelga de las escobas di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Kunstenfestivaldesarts. Teatro oltre il teatro – 2^ parte di Simone Pacini (Krapp’s Last Post)

Speranze e prospettive da un Porco Mondo di Michele Ortore (Krapp’s Last Post)

Peter Grimes alla Scala. Un prodigio di Piero Gelli (Myword)

Un Macbeth così lontano, così vicino di Renato Palazzi (Myword)

Rosso di Renzo Francabandera (Paneacqua)

I parenti terribili di Emanuela Mugliarisi (Persinsala)

In viaggio tra Africa e Messico (passando per l’Iran) di Nicoletta Fabio (Persinsala)

Caos (remix) di Silvana Costa (Persinsala)

Podcast: l’amore di Proust con Tiezzi e Lombardi di Anna Bandettini (Post teatro)

Nunzia Schiano: “Che fortuna lavorare con Garrone” di Giuseppe D’Errico (Recensito)

Il malessere di Porco Mondo di Carlotta Tringali (Il Tamburo di Kattrin)

Spic & Span (Foscarini: Nardin: D’Agostin) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante

Crack Machine di Musella/Mazzarelli svela il teatro dell’economia di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

sabato 26 maggio

Tre classici a Siracusa di Paolo Randazzo (Dramma)

Streaming Calls: germi di corrispondenze telefoniche da Vie 2012 di Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

Nekrosius nei meandri della Divina Commedia di Paola Teresa Grassi (Krapp’s Last Post)

Tre ore di sogno ad occhi aperti con “Il lago dei cigni” di Chiara Giacobelli (NonSoloCinema)

L’Orlando androgino di Isabella Ragonese di Bruna Monaco (Paneacqua)

Un appartamento in città di Simona Ventura (Persinsala)

It’s always tea-time di Alfredo Agostini (Persinsala)

Dove Sei di Laura Sales (SaltinAria)

Atti osceni in luogo pubblico di Enrico Bernard (SaltinAria)

Ricordando Marlene di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

I fratelli Karamazov, la difficile impresa di portare il romanzo sulla scena di Simona Polvani (Simona Polvani)

Focus Sicilia: Giuseppe Massa e il potere primitivo di Riccardo III di Filippa Ilardo (Teatro e Critica)

 

domenica 27 maggio

Gesto impeccabile, movimento ammiccante in stile Usa di Redazione (Bon vivre)

Teatri abitati in Puglia: un’esperienza che può farci riflettere di Massimo Marino (Controscene)

Divina Commedia di Rossella Palmieri (Drammaturgia)

Alice’s Adventures in Wonderland di Gabriella Gori (Drammaturgia)

Il teatro del fare e del pensare di Fabrizio Cassanelli e Renzo Boldrini (Eolo Ragazzi)

Mariti in fuga per visioni in soggettiva. Da Cassavetes a van Hove passando per VIE2012 di Laura Gemini (L’incertezza creativa)

In viva voce da Modena chiacchierando di Nekrosius… ed altro di Mario Bianchi e Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

Educazione fisica di Daniele Pierotti (SaltinAria)

MariaElisabetta nate regine di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Canicani di Corrado Rovida (Stratagemmi)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Ultima uscita settimanale della rassegna stampa: da giugno questo servizio sarà dedicato ai festival estivi e diventerà a cadenza mensile.

Rassegna stampa 14 – 20 maggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 14 maggio

Perdere un teatro in Italia di Agnese Doria (Artribune)

Brigate Teatrali Omsa. Il teatro come informazione, memoria, lotta di Giada Russo (Ateatro)

Al Teatro delle Spiagge i “Sensi in migrazione” di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Balkan Burger: la dissoluzione bosniaca nel racconto di Stefano Massini di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Caro compagno mio. Pensieri sullo spettacolo Cuore del Teatro Due Mondi di Piersandra Di Matteo (Culture Teatrali)

6000 miles away di Gabriella Gori (Drammaturgia)

Sprazzi di editoria teatrale dal Salone del Libro 2012 di Bruno Bianchini (Krapp’s Last Post)

Red Giselle: Boris Eifman e il mito della danza russa di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

Il cuore di tenebra di Anagoor di Renato Palazzi (Myword)

Un indimenticabile Rosenkavalier di Piero Gelli (Myword)

La scena scomposta di Ambra Senatore di Bruna Monaco (Paneacqua)

Conversazioni sulla catastrofe con Rafael Spregelburd di Andrea Ciommiento (Paneacqua)

Il piatto forte di Marco Di Nardo (Persinsala)

Rumori fuori scena di Claudia Falabella (Persinsala)

Il maestro di Vigevano di Emanuela Mugliarisi (Persinsala)

Operette morali di Mara Verena Leonardini (Persinsala)

L’agenzia della felicità di Michela di Michele (Persinsala)

Rassegna “Ubu Rex 3”: S’ignora di Ines Baraldi (Recensito)

Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore di Simona Lomolino (Stratagemmi)

Idoli di Carrozzeria Orfeo: i clichè di una famiglia (non) comune di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

1984: favola teatrale di Francesco Giuffrè di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

martedì 15 maggio

Urgente! Libertà alla Musica e ai Musicisti, se teniamo alla nostra Cultura! di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello Spettacolo)

Ragazzi per sempre. Pazzi, cozze e rizzi di Maurizio Giordano (Dramma)

Falsi corti. La bugia in Drammaturgia Attiva di Martina Melandri (Krapp’s Last Post)

Lo sgombero di Macao a Milano. La protesta dal web in strada di Redazione (Krapp’s Last Post)

Libri: Rodari, Zelig e i Quaderni di Roma di Anna Bandettini (Post teatro)

Ubu Rex 3: Ecce Robot, cronaca di un’invasione. Di Daniele Timpano di Emanuela Sabbatini (Recensito)

Il piatto forte di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Da Macao a Creative Europe di Giovanni Perypezye (Studio28.tv)

A scuola con Bruni e De Capitani di Carlotta Tringali (Il Tamburo di Kattrin)

The History Boys (Teatridithalia) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica)

Teatri di Vetro giunge alla sua sesta edizione per un Assalto i Limiti di Matteo Antonaci (Teatro e Critica)

 

mercoledì 16 maggio

Pergola ’12-’13: il vecchio che avanza di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

The History Boys. Raccontare il proprio tempo di Andrea Pocosgnich (Doppiozero)

Una cena armena di Marco Togna (Dramma)

L’Impero allo specchio di Elena Abbado (Drammaturgia)

Segnali 2012 di Mario Bianchi e Elena Maestri (Eolo Ragazzi)

Laura Marinoni: io, Blanche, nelle mani di Latella di Mattia Visani (Krapp’s Last Post)

Surrealismo metateatrale di Maria Pia Monteduro (Paneacqua)

Se la scuola è uno spettacolo di Bruna Monaco (Paneacqua)

Muratori di Germana Grasso (Persinsala)

Da attrice a drammaturga: il teatro secondo Marzia Ercolani di Rossella Porcheddu (Recensito)

“Michelina”, la mondina miracolata che gioca a fare il varietà di Giuseppe D’Errico (Recensito)

Gli Anagoor ripercorrono la “caccia all’uomo” che parla altre lingue diverse da quello dell’Uomo malvagio di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Per la strada di Romina Attianese (SaltinAria)

Quirino, appuntamento alla prossima stagione! di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

V-Day, I Monologhi della Vagina di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Sepolte dallo Stato, le Toghe rosso sangue di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

Per ZTL la nuova ricerca di Habillé D’eau : Or – Sulla frase nominale di Matteo Antonaci (Teatro e Critica)

 

giovedì 17 maggio

Assaltare i limiti di Jennifer Malvezzi (Artribune)

Tony D’Urso, “l’inventore” del reportage teatrale di Redazione (Chiediteatro)

Leonilde. Storia eccezionale di una donna normale di Maurizio Giordano (Dramma)

Dissènten! Nuove voci da Vico Quarto Mazzini di Laura Chianese (Krapp’s Last Post)

Reality. Seconda tappa del ‘viaggio polacco’ di Deflorian/Tagliarini di Simone Pacini (Krapp’s Last Post)

“Rosso”, Rothko visto da John Logan di Renato Palazzi (Myword)

Risate al PalaBigi con il Reggio Emilia Ridens. I più celebri comici del momento in scena per l’autismo di Chiara Giacobelli (NonSoloCinema)

“Notre Dame de Paris” emoziona Bologna di Chiara Giacobelli (NonSoloCinema)

Il Don Giovanni di Latella di Renzo Francabandera (Paneacqua)

La Guerra di Klamm (Klamms Krieg) di Caterina Perali (Persinsala)

CaniCani di Simona Maria Frigerio (Persinsala)

Piombo – Non è un romanzo criminale di Alfredo Agostini (Persinsala)

Apocalypse di Marco Comella (SaltinAria)

Per la strada di Serena Lena (SaltinAria)

Ecce Robot! di Carmen Albanese (SaltinAria)

Digerseltz di Carmen Albanese (SaltinAria)

Muratori di Enrico Bernard (SaltinAria)

Ulderico Pesce e l’immortalità dal teatro – storia di un anarchico di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

La realtà e il suo doppio. L’ultimo lavoro di Deflorian/Tagliarini di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

venerdì 18 maggio

La danza della Graham eleva il genio di Picasso di Giambattista Marchetto (Bon vivre)

