Redazione

Una domanda a…

Per il progetto B.Stage 2014 chiediamo agli artisti, ai professionisti e operatori giunti a Bassano come spettatori di B.Motion Teatro, di svelarci qual è lo spettacolo che ha “segnato” la loro vita. Giorno dopo giorno annotiamo in questa pagina le loro risposte!

Daniele Timpano (attore/autore)
Dopo aver visto alcuni spettacoli di Carmelo Bene (come Pinocchio oppure Figlia di Iorio), Mimmo Cuticchio e Leo De Berardinis ho pensato: il teatro è una cosa bella, potrebbe essere bello anche farlo!

Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin)
Caligola di Roberto Latini, quando avevo 18 anni, perché ho capito cosa poteva fare il teatro e che ci volevo lavorare.

Luca Scotton (Babilonia Teatri)
Il pomodoraro di Dino Coltro visto nel 2006 a Nogara, in provincia di Verona, perché è stato il primo spettacolo in cui ho fatto lo spettacolo.

Elena Lamberti (operatrice)
Il Principe Costante per la regia di Pier’Alli al Teatro Fabbricone di Prato nel 2002. Mi sono laureata in Storia dell’Arte con una tesi su uno scenografo del 1700 e vedere alcune delle impostazioni studiate trasposte in scena – in un altro contesto rispetto al teatro all’italiana – è stata un’altra visione!

99.1.25.15.20.451Carlo Mangolini (direttore B.Motion Teatro)
Lo spettacolo Giulio Cesare di Socìetas Raffaello Sanzio visto nel 1997 al Fabbricone di Prato durante il corso dell’ETI; questo lavoro mi ha aperto delle possibilità altre sul teatro e sulla modalità di reinterpretare i classici.

 

Rosa Scapin (direttrice OperaEstate Festival Veneto)
Ogni spettacolo cambia la vita, anche quelli che stiamo vedendo in questi giorni. Dovendo scegliere come spettatrice dico: Salvo Randone in Pane altrui di Turgenev, La Bottega del Caffè di Fassbinder fatto dal Teatro dell’Elfo nel 1991 e Descrizione di una battaglia di Giorgio Barberio Corsetti.

Ilaria Dalle Donne (attrice)
Mi interessa la tenacia del fare, chi segue una direzione, una linea, chi possiede una sincerità dell’essere. Penso al lavoro di artisti come Pippo Delbono, Emma Dante, Rodrigo Garcia, Fura dels Baus, Giorgia Nardin. Gli spettacoli che mi vengono in mente in questo momento sono Tre pezzi facili degli Artefatti e Cuore di Silvia Costa, anche per la curiosità che sto sviluppando per il teatro ragazzi.

TWIN ROOMS TWIN ROOMS_2

Alessandro Pezzali (Teatro Magro)
Twin rooms dei Motus per le potenzialità della scena, l’idea di contemporaneo –  essere nei luoghi prima che le cose accadano -, la moda, il pop, la musica del presente. Dei Motus amo la non stanzialità che diventa anche un modo per stare in scena e fare teatro.

Fabrizio Arcuri (regista*special guest via Facebook)
Ce ne sono due e non e’ possibile considerarli separatamente. Hamletmaschine degli allora Magazzini Criminali e Gilgamesh della Raffaello Sanzio. Sono i due lavori che a sedici anni mi hanno fatto decidere che quello era il mio lavoro…

Rossella Tansini (operatrice)
La classe morta di Kantor, visto a Milano al Teatro dell’Arte. Erano gli anni Ottanta.

[youtube width=”200″ height=”162″]https://www.youtube.com/watch?v=-p870MeyJuw[/youtube]

rubon177-0c66dRenato Palazzi (critico, Il Sole 24 Ore / Delteatro)
Potrei rispondere che tutti gli spettacoli cambiano la vita.
Da un certo punto di vista, ci sono degli spettacoli che mi hanno cambiato, non la vita – altrimenti anch’io parlerei di Kantor –, ma il modo di percepire un grande problema: sono quelli di Ariane Mnouchkine, soprattutto gli ultimi, dal Le Dernier Caravansérail all’ultimo che si è visto in Italia, realizzato da un gruppo afgano affiliato al Théâtre du Soleil. Sono lavori che trattano i temi dell’immigrazione, della fuga dal proprio Paese, del sottrarsi a condizioni totalitarie. Questi hanno profondamente cambiato la mia visione di tali problemi.

libro_patronigriffiRoberto Rinaldi (critico, Rumor(s)cena)
Lo spettacolo Gli amanti dei miei amanti sono i miei amanti, visto al Teatro Duse di Bologna a metà degli anni ’80, mi ha affascinato per la capacità del regista e drammaturgo Giuseppe Patroni Griffi di raccontare una storia quotidiana in maniera seducente. Il libro più bello di Patroni Griffi invece è La morte della bellezza. Vederlo trasposto in teatro sarebbe uno dei sogni della mia vita.

LI 1Lorenzo Parolin (giornalista, Il Giornale di Vicenza)
È stata la prima volta che ho utilizzato la parola “capolavoro”: L.I. ⁄ Lingua Imperii (leggi l’intervista) di Anagoor.
Come spettacolo musicale, invece, è stato la prima esecuzione in Italia del pianista newyorkese di origine cingalese: Vijay Iyer. Ha studiato fisica ad Harvard e ottenuto un dottorato sulla fisica delle onde sonore a Stanford ma poi ha deciso di dedicarsi alla musica. È stata una cosa strepitosa: come se avesse messo in musica l’universo.

Silvia Mei (studiosa e critica)
Big in Bombay di Costanza Macras

[youtube width=”200″ height=”162″]https://www.youtube.com/watch?v=HwMvXuSZ5Mw[/youtube]

bergonzoniEnrico Bettinello (direttore Teatro Fondamenta Nuove di Venezia)
Nessuno. Però devo dire che Le balene restino sedute di Alessandro Bergonzoni, visto a 18 o 20 anni, mi ha fatto capire che il lavoro con le parole non era un semplice gioco, ma poteva anche essere inquadrato in una forma, avere una grande forza politica e non solo essere un divertissement.

Alessia Zanchetta (Responsabile Comunicazione Operaestate Festival)
Uno spettacolo di Batsheva. Mi ricordo che guardandolo mi sono detta: ecco un mondo nuovo a cui non avevo ancora avuto accesso.

Ilaria Dalle Donne “Alice disambientata”

Esplorando B.Motion Teatro > Ilaria Dalle Donne Alice disambientata

Un tentativo di attraversare gli spettacoli di B.Motion Teatro 2014: una rete di questioni, temi, rimandi e pensieri intorno ai lavori in programma al festival. Con la collaborazione di artisti, ospiti, operatori e spettatori.

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citazione
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consiglio
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plot
[cosa succede in scena in un tweet di 140 caratteri]

citazione
[una frase tratta dallo spettacolo]

Ilaria Dalle Donne sceglie una citazione di Gianni Celati per rappresentare il suo spettacolo
«Alice è una figura in perenne movimento»

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[una canzone dallo spettacolo]

[youtube width=”400″ height=”343″]https://www.youtube.com/watch?v=2YwVL5b5Z88[/youtube]

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[rappresentativa dello spettacolo]

Monique Dupong, Bambina che salta alla corda

Monique Dupong, Bambina che salta alla corda

bta00717

consigli
[a partire da alcune suggestioni tratte dallo spettacolo]

Eraserhead di David Lynch
[youtube width=”400″ height=”343″]https://www.youtube.com/watch?v=E0S5pa7mO3Y[/youtube]

extra
[spunti per approfondire lo spettacolo, il lavoro del gruppo, il percorso degli artisti]

Un’intervista fatta a Ilaria Dalle Donne in occasione della sua residenza a Teatro Fondamenta Nuove di Venezia e alla lavorazione di Alice disambientata
Leggi l’intervista

Anagoor “Virgilio brucia”

Esplorando B.Motion Teatro > Anagoor “Virgilio brucia”

Un tentativo di attraversare gli spettacoli di B.Motion Teatro 2014: una rete di questioni, temi, rimandi e pensieri intorno ai lavori in programma al festival. Con la collaborazione di artisti, ospiti, operatori e spettatori.

temi
> fonti
playlist
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temi
[alla ricerca dei temi dello spettacolo]

educazione-allevamento; nascita; arte/potere; micro/macro storia (piccola-individuale/grande-collettiva); immagine/vita; eredità/attualità; passato/futuro; racconto/azione; singolo/collettività; realtà/ideologia

(il lavoro di Anagoor induce spesso a ragionare per coppie: i due elementi che le compongono non sembrano doversi considerare opposti, ma nodi complementari, in rapporto di reciproca tensione)

fonti
[utilizzate all’interno dello spettacolo]
Danilo Kiš. Consigli a un giovane scrittore


playlist
[una canzone dallo spettacolo]

extra
[spunti per approfondire lo spettacolo, il lavoro del gruppo, il percorso degli artisti]

Per Virgilio brucia Il Tamburo suggerisce una intervista “in progress” che la redazione sta sviluppando lungo tutta l’estate (e la tournée dello spettacolo) insieme alla compagnia Anagoor: ogni replica del lavoro è una puntata di questa conversazione a tappe; in ogni step il lavoro viene approfondito su due livelli: quello linguistico-formale e quello concettuale-contenutistico.

Leggi l’intervista “in progress” ad Anagoor…

Retro_scena B.Motion 2014

Ultimi S_Kattrin
random

26_08/CSC Garage Nardini

26_08/CSC Garage Nardini

28_08/Laboratorio B.Stage

28_08/Laboratorio B.Audience

28/29 agosto 2014

27 agosto 2014

20140827_210125

26 agosto 2014

Intorno a B.Motion: i protagonisti del festival

A B.Motion teatro 2014 sono diversi gli artisti che il Tamburo di Kattrin ha già incontrato: di alcuni abbiamo seguito le tracce dei nuovi lavori, altri li abbiamo conosciuti durante percorsi precedenti. Accogliendo la proposta della webzine Teatro e Critica di far rivivere i propri archivi con #BackToThePast vi proponiamo in questa sede degli articoli di approfondimento e alcune interviste per conoscere meglio gli spettacoli e i protagonisti del festival bassanese.