Burn: la vita è un rogo o dobbiamo bruciarla? di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Il motore ad acqua di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Thomas Richards: l’arte come pretesto per essere più umani di Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

Nekrosius all’Inferno e ritorno di Renato Palazzi (Myword)

“L’invincibile armata” de I Cianfruscoli convince al Teatro della Murata di Mestre di Enrico Martin (NonSoloCinema)

La favola di W.S. 1984. La favola-menzogna che ci racconta il potere di Alessandro Pesce (NonSoloCinema)

La Sicilia di Giuseppe Massa al Valle Occupato di Anna Bandettini (Post teatro)

Un “piatto forte” al sapore di corna di Angela Di Giacomantonio (Recensito)

Milonga Merini di Laura Sales (SaltinAria)

Teatri Di Vetro 2012: assalto a una città di Camilla Toso (Il Tamburo di Kattrin)

Vedersi guardare i Teatri di Vetro – La genesi di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

Fotoreportage from Macao, grattacielo delle arti di Matteo Antonaci (Teatro e Critica)

 

sabato 19 maggio

Tressicilie, abbecedario di decolonizzazione di Paolo Randazzo (Dramma)

Taccuino croato di Sandro Damiani (Dramma)

Murmuris, contaminazioni multiple tra sacro e profano di Simona Cappellini (Krapp’s Last Post)

Il falco di Velia Viti (Persinsala)

Rosso di Francesca Brancaccio (Persinsala)

La chimica di Amleto di Alfredo Agostini (Persinsala)

Podcast: a Roma i “Teatri di vetro” di Anna Bandettini (Post teatro)

La Commedia di Orlando di Andrea Cova (SaltinAria)

P.P.P. secondo Palladini: il randagismo dell’umanista di Katia Ippaso (Le storie di Katia)

I Jolly Rockers secondo Lillo e Greg di Renato Massaccesi (Teatroteatro.it)

Tra Goya e Macbeth, il sonno inquieto di Vincenzo Schino di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

domenica 20 maggio

La vita delle badanti nelle famiglie italiane di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Le mattine dieci alle quattro di Angela Villa (Dramma)

Abbecedario di Italia Santocchio (SaltinAria)

Mind Juggler di Alice Palombarani (SaltinAria)

NY STAGE – Quando un attore fa lo spettacolo di Laura Caparrotti (Teatroteatro.it)

Focus Puglia: Showcase, da domani tra spettacoli e incontri di Luana Poli (Teatro e Critica)

Focus Sicilia: Miseri e malinconici i clown di Franco Scaldati di Filippa Ilardo (Teatro e Critica)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Rassegna stampa 07 – 13 maggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 07 maggio

L’Edipo fiammingo apre felicemente Fabbrica Europa ’12 di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Diario di provincia di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Transeuropa: un unico evento in quattordici città di Serena Zammartini (Eventando)

Ippolito Chiarello. Sulla necessità del lavoro d’attore per nutrire la comunità di Paola Teresa Grassi (Krapp’s Last Post)

Prima notte alla Torre Macao. Ripensare spazi e vite di Gilda Ciao (Krapp’s Last Post)

Etre o non Etre: le Dionisi e le Serate Bastarde 2 di Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

The women di Adriano Bonanni (Persinsala)

Verde speranza… di trovare l’amore di Angela Di Giacomantonio (Recensito)

Corpi che parlano in movimento e “scrivono” sulla scena. Innerscape/Paesaggi interiori firmato Effetto Larsen di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Lettere rubate, cercando Fernando Pessoa là dove non è mai stato di Laura Sales (SaltinAria)

Tra inferni e paradisi nella Commedia di Emio Greco e Pieter Scholten di Giulia Tirelli (Il Tamburo di Kattrin)

Atlante XXI – Clandestino di clandestini brechtiani di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

martedì 08 maggio

Milano 70allora Un videoclip teatrale che è (quasi) meglio di una telenovela. Starring Walter Leonardi & Pao di Redazione (Ateatro)

Non-scuola. Venezia – Asseggiano, 4 aprile 2012 di Marco Martinelli (Doppiozero)

Pre-visioni di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Satyricon di Valeria Merola (Dramma)

Il QR code per le organizzazioni culturali di Alice Brignani (Eventando)

Il richiamo di Mercuzio. Da Pomarance a Volterra testimonial per Punzo di Simone Pacini (Krapp’s Last Post)

La seduzione teatrale del Don Giovanni di Latella di Rascia Darwish (Krapp’s Last Post)

“Sonata a Kreutzer” ridotta ad affascinante monologo per una serata all’Argentina di Roma di Maria Pia Monteduro (Paneacqua)

A. Piccardi rivisita la “Sonata a Kreutzer” di Irene Della Tommasina (Recensito)

Spell, l’amore di Alda di Enrico Bernard (SaltinAria)

La Trappola di Laura Sales (SaltinAria)

Il detective Reeder e il caso dello spillo spuntato di Daniela Cohen (SaltinAria)

20 anni di non-scuola di Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti (Stratagemmi)

L’ “acquasanta” del Sud di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

La Divina Commedia di Nekrošius. Unica uscita: attraverso il Paradiso di Rasa Vasinauskaitė (Teatro e Critica)

 

mercoledì 09 maggio

Addio a Stefano Tassinari, scrittore e combattente di Massimo Marino (Controscene)

“Chi è di scena”, i ragazzi in teatro al Puccini. Sei giorni, dodici piece, 700 alunni coinvolti di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Teatri bene comune di Roberta Ferraresi (Doppiozero)

Culture a Sistema. Lo sguardo dello spettatore di Manuela Rossetti (Krapp’s Last Post)

La ballata di Woizecco. Buchner nelle abili mani di AstorriTintinelli di Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

Kinkaleri urla “Dite no. A Tutto!” di Enzo Fragassi (Myword)

Primavera dei Teatri, l’attesa continua di Renato Palazzi (Myword).

Conversazioni sulla catastrofe con Rafael Spregelburd. Prima parte dell’intervista al regista e drammaturgo, nuovo maestro de l’École des Maîtres 2012 di Andrea Ciommiento (Paneacqua)

Fassbinder secondo Arcuri. Sangue sul collo del gatto, ultimo spettacolo dell’Accademia degli Artefatti al Teatro India di Roma di Bruna Monaco (Paneacqua)

Uscita d’emergenza di Chiara Patitucci (Persinsala)

Don Giovanni a cenar teco di Monica De Giuli (Persinsala)

Incendi di Claudio Facchinelli (Persinsala)

Rassegna “Ubu rex 3”: L’asino albino di Andrea Ozza (Recensito)

Rassegna “Ubu rex 3”: XXX Pasolini (studio #2) di Andrea Ozza (Recensito)

4:48 Psicosi di Carmen Albanese (SaltinAria)

Tempi Supplementari di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Era di maggio di Serena Lena (SaltinAria)

Penelope in Groznyj di Andrea Cova (SaltinAria)

Rusteghi, i nemici della civiltà di Enrico Bernard (SaltinAria)

Don Giovanni, a cenar teco di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi)

Nasce il notiziario culturale di Studio28 Tv di Giovanni Perypezye (Studio28.tv)

NY STAGE – Checkhov in Russia è un commediografo di Laura Caparrotti (Teatroteatro.it)

Sotto traccia della borghesia, i Rusteghi di Vacis e Goldoni di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

giovedì 10 maggio

Alla Scala vincono l’espressività della Zakharova e i ritmi di marcia di Šostakovič di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello spettacolo)

Riccardo III di Maria Dolores Pesce (Dramma)

La fiaba popolare italiana, raccontata da Beppe Rizzo di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post)

L’analisi dell’umana risata di Jozef Houben di Marco Menini (Krapp’s Last Post)

Il dittico “Marguerite and Armand – Concerto DSCH” alla Scala di Chiara Giacobelli (NonSoloCinema)

Berardino Iacovone: dal teatro alla poesia, un cammino creativo denso di emozioni di Rossella Porcheddu (Recensito)

“Cattive ragazze” a caccia del principe azzurro di Angela Di Giacomantonio (Recensito)

Rassegna “Ubu rex 3”: Le figurine mancanti del 1978 di Andrea Ozza (Recensito)

“Penelope in Groznyj”: racconto violento di un mito omerico di Rossella Porcheddu (Recensito)

Rassegna “Ubu rex 3”: Aldo Morto Memorial Day di Andrea Ozza (Recensito)

“Remake”: Giulia Lazzarini in scena al Mercadante di Fiorella Taddeo (Recensito)

La leggerezza dei Karamazov secondo César Brie di Maddalena Peluso (Il Tamburo di Kattrin)

 

venerdì 11 maggio

Scavalcamontagne, teatro nei piccoli centri di Paola Abenavoli (Cultural life)

Tentativo di esaurimento #3. Le Belle Bandiere/ Intervista a Elena Bucci di Piersandra Di Matteo (Culture Teatrali)

“L’International Journalism Festival? Si, l’ho sentito alla radio” di Francesca Fravolini (Eventando)

Eolo Awards 2012. Il teatro ragazzi dell’anno di Redazione (Krapp’s Last Post)

La visita della vecchia signora. Dürrenmatt nel sarcasmo noir di Averone di Andrea Alfieri (Krapp’s Last Post)

Fiorisce il giovane teatro di Renato Palazzi (Myword)

“I Rusteghi” al Quirino di Roma: spettacolo imperdibile di Maria Pia Monteduro (Paneacqua)