virgilio brucia AFFRESCHI

Anagoor
Intervista in progress. Verso “Virgilio brucia”

Un’intervista a puntate che si concentra sull’ultimo lavoro della compagnia veneta

Alice disambientata_foto di Davide Provolo Ilaria Dalle Donne
L’Alice di Ilaria Dalle Donne: una figura in movimento

Un incontro avvenuto a Teatro Fondamenta Nuove di Venezia per la presentazione di Alice disambientata: il racconto della ricerca artistica e della residenza

Fratelli_dalla_via3 Fratelli Dalla Via
Personaggi, stereotipi e linguaggi: in dialogo con i Fratelli Dalla Via

Un dialogo con Diego e Marta Dalla Via in occasione dei 20 minuti dello spettacolo Mio figlio era come un padre per me, vincitore del Premio Scenario 2013

color_teatri Color Teatri
Appuntidiunfestival: Ailuros e Color Teatri

Durante B.Motion 2013 abbiamo incontrato Color Teatri impegnato nello spettacolo I am the passenger: ecco alcuni appunti

W (prova di resistenza)_piccola Beatrice Baruffini
Intervista alla Generazione Scenario

Segnalata al Premio Scenario 2013 con lo spettacolo W (prova di resistenza), abbiamo incontrato Beatrice Baruffini lo scorso anno a B.Motion 2013 insieme agli altri artisti della Generazione Scenario.

ALDO MORTO Moro ha anche quattro costole rotte Foto di Claudia Papini leggera Daniele Timpano
Aldo Morto: un’intervistaUn incontro con Daniele Timpano per indagare su un fare teatro che viaggia sul filo del rasoio tra critica e ironia
 deflorian Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
Riavvolgendo Pina Bausch

Uno spettacolo in cui il pubblico ascolta la famosa pièce della Bausch Café Müller raccontata in scena da Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, seduti davanti al loro piccolo schermo del computer a vederne il video.

b.motion_2013 La rassegna stampa di
B.Motion 2013_ Operaestate Festival Veneto

 

B.Stage 2014

Il Tamburo di Kattrin è al Festival B.Motion – sezione teatro – di Bassano del Grappa con il progetto B.Stage.

Artisti e spettatori, scena e pubblico, creazione e fruizione. Due facce della stessa medaglia, due mondi che si sfiorano appena, ma che insieme compongono il teatro, un festival, uno spettacolo. Si guardano, si cercano, non possono fare a meno l’uno dell’altro. Certo sono realtà diverse. Ma l’artista che lavora per lungo tempo in vista del debutto e lo spettatore che segue con attenzione il prossimo spettacolo sono poi mondi così lontani? Un festival è le persone che lo fanno. E il progetto 2014 di B.Stage andrà alla ricerca di questi due mondi, esplorerà territori vecchi e nuovi per riscrivere le mappe del teatro: dal punto di vista degli artisti e da quello degli spettatori. Dal 2011 il Tamburo di Kattrin segue il festival di B.Motion con il progetto B.Stage, cercando di raccontare la storia del festival giorno per giorno, il suo backstage: il lavoro quotidiano dello staff, i segreti dei critici, i meeting degli operatori, i processi di lavoro degli artisti… ogni aspetto è un tassello che compone – in video, sui social network, nei racconti o nelle interviste – un ritratto cangiante, multiplo e in divenire del festival.

b.motion_sedia_2014

Nel 2014 B.Stage si focalizza sui due mondi che costituiscono il festival, la scena e la platea, con un programma di incontri che mira a tenere insieme artisti, operatori, spettatori, teatro e realtà. Oltre a B.Stage, il Tamburo di Kattrin ha attivato quest’anno anche il progetto B.Audience: un laboratorio per creare uno spettatore consapevole, con l’obiettivo di fornire strumenti di lettura al pubblico anche meno abituato alle performance di B.Motion, un’occasione per avvicinarsi o approfondire le tematiche contemporanee.

In questa pagina troverete tutti i link degli articoli che verranno scritti durante la permanenza al festival. Buona lettura!

  • Intorno a B.Motion: i protagonisti del festival
    Articoli di approfondimento e interviste per conoscere meglio gli spettacoli e i protagonisti di B.Motion Teatro 2014
  • Retro_scena B.Motion 2014
    Una serie di gallery di immagini di tutto quello che succede al festival, dentro e fuori i teatri
  • Esplorando B.Motion Teatro 
    Una rete di oggetti, significati e rimandi che racconta giorno per giorno gli spettacoli di B.Motion. Online le pagine di Anagoor e Ilaria Dalle Donne
  • Una domanda a…
    Qual è lo spettacolo che ti ha cambiato la vita? Rispondono artisti, operatori, critici e ospiti di OperaEstate
  • Dai Laboratori
    For ever e Walking Zombi: i processi e gli esiti dei laboratori di Ilaria Dalle Donne/Teatro Magro e Daniele Timpano & Elvira Frosini

Il progetto B.Stage 2014 è sostenuto da:

CadoCadore_quadraok alporton_quadraok

 In collaborazione con:

Adriano_quadra piadineria_quadra saraceno_quadra bigoleria_quadra

Rassegna Stampa_Speciale Festival 2014 #1

Torna la Rassegna stampa del Tamburo di Kattrin
con il primo speciale dedicato ai principali festival italiani!

Vi proponiamo una selezione degli articoli pubblicati sul web.

 

Primavera-dei-TeatriPRIMAVERA DEI TEATRI
27 maggio > 2 giugno
Sguardi da Castrovillari #1 – Introduzione, pezzi di Sud di Serena Terranova
Sguardi da Castrovillari #2 – Canzoni di morte, smarrimenti familiari di Serena Terranova
Altre Velocità
È il momento di Michele Santeramo di Renato Palazzi
Punta Corsara, un dirompente Hamlet travestie di Renato Palazzi
Del Teatro
Primavera dei teatri a Castrovillari di Massimo Marino Doppiozero
Santeramo e Sinisi per una società che ha perso i padri di Elisabetta Reale
Hamlet Travestie: l’Amleto partenopeo e dissociato di Punta Corsara di Mario Bianchi
Krapp’s Last Post
Primavera dei teatri, note di scena a sud di Gianfranco Capitta Il Manifesto
La fine non è il mio inizio di Tommaso Chimenti
Ligabue “Pitùr” interiore dai colori bianchi di Tommaso Chimenti
La guerra vista da dentro: il soldato e la mondana vittima della Storia di Tommaso Chimenti
“Piccoli suicidi” che divertono con leggerezza di Emilio Nigro
Rumor(s)cena
Primavera dei Teatri e l’ironia: Quotidiana.com, Punta Corsara, I Sacchi di Sabbia di Graziano Graziani Stati d’Eccezione
Una nuova Primavera di talenti e scoperte di Claudio Facchinelli Stratagemmi
I Sacchi di Sabbia. Piccoli grandi suicidi di Simone Nebbia
Carrozzeria Orfeo. Drammaturgia senza Vaselina di Andrea Pocosgnich
Punta Corsara. L’uomo che volle farsi Amleto di Simone Nebbia
Teatro e Critica
colline_torinesiFESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
1 > 22 giugno
Via col vento secondo Antonio Latella di Laura Bevione
Il femminicidio secondo Testori, più di trent’anni fa…: su A te come te del Teatro delle Albe di Laura Bevione
Un antiretorico elogio del nomadismo: su Caliban Cannibal dei Motus di Laura Bevione
Amandaviewontheatre
#IETMBergamo: tappa 1 / Colline Torinesi di Laura Valli, Fabio Ferretti  Ateatro
Operetta burlesca di Nicole Jallin  Che teatro fa – Repubblica.it
Il passato degli Anagoor brucia come il presente di Renato Palazzi  Del Teatro
Cosmogonia di un’umanità in bilico secondo Lucia Calamaro di Giulia Muroni Paneacquaculture.net
Operetta burlesca di Angelo Pizzuto Sipario
Intervista in progress. Verso “Virgilio brucia” di Redazione Il Tamburo di Kattrin
napoli_teatro_festivalNAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA
6 > 22 giugno
#IETMBergamo: tappa II // Napoli Teatro Festival  di Silvia Bovio, Cristina Carlini  Ateatro
Die Geschichte von Kaspar Hauser di Valentina De Simone
Reshimo e Mura di Valentina De Simone
Che teatro fa – Repubblica.it
Una danza sul mare tra Napoli e il Brasile di Enrico Fiore
La parodia estrema di Beckett contro il teatro occidentale di Enrico Fiore
Nel «Giardino dei ciliegi» si parla napoletano di Enrico Fiore
«Zio Vanja», il vaudeville al posto della vita di Enrico Fiore
«Un Vania» argentino fratello di Amleto di Enrico Fiore
Il «Dolore» di Eduardo prende la strada della farsa di Enrico Fiore
Al Napoli Teatro Festival Italia era discutibile proprio Napoli di Enrico Fiore
Controscena
Nulla di nuovo nella danza della Vertigo Dance Company di «Reshimo», al Napoli Teatro Festival di Giuseppe Distefano Domenica-IlSole24ore
Napoli teatro festival – I parteII parteIII parteIV parte di Emanuela Ferrauto Dramma
MurA. Caporossi torna a mani & mattoni di Gabriella Zeno
Onirico e rarefatto è lo Zio Vanja di Tuminas che conquista il pubblico di Gabriella Zeno
Il Kaspar Hauser di Hermanis rivive con la musica di Simone Pacini
Krapp’s Last Post
Ma è stagione di Cechov? di Andrea Porcheddu L’onesto Jago – Linkiesta.it
Hermanis e Il Kaspar Hauser: la bellezza dell’incubo di Marianna Masselli
Dolore sotto chiave: Saponaro tra polemica e visione di Marianna Masselli
Teatro e Critica
Il sindaco del Rione SanitàIl Giardino dei ciliegi – Finale di partita di Gigi Giacobbe Sipario
“Dolore sotto chiave” il radiodramma di Eduardo diretto da Francesco Saponaro di Anita Curci
“Per oggi non si cade” di Santanelli: all’Accademia di Belle Arti un gioco teatrale e una denuncia di Andrea Fiorillo
Angela Pagano incontra Beckett e Lluìs Pasqual di Andrea Fiorillo
Moscato porta al Nuovo “Istruzioni per minuta servitù” con gli umori e i ritmi della parodia di Maddalena Caccavale Menza
“Il sindaco del Rione Sanità” un testo che entra dentro la contraddittorietà dell’uomo di Anita Curci
Teatrocult
garofano_verdeGAROFANO VERDE
4 > 8 giugno
Caro George di Marco Pacella
Thérèse e Isabelle di Valentina De Simone
La notte poco prima della foresta di Rossella Porcheddu
Che teatro fa – Repubblica.it
Un Altro amore: Malosti fra Thérèse e Isabelle di Carlo Lei Krapp’s Last Post
Piccole storie d’amore di Andrea Porcheddu L’onesto Jago – Linkiesta.it 
Altri Amori, Anteprima (?) di Andrea Cova SaltinAria 