VIsioni Off. Parliamo di Innerscapes di Effetto Larsen e di Orti Insorti di Elena Guerrini di Renzo Francabandera (Paneacqua)

Falstaff di Alessandro Alfieri (Persinsala)

Podcast: nelle “Vie” di Modena il teatro contemporaneo di Anna Bandettini (Post teatro)

Rassegna “Ubu Rex 3”: Digerseltz di Ines Baraldi (Recensito)

Si sdrai per favore di Ilario Pisanu (SaltinAria)

Tutto bene, mamma? di Andrea Dispenza (SaltinAria)

Operette morali di Serena Lietti (SaltinAria)

Storia strana su una terrazza napoletana di Dino De Bernardis (SaltinAria)

The History Boys di Andrea Cova (SaltinAria)

Anna Karenina di Daniela Cohen (SaltinAria)

Compagnia dei Demoni: curiosando fra i Sampietrini di Camilla Toso (Il Tamburo di Kattrin)

The History Boys. The time in the subjunctive mood di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

Focus Puglia: Il cesso del potere per Vico Quarto Mazzini di Luana Poli (Teatro e Critica)

 

sabato 12 maggio

Sylvie Guillem Leone d’oro alla carriera 2012 di Giambattista Marchetto (Bon vivre)

Omaggio a Strehler senza Strehler di Enrico Fiore (Controscena)

Trame di spettacoli: “Giochi di famiglia”, Il mondo dei grandi visto dai bambini di Sara Bonci (Corriere dello spettacolo)

“Pro patria”. Un Ascanio Celestini soffocato da se stesso di Stefano Duranti Poccetti (Corriere dello spettacolo)

La visione di un Satyricon contemporaneo di Federica Spinella (Krapp’s Last Post)

Digerseltz di Silvia Ianniello (Persinsala)

Di notte che non c’è nessuno di Alfredo Agostini (Persinsala)

Rusteghi – I nemici della civiltà di Velia Viti (Persinsala)

Assegnati gli Eolo Awards, i premi della rivista Eolo alle migliori creazioni di teatro per ragazzi di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Alé Calais di Serena Lena (SaltinAria)

S’Ignora. La carne e l’ironia di Franceschelli e Guercio di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

Focus Puglia: a Bari è il mese di Maggio all’infanzia di Luana Poli (Teatro e Critica)

 

domenica 13 maggio

Remake di Emanuela Ferrauto (Dramma)

Il raffinato ‘Gioco’ della Pergola di Adela Gjata (Drammaturgia)

Cattive Ragazze di Daria Bellucco (Persinsala)

“Di Notte che non c’è nessuno”: De Bei e la sua penna affilata di Andrea Ozza (Recensito)

Una Trilogia che per il Teatro Akropolis è tutt’altro che “tragica”. Una prova di sensibilità e intelligenza artistica superata felicemente di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Prometheus in Athens di Gilda Tentorio (Stratagemmi)

L’inglese dalla scuola al palcoscenico: intervista a John Peter Sloan di Donatella Codonesu (Teatroteatro.it)

Spinaceto senza navigatore: Medea al Teatro della Dodicesima di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Rassegna stampa 30 aprile – 06 maggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 30 aprile

“Dietro agli occhi”: fotografie in mostra sul teatro di ricerca di Redazione (Chiediteatro)

Il laboratorio dei dialetti di Baia di Enrico Fiore (Controscena)

Omaggio a Napoli fra la Ortese e Ronconi di Enrico Fiore (Controscena)

“Preparatio mortis”: sensi accesi tra fiori recisi e farfalle di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Lo specchio e il suo doppio: Muna Mussie di Piersandra Di Matteo (Doppiozero)

Scene contemporanee tra le vie di Firenze di Redazione (Eventando)

I Candidi. La danza macabra di Eco di Fondo di Martina Melandri (Krapp’s Last Post)

Scegliere il giusto nella ex Jugoslavia in guerra: intervista a Marco Cortesi di Marianna Sassano (NonSoloCinema)

Memorie dal sottosuolo di Elena Scolari (Paneacqua)

Il principe di Homburg di Francesca Brancaccio (Persinsala)

Le madri atroci di Luciano Ugge (Persinsala)

Una “Fine” di una “Famiglia” che sembra finire dentro la nostra vita di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Novecento Napoletano parte II di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Pietro Romano: il teatro dialettale, un genere di teatro sanguigno, forte, spontaneo, privo di orpelli di Laura Sales (SaltinAria)

NY STAGE – Poor Baby Bree di Laura Caparrotti (Teatroteatro.it)

Teatro Garibaldi Aperto: Palermo calling di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

Giovani attrici crescono: intervista a Stefania Pirozzi di Francesco Urbano (La valigia dell’attore)

 

martedì 01 maggio

Bestiame etimologico di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Un Gioco ben confezionato di Gherardo Vitali Rosati (Myword)

“La sonnambula” di Vincenzo Bellini di Diego Mantoan (NonSoloCinema)

Marco Travaglio in “Anestesia Totale”. Riso amaro al Teatro Corso a Mestre di Laura Berlinghieri (NonSoloCinema)

Il caso Braibanti di Anna Mazzoni (Persinsala)

L’idiota di Nicoletta Fabio (Persinsala)

Sicilia, il Garibaldi Aperto va avanti e Catania lancia un appello di Anna Bandettini (Post teatro)

Seconda stella a destra… E Peter Pan arriva a Bologna di Natalia Patruno (Recensito)

Anche l’occhio vuole la sua parte di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Lo scorpione bianco di Andrea Cova (SaltinAria)

Giulio Cesare di Camilla Lietti (Stratagemmi)

 

mercoledì 02 maggio

Vintage in mostra di Redazione (Chiediteatro)

Il bianco e nero di Jonis Bascir «Essere diversi è un piacere» di Antonella de Miranda (Corriere Nazionale)

“Balkan Burger” storia surreale, inventata ma vera di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Totò e Vicè di Maurizio Giordano (Dramma)

La bellezza possibile del quotidiano di Fabiana Campanella (Drammaturgia)

Il riuscito caso della famiglia Coleman di Maria Vittoria Bellingeri (Krapp’s Last Post)

La Città del Teatro nelle parole del neodirettore Donatella Diamanti di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post)

Sylvie Guillem, una stella che viene da lontano di Silvia Poletti (Myword)

L’Innocente di Gabriele D’Annunzio rinnovato da Giancarlo Marinelli con il Teatro Stabile La Piccionaia di Teresa Vio (NonSoloCinema)

“Off Shore” di Jennifer Rosa di Filomena Spolaor (NonSoloCinema)

Diss(è)nten: sottomissione e ribellione di Govoni & Ameruoso (Paneacqua)

IntrattenimentoViolento di Cristina Gattamorta (Persinsala)

Va in scena la crisi: il caso del Crt di Milano di Anna Bandettini (Post teatro)

Cultura come bene comune di Giovanni Perypezye (Studio28.tv)

 

giovedì 03 maggio

Eduardo in forma di sceneggiato di Enrico Fiore (Controscena)

Il vincitore del Florence For Fringe alla Pergola di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Il sorriso del gatto di Fassbinder di Andrea Pocosgnich (Doppiozero)

Effetto Lucifero di Angela Villa (Dramma)

Il denso Cammino di Koltès a Buti di Marco Menini (Krapp’s Last Post)

César Brie e i Karamazov. Incontrare i grandi fa bene di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post)

Le serve di Loris di Renzo Francabandera (Paneacqua)

Il podcast: Spregelburd all’Ecole des Maitres di Anna Bandettini (Post teatro)

Le relazioni pericolose… e noiose di Maddalena Mannino (Recensito)

Horror Vacui di Carmen Albanese (SaltinAria)

Le Relazioni Pericolose di Laura Sales (SaltinAria)

The Women di Andrea Cova (SaltinAria)

Effetto Lucifero di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Numero 21: editoriale di Redazione (Stratagemmi)

Ventuno 2012: Studi di Redazione (Stratagemmi)

Ventuno 2012: Taccuino di Redazione (Stratagemmi)

Storie interrotte del teatro italiano di Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin)

Hate Mail, il teatro da viaggio della Compagnia dei Demoni di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

venerdì 04 maggio

Leopardi, Martone e l’elogio del rischio di Enrico Fiore (Controscena)

“Oedipus/Bêt Noir” di Wim Vandekeybus. Prima Nazionale al Teatro della Pergola di Michele Squillace (Corriere dello spettacolo)

Estate Fiesolana: Gilberto Gil, Cristicchi, Paolini, Servillo di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

“Pardon” il doppio cd di Maria Cassi di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Monstera indaga il Physique du rôle dell’attore di Maria Vittoria Bellingeri (Krapp’s Last Post)

Nel salon/performance di Rizzo e Amara ci si esercita alla grazia di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

Balkan Burger, il nuovo testo di Stefano Massini di Renato Palazzi (Myword)

Memorie (e cronache) dal sottosuolo di Renato Palazzi (Myword)

Don Chisciotte di Velia Viti (Persinsala)

The Italian Factory di Daniela Cohen (SaltinAria)

La calabresità di Aiace di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

The History Boys. La civiltà dell’essere e la civiltà del fare di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

Il Giulio Cesare di Rifici, o la responsabilità del potere di Maddalena Giovannelli (Teatro e Critica)

 

sabato 05 maggio

Sorelle d’Italia con talento di Enrico Fiore (Controscena)

Nel “Pranzo abbondante” la Fiorenza prima della Commedia di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Gogmagog: una visione tragi-comica del presente e altri disastri di Simona Cappellini (Krapp’s Last Post)

The Glass Menagerie di Silvia Ianniello (Persinsala)

La Signora delle Camelie di Luca Ligato (Persinsala)

6% – cca na vota era tutta campagna di Luciano Ugge e Simona Maria Frigerio (Persinsala)

Sconnessioni di Luciano Ugge e Simona Maria Frigerio (Persinsala)

Oltre di Carolina Ciccarelli (Persinsala)

Effetto Lucifero di Caterina Perali (Persinsala)

Re Lear di Federica Ugge (Persinsala)

Memorie dal Sottosuolo – A proposito della neve fradicia di Monica De Giuli (Persinsala)

Quando non avevamo niente. E poi arrivò il signore della Porcellana di Michela di Michele (Persinsala)

Puzzle di Marco Comella (SaltinAria)

Maratona di New York di Serena Lena (SaltinAria)

NY STAGE – Indagando il ruolo dell’arte, sulle ceneri di Pinocchio di Laura Caparrotti (Teatroteatro.it)

Educazione contro-cultura: dicotomia senza soluzione di Donatella Codonesu (Teatroteatro.it)

The End (Babilonia Teatri) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica)

Focus Sicilia: La cartografia della drammaturgia siciliana di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

domenica 06 maggio

Diario di provincia di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Lezione di classe. Ritorno fra i banchi di scuola con Gigi Gherzi di Paola Teresa Grassi (Krapp’s Last Post)

Non scalda il bell’Armand di Roberto Bolle di Silvia Poletti (Myword)

Modì – Musica(l) per anime a colori di Michela Di Mario (Persinsala)

Le relazioni ironiche di Ambra Senatore di Anna Bandettini (Post teatro)

I colori dell’amore di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Stomp 20th anniversary di Andrea Cova (SaltinAria)

Daniele Timpano e il corpo di Aldo Moro di Katia Ippaso (Le storie di Katia)

Focus Sicilia: Dietro le quinte del Garibaldi Occupato di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Rimando da “Dialoghi sulla non-scuola” di Mario Cubeddu

I due giorni di dialogo della non-scuola il 21 e 22 aprile, organizzati dal Teatro delle Albe per i 20 anni di vita di quell’esperienza, sono stati per me uno stimolo importante di riflessione. Il ventaglio grandissimo degli argomenti, dal senso del fare teatro alle problematiche tecniche connesse al lavoro delle guide della non-scuola, hanno lasciato spazio anche al racconto dell’esperienza di Seneghe. Qui un’attività di non-scuola condotta da Roberto Magnani vive da quattro anni in simbiosi con un festival letterario, il Cabudanne de sos poetas/Settembre dei poeti. Ho avuto il piacere di testimoniare a Ravenna l’importanza che essa ha avuto per la comunità del mio paese, meno di 1900 abitanti di un borgo pastorale posto vicino alla costa centro-occidentale della Sardegna. Chiarisco che quando parlo di comunità uso questo termine col senso che ha avuto nella vita culturale e politica italiana grazie, per esempio, ad Adriano Olivetti. Uno dei luoghi in cui la sua attività intellettuale e politica ebbe importanti ripercussioni fu la Sardegna. Niente a che fare con comunità mitiche, inventate, difensive. La polis sono anche gli uomini riuniti davanti alla scena, il “cerchio condiviso in cui gli uomini, stranieri l’uno all’altro, si riconoscono”, per citare le parole di Marco Martinelli. “Morta la politica, l’educazione è diventata il campo in cui ancora la si può fare”. Una politica orientata a una crescita che è anche e anzitutto liberazione da una rete di condizionamenti culturali antichi e recenti. Nello specifico seneghese è successo che un’onda positiva arrivata a un gruppo di ragazzi attraverso il teatro si è propagata per contagio ai genitori, ai fratellini, agli anziani che vivono soli nelle case vicine. Il teatro svolge il suo compito antico: scuote, illumina, commuove, fa riflettere. Soprattutto le tantissime persone che non hanno più occasione di trovarsi tutti insieme a vedere, ascoltare, partecipare.
Nel mondo tradizionale seneghese, in buona parte perso nel passato, ma ancora pienamente vivo negli anni Sessanta, la poesia si rappresentava in piazza di fronte alla comunità riunita. Nel giorno della festa tutti i componenti della famiglia uscivano di casa con in spalla sedie e scanni di dimensioni adeguate all’età. Andavano a formare man mano una platea ordinata davanti a un palco costruito con pali e tavole, o costituito semplicemente dal carrello di un trattore. I poeti erano due, ben noti al pubblico. Veniva loro assegnato un tema e su questo si sfidavano a mostrare più intelligenza, arguzia, profondità di pensiero, prontezza nella risposta, improvvisando ottavas serradas, ottave chiuse dalla rima baciata. Per qualche anno c’è stata in paese anche una pratica molto ingenua di teatro da filodrammatici. Grande coinvolgimento e grande divertimento, ma tutto si chiudeva con l’ultimo sipario. Faceva parte della maturazione umana, intellettuale e politica di nuovi gruppi “dirigenti” che mettevano alla prova e verificavano i loro poteri. Rappresentavano davanti ai compaesani la conquista di uno status sociale diverso e del linguaggio adeguato a quella nuova condizione. Oggi le cose sono diverse. Non è più questione di assalto al cielo, ma di ri-costituzione di un tessuto umano e civile. La canzone degli FP e degli IM, portata a Seneghe l’autunno scorso dal Teatro delle Albe, è stato lo spettacolo teatrale a cui molto seneghesi assistevano per la prima volta. Il teatro porta energia, vita, gioia. A Seneghe ne abbiamo bisogna perché la nostra è una realtà in grande difficoltà da tanti punti di vista. Ma credo che da un teatro come quello visto all’opera in Eresia della felicità a Sant’Arcangelo di Romagna, dove erano presenti anche dieci ragazzi di Seneghe, possano trarre vantaggio anche altri. Lo si è visto a Venezia.