ALTRI FESTIVAL

Dall’Italia… 
Siracusa: sulla scena di Arnaldo Pomodoro rivive il mito dell’Orestea Giuseppe Distefano Artribune
A te come te: un concerto di voci sulla violenza alle donne Massimo Marino Controscene – CorrierediBologna.it
A te come te Maria Dolores Pesce Dramma
A Siracusa, tra Eschilo e Tim Burton Andrea Porcheddu L’onesto Jago – Linkiesta.it
Suarez, Pontedera e le cadute del nuovo teatro Andrea Porcheddu L’onesto Jago – Linkiesta.it
Era delle cadute, questa nuova scena italiana è campata in aria Matteo Brighenti Paneacquaculture.net
Il teatro in caduta (libera). Riflessioni attorno al progetto del Teatro Era Graziano Graziani Stati d’Eccezione
Atlante XL – Renato Palazzi, il teatro e la caduta Simone Nebbia Teatro e Critica
Dall’estero…
Robert Wilson sulla strada della semplicità. Fra Lione e Milano Stefano Castelli Artribune
Romeo Castellucci al Festival d’Automne. Conversazione con Marie Collin Vega Partesotti Doppiozero
Heiner Goebbels: un festival d’arte per tutti. Conversazione a proposito di Ruhrtriennale Rossella Menna Doppiozero
Roysten Abel e i giochi di coppia tra zucchero e spezie Gianfranco Capitta Il Manifesto
Sipario aperto su due mondi Gherardo Vitali Rosati Il Manifesto
La danza salvata dai ragazzini – 1/32/33/3 Sergio Lo Gatto Teatro e Critica

INTERVISTE

Festival Attraverso – Conversazione con Chiara Tabaroni Agnese Doria Altre Velocità
“Il ritorno di Casanova”, intervista a Sandro Lombardi Rodolfo Sacchettini Altre Velocità
Trent’anni con Pina Bausch. Parla il fotografo Francesco Carbone Michele Pascarella Artribune
Il teatro è avere coraggio di dire la verità. Una intervista con Agata Tomsic e Davide Sacco di ErosAntEros    Daniela Sacco Ateatro
«Un gran desiderio di fare». Una conversazione con Antonella Bertoni Michele Pascarella Gagarin Magazine
Muta Imago e quell’incontro mancato con Gihan Marcella Scopelliti Krapp’s Last Post
I piccoli esercizi di Enrique Vargas. Perché mentre gli uomini pensano, gli dei ridono Marco Menini Krapp’s Last Post
Orestiadi: nel segno del contemporaneo Redazione SuccoAcido

Su MANDIAYE N’DIAYE

Credere nell’invisibile, un ricordo di Mandiaye N’Diaye Lorenzo Donati Altre Velocità
Un atleta cross cultural del cuore Fernando Marchiori Ateatro
Mandiaye N’Diaye in memoriam Gerardo Guccini Culture Teatrali
Addio cavaliere del sogno: se n’è andato l’attore Mandiaye N’Diaye Massimo Marino Controscene – CorrierediBologna.it
Il sorriso del lottatore Marco Martinelli Doppiozero

 