Mario Cubeddu

Rimando da “Dialoghi sulla non-scuola” di Massimiliano Rassu

Provo a riportare le esperienze che ho convissuto con Marco e il Teatro delle Albe da ormai 12 anni!
Provo a partire da capo per contestualizzare in che modo e con quale percorso ci siamo incrociati quel 21 e 22 aprile.
Mio fratello Gabriele, più grande di me di 6 anni partecipava alla non-scuola dalle scuole superiori, dai primi anni Novanta. Nemmeno diecenne, vivevo le prime esperienze di spettatore affascinandomi agli “esiti” delle non-scuole alle quali partecipava, associando così quello che usualmente era inteso come “spettacolo teatrale” agli spettacoli messi in vita dai laboratori delle Albe con/dai ragazzi. Da allora ho come sentito innato il desiderio e il bisogno di giocare come facevano sulla scena, senza aver inteso a pieno tutto il messaggio che la non-scuola porta a sé; da allora ho sempre cercato la possibilità di svolgere “l’attività teatrale” nelle strutture sociali che mi si sono presentate, vuoi agli scouts, alle scuole medie …
Questa passione per il “giocare a fare…” era costantemente alimentata dalla determinazione con la quale mio fratello si dedicava, riuscendo ad entrare nella prima squadra dei 12 Palotini di Marco assieme ad Alessandro Renda, Marco Magnani, Luca Fagioli, Alessandro Argnani …, appassionandomi sempre di più. Un giorno, io credo ancora per una qualche coincidenza astrale, mi sono ritrovato nella sede temporanea di Ravenna Teatro in V. Alberoni per un misterioso provino. Quel provino si rivelò – solo una volta sul posto – quello necessario al ricambio generazionale naturale dei Palotini adolescenti ed irriducibili che ormai erano cresciuti e non potevano continuare il percorso e l’esperienza de I Polacchi.
La previa conoscenza dello spettacolo, il mio fisico gracile, una predisposizione all’amore per quell’affascinante mondo che mi si celava davanti e qualche vago aggancio all’interno della squadra (erano diventati tutti i miei idoli e modelli non appena partecipai come spettatore alla generale de I Polacchi con tanto di funambolo…nel ’98 furono alcuni elementi che fecero sì che io entrassi nella “seconda squadra palotina”.
Ancora non avevo mai partecipato attivamente ad un laboratorio della non-scuola – a differenza di tutti gli altri “neoreclutati” – e ciò mi faceva sentire penalizzato perchè pensavo che mi potessero mancare dinamiche, concezioni, metodi che avrebbero potuto facilitarmi sulla scena. Credo che se avessi continuato ad accanirmi senza frutti in greco e latino a scuola, con le assenze che mi si sarebbero presentate a causa delle imminenti turnée, avrei di certo perso l’anno e chissà quale altra opportunità, se non fosse stato per il fatto che cambiai indirizzo scolastico entro i primi 6 mesi della 4° ginnasio. Questo mi permise di continuare ad essere in scena negli anni successivi senza mai perdere un’anno di scuola e fare anche una bella figura coi professori! (in classe mi divertiva anche interpretare appieno il ruolo di studente interessato alla lezione!)
Marco mi chiese di accompagnarlo assieme a Roberto Magnani in Francia qualche giorno prima degli spettacoli, per assistere ad un laboratorio con adolescenti del posto (poi mi resi conto che fu il primo esperimento di non-scuola all’estero ed io ero presente!). Da allora ho sempre associato il metodo che usava Marco come un processo naturale e quasi scontato per mettere in vita uno spettacolo, per farlo mettere in vita, per riconoscere la “selvatichezza” universale che ogni ragazzo ha dentro di sè ed addomesticarla al linguaggio teatrale, per massacrare i grandi classici e ricostruirli in una dimensione più vicina ai fruitori, gli studenti stessi che partecipavano prima intimoriti, poi tranquillamente a loro agio, nel gioco.
Cambiare indirizzo scolastico, scambiare il greco antico con il francese mi facilitò in quello di cui avevo bisogno: comunicare con una lingua corrente e non una morta, un doppio senso di marcia, e avere gli elementi di una comunicazione completa: mittente, ricevente, messaggio, linguaggio, feedback.
Successivamente, per necessità di alchimie che solo Marco conosce e per mia grandissima gioia, entrai in scena con altre produzioni delle Albe e parallelamente, a scuola, per un’altra coincidenza astrale, cominciavo a frequentare dalla seconda superiore, i laboratori della non-scuola. E chi era la guida assegnata alla mia scuola per i primi due anni? Marco!con lui rivisitammo Le Troiane e Donne al Parlamento. Capii un pò meglio quello che vidi anni prima, quando ero bambino e senza coscienza e in scena c’era mio fratello.
Finite le scuole superiori ho intrapreso con la squadra tecnica del Rasi, di Ravenna Teatro, un percorso che viaggia parallelamente a quello che succede in scena: quello che succede Dietro alla scena! L’apprendistato come tecnico di palcoscenico prevedeva nell’addestramento, l’affiancamento alle tante squadre della non-scuola durante il giorno del debutto al Teatro Rasi per quello che riguardava le questioni tecniche a tutti i livelli: dalla scena, alle luci, all’audio, etc… Questo mi ha permesso di imparare a conoscere – a riconoscere – anche i diversi stili che le guide e i ragazzi avevano trascorso nei periodi della costruzione dello spettacolo, i diversi approcci con le questioni tecniche, le leggere sfumature e i decisi contrasti che ogni scuola e gruppo porta con sé, i tempi di lavoro, la pazienza necessaria, gli escamotages, le dinamiche drammaturgiche, i tempi comici, i ritmi funzionali, gli effetti scenici adatti, gli elementi ricorrenti che facevano della non-scuola la non-scuola!
Mi sembrava di avere affrontato l’esperienza non-scuola da parecchi punti di vista meno che da uno: quello della Guida.
La precarietà lavorativa, conseguentemente il tempo libero da dedicare al progetto, la curiosità di affrontare e disciplinare l’energia anarchica, senza influssi scolastici teatrali di una ventina di adolescenti e qualche altra coincidenza astrale, hanno fatto sì che, ancora una volta, ancora per caso, ancora come una stupenda sorpresa, mi trovassi quest’anno a fare per la prima volta da guida per questo progetto pedagogico universale che è oggi la non-scuola, vivendo un percorso che spero di poter percorrere ancora (se le coincidenze astrali lo vorranno), facendo tesoro dell’ascolto che ho imparato ad avere, colmando quella lacuna che da molto ormai pretendeva di essere colmata, conoscendo il processo alchemico da seguire avendo elementi allo stato puro che vengono offerti tramite i ragazzi, traducendo il linguaggio dei grandi autori teatrali nel linguaggio dei ragazzi; dal linguaggio dei ragazzi, in Esperienza Teatrale.

Ecco perchè eravamo nello stesso luogo nello stesso momento, il 21 e 22 aprile dopo quel 20 aprile di esito unico ed irripetibile del percorso non-scolastico che ho vissuto per la prima volta da guida.
Vorrei raccontare, avrei da raccontare più nello specifico il processo dell’opera coi ragazzi ma non possiedo l’uso di una scrittura corrente di periodi affrontabili, credo. Manco di sintassi e correttezza grammaticale. Questo mi affligge mi intimidisce e mi inibisce.
Ho cercato di fare del mio meglio sperando di non essere stato noioso. Vi ringrazio per l’interessamento della mia esperienza, spero di essere stato d’aiuto.

Massimiliano Rassu

 

Rassegna stampa 23 – 29 aprile

lunedì 23 aprile

Speciale Premio Scenario: le generazioni del nuovo. Infactory, Due passi sono, L’Italia è il paese che amo, Spic & Span di Cristina Valenti e Giada Russo (Ateatro)

BLACKBIRD: retroscena di una storia d’amore di Sara Bonci (Corriere dello Spettacolo)

La Ginori nelle parole della Frasson: più gioco che Storia di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Liskova tra l’amore e il caso: l’intervista esclusiva su CorriereFiorentino.it di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Alessandro Sciarroni e Mara Cassiani, la danza giovane di Matilde di Valentina Alfonsi (Krapp’s Last Post)

Tutto ciò che (non) sappiamo di Moro di Bruna Monaco (Paneacqua)

Vita e morte di Cesare nella stanza del Potere. Carmelo Rifici rilegge Shakespeare ai giorni nostri di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

The Coast of Utopia, Naufragio di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Da Est a Ovest e ritorno: l’utopia di Giordana nelle parole di Stoppard di Giulia Tirelli (Il Tamburo di Kattrin)

 

martedì 24 aprile

Prima produzione per La Pergola con “Il gioco dell’amore e del caso” di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Significazione.07 / Sintomatologia dell’attore. Appunti da un laboratorio sul “teatro a tempo di musica” condotto da Giancarlo Sepe di Luca Di Tommaso (Culture Teatrali)

Pillole di Web Marketing per il Settore Culturale / Pay per Click di Redazione (Eventando)

Kollatino Underground. La cultura in quarantena di Manuela Rossetti (Krapp’s Last Post)

Bye Baby Suite. A 50 anni da Marilyn di Rita Borga (Krapp’s Last Post)

Lasciate sbocciare ancora Primavera dei Teatri di Renato Palazzi (Myword)

Le serve di Maria Grazia Gregori (Myword)

Ritratto d’autore: Alberto Oliva di Monica De Giuli (Persinsala)

In non celeste sonno. Omaggio a Elio Vittorini di Francesca Brancaccio (Persinsala)

Autobiografie di ignoti di Michela di Michele (Persinsala)

“Sangue sul collo del gatto”: dramma dell’incomunicabilità fra alieni e zombie di Rossella Porcheddu (Recensito)

Hotel Desdemona di Romina Attianese (SaltinAria)

Delirio. L’animo sconvolto degli slovacchi SkRAT di Martina Mašlárová (Teatro e Critica)

Faustus! Faustus! (Zaches Teatro) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica)

 

mercoledì 25 aprile

Un Orlando tra il monello e la suffragetta di Enrico Fiore (Controscena)

I vecchi, i giovani, il 25 aprile di Massimo Marino (Controscene)

Aldo morto di Valeria Merola (Dramma)

Giocateatro 2012 di Mario Bianchi e di Elena Maestri (Eolo ragazzi)

Capossela a Prato. Per aprire un nuovo spazio culturale di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Carloforte 2011: preludio isolano alla nuova stagione estiva di Renzo Francabandera (Krapp’s Last Post)

The Writer di Claudio Facchinelli (Persinsala)

Quel vampiro di Fassbinder di Anna Bandettini (Post teatro)

Scatorchio condannato a vivere nei rifiuti dell’uomo moderno di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Femminile Singolare, Bianca Berlinguer di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Happy Days di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Music-Hall di Enrico Bernard (SaltinAria)

The Coast of Utopia di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Il circo di Buren fa da Apripista all’incontro Nord/Sud di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

giovedì 26 aprile

Live Arts Week a Bologna. Conversazione con Silvia Fanti di Lorenzo Donati (AltreVelocità)

Blue room, il dietro le quinte in linea di Redazione (Chiediteatro)

Maggio a San Salvi Calendimaggio e Tutti siamo diversi di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Aldo Moro, la storia, il teatro di Massimo Marino (Doppiozero)

Le tre meraviglie del Royal Ballet di Gabriella Gori (Drammaturgia)

Pillole di Web Marketing per il Settore Culturale / Content Strategy di Redazione (Eventando)

Ritmo e bravi attori alla Pergola. Ma l’aggiornamento stona di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

20 anni di Fanny & Alexander. Mitologie a confronto nella Emerald City di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

Il tempo in cui volavano i teatri. Intervista a Francesca Mazza di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post)

Tre ore di sogno ad occhi aperti con “Il lago dei cigni”. Uno degli spettacoli più belli offerti dalla Stagione Lirica del Teatro delle Muse di Chiara Giacobelli (NonSoloCinema)

Il buon varietà rinasce a teatro di Andrea Ciommiento (Paneacqua)

BurenCirque: il circo che abbatte le frontiere di Bruna Monaco (Paneacqua)

“I fratelli Karamazov”: una conversazione con Guido De Monticelli di Cinzia Crobu (Recensito)

“Comici fatti di sangue”: humour amaro per storie semplici di Rossella Porcheddu (Recensito)

L’anno del pensiero magico di Andrea Cova (SaltinAria)

Alle Muse di Ancona riluce il fasto de “Il lago dei cigni” di Gian Paolo Grattarola (Teatroteatro.it)

Salvataggio Italia, per decreto o per Utopia di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

venerdì 27 aprile

Caino: il fascino e l’impossibilità dell’espiazione di Nicoletta Lupia (Artribune)

Una retorica della trasgressione. Antropologia del teatro di ricci/forte di Oliviero Ponte di Pino (Ateatro)

Il teatro di ricerca nelle foto di Accetta di Enrico Fiore (Controscena)

SpazioTeatro, si conclude la stagione “Ricomincio da tre” di Paola Abenavoli (Cultural Life)

Troiane mikado di Paolo Randazzo (Dramma)

Le Low Pieces di Xavier Le Roy hanno aperto Live Arts Week di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

Fuori dal gregge la pecora nera di Teatro Distinto di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post)

A cena con don Giovanni di Renato Palazzi (Myword)

Parenti serpenti in salsa argentina di Maria Grazia Gregori (Myword)

Difesa di dama di Germana Grasso (Persinsala)

Che giornata! di Simone Vairo (SaltinAria)

Il Valle va sulla luna e Infinites Spaces negli spazi infiniti di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Intrattenimento violento di Laura Sales (SaltinAria)

Julian Curry: l’attore che si mise a scrivere di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Canto perché non so nuotare… da 500 repliche di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Lo show dei sogni di Scarpa, Marlene Kuntz e Arcuri di Carlotta Tringali (Il Tamburo di Kattrin)

Sangue sul collo del gatto. Da Brecht a Fassbinder la demenza del contemporaneo di Matteo Antonaci (Teatro e Critica)

Primavera dei Teatri, Kollatino e San Martino: avanti il prossimo di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

sabato 28 aprile

Mejerchol’d le tecniche dell’attore e la commedia dell’arte di Emanuela Ferrauto (Dramma)

Il teatro necessario del Belarus Free Theatre di Simone Pacini (Krapp’s Last Post)

Don Giovanni al tempo dei festini a luci rosse di Rossella Menna (Rumor(s)cena)

Il tempo di Gustav Mahler di Serena Lietti (SaltinAria)

Post Partum di Ilaria Guidantoni (SaltinAria)

Music Hall di Lagarce. Il teatro del dormiveglia di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

domenica 29 aprile

Espressionismo circense e divertimento danzato di Giambattista Marchetto (Bon vivre)

Requiem per il Teatro San Martino di Bologna di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post)

Non fiori ma opere di Bene. I perché di Latini e le difficoltà degli altri di Azzurra D’Agostino (Krapp’s Last Post)

“THE COAST OF UTOPIA” di Tom Stoppard di Alessandro Pesce (NonSoloCinema)

Al Teatro La Fenice in scena “Così fan tutte”, ultima tappa della trilogia di Mozart affidata alla regia di Damiano Michieletto di Diego Mantoan (NonSoloCinema)

La vita è una commedia. Va in scena la nuova produzione di Emio Greco di Silvia Aufiero (NonSoloCinema)

Face Nord o lo spettacolo delle relazioni umane di Bruna Monaco (Paneacqua)

Ecuba. La Nausea e la Strage di Alessandro Paesano (Persinsala)

Basta col femminicidio: dalla scena all’appello di Anna Bandettini (Post teatro)

Hate Mail di Laura Sales (SaltinAria)

Macadamia Nut Brittle di Andrea Cova (SaltinAria)

Report from Rome – 2. From the origin of the world, to our black reality di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Rassegna stampa 16 – 22 aprile

lunedì 16 aprile

Il Burcardo: intervista a Maria Teresa Iovinelli di Redazione (Chiediteatro)

Emma Dante fa parlare siciliano ai Grimm di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Occidente solitario di Emanuela Ferrauto (Dramma)

Taccuino Londinese (15) di Anna Landi (Dramma)

I Fratelli Karamazov a Prato: Video-recensione di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Passato, presente e futuro di Sineglossa. Intervista a Federico Bomba di Stefania Zepponi (Krapp’s Last Post)

Cate Blanchett riscopre Botho Strauss, ed è un successo di Vega Partesotti (Krapp’s Last Post)

Il vero teatro necessario di Belarus free Theatre di Bruna Monaco (Paneacqua)

“Muoio come un paese – Resistere” di Lorenzo Gasbarri (Paneacqua)

Satyricon – Una visione contemporanea di Daria Bellucco (Persinsala)

“In queste stagioni furiose”. Carver recitato da Maddalena Crippa di Irene Della Tommasina (Recensito)

“L’anno del pensiero magico”: ricominciare a vivere per non morire di Giuseppe D’Errico (Recensito)

“Auntie and me”, la disperata solitudine dei parenti serpenti di Giuseppe D’Errico (Recensito)

Nel segno di Beckett il teatro delle giovani compagnie a “Luoghi Comuni”, il festival “fringe” di Bergamo di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Kitchen, il teatro conquista spazio di Margherita Gallo (Il Tamburo di Kattrin)

Aldo Mor(t)o : nonsense teatrale per una “storia lunga e seria” di Donatella Codonesu (Teatroteatro.it)

“Due mosche” da Slawomir Mrozek al Teatro Elicantropo di Napoli di Francesco Urbano (La valigia dell’attore)

“Io, Clitemnestra. Il verdetto”: come una giovane borghese diventa camorrista di Francesco Urbano (La valigia dell’attore)

 

martedì 17 aprile

Un “Otello” da ridere pensando a Eduardo di Enrico Fiore (Controscena)

Al Teatro Quirinetta di Roma Lucrezia Lante Della Rovere racconta storie di donne “malamate” di Carlotta D’Agostino (Corriere dello spettacolo)

Il circo della vita nelle parole di Pinter di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Trilogia su Friedrich Nietzsche di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Pillole di Web Marketing per il Settore Culturale / Foursquare di Paola Rosi (Eventando)

Sì, non possiamo: Forsythe fa i conti col “fallimento” di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

Napoli Teatro Festival 2012, fra polemiche e leggerezza di Federica Spinelli (Krapp’s Last Post)

Rzeczy. Le cose hanno un’anima di Renato Palazzi (Myword)

I due Karamazov di Renzo Francabandera (Paneacqua)

The Coast of Utopia. Il Viaggio di Michela di Michele (Persinsala)

Karamazov di Monica De Giuli (Persinsala)

La ballata di Woyzzecco di Claudio Facchinelli (Persinsala)

Doppio Assoluto. La voce intorno al suono di Alessandro Alfieri (Persinsala)

Avignone 2012: le anticipazioni di Anna Bandettini (Post teatro)

A letto dopo Carosello di Dino De Bernardis (SaltinAria)

In non celeste sonno di Serena Lietti (SaltinAria)

A Santa Lucia di Andrea Cova (SaltinAria)

Aldo Morto. Tragedia di Carmen Albanese (SaltinAria)

Crack Machine di Maddalena Giovannelli (Stratagemmi)

La crocifissione di Danio Manfredini di Emilio Nigro (Il Tamburo di Kattrin)

Con “The End” Babilonia Teatri affronta il tabù della morte di Cristina Fortisi (Teatroteatro.it)

Focus Sicilia: Claudio Collovà ci porta dentro I nostri tempi di Filippa Ilardo (Teatro e Critica)

Il cimento amoroso de “La Venere dei terremoti” di Manlio Santarelli di Francesco Urbano (La valigia dell’attore)

 

mercoledì 18 aprile

Bologna: una città a due fuochi, nell’ultimo spettacolo di Marinella Manicardi di Massimo Marino (Controscene)

Il teatro sociale alla ribalta di Massimo Marino (Controscene)

Luca Scarlini. Such sweet thunder: Shakespeare e la musica del Novecento di Redazione (Doppiozero)

Crack machine Il denaro non esiste di Angela Villa (Dramma)

Gianni Peng: concetto astratto da scoprire a Live Arts Week di Redazione (Eventando)

La shake-ispirazione pop di Factory di Paola Teresa Grassi (Krapp’s Last Post)

Anna prima di diventare Karenina: le prove d’infelicità di Sonia Bergamasco di Federica Spinelli (Krapp’s Last Post)

Tolstoij e la Karenina: slanci e delusioni di una lunga storia di amore-odio di Mariella Demichele (Paneacqua)

Vero come uno specchio rotto di Maria Pia Monteduro (Paneacqua)

Aspettando il gateau di Anna Mazzoni (Persinsala)

Anatomia del Bosco Verticale di Silvana Costa (Persinsala)

Parma, la crisi è morale o economica? di Anna Bandettini (Post teatro)

“Le fuggitive”: Vukotic e Valeri splendono al Ghione di Roma di Andrea Ozza (Recensito)

Being Human, la Tweet intervista a Annie Abrahams di Simona Polvani (Rumor(s)cena)

Doppio Assoluto, Nicola Piovani e Carlo Cecchi di Serena Lena (SaltinAria)

Belarus Free Theatre: l’Italia e l’ennesima occasione perduta di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

giovedì 19 aprile

Balanchine senza tempo seduce oltre l’esecuzione di Giambattista Marchetto (Bon vivre)

Le novità del Museo Teatrale del Burcardo di Redazione (Chiediteatro)

Il ritorno di Viviani a “Santa Lucia” di Enrico Fiore (Controscena)

Se Cyrano tocca con “O sole mio” di Enrico Fiore (Controscena)

“La favola del figlio cambiato”, pareva un deforme, ma diventa un re di Micaela Caporale (Corriere dello spettacolo)

“Dopo il ballo racconto il dolore delle donne”: Lucrezia Lante Della Rovere si racconta di Dante Bigagli (Corriere Nazionale)

“Fateci spazio”: anche a Reggio la giornata C.Re.S.Co di Paola Abenavoli (Cultural Life)