a cura di Elena Conti, Maddalena Peluso e Rossella Porcheddu

Fabbrica Europa: la storia, le relazioni, il festival

È stata costruita nella prima metà dell’800 per collegare la città di Firenze con quella di Livorno. È stata utilizzata per promuovere la prima Esposizione Nazionale Italiana e successivamente occupata da un Arsenale d’Artiglieria. È stata adibita a magazzino fino al 1993 e nel 1994 convertita nell’attuale spazio polivalente. Gestita da una società di Pitti Immagine, da oltre vent’anni ospita manifestazioni culturali, esposizioni, sfilate, concerti, spettacoli. Con un’estensione di circa seimila metri quadrati, la Stazione Leopolda è il simbolo del festival, come sottolineano i direttori artistici di Fabbrica Europa, Maurizia Settembri e Roberto Bacci, che abbiamo intervistato in occasione della XXI edizione. Due conversazioni che mettono in luce, da un lato, il rapporto con la città, e dall’altro il legame indissolubile con la Leopolda. E se Maurizia Settembri ci restituisce la storia di Fabbrica Europa, dagli inizi a oggi, facendoci intravedere anche il futuro (leggi qui l’intervista), Roberto Bacci porta la sua esperienza tra Pontedera e Firenze (leggi qui l’intervista), affrontando una riflessione sui luoghi, e sulle relazioni, umane oltre che artistiche.
leopolda2Un duplice sguardo per una co-direzione, «una macchina complessa», come sottolineato da Luca Dini, presidente della Fondazione, che nel segnalare le possibilità di cambiamento, guarda al domani: «è un festival vivo, che deve rispondere ai bisogni e alle domande degli artisti, di chi lavora. Credo che, da ora in poi, debba essere più europeo. E produrre, prendersi il tempo di lavorare con gli artisti».
Rimarca, Dini, la necessità di «risposte politiche dal territorio, più chiare, e di un rapporto più forte, con la città e con i suoi luoghi, perché Fabbrica Europa fa parte dell’identità di Firenze». E auspica l’amplificarsi delle relazioni, nazionali e internazionali: «Deve essere un festival per la città, per l’Italia e per l’Europa». Un passaggio dal locale all’internazionale approfondito nelle due conversazioni che proponiamo, e che vogliono inaugurare una serie di interviste ai direttori artistici dei festival italiani, da nord a sud. Per raccontare l’identità e la storia, per comprendere le progettualità, le reti di relazioni. Per restituire, o cercare di restituire, ciò che accade al di là delle giornate festivaliere, ciò che sta dietro, e intorno, al palco.

Nutrire e creare relazioni: la vocazione di un festival – Intervista a Roberto Bacci

Una “casa” per gli artisti di tutta Europa – Intervista a Maurizia Settembri

Roberta Ferraresi  e Rossella Porcheddu

Rassegna stampa 26 maggio – 1 giugno

SPETTACOLI   RECENSIONI 
 power_fabre The power of theatrical madness
regia Jan Fabre
“The power of theatrical madness”, “Questo è teatro com’era da aspettarsi e prevedere”: immersione nella poetica fabriana di Mariarosaria Mazzone (Corriere Spettacolo)
Jan Fabre e il potere della follia teatrale. 30 anni dopo di Mario Bianchi (Krapp’s Last Post)
The power of theatrical madness di Daniela Cohen (SaltinAria)
  frost2 Frost/Nixon
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
Frost Nixon, uno spettacolo sul potere di Ilenia Carrone, Maddalena Giovannelli (Doppiozero)
Frost Nixon, sfida mortale a colpi di dialettica di Gianfranco Capitta (Il Manifesto)
Frost/Nixon di Andrea Cova (SaltinAria)
Frost/Nixon. Bruni/De Capitani alla ricerca della democrazia di Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)
Robinson
di MK
MK e l’alba di un nuovo Venerdì di Giulia Moroni (PAC – Paneacquaculture.net)
Modi d’incontro con l’alterità di Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin)
 roberto_latini Noosfera Museum
di Roberto Latini
Noosfera Museum di Caterina Matera (Dramma)
Il Museum di Latini e l’incantesimo spezzato di Michele Ortore (Krapp’s Last Post)
 elektra Elektra
regia Patrice Chéreau
Elettrizzante Elektra alla Scala di Milano  di Davide Annachini (del Teatro)
Elektra, di Patrice Chéreau (al Teatro alla Scala) di Mattia Palma (Potato Pie Bad Business)
FESTIVAL E RASSEGNE 
 nid_platform Molto nero, un po’ di bianco e alcune sfumature di grigio di Oliviero Ponte Di Pino (Ateatro)
Piattaforma della danza: il concettuale nel corpo di Andrea Porcheddu (L’onesto Jago – Linkiesta.it)
 Primavera-dei-Teatri Primavera dei teatri – Nuovi linguaggi della scena contemporanea. Corrispondenze da Castrovillari di Claudio Facchinelli (Corriere Spettacolo)
A Castrovillari convince “La prima cena” di Sinisi di Claudio Facchinelli (Corriere Spettacolo)
Santeramo e Sinisi per una società che ha perso i padri di Elisabetta Reale (Krapp’s Last Post)
Una Medea matrigna imbrattata di petrolio di Tommaso Chimenti (Rumor(s)cena)
Telemaco ed il suo Aspettando Godot-Ulisse di Tommaso Chimenti (Rumor(s)cena)
interplay Mono e (duplice) MM. Serussi e Daee per due visioni dal Nord di Vittoria Lombardi (Krapp’s Last Post)
Interplay: il debutto israeliano fa sold out di Daniela Arcudi (Krapp’s Last Post)
Interplay e la danza israeliana di Assaf e Fridman di Giulia Moroni (PAC – Paneacquaculture.net)
fabbrica_europa Singspiele di Rodolfo Di Giammarco (Che teatro fa – Repubblica.it)
La danza del corpo a Fabbrica Europa di Francesca Pedroni (Il Manifesto)