Teatro in progress. Innerscapes di Effetto Larsen di Roberta Ferraresi (Doppiozero)

Memorie dal sottosuolo di Angela Villa (Dramma)

Pillole di Web Marketing per il Settore Culturale / L’importanza di essere indicizzato di Redazione (Eventando)

I Karamazov al Metastasio. Grandi temi e bravi attori ma non basta. Recensione di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

La fragile invulnerabilità di Sylvie Guillem: 6000 miles away di Giulia Taddeo (Krapp’s Last Post)

I Karamazov secondo Cesar Brie di Maria Grazia Gregori (Myword)

“Eresia della felicità”: affresco non-scuola per Vladimir Majakovskij. L’evento, ultima tappa del progetto della scuola asinina, è andato in scena a Marghera e Venezia di Enrico Martin, Giada Tirocinio e Teresa Vio (NonSoloCinema)

Woyzecco, una sgangherata ballata di Elena Scolari (Paneacqua)

Pre]Paradise sorry Now di Marco Di Nardo (Persinsala)

Fassbinder degli Artefatti nel dittico degli Ideali di Anna Bandettini (Post teatro)

“Dove ci porta questo treno blu e veloce”, sogni di gloria e miserie di guerra di Giuseppe D’Errico (Recensito)

Satyricon, una visione contemporanea di Dino De Bernardis (SaltinAria)

Sopra la panca di Serena Lena (SaltinAria)

Sangue sul collo del gatto di Ilario Pisanu (SaltinAria)

Crack Machine di Daniela Cohen (SaltinAria)

Pre]paradise Sorry Now di Lo Spettatore Addormentato (SaltinAria)

Eresia della felicità: tracce poetiche della non-scuola a Venezia di Elena Conti (Il Tamburo di Kattrin)

 

venerdì 20 aprile

È record: Sette Olivier Awards a Mathilda di Redazione (Chiediteatro)

Cos’è il premio Olivier di Redazione (Chiediteatro)

Foto e video da Matilda e Frankenstein di Redazione (Chiediteatro)

La poesia del vino decantata cenando e degustando di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Un “Pranzo abbondante” per capire la Firenze di Dante di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

Giornata C.Re.S.Co: a Reggio l’iniziativa “Fateci spazio” di Paola Abenavoli (Cultural Life)

Virus di Damiano Pignedoli (Dramma)

Radiografia di una società demenziale di Gianni Poli (Drammaturgia)

Da Antonia Liskova a Francesco Montanari: arriva la prima produzione della Pergola di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Le Nozze di Figaro: da Mozart a Strehler 40 anni dopo di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post)

Il sublime cazzeggio di William Forsythe di Silvia Poletti (Myword)

Crack Machine di Renato Palazzi (Myword)

L’aliena di Fassbinder e il Mistero doloroso di Renato Palazzi (Myword)

Dante e Camus le sfide di Nekrošius di Laura Novelli (Paneacqua)

I colori dell’amore di Alfredo Agostini (Persinsala)

Molto rumore per nulla di Emanuele Marconi (Persinsala)

Physique du rôle di Simona Maria Frigerio e Luciano Ugge (Persinsala)

Patrizia Zanco rompe il “Silenzio” e racconta una storia che non deve accadere più di Roberto Rinaldi (Rumor(s)cena)

Obama 44 di Enrico Bernard (SaltinAria)

Gocce su pietra rovente di Andrea Cova (SaltinAria)

Dodici buone parole / Antas Teatro di Marta Ragusa (SuccoAcido)

Innerscapes: una storia d’amore e la magia del palcoscenico. Intervista a Matteo Lanfranchi di Redazione (Il Tamburo di Kattrin)

Utopia. L’arca russa attraverso il Naufragio di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)

 

sabato 21 aprile

Grandi eventi, spoil system, territorio e progetti culturali. Alcune riflessioni sul Napoli Teatro Festival dopo le Buone Pratiche di Giuliana Ciancio (Ateatr0)

Dopo l’ETI, chiude anche Arcus spa? Ma che fine faranno i 200 milioni di euro che gestiva? di Mimma Gallina (Ateatr0)

Un’illusione d’amore uccisa dai ricordi di Enrico Fiore (Controscena)

Bobo Rondelli è sempre una piacevole sorpresa di Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)

La Maria dei dadi da brodo di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Arriva Fabbrica Europa, molta danza ma non c’è il teatro di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Antonia Liskova, Fabrizia Sacchi, Francesca Montanari: ecco la prima produzione della Pergola di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Sangue sul collo del gatto. Fassbinder e Arcuri a proposito di verità di Michele Ortore (Krapp’s Last Post)

Sangue sul collo del gatto di Alessandro Paesano (Persinsala)

Il Burlesque eccolo qua di Anna Bandettini (Post teatro)

Spic e Span: la danza “pulita” che racconta la società della bellezza di Rossella Menna (Rumor(s)cena)

Cyrano de Bergerac di Romina Attianese (SaltinAria)

Potestad di Laura Sales (SaltinAria)

Memorie dal sottosuolo di Serena Lietti (SaltinAria)

Variazioni Impreviste, nuovo festival a Padova di Giovanni Perypezye (Studio28.tv)

Se hai i Semintesta ti viene l’Occhio pigro di Simone Nebbia (Teatro e Critica)

 

domenica 22 aprile

Nuova aria al Teatro Comunale di Massimo Marino (Controscene)

Le Albe, Alcina e la non scuola di Maria Dolores Pesce (Dramma)

Hamlet’s dream: lo spettacolo di Metropopolare al carcere della Dogaia, Prato di Gherardo Vitali Rosati (Gherardovitalirosati.it)

Dove ci porta questo treno blu e veloce di Simona Ventura (Persinsala)

Briganti di Anna Mazzoni (Persinsala)

Pagliacci di Alessandro Alfieri (Persinsala)

Ecuba, la nausea e la strage di Laura Sales (SaltinAria)

Inossidabile miele di Carmen Albanese (SaltinAria)

Scarpe (Sosta Palmizi) – Sguardi di quinta di Futura Tittaferrante (Teatro e Critica)

Il rap arcaico di Santopietro alla ricerca del presente di Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)

 

La rassegna stampa web de Il Tamburo di Kattrin è curata da Elena Conti

Innerscapes: una storia d’amore e la magia del palcoscenico

Intervista a Matteo Lanfranchi

Una storia d’amore integralmente muta, raccontata dal corpo e dall’azione degli attori; un dispositivo scenico vaporosamente ludico, che strizza l’occhio alle tecniche cinematografiche e fa tesoro della potenza e della semplicità della magia dell’artigianato teatrale… Tutto questo (e molto di più) è Innerscapes, con cui la compagnia milanese Effetto Larsen ha vinto il Premio Lia Lapini 2011 e a cui sta lavorando in questi mesi in vista del debutto. Abbiamo incontrato Matteo Lanfranchi, fondatore e regista, con questa intervista “epistolare” per farci raccontare come è nato, come si è sviluppato e come sta crescendo il progetto.

Effetto Larsen: chi siete? Dove lavorate? Cosa vi ha riunito in un progetto condiviso?

foto di Lucia Puricelli

La struttura di Effetto Larsen muta nel tempo. Ho iniziato a usare questo nome nel 2007, quando dopo aver lavorato per diversi anni come attore in altre compagnie ho sentito il bisogno di dare forma all’idea di teatro che mi accompagnava. Nel 2008 ho debuttato con il mio primo spettacolo, dove ero in scena da solo. Al momento la compagnia è composta da me, da Roberto Rettura, primo compagno di avventure teatrali, sound designer e membro fondatore del Gruppo Nanou; da Camilla Toso, organizzatrice, e dagli attori Beatrice Cevolani, Francesca Di Traglia, Lorenzo Piccolo, Marco Ripoldi e Ilaria Tanini. A seconda dei progetti collaboriamo con figure esterne, come ad esempio per l’ultima produzione Stefano Mazzanti, light designer del CSS di Udine. La compagnia ha base a Milano, ma non abbiamo una sede fissa: lavoriamo in spazi affittati o in residenze.
A riunirci è stata un’affinità nata in sala prove, un interesse condiviso per il lavoro proposto, sviluppato in un processo di reciproca conoscenza. Credo molto nella sintonia tra le persone, nell’atmosfera delle prove, per me è parte integrante del materiale di lavoro, un ingrediente necessario. Anche durante le prove chiedo agli attori una partecipazione molto attiva: detesto gli attori ammaestrati dai registi, mi piace avere a che fare con persone in grado di partecipare al flusso del lavoro. Io gestisco, conduco, indirizzo questo flusso, che sta maturando nel tempo e negli spettacoli, trovando una sua modalità e disciplina.

Innerscapes, titolo dello spettacolo con cui avete vinto il Premio Lia Lapini l’anno scorso e che state sviluppando in questi mesi, si potrebbe tradurre con “paesaggi interiori”: che tipo di “paesaggi” state esplorando? E con quali strumenti?

Quando una persona è messa di fronte a qualcosa di incompleto, tende naturalmente a completarlo. Innerscapes lavora proprio su questo principio: raccontiamo una semplice storia d’amore realizzando davanti agli occhi dello spettatore gli ambienti dove si svolgono alcuni passaggi della relazione. In ogni ambiente accade qualcosa, un frammento della storia.

foto di Lucia Puricelli

La maggior parte degli eventi non viene raccontata, lo spettatore vede solo alcuni passaggi cruciali. I paesaggi che stiamo cercando sono quelli che ognuno porta nel proprio immaginario, e con i quali va a completare ciò che vede: ambienti, ricordi, situazioni, contesti. Dopo le prime presentazioni davanti al pubblico in anteprima ho sentito con piacere che le interpretazioni degli avvenimenti non erano sempre univoche, pur lasciando a tutti la possibilità di fruire dello spettacolo. Sicuramente c’è ancora da fare in questa direzione, che trovo molto stimolante e che può essere ulteriormente approfondita. Il primo strumento a nostra disposizione è l’evocazione degli ambienti, realizzati con semplici oggetti di uso quotidiano. Soprattutto nella prima parte dello spettacolo gli attori iniziano e terminano l’azione con un “freeze”, che blocca la loro azione per poi liberarla nel nuovo ambiente. In questo modo durante lo spettacolo il tempo viene scandito dallo spazio, e questo ci porta al secondo strumento, ovvero l’ellissi: i salti temporali permettono di immaginare cosa è accaduto tra un frammento e l’altro. Terzo strumento, l’assenza di testo. Gli attori non parlano, qualcuno ha parlato di un “muto contemporaneo”. Perché questo sia sostenibile bisogna mantenersi sul confine delle informazioni che possono essere trasmesse solo col corpo, quindi su informazioni semplici, chiare, fisiche. La misura, da sempre elemento fondamentale della recitazione, diventa qui ancora più importante, in quanto il margine è molto sottile. Ultimo elemento, le didascalie: in proscenio ci sono delle lettere in stile Scarabeo, con cui compongo delle scritte che si trasformano, sempre in maniera molto concreta e semplice. Ogni didascalia offre una chiave di lettura, a tratti univoca (come ad esempio quando presenta il nome di un personaggio) e a tratti ambigua, indirizzando l’immaginario nella lettura ma lasciando sempre uno spettro di possibilità più o meno ampio.

Nel vostro spettacolo avete incorporato molte tecniche peculiari del linguaggio cinematografico. Nel periodo di affermazione di pellicole come il pluripremiato agli Oscar The Artist, ma anche la Palma d’oro 2012 The tree of life, la parola recitata sembra assumere tratti nuovi. Da cosa nasce la ricerca di un’essenzialità verbale e vocale in Innerscapes?

foto di Lucia Puricelli

Fin dal mio primo spettacolo come Effetto Larsen mi sono concentrato sull’azione più che sul testo. Volevo fare un lavoro da solo, ma non mi andava l’idea di fare un monologo in cui avrei dovuto parlare per un’ora. Avevo sentito dire che ai bambini, ai pazzi e agli animali non si può mentire: ho pensato che fosse perché guardano quello che fai, non badano a quello che dici. E l’ho trovato estremamente calzante per il lavoro di un attore. Quindi ho ridotto il testo a 3 frasi in 50 minuti: il pubblico segue senza difficoltà, anzi si lascia trasportare in una dimensione di comunicazione che non prevede la parola e questo lo porta ad avere un ruolo più attivo. Di recente mi hanno detto che il filosofo francese Merleau-Ponty tratta argomenti simili, anche se il mio riferimento iniziale era un detto popolare. Un altro riferimento incontrato per strada è Hitchcock, che, ogni volta che si ritrovava a ipotizzare con lo sceneggiatore di spiegare un passaggio della storia attraverso un dialogo, capiva di essere di fronte a un errore . Non c’è spazio per le spiegazioni. Anche per questo in Innerscapes, nella scena del museo, il quadro esposto è un fotogramma di Vertigo. Inoltre mi piace l’idea che lo spettacolo guardi al cinema, dal quale prende gli elementi base della grammatica compositiva: flashback, dissolvenze, ciak, ellissi. Mi ha molto colpito il recente successo di film quasi senza testo. In particolare in The Artist ho amato molto il fatto che la maggior parte dei cartelli che dovrebbero riportare le battute sono stati omessi perché non necessari, restano solo quelli indispensabili per capire lo svolgimento degli eventi. Credo sia in corso un mutamento, che riguarda la forma e quindi anche il contenuto: le informazioni e le emozioni passano per nuovi canali. Anche se, come dice Santayana, non c’è niente di nuovo sotto il sole tranne il dimenticato.

Il “contenuto” (il racconto di una storia d’amore) e la complessità della “forma”, in cui è espresso e comunicato, sembrano svilupparsi su due piani differenti: il primo grazie alla semplicità di un topos estremamente riconoscibile, l’altro secondo una ricerca metalinguistica che scava in profondità nelle possibilità espressive del mezzo teatrale. Che cosa ne pensi dei rapporti fra forma e contenuto all’interno di un processo di composizione drammaturgica e come tali relazioni si sono concretizzate in Innerscapes?

foto di Lucia Puricelli

Il primo spunto di lavoro è stato formale: ho visto molte volte creare ambienti in scena, ma non avevo mai visto questa tecnica utilizzata per raccontare lo scorrere del tempo. La prima volta che ho sperimentato questa modalità è stato nel 2009, in occasione di una performance per la Biennale Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo. Oggetto della performance erano i rapporti umani, e ovviamente la coppia la faceva da padrona. Durante la lavorazione di Innerscapes mi sono reso conto che quello che mi interessava era raccontare una storia semplice e riconoscibile attraverso un linguaggio contemporaneo. La storia d’amore era quindi il soggetto perfetto: appassiona, piace a tutti, è facilmente condensabile, e soprattutto fa parte del vissuto e dell’immaginario di chiunque, permettendo di riconoscersi in quello che accade. Esplorare le possibilità del linguaggio teatrale fa parte del mio percorso, lo trovo necessario: volendo scomodare un termine abusato, credo che fare “ricerca” oggi significhi cercare di dire qualcosa anche sul teatro. In particolare mi interessa la dimensione dello svelamento del trucco, del ricordo della finzione, in una parola del gioco: qualsiasi gioco per essere goduto a fondo va giocato bene, e per farlo servono regole chiare. Innerscapes unisce questi elementi, creando naturalmente uno stridore tra quello che raccontiamo e il modo in cui lo facciamo: ma è proprio questo che mi interessa. Non ho interesse a raccontare semplicemente storie, non a caso non faccio messe in scena. Come non ho interesse per dispositivi fini a se stessi. Credo che forma e contenuto siano inscindibili, uno conseguenza dell’altro, e che in questa alchimia si trovi ciò che ci muove. In un recente scambio epistolare, Claudio Morganti mi ha fatto notare la differenza tra la forma e il tema, la direzione, la via che si percorre. In questo modo è tutto più chiaro: ogni lavoro, ogni scelta si colloca in un contesto più ampio nel tempo e nello spazio, in un percorso che conosce similitudini al suo interno ma che rimane aperto all’esplorazione di nuovi territori, a volte con strumenti noti, a volte con attrezzi sviluppati per l’occasione.

Se dovessi scegliere un’immagine-chiave, per rappresentare in modo sintetico ed emblematico questo progetto, quale sarebbe?

Le prime immagini che ho preso come riferimento sono gli scatti di Gregory Crewdson e di Jeff Wall: due artisti della fotografia che hanno la caratteristica di catturare degli “istanti narrativi”, immagini che contengono già un prima e un dopo, una storia. Guardare le loro foto fa automaticamente scattare il meccanismo del completamento, ti viene da chiederti chi siano le persone ritratte, cosa stiano facendo, cosa faranno, perché sono finite lì, cosa provano e così via. Oggi sento come un condensato possibile un’immagine di Innerscapes, la scena del museo: il pubblico guarda due attori che in un museo guardano un quadro, in cui una donna in un museo guarda un quadro che le assomiglia. La scena di Vertigo sopra citata. C’è qualcosa in questo cortocircuito di sguardi che mi affascina, così come nell’accostamento tra teatro e cinema.

Un’ultima domanda per entrare direttamente nel laboratorio del processo creativo: oggi su cosa vi state concentrando, quali sono i prossimi obiettivi di lavoro?

Il punto cruciale è l’equilibrio tra il gioco e la storia raccontata. I due elementi devono interagire, dialogare di continuo, per evitare che uno dei due prevalga. La seconda parte del lavoro presentato fino ad oggi è troppo narrativa e lineare, questo equilibrio va rivisto. Si tratta quindi di procedere con il lavoro di condensazione che si è già consolidato nella prima parte. Penso inoltre che alcuni elementi narrativi possano essere sottratti, in modo da rendere più ampio il margine di completamento da parte dello spettatore. L’altro punto sostanziale è proseguire assieme agli attori nello sviluppo del linguaggio corporeo, rendendolo sempre più preciso e calzante. È un lavoro che richiede grande esattezza e leggerezza. Vanno costruite partiture precise che permettano costanti margini di improvvisazione (niente di nuovo sotto il sole), restando però nel campo delle informazioni trasmissibili fisicamente. Ho inoltre diverse idee che vorrei provare per incrementare il rapporto tra il gioco e la storia e che non ho ancora avuto modo di inserire in queste anteprime. Mi ha molto stupito la difficoltà, soprattutto da parte di alcuni addetti ai lavori, di capire cosa stavano guardando: alcuni festival ci hanno permesso di incontrare il pubblico a lavoro non ancora ultimato, occasione importantissima per aggiustare il tiro di uno spettacolo, per prendergli le misure, almeno per me. Ma evidentemente qualcuno dimentica che il teatro è un processo sempre in corso, e come tale va guardato.