ALTRI SPETTACOLI

In pieno nel mondo. Palma Bucarelli Valentina De Simone Che teatro fa – Repubblica.it
Non si uccidono così anche i cavalli? Dal romanzo di Horace McCoy Daria D. Corriere dello Spettacolo
“La notte di Helver”: la fragilità dell’anima e il suo bisogno di amore Lorena Vallieri Corriere Spettacolo
Una coppia di poveri romeni che parlano polacco Maria Dolores Pesce Dramma
Namur. Della guerra e dell’amore per Kismet Teatro Mario Bianchi Krapp’s Last Post
 (S)Legati all’Altrove: storia di un miracolo Laura Santini Mentelocale
Una coppia di poveri romeni che parlano polacco alla Corte Laura Santini Mentelocale
Galleggiare nella tempesta. “L’uomo nel diluvio” di Valerio Malorni e Simone Amendola Graziano Graziani Minima&Moralia
Faiella in «Sesso? Grazie, tanto per gradire». Un cult per ricordare Franca Rame Vincenzo Sardelli Paneacquaculture
Se i classici hanno ancora ragione d’essere Silvia Torani Paneacquaculture
Interazione scenica, sguardo sornione sull’America  Vincenzo Sardelli Paneacquaculture
Il Piccolo Eyolf – Spazio Tertulliano (Milano)  Alessandra Quintavalla SaltinAria
Italia Libre – Teatro dell’Orologio (Roma)  Enrico Vulpiani SaltinAria
D.N.A. – Teatro dell’Orologio (Roma)  Andrea Cova SaltinAria
Le regine. Elisabetta vs Maria Stuarda  Alessandra Cioccarelli Stratagemmi
Cinque agosto. Storia di un paese Viviana Raciti Teatro e Critica

APPROFONDIMENTI

Up_Nea’14: lo stato dell’arte (ai tempi della crisi) Anna Chiara Altieri Ateatro
Che cosa si dicono teatro e filosofia quando si incontrano? Daniela Sacco Ateatro
Castellucci: tra il sacro e la desacralizzazione Attilio Scarpellini Doppiozero
E la volpe disse al corvo: il teatro di Romeo Castellucci Carlotta Tringali Il Tamburo di Kattrin
Ipercorpo 2014. Sguardi dal mondo su Forlì Simone Nebbia Teatro e Critica
Il teatro sognato da InternoEnki e Articolo18Comma1 Andrea Pocosgnich Teatro e Critica

POLITICHE CULTURALI

Cordelli, Genna e il cadavere della critica letteraria Lello Voce il Fatto Quotidiano
Il Biondo di Palermo, l’uscita dalla crisi c’è, ma non si vede Anna Bandettini Post Teatro – Repubblica.it
Premi teatrali, abbasso gli Ubu, viva gli Ubu Anna Bandettini Post Teatro – Repubblica.it
La diversità è la forza dei Premi Ubu Anna Bandettini Post Teatro – Repubblica.it

INTERVISTE

An interview to Critical Art Ensemble. Artivism, Activism, Hacker Art Annamaria Monteverdi Annamariamonteverdi.it
Interview to Marko Bolkovic artistic director of the videomapping Festival Visualia in Pula Annamaria Monteverdi Annamariamonteverdi.it
Videointervista a Luca De Fusco Redazione Corriere Spettacolo
Andrea Cigni: la mia favola con il Festival Orizzonti Matteo Brighenti Paneacquaculture

 

a cura di Elena Conti, Maddalena Peluso e Rossella Porcheddu

Operaestate 2014

Scapino Ballet (foto di Vincent Mentzel)

Scapino Ballet (foto di Vincent Mentzel)

Il ritorno in Italia di Scapino Ballet (in prima nazionale con Pearl) e il ritorno a Bassano dei Momix, molto apprezzati negli anni dal pubblico; un focus di grande interesse sulla danza olandese (il Triveneto nel 2014 è stato scelto per questa finestra che ogni anno il Governo del Paese realizza in Italia e che si declina anche con questo percorso nel contesto delle performing arts, Olandiamo in Veneto); l’affascinante lavoro della compagnia Liquid Loft e la sperimentazione coreografica contemporanea che dà vita alle suggestive Bolle Nardini (quest’anno con Jone San Martín Sandra Marín Garcia).
Per il teatro, un percorso dedicato alle Passioni civili, che si propone con la volontà di fotografare il nostro presente a partire da grandi testi del passato e porta in scena la nostra memoria storica (da Giuliana Musso a Natalino Balasso, da Le Belle Bandiere a Marta Cuscunà, dal Teatro del Lemming ad Andrea Pennacchi). Un altro livello è quello dedicato alla musica: torna il percorso Ekfrasis curato da Luca Scarlini, che intercetta i legami con l’arte visiva; grandi concerti d’orchestra e da camera, la lirica e il jazz.

E poi B.Motion, l’ultima parte di Operaestate, quasi un festival nel festival dedicato alla creatività contemporanea e alla ricerca che chiude la rassegna fra agosto e settembre: per la danza, oltre ad Olandiamo in Veneto, una serie di restituzioni nate a partire dalle numerose progettualità europee in cui il festival è coinvolto; per il teatro, invece, un’interrogazione importante che è «un’indagine – spiega Carlo Mangolini, vice-direttore del festival e curatore di B.Motion Teatro – sulle comunità in un momento particolarmente difficile».

Anagoor "Virgilio brucia"

Anagoor “Virgilio brucia”

Per fare solo qualche esempio, Ilaria Dalle Donne lavorerà con dei tatuatori, Ailorus sta sviluppando un percorso con immigrati di seconda e terza generazione; il lavoro dei Fratelli Dalla Via è una riflessione amara sulla situazione degli imprenditori, mentre quello di Helen Cerina si interroga sulla quotidianità urbana, così come il progetto Zombitudine di Daniele Timpano ed Elvira Frosini, che invaderà la città. Ad aprire e chiudere B.Motion Teatro, due spettacoli che diversamente scavano sulle nostre radici: Virgilio brucia di Anagoor Genesiquattrouno di Bruno-Villano.

Senza dimenticare il programma dedicato al cinema e il Minifestpensato per i più piccini (ma non soltanto).
E poi proposte a dir poco particolari, che sanno raccontare molto dell’approccio costruito negli anni da Operaestate rispetto al territorio in cui lavora: per fare qualche esempio importante di questo tipo di progettualità, basti pensare alla nuova collaborazione con Arte Sella che condurrà Itamar Serussi a una nuova creazione per il parco d’arte insieme ai giovani danzatori del CSC e a Cycling dance, che vedrà impegnati oltre 60 danzatori lungo la suggestiva pista ciclabile che si snoda lungo il fiume Brenta.

Tutto questo è Operaestate Festival Veneto, nel suo programma 2014, presentato il 29 maggio al Teatro La Fenice di Venezia. Ma è anche molto, molto di più.

Chris Haring | Liquid Loft

Chris Haring | Liquid Loft

«Aprire e non chiudere» è – per usare le parole di Rosa Scapin – l’impegno che Operaestate si è assunto in questi anni, nonostante i venti di crisi che hanno scosso il sistema culturale anche a livello nazionale (o forse a maggior ragione). Di qui, constata la direttrice, l’idea che la cultura non sia un settore in senso tradizionale, quanto piuttosto un livello capace di pervadere altri mondi, campi e contesti. Questo particolare tipo di approccio è ben evidente a scorrere gli obiettivi che Operaestate si propone da diverso tempo: la valorizzazione del territorio e dei suoi beni, il benessere culturale dei nuovi pubblici, la mobilità e la formazione della nuova scena del teatro e della danza. A questi, si aggiunge quest’anno un esempio emblematico di quanto il “trans-settore” della cultura possa contribuire alla crescita del territorio in cui opera ben oltre gli ormai consolidati e riconosciuti risultati in termini di indotto diretto e indiretto: il festival, nel 2014, punta anche su un altro “territorio”, quello delle eccellenze enogastronomiche, con lo sviluppo del progetto Il teatro dei sapori, che abbina performance dal vivo e degustazioni in dieci cene-spettacolo lungo tutta l’estate.
«La forza di Operaestate è proprio questa: è un esempio emblematico di cultura, impresa e territorio», constata Maria Teresa De Gregorio, dirigente Attività Culturali e Spettacolo della Regione.
Operaestate, in effetti, negli anni ha fatto strada. Prima di tutto, lavorando a quell’idea del “festival diffuso” che mette in rete quest’anno addirittura 40 Comuni di diverse Province e che – a detta della dirigente De Gregorio – intercetta appieno l’obiettivo tracciato dal programma della Giunta a inizio legislatura, quello di lavorare a un sistema territoriale capace di connettere e valorizzare le diverse realtà operanti nel territorio.

L'immagine del festival 2014

L’immagine del festival 2014

Il programma presentato a fine maggio nella splendida cornice delle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia si può considerare – per chiudere il discorso con una riflessione di Rosa Scapin – «una sintesi di una progettazione che dura tutto l’anno e si sviluppa in molti percorsi, i quali hanno compimento nei mesi estivi con un momento di presentazione pubblica».
Nel complesso, queste intenzioni, gli esiti, i nuovi profili che assumono quest’anno, si orientano verso la definizione di un approccio particolare alla questione del pubblico e del territorio in cui il festival agisce: Operaestate – per riprendere ancora le parole della direttrice – mira «a mettere in atto un modello non basato su una fruizione passiva e sul consumo culturale, ma ad attivare nuove pratiche fondate su forme inedite di partecipazione e condivisione».
L’emblema della programmazione estiva di Operaestate, da un po’ di tempo, è una poltroncina. Quest’anno è stata realizzata in 100% zucchero: è un’opera di Marco Chiurato (con la preziosa collaborazione di Barbara Beltramello). Come ricorda Rosa Scapin, è il «simbolo dell’accoglienza del festival» da diverso tempo, del suo particolare approccio agli spettatori che vi partecipano; ma «mai come quest’anno» Operaestate intende trasmetterlo, anche attraverso la propria immagine.

 Per il programma completo, visita il sito di Operaestate